Alfredo Ottaviani
| Alfredo Ottaviani cardinale di Santa Romana Chiesa | |
|---|---|
| Semper idem | |
| Incarichi ricoperti |
|
| Nascita | 29 ottobre 1890 a Roma |
| Ordinazione sacerdotale | 18 marzo 1916 |
| Creazione a cardinale | 12 gennaio 1953 da papa Pio XII |
| Nomina ad arcivescovo | 5 aprile 1962 da papa Giovanni XXIII |
| Consacrazione ad arcivescovo | 19 aprile 1962 da papa Giovanni XXIII |
| Morte | 3 agosto 1979 (88 anni) a Città del Vaticano |
| Firma | |
Alfredo Ottaviani (Roma, 29 ottobre 1890 – Città del Vaticano, 3 agosto 1979) è stato un cardinale, arcivescovo cattolico, docente e canonista italiano.
Tra le figure più importanti all'interno della Curia romana, Ottaviani si dimostrò un rigoroso difensore della Tradizione della Chiesa e oppositore delle tendenze progressiste nella Chiesa cattolica.[2]
Ordinato prete nel 1916, Ottaviani venne creato cardinale nel 1953 e poi nominato arcivescovo nell'aprile del 1962.[3]
Uomo colto e dotato di una "memoria prodigiosa",[2] Ottaviani - oltre ad essere docente di filosofia e di diritto in vari atenei pontifici - ricoprì anche numerose cariche ecclesiastiche, tra le quali quella di segretario della Congregazione del Sant'Uffizio.[4]
Durante il concilio Vaticano II egli era il membro più importante della fazione tradizionalista e conservatrice che si opponeva alle riforme - specie in ambito liturgico - di tale concilio. Nel 1969, pochi anni dopo la fine del Vaticano II, Ottaviani fu co-autore del saggio "Breve esame critico del Novus Ordo Missae" (famoso anche come "Intervento Ottaviani") nel quale criticava aspramente la nuova liturgia in uso nella Chiesa.[5]
Nonostante le critiche mosse al Concilio, Ottaviani rimase fedele a Roma fino alla morte avvenuta nel 1979.[6]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Gioventù e studi
[modifica | modifica wikitesto]Ottaviani nacque povero nel quartiere popolare di Trastevere, figlio del fornaio Enrico Ottaviani e della casalinga Palmira Catalini.
Dopo aver frequentato il seminario romano dell'Apollinare, dove conseguì le lauree inn teologia, filosofia e diritto, fu ordinato prete il 18 marzo 1916. Grazie alla sua formazione, e visti i suoi successi accademici, Ottaviani fu da subito destinato all'insegnamento. Dopo gli studi in seminario, infatti, tenne il corso di diritto pubblico ecclesiastico nell’ateneo giuridico dell’Apollinare e quello di filosofia presso il Pontificio Collegio urbaniano.
Il servizio nella Curia romana
[modifica | modifica wikitesto]Nel marzo 1922 ottenne i primi incarichi nella Curia romana come segretario personale del nuovo papa Pio XI. Nel 1925 pubblicò la prima edizione del fortunato manuale Institutiones iuris publici ecclesiastici, riguardante il diritto canonico.
Il Papa lo chiamò alla Segreteria di Stato nel 1928 come sostituto della sezione Affari Ecclesiastici straordinari; già un anno dopo l'Ottaviani occupava il posto di sostituto alla Segreteria di Stato.
In quegli anni Ottaviani portò il suo contributo come giurista nella stipulazione dei Patti Lateranensi. Successivamente divenne assessore, pro-segretario e segretario. Il 12 gennaio 1953, papa Pio XII lo nominò pro-segretario della Congregazione del Sant'Uffizio e contestualmente fu creato e pubblicato cardinale. Essendo conservatore, ebbe forti contrasti con chi voleva innovare la secolare tradizione ecclesiale.
