Palestine Exploration Fund

Il Palestine Exploration Fund (PEF) è una società britannica con sede a Londra. Fondata con il patrocinio della regina Vittoria nel 1865, quando l'area era sotto il dominio dell'Impero ottomano, è la più antica organizzazione al mondo per lo studio del Levante e, in particolare, della Palestina.[1][2]
Il PEF sorse con l'obbiettivo di uno studio sistematico dell'area, attraverso un'analisi geologica, geografica ed etnografica, ma soprattutto archeologica. Profondo fu fin dall'inizio il rapporto con la storia e la cultura del popolo ebraico e l'interesse verso l'illustrazione della Bibbia.[2][3]
Per le attività di scavo, il PEF si affidò inizialmente a genieri in congedo dal corpo dei Royal Engineers, gli ingegneri del British Army. Tra questi c'era Charles William Wilson (1836-1905), cui era stato già in precedenza affidato dall'Ordnance Survey, l'ente cartografico britannico, il compito di studiare per Gerusalemme un nuovo sistema di approvvigionamento delle acque e che per l'occasione aveva mappato la città.[2][4]
Altro membro dei Royal Engineers era Charles Warren, uno dei primi ricercatori ad effettuare moderni scavi archeologici al Monte del Tempio.[2]
Negli anni Settanta dell'Ottocento, il PEF commissionò ad ingegneri militari una mappatura della Palestina occidentale (corrispondente alle odierne Israele e Palestina[5]), da eseguire secondo i più alti standard cartografici dell'epoca: ne risultò la pubblicazione di una serie di mappe, la Survey of Western Palestine.[2]
La creazione del PEF rappresentò un fondamentale passo verso l'istituzionalizzazione delle ricerche in area palestinese, un interesse già esistente in precedenza, sulla scorta degli studi biblici e della curiosità verso la Terra promessa. Tutte le organizzazioni legate alla ricerca in area palestinese, tanto europee quanto nordamericane, si ispirarono al PEF: tra queste, la American Palestine Exploration Society (PES), fondata a New York, che però ebbe vita breve (1870-1877), e la Deutsche Verein zur Erforschung Palästinas ('associazione tedesca per l'esplorazione della Palestina'), fondata a Lipsia nel 1877.[6]
L'École Biblique, fondata dai domenicani a Gerusalemme nel 1890, rappresentò una sorta di risposta cattolica alle attività di ricerca archeologica fin lì condotte, che avevano avuto ispirazione sostanzialmente protestante.[7] E anzi era stata proprio la rinnovata attenzione, di marca protestante, verso una conoscenza diretta del Paese a far rifiorire un approccio scientifico verso la sua analisi. A metà dell'Ottocento, gli Europei andavano consolidando la loro presenza nel Vicino Oriente: val la pena, al proposito, ricordare l'intervento francese in Libano (1860) e la creazione del Mutasarrifato, l'annessione britannica di Cipro del 1878 (vedi Cipro britannica), l'occupazione britannica dell'Egitto (1882).[8] Il Regno Unito cercava di mantenere l'indipendenza dell'Impero ottomano, suo alleato, soprattutto in chiave anti-russa. La Guerra di Crimea, scoppiata proprio in relazione alla contesa tra cattolici e ortodossi per il controllo dei luoghi santi, non fece che rimarcare il crescente interesse europeo verso la Palestina: la spinta per una sua esplorazione scientifica non poté non allacciarsi ad interessi economici e strategici, ma anche a presupposti religiosi spesso opposti. Mentre i cattolici riservavano gli studi biblici al clero, i protestanti, memori del principio sola scriptura di Lutero, in essi erano storicamente più versati ed erano ideologicamente avversi alla tradizione, inclusa quella relativa ai luoghi sacri.[9]
La tradizionale attenzione dei protestanti verso l'Antico Testamento fu uno dei presupposti per il rinnovato interesse archeologico per la Palestina e lo stesso PEF nacque con questo spirito. Tra i suoi iniziatori ci fu George Grove, curatore del Grove Dictionary of Music and Musicians e appassionato di studi biblici. Fu attraverso i suoi numerosi contatti che il PEF poté fin dalla nascita ottenere appoggi da illustri membri della società britannica, dagli aristocratici agli ecclesiastici, dal mondo scientifico al mondo politico e militare, dagli artisti ai riformatori sociali e ad altre figure dell'epoca vittoriana. Un'altra figura apicale fu l'ecclesiastico Arthur Penrhyn Stanley.[10][11]

