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Xiphias gladius

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Pesce spada
Intervallo geologico
Eocene-presente
Stato di conservazione
Prossimo alla minaccia (nt)[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseActinopterygii
OrdineCarangiformes
FamigliaXiphiidae
GenereXiphias
SpecieX. gladius
Nomenclatura binomiale
Xiphias gladius
Linnaeus, 1758
Sinonimi

Phaethonichthys tuberculatus
Nichols, 1923
Tetrapterus imperator
(Bloch & Schneider, 1801)
Xiphasia gladius (Linnaeus, 1758)
(errore ortografico)
Xiphias estara Phillipps, 1932
Xiphias gladius estara
Phillipps, 1932
Xiphias imperator
Bloch & Schneider, 1801
Xiphias rondeletii Leach, 1814
Xiphias rondeletti Leach, 1814
(errore ortografico)
Xiphias thermaicus Serbetis, 1951
Xyphias gladius Linnaeus, 1758
(errore ortografico)
[2][3]

Nomi comuni

pesce spada, spada

Areale

Il pesce spada[4][5] (Xiphias gladius) è un pesce osseo marino, unica specie del genere Xiphias e della famiglia Xiphiidae[6]. Si tratta di una specie cosmopolita, di grande importanza per la pesca commerciale.

Distribuzione

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È presente nelle zone tropicali, subtropicali, temperate e, in parte, fredde di tutti gli oceani, nonché nel mar Mediterraneo, nel mar Nero, nel mar di Marmara e mar d'Azov.

È un tipico pesce pelagico[7] che solo raramente si può avvicinare alle coste[8]. Vive in prevalenza in acque superficiali ma può scendere fino a 800 metri[7], eccezionalmente fino a 2878 metri; di solito non scende sotto il termoclino[9]. Vive in acque tra 18 e 22 °C (i giovanili anche in acque più calde) e nelle zone fredde, effettua migrazioni verso sud in autunno[9].

Il pesce spada ha corpo fusiforme, a sezione cilindrica[10] che si restringe gradualmente nella parte posteriore. La sua caratteristica più nota ed evidente è il grande sviluppo della mascella superiore che forma la tipica "spada", a sezione appiattita e tagliente e lunga circa 1/3 del corpo. Anche la mandibola è allungata e appuntita ma assai più corta[11]. Gli occhi sono grandi[10]. Denti, scaglie, pinne ventrali[7] e linea laterale[10] sono del tutto assenti negli adulti. Le pinne dorsali sono due, molto distanziate: la prima è alta, di forma triangolare negli adulti, con 3-4 raggi spiniformi e 15-26 raggi molli, la seconda è molto piccola e assomiglia a una pinnula. Anche le pinne anali sono due ampiamente distanziate: la prima è abbastanza grande e triangolare con due raggi spinosi e 10-11 molli e la seconda identica e quasi opposta alla seconda dorsale[7]. La pinna caudale è ampia e falcata[10], sul peduncolo caudale è presente una carena ben distinta. Le pinne pettorali sono lunghe e a forma di falce[7].

I giovanili hanno un aspetto molto diverso dagli adulti, per certi versi simile a quello dei pesci vela[10], con presenza di scaglie e di denti, con pinne dorsali unite a formarne una molto alta e una sola pinna anale, con spine preopercolari e con la mascella inferiore allungata come la superiore[7].

Il colore del pesce spada vivo è grigio piombo o brunastro talvolta con riflessi violacei o rossastri sul dorso, argenteo sui fianchi, talvolta con riflessi bronzei e biancastro sul ventre[11].

Il pesce spada è uno dei più grandi pesci ossei, con una lunghezza massima di oltre 4,5 m e un peso che supera abbondantemente i 400 kg (il pesce spada più pesante venne pescato in Cile nel 1953, pesava 655 kg). La taglia media si aggira sui 3 metri[9].

Nuotatore velocissimo, effettua migrazioni anche su distanze oceaniche. Ha abitudini solitarie ma talvolta lo si ritrova in coppie[7][11]. È presente un particolare meccanismo fisiologico che consente di riscaldare fino a 20 °C sopra la temperatura ambientale l'encefalo e gli occhi[11]. È molto difficile calcolare l'età degli individui perché gli otoliti sono minuscoli e le scaglie sono assenti negli individui adulti per cui si possono avere indizi sulla longevità solo attraverso le sezioni dei raggi delle pinne[9].