Essendo responsabile del dicastero a cui è istituzionalmente demandata la tutela del sacro patrimonio della fede e della morale cattolica, ricoprì questo ruolo tenendo un comportamento attento e preciso, nella convinzione, in lui maturata con l'esperienza, che la "rectitudo fidei", cioè l'ortodossia, sia patrimonio irrinunciabile e condizione primaria per la "rectitudo morum", o ortoprassi. La sua preparazione giuridica, che già in età giovanile gli aveva garantito l'attenzione di altri sacerdoti, lo sostenne nel lavoro che svolse a difesa della fede cattolica[7].
Anche durante il pontificato di papa Pio XII si dimostrò fermo nelle sue posizioni, battendosi quando fu necessario e preparando anche scomuniche contro gli oppositori comunisti e i cattolici progressisti italiani, fautori tedeschi e francesi della nuova teologia, preti operai, inventori del catechismo liberale. Ottaviani fu tuttavia, anche per le sue mai dimenticate radici popolari, un uomo di grande sensibilità pastorale,[senza fonte] in particolare con i ragazzi e i giovani dell'oratorio di San Pietro, per i giovani che bighellonavano a Trastevere e nei pressi del Vaticano, per i quali si prodigava quotidianamente, pagando le rette per lo studio, le tasse per lo sport: per i giovani fu come un padre sollecito e affettuoso. Questa sua presenza tra i giovani non era un diversivo per superare la stanchezza tediosa delle carte d'ufficio e degli impegni burocratici, ma un'esigenza che scaturiva spontanea, intenzionale e generosa da un programma sacerdotale: era una "prestazione comandata" della sua vocazione[8].
Gli anni del Concilio Vaticano II
[modifica | modifica wikitesto]Con i cardinali Ernesto Ruffini e Maurilio Fossati, fu tra gli alti prelati che visitarono il cardinale Roncalli nella sua cella la sera prima del conclave, confortans eum (per incoraggiarlo), suggerendogli di convocare un Concilio e Roncalli fece propria quest'idea (Io ho pensato ad un Concilio dall'istante in cui sono diventato papa, su Epoca di 8.12.1968[9]).
La convocazione del Concilio Vaticano II a opera di papa Giovanni XXIII, la riforma della Curia, l'inizio dell'attività del Sinodo episcopale, furono forse per un uomo con le sue convinzioni, uno strappo eccessivo. Fu tra i capi dell'ala conservatrice del Coetus Internationalis Patrum. Tra i suoi interventi vi fu, nel 1962, la redazione del documento segreto Crimen sollicitationis, tramite il quale i vescovi venivano istruiti sulle modalità di gestione di casi di molestie sessuale da parte di preti nel contesto della confessione, crimine canonico per il quale si prevedeva - nei casi più gravi - la pena della dimissione dallo stato clericale. Il documento, approvato dall'allora pontefice Giovanni XXIII, avrebbe avuto delle ricadute per quanto riguarda i casi di pedofilia all'interno della Chiesa cattolica.
Il 5 aprile 1962 Ottaviani fu elevato al rango di arcivescovo da papa Giovanni XXIII. Il 21 giugno 1963, in qualità di cardinale protodiacono, annunziò l'elezione al soglio pontificio del cardinale Giovanni Battista Montini (papa Paolo VI), proclamando l'Habemus Papam.
Il post-Concilio
[modifica | modifica wikitesto]Il cardinale Ottaviani amava autodefinirsi il "carabiniere dell'Ortodossia"[10]. Al termine di tre anni di lavori di una commissione di studio istituita da Giovanni XXIII in parallelo al Vaticano II, il rapporto conclusivo fu trasmesso nel 1968 all'esame del Sant'Uffizio, allora presieduto dal prefetto card. Ottaviani, che espresse voto contrario insieme ad altri 6 dei 72 membri del consiglio. Mancando l'unanimità dei consensi, Paolo VI pubblicò l'enciclica Humanae Vitae nel 1968, rifiutando un rapporto che legittimava metodi di contraccezione artificiali come l'uso della pillola[10].
