EMS VCS3

Il VCS3 (acronimo di Voltage Controlled for Studio with 3 Oscillators [Synthesizer] - in italiano [Sintetizzatore] Controllato a Tensione, per Studio, con 3 Oscillatori) è un sintetizzatore analogico con una flessibile architettura a voce semi-modulare. Venne prodotto inizialmente nel 1969 da Peter Zinovieff per conto della società londinese Electronic Music Studios. L'elettronica venne per la maggior parte progettata da David Cockerell e il caratteristico aspetto esteriore dell'apparecchio fu curato dal compositore elettronico Tristram Cary.[1]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il VCS3 è stato praticamente il primo sintetizzatore "portatile" disponibile in commercio, in quanto i precedenti sintetizzatori (noti quelli prodotti da Moog Music, ARP Instruments e Buchla) venivano costruiti per l'utilizzo in studio e presentavano dimensioni alquanto proibitive. A contribuire alla sua diffusione è stato inoltre il prezzo di lancio: meno di £1000 in Gran Bretagna.
Fonte di successo nel Regno Unito fu anche il prezzo, fonti dicono che il prezzo di lancio era di circa £330. Era infatti destinato ad insegnati di musica o musicisti che non potevano permettersi di acquistare strumenti americani d'importazione.[2]
Inizialmente non godeva di grande considerazione nel suo utilizzo come strumento melodico (a causa delle sue regolazioni considerate inaffidabili). Si è invece imposto come un generatore di effetti elettronici estremamente versatile.
Una delle caratteristiche principali è l’assenza di una tastiera integrata (almeno nelle prime versioni, prima dello sviluppo di modelli successivi come l’EMN Synthi AKS) che poteva essere aggiunta solo come componente esterno opzionale. In particolare, la DK1, soprannominata "The Cricklewood" (perché David Cockerell era residente nell'omonimo quartiere londinese)[3], era esclusivamente monofonica ma dotata di tasti sensibili alla pressione. La versione originale del sintetizzatore era chiamata "The Putney", in onore del quartiere londinese dove aveva sede in origine l’azienda, mentre la versione successiva "The Synthi (V.C.S. 3) II", è uscita nel 1973. All'apparenza era pressoché identico, a parte lievi differenze nelle dimensioni delle manopole e nel routing della matrice, ma con delle migliorie nell'alimentatore, nella stabilità degli oscillatori e soprattutto l'utilizzo del "Prestopatch", un sistema di schede di memoria patch che permetteva di salvare le connessioni della pin matrix e richiamarle velocemente. Queste venivano inserite nella scheda per replicare fisicamente le connessioni della matrice 16x16, agendo come una "memoria" primitiva per il routing del segnale.[4][5]
Il VCS3, che utilizza la sintesi sottrattiva, possiede tre VCO (oscillatori controllati in tensione: l'aumento o la diminuzione della tensione in ingresso determina un aumento o una diminuzione della frequenza emessa), un generatore di rumore (selezionabile tra rumore rosso, bianco e blu)[6], due VCA (amplificatori controllati in tensione: l'aumento della tensione provoca un aumento dell'ampiezza del segnale visibile all'oscilloscopio) in ingresso, un modulatore ad anello (genera le frequenze somma e differenza dei due segnali in ingresso, crea il tipico effetto della voce dei Dalek), tre VCF (Voltage Controlled Filter) (filtro passa-basso controllato in tensione: la modifica della tensione di controllo cambia la frequenza di applicazione del filtro), uno principale e due in uscita per singolo canale, un generatore inviluppo ADSR (genera un'onda trapezoidale con i singoli segmenti editabile separatamente che tipicamente viene utilizzato per regolare la velocità di attacco e distribuzione del suono), un controller a Joystick su due assi applicabile per modulare e controllare ogni parametro, un riverbero controllato in tensione (era l'unico apparecchio esistente ad avere un riverbero controllato in tensione), e due amplificatori d'uscita stereo.[6]
Gli oscillatori sono tipicamente utilizzati per generare diverse forme d'onda, anch'esse modificabili. Il primo oscillatore produce onde sinusoidali ed a dente di sega, mentre il secondo genera onde quadre e triangolari; entrambi operano in un intervallo di frequenza compreso tra 1 Hz e 10 kHz. Il terzo oscillatore, particolarmente interessante, utilizza le stesse forme d'onda del secondo, ma con lavora a frequenze più basse, comprese tra 0,05 e 500 Hz: Questo lo rende un LFO (Low Frequency Oscillator) ovvero un oscillatore a bassa frequenza utilizzabile anche come sorgente di modulazione.
Le critiche riguardavano la scarsa stabilità degli oscillatori nella prima versione e la EMS metteva comunque a disposizione, su richiesta, una loro stabilizzazione.[7]
A differenza della maggior parte dei sintetizzatori modulari, che usano un cablaggio esterno per collegare i vari componenti del sistema, il VCS3 utilizza un sistema di puntine (pin) ad incastro per connettere tra loro i componenti, caratteristica tipica degli strumenti EMS.
Questa è stata la principale innovazione del sistema, che permette di creare pattern e combinazioni musicali molto interessanti. I pin presentano differenti valori di resistenza a seconda del colore: quelli bianchi hanno circa 2,7 kΩ, sebbene con valori effettivi piuttosto variabili (5% di tolleranza); quelli rossi hanno una resistenza simile, ma con una tolleranza più stretta del 1-2%; quelli verdi possiedono resistenze più elevate (circa 68 kΩ) per attenuare il segnale. Questa differenza consente di modulare in modi diversi l’effetto di ciascun collegamento. Ogni connessione è possibile, anche da input esterno (caratteristica molto apprezzata dai musicisti dell’epoca, come nell’organo di Won't Get Fooled Again dei The Who)[8][9] e le lievi discrepanze nei valori di resistenza dei pin generano sempre effetti sonori differenti, rendendo il risultato meno prevedibile.[7]
Nel 1971 la EMS sviluppò una nuova versione del VCS3, il Synthi A, che a differenza dell'originale era montato su un telaio di masonite.
