Dragonshard
| Dungeons & Dragons: Dragonshard videogioco | |
|---|---|
| Piattaforma | Microsoft Windows |
| Data di pubblicazione | |
| Genere | Strategia in tempo reale, videogioco di ruolo |
| Tema | Fantasy |
| Origine | Stati Uniti |
| Sviluppo | Liquid Entertainment |
| Pubblicazione | Atari |
| Modalità di gioco | Giocatore singolo, multigiocatore |
| Distribuzione digitale | Steam |
Dungeons & Dragons: Dragonshard è un videogioco di strategia in tempo reale con elementi di gioco di ruolo, sviluppato da Liquid Entertainment e pubblicato da Atari nel 2005 per Microsoft Windows.
Il titolo è ambientato in Eberron, una delle campagne ufficiali del gioco di ruolo cartaceo Dungeons & Dragons. Il videogioco fonde le tradizionali meccaniche strategiche, come la gestione delle risorse e la costruzione di basi in superficie, con un'esplorazione sotterranea guidata da unità eroiche tipica dei giochi di ruolo. Il prodotto offre due campagne per giocatore singolo, mappe schermaglia e supporto per la modalità multigiocatore. La storia principale segue le lotte di tre diverse fazioni per il controllo di un potente artefatto magico noto come Cuore di Siberys.
L'opera ha ricevuto valutazioni generalmente positive dalla critica specializzata, che ne ha lodato la commistione tra le meccaniche strategiche e ruolistiche, ed è stata annoverata tra i migliori titoli per computer del 2005 dalla rivista Computer Games Magazine.
Nell'agosto del 2025 è stata distribuita una versione aggiornata del gioco tramite la piattaforma Steam, in concomitanza con la riedizione di Demon Stone.[3]
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Le vicende di Dragonshard hanno luogo nell'universo di Eberron. Secondo il mito della creazione dell'ambientazione, il drago Khyber ha scatenato una guerra contro sua sorella Siberys, frantumandone il corpo; per punizione, il fratello Eberron ha intrappolato Khyber avvolgendolo nelle proprie spire. I corpi dei tre draghi hanno così formato le tre parti del mondo: la superficie ha preso il nome di Eberron, i resti in orbita sono diventati l'Anello di Siberys e il sottosuolo si è tramutato nel reame di Khyber. Le spoglie di queste creature generano i frammenti del drago (i dragonshard), cristalli e rocce pregni di potere magico.
Il Cuore di Siberys è il frammento più grande mai esistito su Eberron. Precipitando dall'Anello sull'antico continente di Xen'drik, ha generato una catena montuosa sferzata dalle tempeste (nota come Anello delle Tempeste) e ha causato lo sprofondamento di un'intera città. L'immensa forza magica dell'artefatto ha fatto evolvere le creature naturali della zona, tramutandole nella razza senziente dei lucertoloidi. Da allora, il Cuore attira diverse fazioni in un conflitto per il controllo del suo potere.
Oltre alle razze giocabili, il mondo di gioco è popolato da diverse fazioni e creature neutrali, tra cui gli illithid (storici nemici degli Umbragen), una schiera di golem costruiti da un'estinta razza elfica, ettin e thri-kreen.
Ordine della Fiamma
[modifica | modifica wikitesto]L'Ordine della Fiamma è l'ala militare della Chiesa della Fiamma d'Argento, un'organizzazione dedita a bandire il male. Formata da un'alleanza di umani, nani, halfling e celestiali, è guidata dalla chierica Lady Marryn e dallo sciamano nano Amathor. L'Ordine viaggia verso l'Anello delle Tempeste per catturare il Cuore di Siberys e rivendicarne la magia, ma viene annientato dai lucertoloidi in una battaglia catastrofica. Amathor e una piccola percentuale dei seguaci originali fuggono verso i loro spazioporti per evacuare da Eberron e cercare nuovi rifugi. L'esercito dell'Ordine schiera arconti celesti, possenti costrutti forgiati, stregoni e guardiani imperituri.
Umbragen
[modifica | modifica wikitesto]Si narra che gli Umbragen siano i discendenti degli elfi che abitavano l'antica città di Qalatesh, sprofondata in Khyber dopo una tempesta apocalittica di frammenti. Per sopravvivere agli orrori del sottosuolo, questi elfi hanno imbrigliato le energie oscure di Khyber integrandole nella loro cultura. Guidati dal malvagio Satros, mirano a prosciugare il potere del Cuore per sbloccare i segreti delle rovine della loro città natale. Le armate degli Umbragen sono composte da creature d'ombra, demoni volanti e cavalieri dell'oscurità.