Nominato dal Papa presidente della Commissione Dottrinale, Ottaviani vide attuarsi, specialmente nelle applicazioni distorte del Concilio, alcune delle posizioni che più aveva osteggiato e temuto (abusi liturgici, storture dottrinali, ecc.). Egli fu più o meno tacitamente ostile anche alla riforma del Sant'Uffizio e all'abolizione dell'Indice dei libri proibiti e alla riforma del giuramento antimodernista. Così, l'8 gennaio 1968[11] rassegnò le dimissioni. Presiedette anche la Pontificia commissione per il controllo della popolazione e delle nascite.
Nel settembre del 1969 Ottaviani firmò, insieme al cardinal Antonio Bacci, una lettera con un opuscolo, noto come Breve esame critico del Novus Ordo Missae (scritto principalmente dal teologo domenicano Michel Guérard des Lauriers), a papa Paolo VI, nella quale esprimeva la propria opposizione alla riforma liturgica e, in specie, al nuovo messale romano o Novus Ordo Missae, allora in procinto di entrare in vigore[12], giudicato come «un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa, quale fu formulata nella sessione XXIII del Concilio di Trento»[13].
Al contrario, il nuovo Pontificale Romano di Paolo VI, che sarebbe stato pubblicato solo il 18 giugno 1968[14], venne da Ottaviani, ancora in veste di prefetto del S. Uffizio, preventivamente esaminato e, durante l’assemblea plenaria dell'11 ottobre 1967, fu dichiarato pienamente ortodosso e quindi atto ad assicurare la validità dei Sacramenti. Un mese dopo la promulgazione del nuovo Pontificale, Paolo VI pubblicò l'ultima sua enciclica 'Humanae Vitae, per la quale fu determinante il voto contrario di Ottaviani (specialmente contro l'approvazione dell'uso della pillola anticoncezionale) durante i lavori preparatori.
Il cardinal Ottaviani morì nella Città del Vaticano il 3 agosto 1979. Le sue esequie furono celebrate da papa Giovanni Paolo II il 6 agosto, giorno in cui un anno prima, come ricordò Giovanni Paolo II, nella medesima ora moriva papa Paolo VI.
È sepolto nella chiesa di San Pietro in Borgo, nota anche come chiesa di San Salvatore in Ossibus.
Genealogia episcopale
[modifica | modifica wikitesto]La genealogia episcopale è:
- Cardinale Scipione Rebiba
- Cardinale Giulio Antonio Santori
- Cardinale Girolamo Bernerio, O.P.
- Arcivescovo Galeazzo Sanvitale
- Cardinale Ludovico Ludovisi
- Cardinale Luigi Caetani
- Cardinale Ulderico Carpegna
- Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
- Papa Benedetto XIII
- Papa Benedetto XIV
- Papa Clemente XIII
- Cardinale Bernardino Giraud
- Cardinale Alessandro Mattei
- Cardinale Pietro Francesco Galleffi
- Cardinale Filippo de Angelis
- Cardinale Amilcare Malagola
- Cardinale Giovanni Tacci Porcelli
- Papa Giovanni XXIII
- Cardinale Alfredo Ottaviani
Opere
[modifica | modifica wikitesto]- Alfredo Ottaviani e Antonio Bacci, Breve esame critico del Novus ordo Missae, Roma, 25 settembre 1969
- Alfredo Ottaviani, Institutiones iuris publici ecclesiastici, Vaticano 1957-1960.
