Bos gaurus
| Gaur | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
Vulnerabile[1] | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Superphylum | Deuterostomia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Infraphylum | Gnathostomata |
| Superclasse | Tetrapoda |
| Classe | Mammalia |
| Sottoclasse | Theria |
| Infraclasse | Eutheria |
| Superordine | Laurasiatheria |
| (clade) | Ungulata |
| Ordine | Artiodactyla |
| Sottordine | Ruminantia |
| Infraordine | Pecora |
| Famiglia | Bovidae |
| Sottofamiglia | Bovinae |
| Tribù | Bovini |
| Genere | Bos |
| Specie | B. gaurus |
| Nomenclatura binomiale | |
| Bos gaurus C. H. Smith, 1827 | |
| Areale | |
Il gaur, noto anche come bovino delle giungle o bisonte indiano (Bos gaurus C. H. Smith, 1827), è un bovino selvatico diffuso in India, Indocina e Birmania; è estinto in Tibet, nello Sri Lanka e nel sud della Cina. La forma domestica del gaur è detta gayal (Bos frontalis), di dimensioni leggermente minori rispetto alla controparte selvatica.[2]
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Il gaur è lungo 250-350 cm ed è alto al garrese circa 170-220 cm, con la coda lunga 70-100 cm. Il peso dell'animale varia dai 650 kg degli esemplari più piccoli, fino ai grossi maschi che, in alcuni casi, possono arrivare a pesare oltre una tonnellata (1600 kg), competendo con il bisonte americano per il primato del bovino selvatico più grande al mondo. Il suo pelo è di colore bruno scuro-nero, con lunghe gambe di color bianco nella metà inferiore, e le sue corna, che crescono in entrambi i sessi, sono lunghe sino ad 80 cm, di color giallo alla base via via sempre più nere all'estremità. Mentre crescono, tendono ad avvicinarsi l'una all'altra.
Il gaur presenta il dimorfismo sessuale: i maschi sono mediamente più grandi del 25% rispetto alle femmine; molto pronunciata nei maschi è anche la caratteristica cresta muscolare all'altezza delle spalle e la "giogaia" che arriva fino all'altezza delle zampe anteriori, che ricorda quella di un altro bovide asiatico, ovvero il kouprey. Le femmine hanno uno sviluppo muscolare meno marcato e appaiono meno massicce. Nonostante le dimensioni, il gaur si muove con una certa agilità.
Biologia
[modifica | modifica wikitesto]Comportamento
[modifica | modifica wikitesto]Il gaur si sposta in cerca di cibo in piccole mandrie generalmente da 8-11 individui, ma possono raggiungere anche 40 capi, formate da femmine con i vitelli, sub-adulti e da un maschio dominante, che si svolge anche un ruolo difensivo, mentre la femmina più anziana guida la mandria alla ricerca del cibo. I maschi adulti privi di harem conducono una vita solitaria o in piccoli gruppi. Vivono nei boschi ombrosi con sottobosco rado sino a 2000 metri di quota e nelle foreste di bambù. Il gaur si nutre di erba e frutti durante il giorno, mentre di notte ritorna ai propri giacigli per dormire. È un animale diurno, ma nelle zone dove maggiore è la presenza dell'uomo tende ad assumere abitudini notturne.
Non esitano ad attaccare la tigre, il leopardo o clan di cuon, se manifestano ostili intenzioni nei confronti di questi bovini selvatici e della loro prole. Il gaur riesce sovente a tener testa alla tigre anche perché è l'unico bovino in grado di colpire lateralmente con la testa quando attacca. È difficile prendere di sorpresa un gruppo di gaur: le loro sentinelle, infatti, danno l'allarme sbuffando ed emettendo sonori muggiti. Talvolta si crea una simbiosi tra questi bovidi e i galli bankiva, che razzolano fra i gaur cibandosi dei loro parassiti e collaborando nell'individuare i pericoli.
Riproduzione
[modifica | modifica wikitesto]Nella stagione degli amori, per delimitare il territorio ed attirare le femmine, i maschi di gaur emettono lunghi, rumorosi muggiti, udibili a oltre 1500 metri di distanza. Solitamente, i maschi non giungono a scontri violenti per contendersi le femmine, in quanto il principale fattore che determina la posizione dominante di un maschio sono le sue dimensioni. La maturità sessuale viene raggiunta al 2º o 3º anno di vita. La gestazione dura 275 giorni, con la nascita un piccolo per volta; i parti gemellari sono rari. I piccoli nascono tra agosto e settembre e vengono allevati per 7-9 mesi, e le femmine tornano fertili nel giro di 3-6 mesi dopo aver partorito. I vitelli nascono durante tutto l'anno; tuttavia, la maggior parte delle nascite avviene tra dicembre e giugno. Per proteggerli meglio, i gaur si dispongono intorno ad essi isolandoli all'interno. Tale formazione difensiva viene attuata anche durante il pascolo e gli spostamenti. In cattività, il gaur ha una longevità massima di 24 anni.
Domesticazione
[modifica | modifica wikitesto]La versione domestica del gaur è il gayal (Bos frontalis). Oltre ad essere leggermente più piccolo, il gayal presenta zampe più corte (anch'esse bianche) e corna tozze di forma conica a base larga rivolte verso l'esterno. È di indole docile e si adatta bene alla cattività; anche gli esemplari rinselvatichiti dimostrano un carattere tranquillo e mansueto.
Conservazione
[modifica | modifica wikitesto]La popolazione mondiale di gaur è stimata tra i 13.000 e i 30.000 capi, con un drastico declino nel corso degli ultimi decenni dovuto al notevole incremento demografico della popolazione umana nel sud-est asiatico. I fattori determinanti includono il bracconaggio, la distruzione dell'habitat, la competizione per le risorse di cibo e di trasmissione delle malattie da bovini domestici. La peste bovina, per esempio, ha colpito pesantemente la popolazione indiana di gaur nel 1968. Piani di conservazione e di gestione per il gaur vengono promossi in Malesia e Vietnam, dove la popolazione già frammentata è quasi all'estinzione. C'è stata una riduzione di almeno il 60% nella popolazione di gaur in Thailandia in soli 20 anni. Il bracconaggio, fatto allo scopo di vendere le corna come trofei, costituisce la principale causa dell'eccessiva diminuzione delle popolazioni di residue. Programmi di conservazione vengono messi in atto anche negli Stati Uniti e in Europa, ma le popolazioni in cattività sono troppo piccole e pericolosamente consanguinee. Nel 2001, un gaur fu clonato negli Stati Uniti, ma morì dopo pochi giorni.[3]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Duckworth, J.W., Steinmetz, R., Timmins, R.J., Pattanavibool, A., Than Zaw, Do Tuoc & Hedges, S., Bos gaurus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
- ↑ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Bos frontalis, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
- ↑ Instrument, www.instrumentmarketing.com, Advanced Cell Technology, Inc. announced that the first cloned endangered animal was born at 7:30 PM on Monday, January 8, 2001., su www.advancedcell.com. URL consultato il 6 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 31 maggio 2008).
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Bos frontalis
Wikispecies contiene informazioni su Bos frontalis
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) www.ultimateungulate.com, su ultimateungulate.com.
- (EN) www.iucnredlist.org, su iucnredlist.org.
- (EN) www.theanimalfiles.com, su theanimalfiles.com.
- (EN) www.wildcattleconservation.org, su wildcattleconservation.org. URL consultato il 17 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2008).


