close
Vai al contenuto

Robert Charlebois

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Robert Charlebois
Robert Charlebois a Montréal 1972
NazionalitàCanada (bandiera) Canada
GenereFolk rock
Musica d'autore
Periodo di attività musicale1965  in attività
Strumentovoce, chitarra,
EtichettaSelect, Gamma, IL, Barclay, Solution', La Tribu
Album pubblicati48
Studio25
Live5
Raccolte18
Sito ufficiale

Robert Charlebois (Montréal, 25 giugno 1944) è un cantautore e attore canadese.

Tra le sue canzoni più note ci sono Lindbergh (in duo con Louise Forestier), Ordinaire (incisa anche in italiano), Les Ailes d'un Ange e Je reviendrai à Montréal. I suoi testi, spesso scritti in joual, sono divertenti e basati su giochi di parole. Ha vinto il Sopot International Song Festival nel 1970.

Carriera musicale

[modifica | modifica wikitesto]

Charlebois è nato a Montréal, in Quebec in una famiglia della classe media, figlio del tenente Maurice Charlebois (RCAF), un ingegnere che gestiva un impianto metallurgico di utensili di precisione per l'esercito americano, e di Germaine Guay, una segretaria[1].

Si avvicinò alla musica grazie agli insegnamenti delle sorelle, mentre grazie alla Scuola Nazionale di Teatro studia recitazione[2]; nel settembre del 1962 iniziò la carriera di cantante professionista, facendo la prima apparizione aprendo il concerto di Félix Leclerc (con il quale cantò diverse volte in vari festival) e accompagnò anche Jean-Guy Moreau al pianoforte[3]. Il primo disco pubblicato fu un 45 giri sponsorizzato dall'AGEUM (Association Générale des Étudiants de l'Université de Montréal), Gudule/Divertimento, di cui il secondo brano fu ripreso in una versione diversa nel suo secondo album mentre Gudule rimase inedito[4].

Dopo i primi tre album, a seguito di un soggiorno di tre mesi in California, la sua musica venne influenzata dalle nuove tendenze della controcultura: il suo quarto album, realizzato nel 1968 con Louise Forestier e l'accompagnamento dei Quatuor du Nouveau Jazz Libre du Québec in pieno periodo psichedelico, miscelò la lingua joual con i ritmi rock, lanciando in particolare Lindbergh, una delle sue canzoni più note, con il testo di Claude Péloquin.

Il successo di Lindbergh portò il cantautore a esibirsi sul palco dell'Olympia di Parigi con la Forestier alla fine di marzo del 1969. Il duo si esibì come gruppo di apertura per la cantante Georgette Plana. Il loro spettacolo sfrenato e l'abbigliamento di Charlebois sconcertarono il pubblico accorso in teatro per applaudire la Plana, cantante attiva dagli anni '40[5], e la situazione degenerò dopo una decina di giorni quando Charlebois, dopo aver dedicato il suo spettacolo come al solito "ai poveri francesi" e aver sputato copiosamente sul pubblico, smontò una batteria e ne gettò i pezzi tra gli spettatori[6]. Intervistato da Philippe Vandel (su France Info, 27 dicembre 2012), Robert Charlebois ha ricordato questo episodio, specificando che, quel giorno, sbagliò così tanto il suo assolo che il rullante cadde dal palco e che, furioso perché il sipario si era abbassato mentre lui aveva finito di cantare, gettò il resto della batteria tra il pubblico. Esasperato da questo gesto e sensibile all'irritazione di un pubblico confuso dal rock psichedelico di Charlebois e del suo gruppo Bruno Coquatrix, proprietario dell'Olympia, fece annullare le esibizioni della compagnia del Quebec.

Charlebois al Festival di Cannes 2009.

L'episodio fece comunque crescere la popolarità e a esso seguirono vari successi tra cui Dolorès (ispirata all'attrice Dolorès Monfette), Tout écartillé, Québec Love,Conception, Je rêve à Rio, fino all'esibizione in Place des Nations a Montréal che nel settembre 1970 attirò 50.000 persone[7]. Questi successi sancirono il suo ritorno sul palco dell'Olympia nell'ottobre 1972, in cui ricevette una standing ovation dal pubblico[8].