Nel 1865 il PEF contava 71 membri: nel tentativo di attrarre fondi, cercò di presentarsi come un'impresa di pubblico interesse. Nel primo anno di attività, il PEF conquistò 1150 sostenitori, cui si aggiunsero anche importanti istituzioni, tra cui la British Association for the Advancement of Science, la Society of Antiquaries, l'Università di Oxford, l'Università di Cambridge, la Merchant Taylors Company, il Syria Improvement Committee e la Massoneria. In breve, il PEF poté aprire filiali in diverse città britanniche.[10]
La prima assemblea del PEF si tenne a Londra, il 22 giugno del 1865, alle Willis's Rooms di King Street (St. James's). L'arcivescovo di York, William Thomson, accettò la carica di presidente del PEF. Nel suo discorso inaugurale espresse la convinzione che una migliore conoscenza della Terra promessa avrebbe contribuito ad illustrare le Sacre scritture, poste indubbiamente al centro dell'interesse dei ricercatori. La società si propose di avere un carattere laico e di abbracciare il metodo scientifico, ma i suoi obbiettivi presto furono associati alla diffusa sensibilità patriottica, nazionalista e imperialista dell'epoca, tanto che, ai tempi, si diffuse l'espressione "crociata pacifica".[12] All'assemblea inaugurale intervenne anche Austen Henry Layard, noto archeologo, studioso della Mesopotamia e membro del Parlamento britannico, che sottolineò lo speciale interesse degli Europei verso il popolo ebraico[13] e per
«[...] la storia di quel rilevantissimo popolo, con cui la nostra stessa fede e la storia di tutte le nazioni civilizzate sono così intimamente connesse.»

Il visconte Stratford de Redcliffe, a lungo ambasciatore alla Sublime Porta, espresse la convinzione che la classe operaia avrebbe certamente supportato l'impresa.[14]
«[...] se c'è qualcosa che interessa gli operai, è capire meglio le Sacre Scritture.»
Anche il geologo Roderick Murchison, allora a capo della Royal Geographic Society, entrò a far parte del PEF, che per suo tramite ottenne significativi agganci con l'importante società scientifica e, successivamente, anche aiuto finanziario.[14]
Oltre a Wilson e a Warren, altre eminenti figure provenienti dai Royal Engineers che operarono in Palestina, in seno al PEF, furono l'ufficiale Claude Reignier Conder e il conte Horatio Herbert Kitchener.[14] Tra i molti membri ebrei del PEF il più illustre fu l'imprenditore livornese Moses Montefiore.[2]
Tra le campagne più significative del PEF sono gli scavi di Warren a Gerusalemme (1866-1870), gli scavi della Palestina occidentale (1871-1878), gli scavi a Tell el-Hesy (1890-1891), a Gezer (1902-1909[2]) e alla Valle del Tyropoeon (1925). Tra i materiali donati al PEF sono le fotografie di Elizabeth Anne Finn e gli acquarelli di William Simpson.[11]
Allo scoppio della Prima guerra mondiale, il PEF aveva pubblicato sessanta volumi e tredici opere cartografiche, oltre ad aver curato le uscite del proprio periodico, i Quarterly Statements.[14]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Saeb Rawashdeh, Palestine Exploration Fund moves to show Levantine heritage, culture off in London, in The Jordan Times, 22 maggio 2019. URL consultato l'8 gennaio 2025.
- 1 2 3 4 5 6 7 Kirchhoff e Shavit.
- ↑ Kirchhoff, p. 157.
- ↑ (EN) Major General Sir Charles William Wilson, 1836–1905, su www.pef.org.uk. URL consultato l'8 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2012).
- ↑ Nella terminologia dell'epoca era possibile intendere per "Palestina" un'area che comprendeva anche la Transgiordania o Eastern Palestine (cfr. (EN) Avraham Faust, On the Use of ‘Land of Israel’, ‘Palestine’ and Other Terms in the Study of ‘Western Asia’: A Comment on a Review by C. Dauphin, in Bulletin of the Anglo-Israel Archaeological Society, vol. 23, 2005, p. 179).
- ↑ Kirchhoff, p. 152.
- ↑ Kirchhoff, pp. 152-153.
- ↑ Kirchhoff, pp. 153-154.
- ↑ Kirchhoff, pp. 154-155.
- 1 2 Kirchhoff, p. 156.
- 1 2 Cobbing, p. 76.
- ↑ Kirchhoff, pp. 156-157.
- 1 2 Kirchhoff, p. 158.
- 1 2 3 4 5 Kirchhoff, p. 159.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Frederick Jones Bliss, The development of Palestine exploration, New York, Charles Scribner's Sons, 1906.
- (EN) Felicity Cobbing, The Palestine Exploration Fund: The Collections of an Historic Learned Society in London, in Journal of Eastern Mediterranean Archaeology & Heritage Studies, vol. 5, n. 1, 2017, pp. 75-87.
- (EN) Markus Kirchhoff, Surveying the Land: Western Societies for the Exploration of Palestine, 1865-1920 (PDF), in Benedikt Stuchtey (a cura di), Science across the European Empires, 1800-1950, Oxford, Oxford University Press, 2005, pp. 149-172, ISBN 9780199276202.
- (EN) Markus Kirchhoff e Yaacov Shavit, Archaeology, in Encyclopedia of Jewish History and Cultures Online, Brill, 2017-2023, ISSN 2468-8894.
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