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Adolfo Celi

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Adolfo Celi nel ruolo del professor Sassaroli in Amici miei (1975)

Adolfo Celi (Messina, 27 luglio 1922Siena, 19 febbraio 1986) è stato un attore, regista e sceneggiatore italiano.

Nato a Messina, era figlio di Giuseppe Celi (prefetto di Grosseto e di Padova, senatore del Regno d'Italia e presidente della Provincia di Catania) e di Giulia Mondello. Adolfo Celi crebbe tra la Sicilia e il Nord Italia; tra le sue residenze ci fu anche Padova. Grazie a una cinepresa amatoriale regalatagli dal padre, iniziò a impratichirsi con la ripresa. Nel 1942 s'iscrisse all'Accademia nazionale d'arte drammatica di Roma, dove si diplomò nel 1945 mettendo in scena I giorni della vita di William Saroyan. Negli anni dell'Accademia conobbe, tra i tanti, Vittorio Gassman, Mario Landi, Vittorio Caprioli e Renato Baldini. Nel 1946 venne scritturato per il film Un americano in vacanza, cui seguirono Natale al campo 119 (1947) di Pietro Francisci e Proibito rubare (1948) di Luigi Comencini. Nello stesso anno Aldo Fabrizi gli propose di partecipare a Emigrantes (1949), girato in Argentina.

Nel corso del suo primo viaggio in Brasile – dove era già attivo nel campo teatrale e cinematografico il suo amico Ruggero Jacobbi – si appassionò alla cultura e alle genti di questa terra e prese la decisione di restarvi: inizialmente lavorando al Teatro TBC di San Paolo, poi fondando, con la sua prima moglie Tonia Carrero e con Paulo Autran, il Teatro Brasileiro de Comédia di San Paolo e la compagnia di prosa "Carrero-Celi-Autran"; inoltre, al principio degli anni cinquanta la casa cinematografica "Vera Cruz" affidò a Celi la regia dei film Caiçara (1950), prodotto da Alberto Cavalcanti, che lanciava il divismo di Eliane Lage e Tico-tico no fubá (1952), Premio SACI per il miglior film brasiliano di quell'anno. Celi è considerato tra i più importanti registi del Brasile: a lui si deve infatti la definizione di nuovi canoni di sperimentazione teatrale e cinematografica ma anche inerenti alla televisione, allora all'esordio.[1]

La sua carriera di attore ebbe una svolta con l'interpretazione del cattivo in L'uomo di Rio, scelto da Philippe de Broca sul set a Rio de Janeiro. La popolarità del film lo portò a essere scritturato per interpretare il maggiore Bassilio Battaglia, al fianco di Frank Sinatra e Trevor Howard nei panni di prigionieri di guerra alleati, nel film drammatico Il colonnello Von Ryan (1965) di Mark Robson, e successivamente al suo ruolo più famoso, quello di Emilio Largo in Agente 007 - Thunderball (Operazione tuono) (1965), che gli diede notorietà mondiale.

Il ritorno in Italia

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Rientrato nei primi anni Sessanta, trovò un cinema molto diverso da quello che aveva lasciato e in pieno sviluppo. Si specializzerà nelle parti del "cattivo", sia nei film western o d'azione sia, con una certa autoironia, nelle commedie, dove interpretò frequentemente personaggi malvagi o potenti. In grado di recitare anche in inglese, venne ingaggiato come protagonista o comprimario in varie produzioni internazionali; oltre ai già citatì Agente 007 - Thunderball e Il colonnello Von Ryan, ottenne ruoli importanti in altri film tra cui: Il tormento e l'estasi (1965) di Carol Reed, Grand Prix (1966) di John Frankenheimer, Masquerade (1967) di Joseph L. Mankiewicz, Il fantasma della libertà (1974) di Luis Buñuel.

Nel 1969 uscì l'unico film italiano da lui diretto, realizzato con i suoi compagni d'accademia Vittorio Gassman e Luciano Lucignani, l'autobiografico L'alibi. In Italia raggiunse l'apice del successo quando entrò a far parte del cast della fortunata trilogia composta da Amici miei (1975), Amici miei - Atto II (1982) e Amici miei - Atto III (1985), dove ricoprì il ruolo del professor Alfeo Sassaroli, un brillante primario ospedaliero annoiato dal lavoro, che si unisce alle allegre "zingarate" di un gruppo di amici fiorentini.

Diretto da Daniele D'Anza, nel 1972 interpretò il medico nazista nello sceneggiato Rai Il sospetto; inoltre vestì i panni del poliziotto italo-americano Joe Petrosino nello sceneggiato omonimo mentre, tre anni dopo, interpretò don Mariano D'Agrò nello sceneggiato L'amaro caso della baronessa di Carini (1975). Nella memoria degli italiani vive come il sagace interprete del cinico e spregiudicato sir James Brooke, acerrimo nemico della "Tigre di Mompracem", interpretata da Kabir Bedi, nello sceneggiato televisivo Sandokan (1976), diretto da Sergio Sollima. Nel 1976 gli venne affidata l'eredità di Giampiero Albertini nel Carosello Gli incontentabili della Ignis, noto marchio di elettrodomestici.[2][3][4] Nel 1981 prese parte al kolossal storico televisivo inglese I Borgia, in cui interpretò (dopo avere impersonato vari prelati e cardinali) la parte di Rodrigo Borgia, salito al soglio pontificio come papa Alessandro VI.