La prima canzone di Charlebois pubblicata in Italia fu Lindbergh, che venne incisa con il testo in italiano di Paolo Dossena e il titolo cambiato in Sophie da i Pyrañas, gruppo che accompagnava Rocky Roberts ma che aveva anche una carriera solista, nel 1969[9]. Mentre il testo originale, citando la Quebecair, omaggiava il Quebec in quello in italiano si passa a un modello di aereo diffuso all'epoca, il bireattore francese Caravelle[10]. Sophie divenne la sigla nello stesso anno dello sceneggiato televisivo italiano trasmesso dalla Rai sul Programma Nazionale Il triangolo rosso[11]. Nel 1970 Charlebois duettò con Patty Pravo nel brano La solitudine, versione con il testo in italiano di Sergio Bardotti della sua canzone Sensation (l'originale era contenuto nell'album pubblicato l'anno precedente, Québec love[10]) che Charlebois aveva scritto basandosi su una poesia di Arthur Rimbaud; i due presentarono la canzone alla Mostra internazionale di musica leggera 1970[12].

Sempre nello stesso anno Bardotti scrisse il testo in italiano di un'altra sua canzone, Ordinaire, che venne intitolata Normale e che fu pubblicata da Charlebois su 45 giri della IL, casa discografica di Paolo Dossena[13]; il disco però non ottenne successo.

Nel 1971 Patty Pravo inserì nel suo album Bravo Pravo una canzone di Charlebois, Parlez-Moi, interpretata in lingua originale[14].

Gli anni successivi

[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà degli anni '70 il successo continuò, ma deluse alcuni critici, in particolare con gli album Longue distance e Swing Charlebois Swing[15]; rimase comunque molto popolare oltre che in Canada in Francia, riempiendo nuovamente l'Olympia nel 1983[16] e rimanendo in auge fino alla fine degli anni '90[17], ricevendo nel 1994 il Governor General's Performing Arts Award for Lifetime Artistic Achievement per il suo contributo alla musica in Canada[18].

Charlebois è stato uno dei quattro musicisti raffigurati sulla seconda serie dei francobolli Canadian Recording Artist emessi da Canada Post il 2 luglio 2009[19].

Carriera cinematografica

[modifica | modifica wikitesto]
Terence Hill, Miou-Miou e Robert Charlebois, sul set del film Un genio, due compari, un pollo (1975).

Debutta come attore nel 1967 in Entre la mer et l'eau douce, per la regia di Michel Brault, un film ispirato alla vita di Claude Gauthier, protagonista del film che vede tra gli interpreti anche Geneviève Bujold e che venne presentato nel 1969 al Festival di Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs[20].

Nel 1968, ha recitato nel film di Jean Pierre Lefebvre Dritto al cuore (Jusqu'au cœur).

Ha recitato nel ruolo di Steamengine Bill al fianco di Terence Hill in Un genio, due compari, un pollo, film di Damiano Damiani[21] erroneamente attribuito a Sergio Leone[22].

Trentotto anni dopo, Charlebois ha avuto un cameo nel ruolo di Jean-Seb Bigstone, il produttore franco-canadese di Broadway, nel film del 2012 Per fortuna che ci sei (Un bonheur n'arrive jamais seul) di James Huth, con Gad Elmaleh e Sophie Marceau.

Altre attività

[modifica | modifica wikitesto]

Il microbirrificio Unibroue, con sede in Quebec, è stato in parte di proprietà di Charlebois fino all'acquisizione da parte della Sleeman Breweries nel 2004, a sua volta acquisita dal colosso giapponese produttrice della birra Sapporo nel 2006.

Albums dal vivo

[modifica | modifica wikitesto]
  • 1972 - Les Grands Succès de Robert Charlebois volume 1 (Gamma, G2-1003)
  • 1972 - Les Grands Succès de Robert Charlebois volume 2 (Gamma, G2-1016)
  • 1975 - Les Grands Succès Barclay vol. 21 - (Barclay, 75021)
  • 1976 - Charlebois, album souvenir - (LT 8054)
  • 1977 - L'Histoire de Robert Charlebois - (Gamma, G3 601)
  • 1978 - Charlebois, disque d'or volume 1 - (SNX-945)
  • 1978 - Charlebois, cauchemar - (SNX-947/948)
  • 1978 --Charlebois, compilation Prom-Tel - Disque 1 - (PTL-6508-A)
  • 1978 - Charlebois, compilation Prom-Tel - Disque 2 - (PTL-6508-B)
  • 1978 - Charlebois, compilation Prom-Tel - Disque 3 - (PTL-6508-C)
  • 1990 - Charlebois, collection souvenir - Disque 1 - (CS-2-6101)
  • 1990 - Charlebois, collection souvenir - Disque 2 - (CS-2-6119)
  • 1991 - Charlebois, volume deux (SNC 975-2)
  • 1991 - Charlebois, volume trois (SNC 975-3)
  • 1991 - 1re période (coffret des 3 disques : Charlebois, volume un [nouveaux enregistrements], Charlebois, volume deux, Charlebois, volume trois)
  • 1993 - Robert Charlebois (collection Québec Love la collection) (GCD-501)
  • 2005 - Tout écartillé (4 CD) - (UBX107-04)
  • 2008 - Le Meilleur du pire de Charlebois - volume 1 - (TRICD7278)
  • 2013 - 50 ans, 50 chansons

