Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi
Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi, spesso citato come Simondo Sismondi o Jean de Sismondi (Ginevra, 9 maggio 1773 – Ginevra, 25 giugno 1842), è stato un economista, letterato e storico svizzero.

È noto in Italia soprattutto per la sua opera monumentale Storia delle repubbliche italiane del Medioevo, in sedici volumi, dedicata ai liberi comuni e alle repubbliche marinare.
Un intellettuale giramondo
[modifica | modifica wikitesto]
I Sismondi erano una famiglia altolocata di Ginevra (il padre era anche un pastore di un villaggio del circondario) e si preoccuparono di educare il figlio come si conveniva ad un rampollo di un casato influente, ma lo spinsero più a seguire gli affari piuttosto che la letteratura; fu così che lo mandarono a far pratica in una banca di Lione. Ritornato a Ginevra, a seguito dell'infuriare della Rivoluzione francese, nel 1793 lasciò la città.
Andò in Inghilterra, dove passò diciotto mesi, e assimilò la lingua, la storia, il costume del paese. Dopo un breve ritorno a Ginevra (1794), dove infieriva il terrore giacobino, Sismondi partì per la Toscana, terra dei suoi avi (i Sismondi erano un'antica famiglia nobile di Pisa, ricordati anche nella Divina Commedia, che nel XVI secolo abbracciarono la riforma protestante ed emigrarono prima in Francia, nel Delfinato, poi in Svizzera). In Toscana Simonde de Sismondi acquistò la Villa di Valchiusa con l'annessa fattoria, sulla collina prospiciente il centro di Pescia, e si dedicò alla coltivazione.
In Toscana, prese a interessarsi della vita economica e sociale e pubblicò, al suo ritorno a Ginevra, un Tableau de l'agriculture toscane (1801). In particolare, si dimostrò interessato alle tecniche di coltura della Valdinievole e dal modo così ordinato di custodire le campagne. Anni dopo, fu nominato segretario del Consiglio del commercio, delle arti e dell'agricoltura del dipartimento del Lemano, sul Lago di Ginevra, e poi segretario della Camera di commercio del Lemano. Al suo sorgere sullo scenario europeo, fu contrario a Napoleone I e fu nella lotta contro di lui che conobbe Madame de Staël e prese a frequentare il castello di Coppet, non lontano da Ginevra, dove si elaboravano le nuove ideologie romantiche.
Della Staël divenne un fervente e fedele ammiratore: la seguì in Italia (1804- 1805), in Austria e Germania (1808-1810). Nel 1813 visitò per la prima volta Parigi e lì visse per diverso tempo, mescolandosi con la società letteraria del tempo. Ancorché fosse un liberale e nella sua gioventù fosse stato un anglofilo, non salutò la caduta dell'impero. Ammirava, infatti, le conquiste del governo napoleonico. L'incontro con l'imperatore stesso fu un evento non minore della sua intensa vita. Dopo la disastrosa battaglia di Waterloo, ritornò in Svizzera, ma, poiché neanche a Ginevra il clima politico gli era favorevole, ai primi del 1816 preferì tornare alla sua Villa di Valchiusa, a Pescia, dove vivevano sua madre e sua sorella Sara, andata in sposa al nobiluomo pesciatino Anton Cosimo Forti. Il 15 aprile 1819, sposò la nobile Jessie Allen, celebrando le nozze nella contea di Stafford; non ebbe figli.
Scrittore ed economista
[modifica | modifica wikitesto]Rapporti con il Risorgimento italiano
[modifica | modifica wikitesto]
Nel 1807 apparve il primo volume della Storia delle repubbliche italiane del Medioevo, che lo rese famoso fra gli uomini di lettere di tutta Europa. Fu infatti per merito di questo scritto di economia politica che gli fu offerto un posto di professore in Russia. Il completamento di quest'opera, che è composta di sedici volumi, lo occupò, anche se non a tempo pieno, per i successivi undici anni. Tra l'altro, questo testo fu il primo in cui si usò l'espressione "repubbliche marinare" e se ne mise a fuoco il concetto, che poi tanta fortuna ebbe nei decenni successivi[2][3].