Lucertoloidi
[modifica | modifica wikitesto]I lucertoloidi sono i nativi dell'Anello delle Tempeste, originariamente posti a guardia del Cuore dai draghi stessi. Sono stati unificati dall'eroe Darroc, che ha sacrificato la propria vita per difendere l'artefatto dalle invasioni dell'Ordine della Fiamma. Dopo secoli di pace, le nuove incursioni li costringono a prendere nuovamente le armi. Darroc viene resuscitato dai più grandi eroi del suo popolo (Redfang, Silverblade, Wowen e Blackclaw) per guidarli nell'imminente guerra, ma viene infine distrutto per la seconda e ultima volta quando l'incantatore illithid Orobus fa precipitare un enorme frammento del drago che ne frantuma l'avatar. In combattimento, la fazione fa affidamento sulla forza bruta di creature come tartarughe giganti e draghi.
Modalità di gioco
[modifica | modifica wikitesto]Dragonshard unisce le meccaniche dei giochi strategici in tempo reale (RTS) a quelle dei giochi di ruolo.[4] Le mappe sono suddivise in due livelli sovrapposti: il mondo in superficie di Eberron e il reame sotterraneo di Khyber, collegati tramite varchi prestabiliti. La superficie ricalca gli schemi classici del genere strategico, in cui il giocatore edifica e sviluppa roccaforti, accumula risorse e potenzia il proprio esercito.[4] A differenza della maggior parte dei titoli RTS, tutte le unità risultano disponibili fin dall'inizio della partita, senza alcun prerequisito di costruzione.[4] Le tre fazioni controllabili dal giocatore sono l'Ordine della Fiamma, i Lucertoloidi e gli Umbragen.[5]
Le armate sono composte da diverse tipologie di truppe. I «Campioni» rappresentano le unità eroiche del gioco, dotati di abilità uniche e bonus per l'intero esercito. Ciascuna razza dispone di quattro eroi, basati sulle classiche classi di D&D: guerriero, chierico, mago e ladro.[5] I «Colossi» sono invece potenti e costose unità evocative esclusive per ogni fazione; ne può esistere solo uno alla volta sul campo e non possono avventurarsi nel sottosuolo.
Il nucleo dell'esercito è formato dai capitani e dai soldati. I capitani sono unità addestrabili e potenziabili fino al quinto livello; progredendo, acquisiscono nuove abilità e ottengono una squadra di soldati subordinati (fino a un massimo di quattro). Questi ultimi sono truppe di supporto generate automaticamente in prossimità delle basi, e seguono il proprio comandante senza poter ricevere ordini individuali. Tale meccanica permette di gestire grandi armate riducendo il livello di microgestione. I soldati subiscono sempre i danni al posto del proprio superiore, moltiplicandone l'efficacia in battaglia.
Poiché i soldati semplici e le unità non terrestri non possono accedere al sottosuolo, ogni recluta al seguito di un capitano viene convertita in punti vita aggiuntivi per il proprio comandante al momento della discesa, per poi riprendere forma autonoma una volta tornati in superficie.[6] Questa limitazione trasforma l'esplorazione di Khyber in una vera e propria esperienza focalizzata su un piccolo gruppo di eroi, avvicinando il sistema di gioco a un dungeon crawler ruolistico, in cui è necessario eludere trappole, raccogliere tesori e sconfiggere mostri.[4][6]
L'economia di gioco si basa su tre risorse principali: i frammenti del drago, necessari per costruire unità ed edifici e che precipitano letteralmente dal cielo sulla mappa di superficie;[7] l'oro, generato passivamente dalle strutture[7] ma recuperabile soprattutto setacciando i sotterranei e completando incarichi; e i punti esperienza.
La costruzione delle basi segue regole rigorose: gli avamposti possono essere fondati solo in specifiche zone predeterminate della mappa e presentano una struttura a griglia prefissata, dotata di sedici postazioni edificabili per ciascun insediamento. Tale limite spaziale impone al giocatore di pianificare con attenzione le proprie strategie e la composizione dell'esercito.[8] I punti esperienza accumulati in un parametro globale condiviso dalla fazione vengono spesi presso le strutture produttive per far salire di grado i capitani. Per sbloccare i livelli superiori, è necessario posizionare più edifici dello stesso tipo in lotti adiacenti, oppure optare per l'edificazione di monumenti in grado di fornire vantaggi passivi alle truppe. I campioni non possiedono un tradizionale sistema a livelli, ma nella campagna possono essere potenziati equipaggiando specifici artefatti.
Il titolo offre due campagne per giocatore singolo (dedicate all'Ordine della Fiamma e ai Lucertoloidi), suddivise in sette missioni ciascuna,[5] oltre alle mappe schermaglia affrontabili in solitaria o in multigiocatore. Durante la storia principale sono presenti obiettivi primari e secondari, i quali garantiscono bonus e oggetti per l'inventario. Al termine di ogni capitolo, il giocatore riceve dei «punti ricompensa» in base alle proprie prestazioni, da spendere per acquistare potenziamenti per i campioni. Nelle sfide schermaglia, la condizione di vittoria primaria consiste nell'annientare tutte le strutture avversarie, ma è possibile attivare obiettivi collaterali temporanei come il controllo della maggioranza delle basi di espansione, la cattura dei «luoghi di potere» della mappa, oppure la raccolta di un certo numero di artefatti rilasciati dai mostri.