Alimentazione

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Il pesce spada è un predatore opportunista in grado di sfruttare le risorse alimentari disponibili localmente[9], la sua alimentazione si basa soprattutto sui cefalopodi, secondariamente anche su pesci[7], soprattutto pelagici che formano banchi come clupeidi (sardine e specie affini), engraulidi (acciughe) e scombridi (sgombri, tombarelli e simili). Una frazione minore della sua dieta è composta di crostacei e organismi planctonici[12]. Le prede vengono tramortite con la spada[9].

Larva di 37 mm di lunghezza

Avviene nella stagione calda. La femmina depone fino a 800.000 uova pelagiche di meno di 2 mm di grandezza e dotate di una goccia d'olio per favorire il galleggiamento. La larva che se ne schiude è lunga circa 4 mm ed è molto diversa dall'adulto. L'accrescimento è molto veloce, le femmine si accrescono più velocemente dei maschi[7][9][11].

Tra i predatori dell'adulto si annoverano squali come gli squali mako e la verdesca, cetacei odontoceti come il capodoglio e l'orca nonché la lampreda di mare. I giovanili possono essere preda di marlin e pesci vela di varie specie, di tonni e di lampughe[12]

Lo stesso argomento in dettaglio: Pesca del pesce spada.

Il pesce spada ha una grande importanza per la pesca commerciale, che viene effettuata in prevalenza con palamiti derivanti e reti da circuizione[11] nonché come bycatch nella pesca al tonno[1]. A livello globale le catture avvengono prevalentemente nel Pacifico nordoccidentale, nel Mediterraneo e nel Pacifico centro orientale. Le nazioni che catturano le maggiori quantità sono Giappone, Stati Uniti, Italia, Spagna, Canada, Corea del Sud, Taiwan, Filippine e Messico. È anche catturato dai pescatori sportivi d'altura[1].

La caratteristica feluca usata nello Stretto di Messina per arpionare i pesci spada

Nello stretto di Messina viene effettuato un caratteristico e antico tipo di pesca con l'arpione utilizzando particolari imbarcazioni denominate feluche, dotate di un alto albero centrale munito alla sommità di una coffa per l'avvistamento del pesce e, a prua, di una lunga passerella all'estremo della quale staziona l'arpioniere, che così è in grado di trovarsi sulla verticale della preda al momento del lancio dell'arpione[11].

Le carni sono ottime e impiegate in vari modi, di solito commerciate fresche o congelate. In Giappone sono particolarmente apprezzate per il teriyaki[10].

Contaminanti e pericoli per la salute

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Lo stesso argomento in dettaglio: Mercurio nei pesci.

La carne di pesce spada, come quella di altri grossi pesci, contiene a causa della biomagnificazione alti livelli di metalli pesanti, tra cui il mercurio. Di conseguenza ne viene sconsigliato il consumo frequente e soprattutto devono evitarne il consumo i bambini e le donne in gravidanza[9][13].

Conservazione

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Data la distribuzione cosmopolita e l'elevata importanza per l'industria peschereccia della specie la IUCN classifica X. gladius come prossimo alla minaccia. La popolazione sfruttata in maniera meno sostenibile è quella del mar Mediterraneo che è soggetta a una forte sovrapesca che sta riducendo il numero delle catture e la taglia degli individui[1].

  1. 1 2 3 4 IUCN
  2. Xiphias gladius, su fishbase.de. URL consultato il 5 maggio 2026.
  3. Xiphias gladius, su marinespecies.org. URL consultato il 5 maggio 2026.
  4. Decreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 - Modalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su masaf.gov.it. URL consultato il 5 maggio 2026.
  5. (G.U. della Repubblica Italiana 2ª Serie speciale - n. 25 del 30-03-2026 (Regolamento (UE) 2026/249 del 26 gennaio 2026))
  6. WoRMS
  7. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Tortonese, 1975, pp. 371-373
  8. Louisy, 2006, p. 87
  9. 1 2 3 4 5 6 7 8 FishBase
  10. 1 2 3 4 5 6 Nakamura, 1985, pp. 48-51
  11. 1 2 3 4 5 6 7 Costa, 1991, pp. 242-244
  12. 1 2 Organisms preying on Xiphias gladius - FishBase
  13. Food and Drugs Administration

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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