Con la sua opera monumentale dedicata all'epopea comunale, Sismondi diede ai patrioti risorgimentali italiani un punto di riferimento nel passato medievale, esaltando l'epoca dei liberi comuni, sostenendo che essi avevano mostrato agli europei la strada per la crescita della libertà politica. In ciò, Sismondi si richiamò anche alle virtù della città-stato di Ginevra, ove era nato; inoltre il suo pensiero fu plasmato anche dalla lettura di Adam Smith e William Robertson e dall'incontro con Madame de Staël e Benjamin Constant. Egli voleva dare agli italiani una fonte d'ispirazione richiamando alla loro memoria il culto della libertà che caratterizzava nel Medioevo le città libere italiane e voleva far riflettere sui motivi della loro caduta; poneva il termine di quest'epoca aurea con la fine della Repubblica di Firenze nel 1530. Partecipò attivamente al movimento intellettuale risorgimentale in Italia, soprattutto nel secondo decennio dell'Ottocento. Sostenne inoltre che i liberi comuni (o "libere repubbliche", come li definiva) erano stati la fonte della creatività italiana, nella politica, nell'economia e nelle arti[2].
Sismondi ebbe un ruolo importante nell'orientare l'opinione pubblica britannica verso il sostegno alla causa del Risorgimento italiano e le sue idee influenzarono il Parlamento britannico quando si espresse contro la repressione austriaca dei moti rivoluzionari del 1820-1821. In seguito fece da tramite tra i liberali britannici e i patrioti risorgimentali italiani esuli in Inghilterra. Le idee di Sismondi ebbero grande influenza in Italia, e sostenevano l'ideale di un'unità italiana raggiunta tramite il federalismo, visto come un mezzo per conciliare il patriottismo locale e nazionale. Riteneva invece l'unitarianismo democratico di Mazzini un ideale irrealistico[2].
Altri scritti
[modifica | modifica wikitesto]
Nel 1803 pubblicò il Traité de la richesse commerciale, il suo primo lavoro di economia commerciale. Tema che lo interessò, con alcune varianti, per il resto della propria vita.
Finita l'opera dedicata alle repubbliche italiane, iniziò l'ancor più monumentale Histoire des Français, che doveva essere un'opera di ampio respiro: nei seguenti ventitré anni ne pubblicò ventinove volumi.
Il suo spirito instancabile lo portò a completare molti altri lavori oltre alla smisurata Histoire des Français. Anche se i suoi scritti erano stati apprezzati non mancò chi lo prese benevolmente in giro. Ad esempio Charles Augustin Sainte-Beuve lo descrisse come il "Rollin della storia francese": si mescolano in questo giudizio l'elogio per la monumentalità dell'opera e il biasimo per una sua certa inaccuratezza.
Nel suo primo libro seguì le teorie di Adam Smith, ma nel lavoro successivo Nouveaux Principes d'économie politique (1819) insistette principalmente sul fatto che le scienze economiche si preoccupano di far crescere il benessere, ma troppo poco di come il benessere faccia crescere la felicità. Nel campo delle scienze economiche il suo maggior contributo fu probabilmente la scoperta dei cicli economici.
Contrariamente ad altri pensatori del tempo (Jean-Baptiste Say e David Ricardo), Sismondi contestò l'idea che l'equilibrio economico che portava al pieno impiego era raggiunto immediatamente e spontaneamente e evidenziò la possibilità concreta di disoccupazione tecnologica.[4] In proposito egli scrisse:
Anche se nel terzo capitolo del Manifesto del Partito Comunista Karl Marx e Friedrich Engels definirono la sua teoria "socialismo piccolo-borghese" (e quindi facente parte della famiglia del "socialismo reazionario")[5], Sismondi non fu un vero e proprio socialista ma un contestatore del laissez-faire e un assertore della necessità dell'intervento governativo per "regolare il progresso del benessere"; inoltre fu un interessante precursore dei "socialisti della cattedra" tedeschi.
Archivio personale
[modifica | modifica wikitesto]Parte del suo archivio personale e della famiglia è depositata presso la Sezione di Archivio di Stato di Pescia.
Opere minori
[modifica | modifica wikitesto]Oltre alle opere principali, i suoi scritti più importanti sono: Letteratura del sud d'Europa (1813), una novella storica intitolata Giulia Severa nell'anno 492 (1822), Storia della rinascita della libertà in Italia (1832), Storia della caduta dell'Impero Romano (1822), Precisazioni sulla storia dei francesi, un'edizione ridotta della sua opera (1839), con diversi altri, principalmente pamphlet politici.
I diari di Sismondi e la sua corrispondenza con William Ellery Channing, con la contessa di Albany e altri furono pubblicati da Mlle. Mongolfier (Parigi, 1843) e da M. de Saint-René Taillandier (Parigi, 1863).
Opere
[modifica | modifica wikitesto]- Histoire des républiques italiennes du Moyen Âge (1807–1818) (Storia delle repubbliche italiane del Medioevo) - 16 volumi (Zurigo, Henri Gessner, 1808)
- (FR) Jean Charles Leonard Simonde de Sismondi, Nouveaux principes d'économie politique. 1, Paris, Simon Cesar Delaunay, Armand-Louis-Jean Fain, 1827. URL consultato il 30 giugno 2015.
