HMS J2
| J2 | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Tipo | Sommergibile di squadra |
| Classe | Classe J (sommergibile) |
| Proprietà | |
| Cantiere | Arsenale di Portsmouth |
| Impostazione | 1915 |
| Varo | 6 novembre 1915 |
| Entrata in servizio | 1 giugno 1916 |
| Destino finale | affondato per demolizione il 1 giugno 1926 |
| Caratteristiche generali | |
| Dislocamento | 1.210 tsl |
| Stazza lorda | 1.820 tsl |
| Lunghezza | 84 m |
| Larghezza | 6,7 m |
| Pescaggio | 4,3 m |
| Profondità operativa | 91 m |
| Propulsione | 3 motori diesel Vickers 2 motori elettrici Mather & Platt 3 Assi |
| Velocità | 19 (9,5 in immersione) nodi |
| Autonomia | 4 00 n.mi. a 12 nodi ( 7.400 km a 22 km/h) |
| Equipaggio | 45 |
| Armamento | |
| Artiglieria |
|
| Siluri |
|
| Note | |
| dati tratti da Ships of the Royal Navy: The Complete Record of all Fighting Ships of the Royal Navy[1] | |
| voci di classi di sommergibili presenti su Wikipedia | |
L'HMS J2 è stato un sommergibile di squadra della Classe J della Royal Navy, operante nel corso della prima guerra mondiale, successivamente trasferito alla Royal Australian Navy.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]I sommergibili della Classe J vennero sviluppati in risposta alle affermazioni secondo cui la Germania stava sviluppando sottomarini sufficientemente veloci (22 nodi) da poter operare a fianco delle flotte di superficie.[2][3] Seconda unità della sua classe, il sommergibile J2 fu impostato nell'Arsenale di Portsmouth nel 1915, varato il 6 novembre dello stesso anno, ed entrò in servizio nel giugno 1916.[1]
Descrizione tecnica
[modifica | modifica wikitesto]Il J2 apparteneva a una classe di 7 grandi sommergibili che dovevano operare insieme alle unità di superficie della Grand Fleet.[2] Il dislocamento era pari a 1.210 tonnellate in superficie, e 1.820 in immersione. L'unità era lunga 84 m, larga 6,7 m e aveva un pescaggio di 4,3 m.[2]
L'apparato propulsore era formato da tre motori diesel Vickers a 12 cilindri, eroganti ognuno 1 200 hp a 380 giri/minuto, per la navigazione in superficie, e da 2 motori elettrici Mather & Platt da 700 CV , per una potenza totale di 1.400 CV, alimentati da quattro banchi di batterie da 58 celle[2] Esso azionava tre eliche. [N 1][2] La velocità massima in superficie di 19 nodi (35 km/h; 22 mph), che scendevano a 9,5 (17,6 km/h; 10,9 mph) in immersione.[2] L'autonomia in superficie era di 4 000 nmi (7 400 km) a 12 nodi (22 km/h).[2] L'equipaggio era formato da 5 ufficiali e 40 sottufficiali e comuni.[2] L'armamento consisteva in sei tubi lanciasiluri da 457 mm, (quattro a prua, uno su ogni traversa), più un cannone da 102 mm.[2]
Originariamente, il cannone era montato su una balaustra montata a prua della torre di comando, ma la balaustra fu successivamente estesa fino alla prua e fusa con lo scafo per l'idrodinamica, e il cannone fu ricollocato su una piattaforma montata a prua della torre di comando.[2]
Impiego operativo
[modifica | modifica wikitesto]Il sommergibile J2 entrò in servizio il 1 giugno 1916, al comando del tenente comandante A.M. Winser (RN) e fu assegnato all'11ª Flottiglia Sottomarini con base a Blyth, nel Northumberland.[3] Il 31 luglio 1916 lo J2 salpò da Portsmouth diretto a Blyth.[3] L'equipaggio in tempo di guerra era composto da 5 ufficiali e 40 marinai.[3] Nel giugno del 1917 si decise di condurre un'operazione su larga scala, impiegando sia cacciatorpediniere che sommergibili, per stanare i sommergibili nemici in partenza per missioni di pattugliamento o in fase di di ritorno alle basi dall'Atlantico.[3] Designata Operazione BB, l'obiettivo era di costringere i sommergibili nemici a immergersi in determinate aree intensamente pattugliate dai cacciatorpediniere, in modo che si trovassero in superficie mentre attraversavano le zone adiacenti pattugliate dai sommergibili britannici.[3] I sommergibili britannici impiegati includevano lo J1, lo J2, lo J4, e lo J5. Nei dieci giorni compresi tra il 15 e il 24 giugno, 19 sommergibili tedeschi transitarono nel Mare del Nord.[3] Ci furono 26 avvistamenti e 11 attacchi, 8 da parte di cacciatorpediniere e 3 da parte di sommergibili.[3] Lo J2 era assegnato a un'area che si estendeva a ovest-sud-ovest dalla costa norvegese al largo di Stavanger, ma non avvistò alcun nemico.[3] Alle 07:40 del 7 luglio 1917, mentre si trovava in superficie nella posizione 58°N, 03° 05'E, lo J2, al comando dal tenente V.M. Cooper (RN) avvistò un sommergibile nemico anch'esso in superficie alla distanza di 4500 iarde e lanciò quattro siluri.