- Alfredo Ottaviani, Il Baluardo, Edizioni Ares, Roma 1961
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze italiane
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Impatto e influenze
[modifica | modifica wikitesto]Karl Rahner
[modifica | modifica wikitesto]All'inizio del 1962, Ottaviani informò i superiori gesuiti del teologo Karl Rahner che quest'ultimo era stato sottoposto a pre-censura romana. Ciò significava che il prolifico professore di teologia non poteva più pubblicare o tenere conferenze senza autorizzazione. Pochi mesi dopo, nel novembre del 1962, Papa Giovanni XXIII nominò Rahner perito (consigliere esperto) al Concilio Vaticano II. Poiché Rahner accompagnava il cardinale arcivescovo di Vienna, Franz König, in qualità di consulente teologico, Ottaviani non lo escluse dal Concilio nonostante il precedente silenzio impostogli.
Intervento di Ottaviani
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Il 25 settembre 1969, Ottaviani e il cardinale Antonio Bacci scrissero una lettera a Paolo VI a sostegno di uno studio di un gruppo di teologi che criticavano la nuova forma del rito romano e la nuova Istruzione Generale . Si tratta di due parti del Messale Romano rivisto, promulgato il 3 aprile di quell'anno, ma che apparve effettivamente nella sua interezza solo nel 1970.[18] Questa lettera divenne ampiamente nota come l'Intervento Ottaviani .
Procedura ecclesiastica nei casi di sollecitazione
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1962, sotto il pontificato di Ottaviani, in qualità di capo del Sant'Uffizio, firmò il documento noto con l' incipit Crimen sollicitationis, che aveva come sottotitolo Sul modo di procedere nei casi del reato di adescamento . Esso stabiliva norme dettagliate sulla procedura che i tribunali ecclesiastici dovevano seguire se un sacerdote veniva accusato di aver fatto avances sessuali connesse in qualsiasi modo al sacramento della confessione . I giudici e gli altri funzionari del tribunale ("chiunque appartenga in qualsiasi modo al tribunale") sarebbero stati soggetti alla scomunica automatica se avessero rivelato qualcosa sullo svolgimento del processo, anche dopo che il verdetto fosse stato pronunciato ed eseguito. Questa pena non si applicava agli accusatori e agli altri testimoni; al contrario, chiunque fosse a conoscenza del reato e non lo denunciasse entro un mese era soggetto alla scomunica automatica e poteva essere assolto solo dopo aver effettivamente denunciato il sacerdote o almeno aver promesso seriamente di farlo. La violazione del segreto da parte dell'accusato non era punita con la scomunica, bensì con la sospensione.
Nel 2003, 24 anni dopo la morte di Ottaviani, i media presentarono questo documento come un tentativo di "nascondere gli abusi sessuali". Alcuni riferirono che persino gli accusatori venivano scomunicati se rendevano note le loro accuse, e che il documento era conservato negli Archivi Segreti Vaticani, dove fu scoperto da un avvocato che si occupava di casi per conto di vittime di abusi da parte di sacerdoti cattolici.[19][20][21] In realtà, il documento di 69 pagine fu inviato a "tutti i Patriarchi, Arcivescovi, Vescovi e altri Ordinari Locali, compresi quelli di Rito Orientale " e si trovava, anche se dopo quarant'anni era generalmente dimenticato, tra le carte negli uffici dei loro successori. Mentre i resoconti dei media suggerivano anche che il verdetto ecclesiastico non dovesse mai essere reso noto, il documento parlava del verdetto che veniva "dichiarato" e "messo in atto", e le pene stabilite dal diritto canonico erano: "Deve essere sospeso dalla celebrazione della Messa e dall'ascolto delle confessioni sacramentali e, se la gravità del crimine lo richiede, deve essere dichiarato inadatto ad ascoltarle; deve essere privato di tutti i benefici e ranghi, del diritto di voto o di essere eletto, e deve essere dichiarato inadatto a tutti, e nei casi più gravi deve essere ridotto allo stato laicale". Queste pene erano di carattere pubblico e non soggette a segretezza.