L'azienda continua a produrre su richiesta il VCS3 ed i pezzi di ricambio così come il Synthi A.[10]
Nel 2017 l'azienda Behringer ha annunciato l'inizio dei lavori per la produzione di un clone del famoso sintetizzatore oramai non più prodotto e introvabile sul mercato.
Nel gennaio del 2022 con un post Facebook la casa produttrice ha pubblicato le prime immagini del clone perfettamente fedele all'originale.
Esiste anche una pagina Facebook (The Cloney Project) di un costruttore privato di sintetizzatori, che si definisce un "onesto ammiratore" del progetto originale. Da circa dieci anni realizza un clone estremamente fedele del VCS3, oltre alla relativa tastiera DK1 e del Synthi AKS. Su commissione, fornisce lo strumento completo da assemblare, corredato di manuale di istruzioni in inglese.
Sviluppo
[modifica | modifica wikitesto]Il VCS No.1 originale era un’unità rack costruita a mano, dotata di due oscillatori, un filtro e un inviluppo, progettata da Peter Zinovieff prima della fondazione della EMS. Quando il compositore Don Banks chiese a Zinovieff un sintetizzatore, quest’ultimo decise di collaborare con David Cockerell per sviluppare uno strumento che fosse allo stesso tempo compatto, portatile ma anche potente e flessibile. In un’epoca in cui i sintetizzatori erano quasi sempre grandi sistemi modulari, come quelli prodotti da Moog, una configurazione come quella del VCS No.1 veniva considerata insufficiente. Per questo motivo, i due progettisti ampliarono e perfezionarono le idee iniziali di Cockerell, dando vita a uno strumento più evoluto.[7]
Utilizzo
[modifica | modifica wikitesto]Il VCS3 fu largamente usato dai gruppi appartenenti al progressive rock, tra i quali King Crimson, Hawkwind, Brian Eno (con i Roxy Music), The Who, Area - International POPular group, Todd Rundgren, Kraftwerk, Tangerine Dream, Klaus Schulze e Pink Floyd negli album Wish You Were Here, Obscured by Clouds e The Dark Side of the Moon (anche se nel famoso brano On the Run di quest'ultimo venne in realtà utilizzato un EMS Synthi AKS).
Altro musicista che ha fatto largo uso del VCS3 è Jean-Michel Jarre: tra i pochi strumenti con cui venne composto l'album Oxygène, figura il VCS3, utilizzato in particolare, per stessa dichiarazione di Jarre, al fine di creare suoni "caldi" ed "eterei".
I King Crimson nel disco Lizard (1970) furono tra i primi ad utilizzare il VCS3 nel disco Lizard (1970). I Pink Floyd lo utilizzarono nel disco The Dark Side of The Moon.[11] Tra gli italiani, tra i primi a notarne le potenzialità ci fu Franco Battiato, che lo impiegò nell'album Fetus (1971). Ancora, in Italia, Piero Umiliani per gli album Synthi Time del 1971, seguito da Switched on Naples del 1972, e Lucio Battisti, che applicò il VCS3 a chitarra e voce nell'album Anima latina del 1974, dove è evidente l'influenza dei Pink Floyd e dei Tangerine Dream.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) James Gardner, The Don Banks Music Box to The Putney: The genesis and development of the VCS3 synthesiser, in Organised Sound, vol. 22, n. 2, 2017-08, pp. 217-227, DOI:10.1017/S1355771817000127. URL consultato il 10 dicembre 2020.
- ↑ (EN) hayimkobi, The Story Behind The EMS VCS3 in the 1970s, part 1, su Music Aficionado, 2 settembre 2020. URL consultato il 2 aprile 2026.
- ↑ EMS Synthi Range 1969 - 1979, su emssynthesisers.co.uk. URL consultato il 3 aprile 2026.
- ↑ All About EMS: Part 2, su www.soundonsound.com. URL consultato il 3 aprile 2026.
- ↑ (EN) The Birth of The VCS 3 – Electronic Sound, su electronicsound.co.uk. URL consultato il 2 aprile 2026.
- 1 2 EMN VCS3 manual (PDF), su dl.lojinx.com. URL consultato l'08/04/2026.
- 1 2 3 All About EMS: Part 1, su www.soundonsound.com. URL consultato il 3 aprile 2026.
- ↑ (EN) hayimkobi, The Story Behind The EMS VCS3 in the 1970s, part 1, su Music Aficionado, 2 settembre 2020. URL consultato il 3 aprile 2026.
- ↑ Unterberger, 2011, p. 27.
- ↑ Electronic Music Studios, su emssynthesisers.co.uk. URL consultato il 2 aprile 2026.
- ↑ (EN) Interview: David Cockerell These Hopeful Machines, su RNZ. URL consultato il 10 dicembre 2020.
Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su EMS VCS3
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Every nun needs a Synthi (JPG), su ems-synthi.demon.co.uk. URL consultato il 9 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2012).
- EMS Rehberg produce ancora un nuovo VCS3
- Schemi di una versione successiva del VCS3, su synthetizer-sche.chez-alice.fr.