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Rutenia

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Rutenia
Rutenia: la zona evidenziata in arancione indica la Rus' di Kiev
StatiUcraina (bandiera) Ucraina
Bielorussia (bandiera) Bielorussia
Russia (bandiera) Russia
Polonia (bandiera) Polonia
Slovacchia (bandiera) Slovacchia

Rutenia è il toponimo della Rus' di Kiev, che indicava parte dei territori dell'Ucraina, della Bielorussia, della Russia, della Polonia e una piccola parte del nord-est della Slovacchia nel Medioevo e l'età moderna.

Il nome Rutenia deriva dal latino medievale Rut(h)enia, formato a partire dall'esoetnonimo Rut(h)eni usato per identificare il territorio delimitare gli abitanti della Rus’ e tutto ciò che la riguarda.[1] Il termine ruteni è la latinizzazione del termine antico slavo orientale роуси́нъ (rusínŭ), da Русь (Rusĭ, Rus').

Il termine Rus' è originariamente germanico e deriva dalla radice norrena orientale *rōþ(r)s-, una forma genitiva presente nel nome in antico svedese che indica la regione del Roslagen, Roþ(r)in[2], e fa riferimento al mondo nautico: la radice germanica, infatti, è il nomen instrumenti *rōþrą, timone[3], derivato dall'antico indoeuropeo *h₁róh₁-tro-.

Dalla forma norrena orientale il termine è entrato nella lingua protofinnica come *roocci, radice ancora esistente nelle lingue finlandese ed estone per indicare gli svedesi, ruotsi e rootsi. Inizialmente, questo termine la rus' si riferiva ai variaghi, poi al territorio dei poliani nell'Ucraina centrale, e quindi fu usato per l'intero territorio sotto il dominio di Kiev, cioè la Rus' di Kiev.[4]

Alto Medioevo

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Il termine Ruteni appare per la prima volta nella forma rex Rutenorum, re dei Ruteni, negli annali di Augusta del XII secolo. Si trattò probabilmente dell'abitudine di dare ai popoli ritenuti barbari nomi presi dalla tradizione degli autori classici latini, per cui i Dani furono chiamati Daci e le popolazioni della Germania, Teutoni. La trasformazione da Rus in Ruteni fu influenzata dal nome dei Ruteni, una tribù gallica citata da Giulio Cesare.

In un testo geografico del XII secolo proveniente dalla Francia, si trova, per la prima volta, l'associazione tra il nome Russia e Rutenia attraverso una citazione del poeta latino Lucano:

«Polonia in uno sui capite contingint Russiam, quae et Ruthenia, de qua Lucanus: Solvuntur flavi longa statione Rutheni»

In precedenza i Rus' erano stati denominati Rugi, una delle più famose tribù gote, e Rutuli, una tribù italica citata da Virgilio nell'Eneide. Nel corso del XIII secolo il termine fu normalmente usato per indicare la Rus' di Kiev soprattutto in Ungheria, Boemia e Polonia.

Rus’ in greco si leggeva Rusia (probabilmente la pronuncia greca si ritrovò anche in latino).

Basso Medioevo

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Nel corso del XIV secolo la Rus' di Kiev si disintegrò in numerosi stati minori come il principato di Galizia-Volinia (Regno di Rutenia) e la Repubblica di Novgorod, per poi venire quasi del tutto sottomessa al dominio mongolo. In seguito, uno degli stati derivati da Vladimir-Suzdal, il principato di Mosca, prese il controllo della parte significativa delle terre anticamente dominate da Kiev, continuandosi a usare il termine Rus' o Russia per indicare il nuovo stato.

Anche la Chiesa ortodossa, che aveva scarsi contatti con il Papa di Roma usò raramente il termine Ruthenia. I nativi, peraltro, denominarono la loro terra con varianti del termine originario rus' e queste parole passarono poi anche in uso nel latino e nell'inglese. Il territorio della Galizia-Volinia, a ovest, che aveva contatti più stretti con il mondo cattolico, fu conosciuto come Regno di Rutenia in latino quando il principe Danylo di Galizia fu incoronato dal Papa e assunse il titolo di Re di Rus'.

In polacco questi territori sono indicati come:

I bielorussi hanno chiamato spesso sé stessi litvins (lituani) in quanto residenti in quello che fu il Granducato di Lituania e il nome rutheni non è praticamente più utilizzato.

Al termine della seconda guerra mondiale i bielorussi provenienti dalla zona di Kresky, una regione appartenente alla Polonia prima della guerra, si trovarono, a causa delle deportazioni subite durante il conflitto, nelle zone della Germania sotto il controllo occidentale. In quegli anni, l'idea di una nazione bielorussa ebbe poco seguito in occidente. Quindi, per evitare confusione con il termine russi e quindi con l'idea del rimpatrio in URSS (che al termine della guerra aveva annesso la regione di Kresky), vennero in uso, per breve tempo, i termini di rutheni bianchi e Krivian. Quest'ultimo termine deriva dal nome di una tribù slava, Krivichs, un tempo insediata in Bielorussia.

Lo stesso argomento in dettaglio: Rutenia subcarpatica.

Quando, nel 1772, l'impero asburgico elevò la Galizia al rango di provincia, venne in risalto che le genti denominate anche Slavi dell'est erano distinte dai russi e dai polacchi. Per sottolineare questa differenza, gli austriaci adottarono il termine "ruteni" e continuarono a usarlo fino alla caduta dell'impero nel 1918.

All'inizio del XX secolo il termine Ucraina divenne in uso in Galizia e Halyčyna, mentre Rutenia fu usato per indicare un'area dei Carpazi all'interno del Regno d'Ungheria. La Rutenia subcarpatica comprendeva le città di Mukačevo, Užhorod e Prešov. Questa regione aveva fatto parte dell'Ungheria a partire dall'XI secolo e spesso era stata anche conosciuta come Magna Rus o Russia Carpatica.

Dopo essere stata incorporata nella Cecoslovacchia nel periodo interbellico tra la prima e la seconda guerra mondiale, nel 1939 la regione tentò, con scarso successo, di dichiarare la propria indipendenza con il nome di Ucraina carpatica. Una piccola minoranza rutena rimase nel nord-est della Cecoslovacchia (ora repubblica Slovacca) dopo la seconda guerra mondiale. Gli abitanti di queste regioni furono però rapidamente assimilati in quanto la loro lingua era strettamente collegata allo slovacco e molti rifiutarono di essere identificati come ucraini, come il governo consigliò loro di fare dopo il 1953.

Termini collegati

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L'elemento chimico rutenio fu isolato nel 1844 a partire dal platino estratto negli Urali.

  1. Rutenia, su treccani.it.
  2. (DE) Thorsten Andersson, Rus' und Wikinger, in Arkiv för nordisk filologi, vol. 122, pp. 5–13.
  3. (EN) Guus Kroonen, Etymological Dictionary of Proto-Germanic, 2013, p. 416.
  4. Rus’, su www.encyclopediaofukraine.com. URL consultato il 23 novembre 2024.

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