- Tableau de l'agriculture toscane, introduzione di Francesca Sofia, Ginevra, Slatkine Reprints, 1998.
- Histoire des Français (1821–1844), en 18 volumes pour l'édition belge de Meline, Cans et Cie (1849)
- Histoire de la chute de l'empire romain et du déclin de la civilisation (1835)
- Études sur les Constitutions des peuples libres (1836)
Corrispondenza
[modifica | modifica wikitesto]- Fragments de son journal et correspondance, Genève, Joel Cherbuliez, 1857.
- Pasquale Villari, Une conversation de Napoléon Ier et de Sismondi, «Revue Historique», I, 1876, pp. 238–251
- H. Fazy, Lettres inédites de Sismondi a M. Ch. De Constant (1815 et 1830), Genève, Imprimerie centrale genevois, 1881.
- A. Frènes, Jean-Pierre Vieusseux d’après sa correspondance avec Sismondi, «Revue internationale», XVII, 393-423, 557-582, 694-723, 890-909; XVIII, 100-127, 246-269, 1888.
- Epistolario, a cura di Carlo Pellegrini, La Nuova Italia, Firenze, 1933-1954, voll. 4.
- Epistolario, V. Lettere inedite a Jessie Allen (Madame de Sismondi), a cura di N. King e R. de Luppé, Firenze, La Nuova Italia, 1975.
- J. C. L. Sismondi. Un viaggio d’altri tempi. 18 lettere-diario, a cura di Margherita Chiostri, Pescia, Benedetti, 1983.
- Valchiusa racconta… Uno sguardo al passato, un fiorire di memorie. Con 19 lettere di Mme Henriette Girodz al figlio Charles in giro per l’Europa e di ritorno a Ginevra, a cura di Margherita Chiostri, Pescia, Benedetti, 1989.
- Sismondi nei diari della madre, 1792-794 e 1809, a cura di Francesca Dal Degan, Bologna, Pàtron editore, 2006.
- Maria Pia Casalena e Francesca Sofia, «Cher Sis». Scritture femminili nella corrispondenza di Sismondi, Firenze, Polistampa, 2008 («Sismondiana», 2).
Raccolte di opere
[modifica | modifica wikitesto]- Recherches sur les Constitutions des Peuples libres: texte inédit, edizione e introduzione a cura di M. Minerbi, Genève, Droz, 1965.
- Sismondi biographe. L'Histoire italienne dans la Biographie universelle et l'Encyclopédie des gens du monde, Textes réunis, publiés et annotés par Maria Pia Casalena, Paris, Honoré Champion éditeur, 2012.
- Œuvres économiques complètes, II. De la richesse commerciale ou Principes d'économie politique appliqués à la législation du commerce, édités par Pascal Bridel, Francesca Dal Degan et Nicolas Eyguesier, Paris, Economica, 2012.
- Œuvres économiques complètes, III. Écrits d'économie politique, 1799-1815, édités par Pascal Bridel, Francesca Dal Degan et Nicolas Eyguesier, Paris, Economica, 2012.
- Che cos'è l'economia? Scritti sulla produzione, il consumo, la ricchezza, a cura di Francesca Dal Degan, Piccola Biblioteca Donzelli, 2014.
- Œuvres économiques complètes, IV. Ecrits d'économie politique, 1816-1842, édités par Pascal Bridel, Francesca Dal Degan et Nicolas Eyguesier, Paris, Economica, 2016.
- Œuvres économiques complètes, V. Nouveaux principes d'économie politique, édités par Pascal Bridel, Francesca Dal Degan et Nicolas Eyguesier, Paris, Economica, 2016.
- Il Cannocchiale. Schizzi per un foglio periodico. In appendice Premier Journal commencé le 22 août 1798, a cura di Francesca Sofia, con un saggio di Alessio Bini, Pisa University Press, 2017 («Nuova Sismondiana», 1).
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Un ritratto di età giovanile: Ritratto di Jean de Sismondi, su vle.lt.
- 1 2 3 Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi, Histoires des républiques italiennes du Moyen âge, Zurigo, 1807-1809, tradotto in italiano nel 1831 con il titolo Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, edito dalla Tipografia Elvetica.
- ↑ (EN) Adrian Lyttelton, Sismondi, the republic and liberty: between Italy and England, the city and the nation, in Journal of Modern Italian Studies, vol. 17, n. 2, 2012, pp. 168-182, DOI:10.1080/1354571X.2012.641410, ISSN 1354-571X. URL consultato il 17 aprile 2023.