[3] Una colonna di fumo nero apparve nelle vicinanze della torretta di comando del sommergibile nemico, che rimase in vista per alcuni secondi e poi scomparve.[3] Secondo i registri tedeschi dell'epoca si trattava del sommergibile tedesco U-99 che stava transitando in zona.[3] Il 2 agosto, verso le 08:00, lo J2 si trovava in superficie, diretto verso la sua area di pattugliamento a 15 nodi, quando avvistò alcune navi.[3] L'unità si immerse e il comandante diede inizio all'attacco.[3] Tuttavia, dopo aver scoperto che le navi erano britanniche, l'attacco fu interrotto e il comandante decise di immergersi a 125 piedi di profondità fino a quando non si fossero allontanate. Nonostante ciò, i cacciatorpediniere riuscirono a entrare in contatto con lo J2 e ad attaccarlo con bombe di profondità; diversi attacchi furono molto ravvicinati e causarono alcuni danni.[3] Il sommergibile rimase immobile e silenzioso sul fondo e alle 15:30 le navi di superficie persero il contatto e si allontanarono. Lo J2 riemerse e riprese il suo pattugliamento.[3] Nel novembre 1918, quando fu firmato l'armistizio di Compiègne lo J2 si trovava a Liverpool per lavori di ammodernamento.[3]
Dopo la fine della prima guerra mondiale, l'Ammiragliato britannico decise che il modo migliore per proteggere la regione del Pacifico era con una forza di sottomarini e incrociatori.[2] A tal fine, il 25 marzo 1919 vennero donati alla Royal Australian Navy sei sottomarini della classe J, tra cui lo J2, e sei cacciatorpediniere.[2] Trasferite alla RAN nell'aprile del 1919, le unità salparono per l'Australia il 9 dello stesso mese, in compagnia degli incrociatori Sydney e Brisbane e della nave appoggio Platypus, con le prime due tappe a Gibilterra e La Valletta.[2] Altri porti di scalo includevano Port Said, Aden, Colombo, Singapore, Thursday Island e Brisbane.[3] Al loro arrivo a Sydney, in Australia, il 15 luglio 1919, i sei sommergibili erano tutti in pessime condizioni.[3] Furono presi in carico presso il cantiere navale di Garden Island per essere revisionati totalmente.[2]
Dopo il completamento dei lavori di ammodernamento nel maggio 1920, lo J2 salpò il 3 maggio 1920, in compagnia dello J5, alla volta della base sottomarini di Geelong, nello stato di Victoria.[3] La nave da battaglia Cerberus fu ribattezzata HMAS Platypus II il 1° aprile 1921 e funse da nave deposito per i sottomarini di classe J durante il periodo di stazionamento a Geelong.[3]
A parte esercitazioni locali e una visita in Tasmania nel gennaio 1921 effettuata da J1, J2, J4 e J5, i sottomarini furono usati poco e, entro giugno 1922, il costo di manutenzione delle imbarcazioni e il deterioramento delle condizioni economiche australiane portarono alla dismissione dei sei sottomarini, destinati alla demolizione.[2][3] Lo J2 fu radiato dal servizio il 12 luglio 1922, venduto il 26 febbraio 1924 alla Melbourne Salvage Company ed affondato nel cimitero navale al largo di Port Phillip Heads alle coordinate 38°18′49″S 144°34′48″E il 1 giugno 1926.[4][3] Il relitto del sommergibile J2 fu ritrovato dal Geelong Skindivers Club il 10 febbraio 1974, e si trova alla profondità di 39 metri (128 piedi).[4] Lo J2 giace sulla sua chiglia, orientata da nord a sud, con la prua rivolta verso il mare. Durante l'affondamento, avvenuto tramite cariche esplosive, la sezione di prua si è staccata, esponendo i tubi lanciasiluri anteriori e le modifiche alla prua.[5]
Note
[modifica | modifica wikitesto]Annotazioni
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ La classe J fu l'unica classe di sottomarini dotata di tre eliche mai costruita dagli inglesi.
Fonti
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) J.J. Colledge e Ben Warlow, Ships of the Royal Navy: The Complete Record of all Fighting Ships of the Royal Navy, London, Chatham Publishing, 2006, ISBN 978-1-86176-281-8.
- (EN) Robert Hutchinson, Janes Submarines: War Beneath The Waves, from 1776 to the Present Day, London, HarperCollins, 2006.
- (EN) John Bastock, Australia's Ships of War, Cremorne, NSW, Angus and Robertson, 1975.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Victorian Ships' Graveyard Wrecks, su web.archive.org. URL consultato il 18 giugno 2026.
- (EN) J2 Broken Submarine, su scubadoctor.com.au. URL consultato il 18 giugno 2026.
- (EN) Dive Site - J2 Submarine, su borrett.id.au. URL consultato il 18 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 25 aprile 2021).
- (EN) Victoria’s J Class Submarines, su agnesmilowka.com. URL consultato il 18 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2011).