Gli ultimi anni e la morte

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Tornato al teatro negli anni ottanta, venne ricoverato per infarto la sera della rappresentazione teatrale dei Misteri di Pietroburgo di Dostoevskij al teatro di Siena. Vittorio Gassman prese il suo posto sul palcoscenico. Il 19 febbraio 1986 Celi morì, all'età di 63 anni, per un arresto cardiocircolatorio, esattamente 40 anni dopo la morte di suo padre, avvenuta il 19 febbraio 1946. È sepolto nel cimitero monumentale di Messina.

Celi si sposò tre volte: con Tonia Carrero dal 1951 al 1963; con Marília Branco dal 1964 al 1965 e con Veronica Lazar dal 1966 fino al 1986. Da quest'ultima ebbe i suoi due figli: Alessandra (1966), attrice, e Leonardo (1968), autore del documentario Adolfo Celi, un uomo per due culture, realizzato nel 2006 per ricordare il padre a vent'anni dalla scomparsa e presentato nel 2008 alla Festa del Cinema di Roma nell'ambito della rassegna organizzata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo Adolfo Celi e i ragazzi tornati dal Brasile.

Foto del set Un americano in vacanza, con Adolfo Celi, Valentina Cortese e Leo Dale

Regista e attore

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Riconoscimenti

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  • A Porta di Roma, nella zona urbanistica di Roma nord, gli è stata intitolata una via.
  • Nel ventennale della scomparsa, a Messina, è stata posta una targa commemorativa davanti alla casa natale di Celi, situata nel quartiere Lombardo (e, più precisamente, in via Brescia).[5] Gli è stata inoltre intitolata una via nella zona sud della città, con una cerimonia alla presenza di Kabir Bedi, che recitò con Celi in Sandokan. Con quell'esperienza, Celi riuscì a prendere il volo verso Roma. "Sono nato nel quartiere Lombardo... e ho ancora tantissimi amici di grande intelligenza e profonda cultura. È vero che il terremoto, ma anche il secondo conflitto mondiale, hanno fatto abbandonare a molti la città. Dopo la maturità, nel 1940, sentivamo fortissima l'aria del continente e l'inizio dei bombardamenti contribuì a far lasciare Messina", raccontò Celi.

Doppiatori italiani

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Come diversi attori italiani, anche Celi è stato più volte doppiato. Di seguito le principali voci:

  • Renato Turi in ...poi ti sposerò, Yankee, Masquerade, Colpo maestro al servizio di Sua Maestà britannica, Dalle Ardenne all'inferno, La donna, il sesso e il superuomo, Sentenza di morte, La morte bussa due volte, Sette volte sette, ...hanno cambiato faccia, La mano lunga del padrino, Fratello sole, sorella luna, Pane, burro e marmellata;
  • Manlio Busoni in Il tormento e l'estasi, Grand Prix;
  • Roberto Villa in Appuntamento col disonore, Ragazza tutta nuda assassinata nel parco;
  • Carlo Romano in L'uomo di Rio;
  • Ubaldo Lay in Proibito rubare;
  • Riccardo Cucciolla in O.K. Connery;
  • Emilio Cigoli in Diabolik;
  • Enzo Tarascio in L'uomo venuto da Chicago;
  • Antonio Guidi in La mala ordina;
  • Arturo Dominici in Piazza pulita;
  • Glauco Onorato in Indagine su un delitto perfetto.
  1. Alessandro Ticozzi, Adolfo e Luciano, i ragazzi tornati dal Brasile, su Centro Culturale Candiani, Comune di Venezia (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2010).
  2. Marco Giusti, Il grande libro di Carosello. E adesso tutti a nanna..., 3ª ed., Milano, Sperling & Kupfer, 1995, p. 274, ISBN 88-200-2080-7.
  3. Gianni Spartà, Mister Ignis. Giovanni Borghi, un sogno Americano nell'Italia del miracolo, collana Oscar Mondadori, 2ª ed., Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2009, p. 71, ISBN 978-88-04-59161-0.
  4. Enzo Mauri, 1972. Gli Incontentabili conquistano Carosello. Giampiero Albertini e Adolfo Celi, adorabili presuntuosi, raccontano l’Italia del consumismo, su 70-80 Hits HQ, Planet s.r.l., 2 febbraio 2021. URL consultato il 29 luglio 2022.
  5. Pippo Lombardo, Le targhe della memoria della città di Messina (PDF), Messina, EDAS, 2013, p. 27, ISBN 978-88-7820-400-3. URL consultato il 19 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2018).

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Collegamenti esterni

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