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Bullionismo

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Il bullionismo è la dottrina economica, elaborata nell'ambito del mercantilismo, secondo la quale la ricchezza di uno Stato è data dalla quantità di moneta e di metalli preziosi che esso possiede. Venne adottato principalmente in Spagna e prevedeva che le esportazioni venissero remunerate in una moneta con base aurea e le importazioni scambiate con una moneta composta da solo argento. In pratica, date due monete con uguale valore nominale e diverso valore intrinseco, si facevano uscire dal Paese le monete con il valore intrinseco minore e si mantenevano all'interno del Paese quelle con il valore intrinseco maggiore, ovvero quelle con base aurea. Si tratta di una delle prime politiche introdotte dai mercantisti al fine di massimizzare lo stock monetario, cioè l'accumulazione di metalli preziosi. Tale politica, infatti, fondava le sue radici sull'idea che la base monetaria dello Stato fosse cronicamente scarsa a causa del drenaggio dei metalli preziosi dovuto alle importazioni o ad alterazioni monetarie (si veda a tale proposito la legge di Gresham).

Alla luce di questa impostazione l'unica soluzione, a detta dei mercantilisti, era rappresentata dal blocco delle importazioni e dalla massimizzazione delle esportazioni.

Il bullionismo fu ben presto abbandonato in quanto analiticamente carente rispetto alla nuova impostazione mercantilista, rappresentata dalla dottrina della bilancia commerciale.

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