Antennaria dioica
| Sempiterno di montagna | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Euasteridi II |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Asteroideae |
| Tribù | Gnaphalieae |
| Genere | Antennaria |
| Specie | A. dioica |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Asteroideae |
| Tribù | Inuleae |
| Genere | Antennaria |
| Specie | A. dioica |
| Nomenclatura binomiale | |
| Antennaria dioica (L.) Gaertn. | |
| Sinonimi | |
|
Gnaphalium dioicum | |
| Nomi comuni | |
|
Bambagia selvatica, Antennaria, Piede di gatto | |
Il sempiterno di montagna (Antennaria dioica ((L.) Gaertn., 1791)) è una piccola pianta cespitosa, perenne, appartenente alla famiglia delle Asteracee[1].
Di altezza massima 20 cm (minima 5 cm), con capolini dal delicato aspetto quasi piumoso. Viene considerata una specie sempreverde delle zone circumboreali (abitatrice delle zone fredde e temperato - fredde dell'Europa, Asia e Nordamerica).
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome del genere (Antennaria) deriva da "antenna" a causa dell'aspetto a piumetto setaceo dei peli del pappo, molto simili alle antenne di alcune farfalle.
Il nome della specie (dioica) deriva dalla particolarità di avere solo stami sui fiori maschili e solo pistilli sui fiori femminili.
Il nome comune "Sempiterni di montagna" deriva dal fatto che è una specie sempreverde che vive a quote tipiche montane.
L'altro nome comune "Piede di gatto", deriva dai capolini che si presentano morbidi come i cuscinetti delle dita dei gatti.
Descrizione
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La forma biologica di questa pianta viene definita camefita reptante (Ch rept): pianta perenne a base legnosa con gemme poste all'altezza del suolo (camefita), con organi aderenti al suolo quasi striscianti (reptante) a forma di crescita suffruticosa.[senza fonte]
Radici
[modifica | modifica wikitesto]La nostra pianta possiede (in confronto agli esili fusti ipogei) un robusto rizoma legnoso ad andamento obliquo con degli stoloni epigei striscianti (orizzontali) e ben radicati (dimensioni stoloni: 2 – 10 cm) da cui nascono diversi fusti eretti e scapiformi (da qui il carattere cespitoso tipico della pianta).
Fusto
[modifica | modifica wikitesto]Il fusto (parte epigea) è semplice ed eretto (5 – 10 cm) ma tomentoso. A volte può presentare delle minime angolosità e in genere è foglioso (subcaule).
Foglie
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- Foglie basali: spatolate (più esattamente obovate - oblanceolate) con breve picciolo; sono riunite in dense rosette (formate all'estremità degli stoloni) ed hanno dei riflessi bianco - lanuginosi. Dimensioni: 3–5 mm × 20–40 mm. Spesso sono mucronate.
- Foglie cauline: dalla forma lineare (lanceolata), villose e strettamente collegate al fusto in modo sessile acquistando così una struttura lesiniforme.
Infiorescenza
[modifica | modifica wikitesto]I fiori sono riuniti in densi fascetti corimbosi irregolari e unisessuali in numero di 2 - 10 posti in una ombrella terminale.
Fiori
[modifica | modifica wikitesto]I fiori sono tutti tubulosi e attinomorfi. Questa pianta (appunto dioica) presenta un certo dimorfismo sessuale: il capolino campanulato dei fiori maschili è largo 5–6 mm e l'involucro bratteale è di colore bianco o giallastro; mentre, corrispondentemente, quello dei fiori femminili è largo 10–12 mm e di colore rosso o roseo.
Fioritura: maggio - agosto
L'impollinazione è anemogama.
Frutti
[modifica | modifica wikitesto]Il frutto è un achenio di circa 1 mm. In cima presenta un pappo di colore biancastro o rosato (a seconda del sesso del fiore), piumato per consentire la dispersione anemofila.
Biologia
[modifica | modifica wikitesto]È una pianta dioica, quindi può trovarsi in gruppi con tutti i fiori di sesso maschile oppure di sesso femminile; ma si può trovare anche in colonie miste, e si può riprodurre anche senza fecondazione.[senza fonte]
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]Questa pianta è distribuita nelle zone temperato-fredde dell'Europa, dell'Asia e dell'America del nord (tipo corologico: Circumbor). In Italia si trova nelle Alpi e un po' meno nell'Appennino. Assente al Sud e nelle isole.
I suoi habitat preferiti sono i pascoli, luoghi erbosi (ma anche sassosi e asciutti) e con substrato lievemente acido (o siliceo). Può essere rinvenuta anche nei boschi di conifere (peccete, abetine, pinete e faggete) e di latifoglie.
Altitudini preferite: 100 – 2300 m s.l.m. (secondo altri autori 1500 – 3000 m s.l.m.)
Tassonomia
[modifica | modifica wikitesto]La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi[2].
Il genere Antennaria appartiene alla sottofamiglia Asteroideae, tribù Gnaphalieae.[3]
Usi
[modifica | modifica wikitesto]Farmacia
[modifica | modifica wikitesto]Antennaria dioica ha buone proprietà medicamentose contro i disturbi del fegato e della cistifellea; può essere valida anche per le epatiti e la diarrea.[senza fonte]
Nella medicina popolare viene usata anche come gargarismo nelle tonsilliti per le sue proprietà anti-infiammatorie ed emollienti. In genere si usano solamente i fiori femminili.[senza fonte]
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Fiori e stelo
- Fiore
- Fiori
- Fiore a Kolari
- Foto a Frankenhöhe nel Baden-Württemberg in Germania
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Antennaria dioica, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 21 marzo 2026.
- ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 21 marzo 2026.
- ↑ (EN) Antennaria, su Global Compositae Checklist. URL consultato il 21 marzo 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Guido Moggi, Fiori di montagna, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1984.
- Maria Teresa della BEFFA, Fiori di montagna, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2001.
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Motta Botanica, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 35, ISBN 88-506-2449-2.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Antennaria dioica
Wikispecies contiene informazioni su Antennaria dioica
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) mountain everlasting, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Antennaria dioica, su Catalogue of Life.
- (EN) Antennaria dioica, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Antennaria dioica, su npgsweb.ars-grin.gov.
- (EN) Antennaria dioica, su International Plant Names Index.
- (EN) Antennaria dioica, su ITIS.
- (EN) Antennaria dioica, su WoRMS.
- Fungoceva.it. URL consultato il 16-10-2007.
- Flora delle Alpi Marittime, su floramarittime.it. URL consultato il 16-10-2007.
- Catalogazione floristica - Università di Udine, su flora.uniud.it. URL consultato il 20 gennaio 2016.