Libri proibiti
[modifica | modifica wikitesto]In qualità di segretario del Sant'Uffizio, Ottaviani fu responsabile della messa al bando di numerosi libri, che sarebbero stati quindi inclusi in tutte le seguenti edizioni dell'Index Librorum Prohibitorum (Indice dei libri proibiti). L' Indice, la cui ultima edizione era stata pubblicata nel 1948, fu abolito da Papa Paolo VI nel 1966.
Faustina Kowalska
[modifica | modifica wikitesto]Il 6 marzo 1959, il Sant'Uffizio emise una notifica che vietava la circolazione di " immagini e scritti che promuovono la devozione alla Divina Misericordia nelle forme proposte da Suor Faustina " (enfasi nell'originale).[22] Faustina Kowalska era una suora polacca che nel suo diario raccontava conversazioni con Gesù Cristo .[23] Almeno dal 2002,[24] si sostiene che il giudizio negativo del Sant'Uffizio fosse basato su un malinteso dovuto all'uso da parte di quest'ultimo di una traduzione errata del diario in francese [23] o in italiano. Tuttavia, il divieto all'epoca era dovuto a "serie riserve teologiche - l'affermazione di Faustina secondo cui Gesù avrebbe promesso una remissione completa dei peccati per certi atti devozionali che solo i sacramenti possono offrire, ad esempio, o ciò che i valutatori vaticani ritenevano essere un'eccessiva focalizzazione sulla stessa Faustina".[24] Fu con l'approvazione di Ottaviani che l'arcivescovo Karol Wojtyła di Cracovia avviò nel 1965 il processo informativo sulla vita e le virtù di Faustina,[23][24] e il divieto sulla sua opera fu revocato da Papa Paolo VI nel 1978.[24]
Maria Valtorta
[modifica | modifica wikitesto]Ottaviani criticò gli scritti di Maria Valtorta, costretta a letto, che riferiva di aver avuto visioni di Gesù e Maria .
Carinci e Bea facilitarono un incontro tra i sacerdoti dell'Ordine dei Servi e Papa Pio XII, e l'evento fu annunciato nell'Osservatore Romano .
I quaderni di Valtorta furono pubblicati nel 1956 da Michele Pisani, con il titolo Il poema dell'uomo-dio .
Un anno dopo la morte di Pio XII, Ottaviani incluse l'opera nella lista dei libri che presentò al neoeletto papa Giovanni XXIII, il quale firmò nel gennaio 1960 il decreto che vietava tutti i libri presenti nella lista.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Centro Studi, Teologia Politica n° 41. «Prego Dio di farmi morire prima della fine di questo Concilio, così almeno muoio cattolico», su Sursum Corda. URL consultato il 3 agosto 2025.
- 1 2 OTTAVIANI, Alfredo - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ (EN) EWTN, 40 anni dalla morte del Cardinale Ottaviani, il ricordo di Giovanni Paolo II, su ACI Stampa. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ 6 agosto 1979, Santa Messa per le Esequie del Cardinale Ottaviani, su vatican.va. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ Ottaviani, Alfredo - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ Alleanza Cattolica, Cardinale Alfredo Ottaviani, su Alleanza Cattolica, 30 settembre 1979. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- ↑ Dall'omelia di Giovanni Paolo II nel giorno dei funerali del cardinale
- ↑ Ibidem
- ↑ Peter Hebblethwaite, trad. di Marco Roncalli, Giovanni XXIII: Il papa del Concilio, su google.it/libri, Castelvecchi (asin B01MT5MRXQ), 29 maggio 2013.«Nel 1968 il cardinal Alfredo Ottaviani darà un'intervista nella quale dichiarerà: «Gli ultimi giorni del conclave sono andato a visitare il patriarca nella cella e gli ho detto: “Eminenza, dobbiamo pensare a un Concilio”. Parole nella sostanza confermate in seguito da Roncalli: Io ho pensato ad un Concilio dall'istante in cui sono diventato papa, su Epoca di 8.12.1968, in un'intervista del febbraio 1975 a R. Bernard Bonnot, diplomatico americano»
- 1 2 Giovanni Gozzini, Tommaso Detti, 3 (3.2-cambiano le famiglie), in L'età del disordine: Storia del mondo attuale 1968-2017, Laterza (asin B079RJBVVF), 22 febbraio 2018.