Sviluppo
[modifica | modifica wikitesto]Dragonshard è il primo videogioco a essere ambientato nell'universo di Eberron. La fase promozionale del titolo è entrata nel vivo nel febbraio del 2005 con la distribuzione del primo trailer ufficiale.[9] La sceneggiatura è stata scritta da Keith Baker, creatore originale della campagna cartacea, sebbene l'adattamento digitale presenti alcune discrepanze rispetto al canone ufficiale. I frammenti di Siberys, ad esempio, presentano una colorazione blu, contrariamente all'oro descritto nei manuali; inoltre, alla fazione dell'Ordine è concessa l'abilità di costruire enormi costrutti (i Warforged Titans), pratica teoricamente proibita dal Trattato di Thronehold che ha posto fine all'Ultima Guerra.[10]
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]| Testata | Giudizio |
|---|---|
| Metacritic (media al 17-8-2021) | 80/100[11] |
| GameRankings (media al 17-8-2021) | 79%[12] |
| SpazioGames | 7,7/10[13] |
Dragonshard ha ricevuto un'accoglienza generalmente favorevole da parte della stampa specializzata.[12][11] Il titolo è stato lodato per aver fuso con successo le tradizionali meccaniche di strategia in tempo reale con gli elementi ruolistici tipici di D&D, valorizzando in particolare la dicotomia tra la gestione delle battaglie in superficie e l'esplorazione dei sotterranei.[8][13] Sul fronte delle critiche, tuttavia, i recensori si sono dimostrati concordi nel lamentare l'esigua longevità della modalità per giocatore singolo, aggravata dalla totale assenza di una campagna dedicata agli Umbragen,[8][13] e hanno evidenziato una certa limitazione tattica causata dall'impossibilità di posizionare liberamente gli edifici di reclutamento sulla mappa.[13]
I redattori di Computer Games Magazine hanno inserito Dragonshard al sesto posto nella classifica dei migliori videogiochi per computer del 2005, affermando che il titolo è in grado di offrire molte più idee rispetto alle altre opere tratte dal marchio D&D.[14]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Dragonshard arrives in stores, su GameSpot. URL consultato il 6 marzo 2023.
- ↑ (EN) What's New? (4th November 2005), in Eurogamer.net, 4 novembre 2005. URL consultato il 27 novembre 2023.
- ↑ (EN) Two brilliant, 20-year-old DnD games have just been re-released on Steam, su pcgamesn.com. URL consultato il 13 agosto 2025.
- 1 2 3 4 (EN) Heather Newman, Upcoming DragonShard in a class by itself, Knight Ridder/Tribune News Service, 29 settembre 2004. URL consultato il 2 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2017).
- 1 2 3 (EN) Mike Govenettio, Strategy at heart of 'Dragonshard', in The Buffalo News, 13 ottobre 2005. URL consultato il 6 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 15 aprile 2016).
- 1 2 (EN) Ahmad Faiz, Riveting adventure-filled realm, in New Straits Times, 11 agosto 2005. URL consultato il 6 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2016).
- 1 2 (EN) Bruno Dieter Chan, Worthy to stand on its own, in New Straits Times, 27 ottobre 2005. URL consultato il 6 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2016).
- 1 2 3 (EN) Dragonshard for PC Review, su gamespot.com, GameSpot, 2 ottobre 2005. URL consultato il 24 maggio 2008 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2009).«For example, instead of being able to build a huge base anywhere on the map, you are limited to a fixed-sized base on certain points of the map. This base-building mechanic requires a lot of strategy on your part, because each base has only 16 building slots that are divided into blocks of four. What you build on those blocks determines the type of units that you construct, as well as the experience level those units can attain.»
- ↑ FC, Dragonshard - la guerra per il controllo di Eberron, su FantasyMagazine, 10 febbraio 2005. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ (EN) Keith Baker, Bill Slavicsek e James Wyatt, Eberron Campaign Setting, Wizards of the Coast, 2004, ISBN 0-7869-3434-4.
- 1 2 (EN) Dragonshard for PC Reviews, su Metacritic, Red Ventures. URL consultato il 17 agosto 2021.
- 1 2 (EN) Dragonshard for PC, su GameRankings, CBS Interactive. URL consultato il 17 agosto 2021 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2019).
- 1 2 3 4 Darkzibo, Recensione Dragonshard, su SpazioGames.it, 22 novembre 2005. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ (EN) Staff, The Best (and Worst) of 2005; The 15th Annual Computer Games Awards, in Computer Games Magazine, n. 184, marzo 2006, pp. 42–47.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Dragonshard, su MobyGames, Blue Flame Labs.