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Vimana

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Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Vimana (disambigua).
Raffigurazione di un carro vimana, sottratto da Rāvaṇa al dio Kuvera.

Il vimana (in sanscrito विमान vimāna, plurale vimānāni) è un veicolo volante descritto nella letteratura sacra dell'India antica. Nei poemi epici Ramayana e Mahabharata, oltre che in testi puranici e tradizioni successive, viene descritto in particolare l'uso di tali mezzi in guerra, rappresentati come carri celesti, palazzi aerei o mezzi di trasporto degli dèi, capaci di muoversi con gran velocità nel cielo o di immergersi in acqua e, in alcune narrazioni, perfino di viaggiare tra differenti mondi cosmici. In alcuni poemi epici, il vimana viene descritto come un palazzo volante capace di viaggiare ovunque per volontà del suo occupante.

Etimologia del termine

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Il termine sanscrito vimāna deriva probabilmente da mān («edificio, costruzione») con aggiunta del prefisso vi-uccello»), significando «edificio sopraelevato», «palazzo alato» o più genericamente una struttura volante. Nella letteratura classica indiana il vocabolo indicò inizialmente edifici sacri, padiglioni o troni celesti, mentre nei testi epici venne progressivamente associato a mezzi aerei divini. Nell'architettura templare dell'India meridionale, il termine vimana designa ancora oggi la torre sovrastante il santuario principale di un tempio[1][2].

In alcune lingue indiane moderne, come ad esempio in gujarati, la parola vimāna viene utilizzata per indicare un moderno aeroplano.

Nel libro buddhista Vimanavatthu (in pali: Storie di Vimāna) si usa la parola vimāna per indicare un breve testo, usato come fonte di ispirazione, o un sermone buddhista.

Infine, l'ufologo Roberto Malini nel suo dizionario enciclopedico fa notare che, secondo alcuni ricercatori, il termine Vimāna potrebbe derivare da Vamana, il quinto avatar del dio Visnù.

Nel sesto libro del Rāmāyaṇa (il Yuddhakāṇḍa) viene descritto il celebre Pushpaka Vimana, il carro volante prima appartenuto al dio Kubera e poi utilizzato dal re-demone Rāvaṇa. Tale veicolo è descritto come capace di trasportare numerosi passeggeri, muoversi autonomamente e viaggiare attraverso il cielo «come il sole». Dopo la sconfitta di Ravana, il vimana viene usato da Rama per fare ritorno ad Ayodhya insieme a Sita e Lakshmana.

Nel Mahābhārata il vimana inteso come carro celeste o veicolo volante ricorre in diversi episodi, tra cui:

  • il Sabhā Parva (Libro dell'assemblea) contiene descrizioni di palazzi celesti e città volanti degli dèi o dei gandharva;
  • il Vana Parva (Libro della foresta) contiene racconti di saggi, dèi e ascesi con visioni di veicoli celesti;
  • l'Udyoga Parva (Libro dei preparativi) contiene riferimenti a interventi divini e spostamenti rapidi di esseri soprannaturali;
  • lo Shanti Parva (Libro della pace) contiene riflessioni cosmologiche sull'universo e i diversi mondi sovrapposti;
  • altri episodi sparsi, relativi ad Arjuna e ai suoi viaggi nel regno di Indra (Svarga) a bordo di un carro celeste (definito vimana o ratha divino).

Altri testi indiani in cui si menzionano i Vimana

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Oltre al Rāmāyaṇa e al Mahābhārata, molti altri testi della tradizione induista menzionano i vimana o veicoli analoghi:

Epoca attuale

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Lo stesso argomento in dettaglio: Teoria degli antichi astronauti.

In epoca contemporanea, le numerose descrizioni di città celesti sospese nel cielo, armi luminose e veicoli volanti associati agli dèi o a eroi che compaiono nel Mahābhārata e in altri testi antichi, e specialmente le allusioni a «carri che attraversano i cieli» o «battaglie combattute in aria», sono state talvolta reinterpretate in chiave tecnologica o fantascientifica. A partire dal XIX e soprattutto dal XX secolo, i vimana sono divenuti oggetto di speculazioni esoteriche, pseudostoriche e ufologiche. In particolare, alcuni autori hanno avanzato l'ipotesi che nei testi antichi sia conservato il ricordo di civiltà tecnologicamente avanzatissime, tecnologie perdute o visite extraterrestri avvenute in un passato remoto.

Il Vaimanika Shastra

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In tale contesto, agli inizi del Novecento divenne celebre un testo dal titolo Vaimanika Shastra che descriverebbe presunti dettagli tecnici di macchine volanti, attribuito a un antico saggio indiano[4]. Tuttavia, studi accademici e analisi ingegneristiche moderne considerano il testo un'opera contemporanea priva di fondamento storico o scientifico.[5]

  1. Si veda Hindu temple su Encyclopedia Britannica.
  2. Probabilmente, con il tempo il significato della parola è traslato nei seguenti significati:
    • Area delimitata e destinata a scopi sacri;
    • tempio;
    • luogo di Dio.
  3. Rispettivamente in Rig Veda, Yajur Veda e Atharva Veda. Nei Veda si menzionano diversi tipi di vimana, nonché oggetti o veicoli a essi assimilabili:
    • Il sole e altri carri volanti che ruotano tirati da animali, di solito cavalli (il carro della divinità vedica Pūṣan è trainato da alcune capre)
    • Il agnihotra-vimana, con due motori (agnir in sanscrito significa «fuoco»)
    • Il gaja-vimana, con più motori (gaja in sanscrito significa «elefante»)
  4. Nel libro vengono descritte diverse tipologie di vimana: il martin pescatore, l'ibis, e altri animali.
  5. Cfr. David W. Davenport, 2000 a.C.: distruzione atomica, Milano, SugarCo, 1979, in cui l'autore fornisce un'interpretazione della traduzione in inglese del Vaimanika Shastra.
  • David W. Davenport, 2000 a.C.: distruzione atomica, SugarCo, 1979.
  • David Hatcher Childress, Vimana Aircraft of Ancient India & Atlantis, Ivan Terence Sanderson, 1992.
  • Enrico Baccarini, I Vimana e le Guerre degli Dei, Enigma Edizioni, 2015.
  • Roberto Pinotti, Vimana, gli UFO nell'antichità. Extraterrestri nell'India protostorica?, UNO editori, 2016.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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