Discografia fuori dal Canada

[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia parziale

[modifica | modifica wikitesto]
  1. Entrevue avec Robert Charlebois (PDF), su erudit.org. URL consultato il 29 settembre 2025.
  2. Robert Charlebois in concerto, su lastampa.it. URL consultato il 29 settembre 2025.
  3. Fête de la Musique : La chanson québécoise, des années 1930 à aujourd’hui, su fr.babbel.com. URL consultato il 29 settembre 2025.
  4. (EN) Gudule/Divertimento, su Discogs, Zink Media.
  5. (FR) René Homier-Roy, «Charlebois accueilli poliment à Paris», in La Presse, 28 marzo 1969, p. 1. URL consultato il 30 settembre 2025.
  6. (FR) René Homier-Roy, «Charlebois accueilli poliment à Paris», in La Presse, 28 marzo 1969, p. 18. URL consultato il 30 settembre 2025.
  7. (FR) Georges Kahl, «Un retour apocalyptique de Robert Charlebois», in Le Devoir, 8 settembre 1970, p. 13. URL consultato il 30 settembre 2025.
  8. (FR) Jean-Guy Pilon, «Charlebois joue et gagne»,, in Le Devoir, 14 ottobre 1972, p. 13. URL consultato il 30 settembre 2025.
  9. (EN) Sophie/Qualcuno per te, su Discogs, Zink Media.
  10. 1 2 Cover anni ’60-’70. Lista commentata. Parte V, su musicaememoria.com. URL consultato il 29 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2007).
  11. (EN) Sophie/Qualcuno per te, su Discogs, Zink Media.
  12. La solitudine/1941, su Discografia Nazionale della Musica Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 29 settembre 2025.
  13. Normale/Phoebus et Borée, su Discografia Nazionale della Musica Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 29 settembre 2025.
  14. Bravo Pravo, su Discografia Nazionale della Musica Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 29 settembre 2025.
  15. (FR) Nathalie Petrowski, «Charlebois contre son image»,, in Le Devoir, 1º aprile 1978, p. 33. URL consultato il 1º ottobre 2025.
  16. (FR) «Robert Charlebois triomphe à l'Olympia»,, in Le Devoir, 13 gennaio 1983, p. 6. URL consultato il 1º ottobre 2025.
  17. (FR) Odile Tremblay, «Péteux de broue»,, in Le Devoir, 20 marzo 1999, p. 12. URL consultato il 1º ottobre 2025.
  18. "Robert Charlebois - biography". Governor General's Performing Arts Awards Foundation., su ggpaa.ca. URL consultato il 29 settembre 2025.
  19. How Canada Post Chooses What Goes on a Stamp, su huffpost.com. URL consultato il 29 settembre 2025.
  20. Entre la mer et l’eau douce – Film de Michel Brault filmsquebec.com
  21. https://www.google.it/books/edition/Spaghetti_Westerns_the_Good_the_Bad_and/s4gOAwAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&dq=Robert+Charlebois+un+genio&pg=PA127&printsec=frontcover p. 127
  22. p. 128
  • « Robert Charlebois 1965-1975 » - Louise Lachapelle, Le Soleil Perspectives, 15 febbraio 1975, vol. 17, nº 7, p. 15-17.
  • « Robert Charlebois déchiffré » - Claude Gagnon, Albin Michel / Rock & Folk, 1976.
  • Charlebois: après Spa, Osstidcho, in La Presse, 10 agosto 1968, Presse 08-1968.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 34577157 · ISNI (EN) 0000 0000 8371 2871 · Europeana agent/base/153026 · LCCN (EN) n50036365 · GND (DE) 119110822 · BNF (FR) cb125961942 (data) · J9U (EN, HE) 987007272219605171