- ↑ Roma, 9 gennaio 1968, pagina 1.
- ↑ Lettera Cardinali Ottaviani e Bacci, su maranatha.it. URL consultato il 3 agosto 2025.
- ↑ Paolo Farinella, Ritorno all'antica messa. Nuovi problemi e interrogativi, su google.it/libri, Gabrielli editori, 2007, pp. 43-44, ISBN 978-88-6099-033-4.
- ↑ La “querelle” sulla validità dei Sacramenti dopo il Concilio, su unavox.it, giugno 2014. URL consultato il 13 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2014).«Paolo VI il 18 giugno del 1968 ha promulgato una nuova versione del Pontificale Romano che per il vescovo recita: «Effondi sopra questo eletto la potenza che viene da Te, o Padre, il tuo Spirito che regge e guida» e per il sacerdote: «Dona, Padre onnipotente, a questi tuoi figli la dignità del Presbiterato. Rinnova in loro la effusione del tuo Spirito di santità».»
- ↑ La Civiltà Cattolica, 1932-I, 572-585.
- ↑ Archivio (PDF), su archivio.quirinale.it.
- ↑ Bollettino Ufficiale di Stato, su boe.es.
- ↑ Cardinal Ottaviani to Pope Paul VI, su EWTN.
- ↑ Row over Vatican order to conceal priests' sex abuse, su The Guardian, 18 agosto 2003.
- ↑ CBS News, su CBS News. URL consultato il 27 agosto 2008.
- ↑ Manila Times, su manilatimes.net (archiviato dall'url originale il 10 febbraio 2009).
- ↑ Acta Apostolicae Sedis LI (1959), p. 271 (PDF), su vatican.va (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2013).
- 1 2 3 Catherine M. Odell, Faustina (Our Sunday Visitor 1998), p. 157, ISBN 978-0-87973-923-2.
- 1 2 3 4 A saint despite Vatican reservations, su natcath.org. URL consultato il 1º dicembre 2021.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Francesco Leoni, Il cardinale Alfredo Ottaviani carabiniere della Chiesa, Apes, Roma 2002
- Emilio Cavaterra, Il prefetto del Sant'Offizio. Le opere e i giorni del cardinale Ottaviani, Mursia, Milano 1990
- Filippo Rizzi, Ottaviani l'austero difensore della fede, Avvenire, pagina 25, 30 luglio 2009, scritto per il trentennale della morte.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Alfredo Ottaviani
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Alfredo Ottaviani
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Ottaviani, Alfredo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- OTTAVIANI, Alfredo, in Enciclopedia Italiana, III Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961.
- (EN) Alfredo Ottaviani, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Enrico Galavotti, OTTAVIANI, Alfredo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 79, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2013.
- (EN) Opere di Alfredo Ottaviani, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) David M. Cheney, Alfredo Ottaviani, in Catholic-Hierarchy.org.
- (EN) Alfredo Ottaviani, in GCatholic.org.
- (EN) Salvador Miranda, Alfredo Ottaviani, su fiu.edu – The Cardinals of the Holy Roman Church, Università internazionale della Florida.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 22159609 · ISNI (EN) 0000 0001 0877 8341 · SBN LO1V089077 · BAV 495/113268 · LCCN (EN) n80013012 · GND (DE) 122403452 · BNE (ES) XX1387873 (data) · BNF (FR) cb12040455n (data) · J9U (EN, HE) 987007522805205171 · CONOR.SI (SL) 91952995 |
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