- ↑ È interessante osservare come David Ricardo, che inizialmente aveva escluso la possibilità che il progresso tecnico potesse essere causa di disoccupazione, in un capitolo aggiunto alla terza edizione dei suoi Principles (Capitolo 31 On Machinery), ritornò sulle sue posizioni, discutendo i casi in cui questo può verosimilmente accadere.
- ↑ A. Bussotti, Filosofia contemporanea, Bignami, 2007, p. 117
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Jean-Rodolphe de Salis, Sismondi, 1773-1842. La vie et l'œuvre d'un cosmopolite philosophe, Paris [et Berne], Champion, 1932.
- Studi su G.C.L. Sismondi raccolti per il primo centenario della sua morte (1942), Roma-Bellinzona, Cremonese-Ist. Edit. Ticinese, 1945.
- Francesca Sofia, Una biblioteca ginevrina del Settecento. I libri del giovane Sismondi, Roma, Ed. dell’Ateneo & Bizzarri, 1983.
- Paul Waeber, Sismondi. Une biographie, I. Les devanciers et la traversée de la Révolution. Chroniques familiales, 1692-1800, Genève, Slatkine, 1991.
- A. Berchtold et L. el-Wakil, J.-C.-L. Sismondi citoyen de Chêne, genevois et européen, Éditions Chênoises, 1991.
- Sismondi e la civiltà toscana. Atti del Convegno internazionale di studi (Pescia, 13-15 aprile 2000), a cura di Francesca Sofia, Firenze, L.S. Olschki, 2001.
- Carlo Pazzagli, Sismondi e la Toscana del suo tempo, 1795-1838, Siena, Protagon Editori Toscani, 2003.
- Sismondiana. In onore di Mirena Stanghellini Bernardini, a cura di Letizia Pagliai, Firenze, Polistampa, 2005 («Sismondiana», 1).
- Aldo G. Ricci, Esercizî sismondiani, 1970-2005, a cura di Letizia Pagliai, Firenze, Polistampa, 2008 («Sismondiana», 3).
- Lucien Gillard, Sismonde de Sismondi. Vie, œuvres, concepts, Paris, Ellipses, 2010.
- Sismondi e la nuova Italia, a cura di L. Pagliai, F. Sofia, Firenze, Polistampa, 2012 («Sismondiana», 4).
- Letizia Pagliai, Il dilemma di Vilna. Sismondi e la cultura economica europea, Firenze, Edizioni Edifir, 2012.
- Maria Pia Casalena, Libertà, progresso e decadenza. La storiografia di Sismondi, Bononia University Press, 2016.
Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikisource contiene una pagina dedicata a Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi
Wikisource contiene una pagina in lingua francese dedicata a Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi
Wikiquote contiene citazioni di o su Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sismóndi, Jean-Charles-Léonard Simonde de, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Walter Maturi, SISMONDI, Jean-Charles-Léonard Simonde de, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
- Sismondi, Jean-Charles-Léonard Simonde de, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- Sismondi, Jean Charles Léonard Sismonde de-, su sapere.it, De Agostini.
- (IT, DE, FR) Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
- (EN) J.-C.-L. Simonde de Sismondi, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi, su siusa.archivi.beniculturali.it, Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche.
- Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi, su accademiadellescienze.it, Accademia delle Scienze di Torino.
- Opere di Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi, su Liber Liber.
- Opere di Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Opere di Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi, su Open Library, Internet Archive.
- Associazione di Studi Sismondiani - La vita e le opere, su sismondiani.sp.unipi.it. URL consultato l'11 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 24 agosto 2019).
- Associazione di Studi Sismondiani, su sismondi-net.com.
- Annali Sismondi, su annalisismondi.unibo.it.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 95159682 · ISNI (EN) 0000 0001 2321 3330 · SBN CFIV003346 · BAV 495/10890 · CERL cnp01470277 · LCCN (EN) n79100240 · GND (DE) 118797336 · BNE (ES) XX1018845 (data) · BNF (FR) cb11924947c (data) · J9U (EN, HE) 987007268249605171 · NSK (HR) 981005688094609366 · NDL (EN, JA) 00526212 · CONOR.SI (SL) 34463587 |
|---|
- Economisti svizzeri
- Letterati svizzeri
- Storici svizzeri
- Economisti del XVIII secolo
- Economisti del XIX secolo
- Storici del XVIII secolo
- Storici del XIX secolo
- Svizzeri del XVIII secolo
- Svizzeri del XIX secolo
- Nati nel 1773
- Morti nel 1842
- Nati il 9 maggio
- Morti il 25 giugno
- Nati a Ginevra
- Morti a Ginevra
- Federalisti
- Membri dell'Accademia delle Scienze di Torino