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Lingua thailandese

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(Reindirizzamento da Lingua tailandese)
Thailandese, Thai
ภาษาไทย, Phasa Thai
Parlato inThailandia (bandiera) Thailandia
Birmania (bandiera) Birmania
Malaysia (bandiera) Malaysia
Laos (bandiera) Laos
Vietnam (bandiera) Vietnam
Parlanti
Totale71,4 milioni (2026[1])
Parlanti L1~27 milioni (2026[1])
Parlanti L2~44 milioni (2026[1])
Classifica30 (2026)
Altre informazioni
Scritturaalfasillabario thailandese
TipoSVO
Tassonomia
FilogenesiTai-Kadai
 Kam-Tai
  Tai
   Sudoccidentale
    Thailandese
Statuto ufficiale
Ufficiale inThailandia (bandiera) Thailandia
Regolato daReale Istituto di Thailandia
Codici di classificazione
ISO 639-1th
ISO 639-2tha
ISO 639-3tha (EN)
Glottologthai1261 (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 1
เราทุกคนเกิดมาอย่างอิสระ เราทุกคนมีความคิดและความเข้าใจเป็นของเราเอง เราทุกคนควรได้รับการปฏิบัติในทางเดียวกัน
Traslitterazione
Rao thuk khon koet ma yang it-sa-ra. Rao thuk khon mi khwam khit lae khwam khao chai pen khong rao eng. Rao thuk khon khuan dai rap kan pa-ti-bat nai thang dieow kan.
   Lingua maggioritaria

   Lingua minoritaria

Schema dei cinque toni del thailandese
I cinque toni del thailandese

La lingua thailandese, anche tailandese[2] o lingua thai[3] (ภาษาไทย, Phasa Thai, p̣hās̛̄āịthy;[4][5] [pʰaː-saː tʰai] pronuncia), è la lingua nazionale e ufficiale della Thailandia e quella parlata principalmente dal popolo thai, il gruppo etnico dominante del paese. In passato è stata nota anche come lingua siamese.

Il thailandese fa parte delle lingue tai, nel gruppo della famiglia tai-kadai,[6] ed usa l'alfasillabario thailandese. È una lingua tonale, isolante e analitica. La combinazione delle tonalità, un'ortografia complessa, numerosi accenti e una distintiva fonologia possono fare del thailandese un idioma difficile da imparare per quelli che non parlano già una lingua relazionata.

Al 2026 è parlata da 71,4 milioni di persone totali, dei quali circa 27 milioni sono madrelingua (L1).[1]

Si ritiene che sia originario della Cina meridionale (attuale Yunnan), e alcuni linguisti hanno proposto legami con le lingue austroasiatiche, austronesiane oppure sinotibetane[senza fonte].

Il documento più antico redatto in thailandese risale al 1292: consiste in un'esaltazione dell'amministrazione del regno di Sukhothai scritta dal suo sovrano Ramkhamhaeng. È a quest'ultimo che è attribuita l'invenzione dell'alfasillabario thailandese, tratto da quello khmer.[7]

Classificazione

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Tai-kadai

Lingue hlai

Lingue kam-sui

Lingue kra

Lingue be

Lingue tai

Lingue tai settentrionali

Lingue tai centrali

Lingue tai sudoccidentali
Lingue tai nordoccidentali

Lingua klhamti

Lingua tai lue

Lingua shan

altre

Lingue Chiang Saen

Lingua thailandese settentrionale

Lingua Sukhotai

Lingua thailandese

Lingua thailandese meridionale

Lingue lao-phutai

Lingua tai yo

Lingua phu thai

Lingua lao

Caratteristiche

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La lingua è scritta in alfasillabario thailandese, che possiede anche il suo sistema di numerazione. Non vengono usati segni di punteggiatura e lo spazio indica la fine di una frase o una parte a cui si vuole dare più rilievo.[7] Nel thailandese non ci sono flessioni verbali (ossia i verbi non cambiano con la persona, tempo, voce, modo e numero) e non ci sono neanche participi.[7] Il verbo ha un'unica forma, le persone si riconoscono dal pronome personale che precede le forme verbali o dal contesto in cui la frase viene inserita. Tempi e modi si distinguono mediante unità morfofonemiche, la cui posizione è fondamentale per la determinazione del loro valore e significato.[7] Per formare il "passato" si premette al verbo la particella ได้ (dâai). Per formare il "futuro" si premette al verbo la particella จะ (cha). Per formare il "gerundio" si premette al verbo la particella กำลัง (kamlang). Per formare il "participio passato" si pospone al verbo la particella แล้ว (laeo).

L'unità linguistica base è la sillaba, che per la maggior parte dei casi corrisponde ad un morfema. I morfemi non corrispondono alle parole, ma vanno aggregati per esprimere il concetto, talvolta anche più complesso di quanto una singola parola possa esprimere.[8] I lessemi possono essere costituiti da: un unico morfema monosillabico; un morferma polisillabico, tipico delle parole di origine straniera; più frequentemente, da combinazioni morfemi.[9]

Il thailandese standard è la madrelingua di circa 20 milioni di individui nel paese e si basa sul registro tradizionalmente usato dalla classe colta di Bangkok, diffuso nel paese soprattutto a partire dagli anni trenta del XX secolo.[10][11] Tra le altre lingue parlate in Thailandia, le più diffuse sono quelle dell'Isan e quella della Thailandia del Nord.

Oltre al thai standard, la lingua thai è formata anche dal thai reale, chiamato ratchasap (ราชาศัพท์, letteralmente "vocabolario reale"), una forma di linguaggio particolarmente ricercato, usato in determinate cerimonie, che si divide in cinque distinti registri:[12]

  1. la forma più alta è quella usata dal re e dalla regina;
  2. la seconda è quella usata dai figli e le figlie del re e dai loro figli e figlie;
  3. la terza è quella dei monaci e novizi buddhisti ed è chiamata samanen;
  4. la quarta è quella usata dai membri dei rami minori della casa reale;
  5. la quinta è quella usata dai thai che non appartengono alla casa reale quando si rivolgono a coloro che parlano le prime tre forme di ratchasap.
Lo stesso argomento in dettaglio: Alfabeto thailandese.

I fonemi consonatici del thailandese sono 21, riportati in alfabeto fonetico internazionale seguito dalla consonante nella posizione iniziale nella tabella seguente:

Labiale Dentale/Alveolare Alveo-lopalatale Velare Glottidale
Nasale /m/

/n/

,

/ŋ/

Occlusiva/Affricata sonora /b/

/d/

,

tenue /p/

/t/

,

/tɕ/

/k/

/ʔ/

[13]

aspirata /pʰ/

, ,

/tʰ/

, , , , ,

/tɕʰ/

, ,

/kʰ/

, , , , ,[14]

Fricativa /f/

ฝ, ฟ

/s/

ซ, ศ, ษ, ส

/h/

ห, ฮ

Approssimante /w/

/l/

ล, ฬ

/j/

ญ, ย

Vibrante /r/

Quando usata come finale, una consonante può avere un fonema diverso rispetto a quello della posizione iniziale. Escludendo ฃ e ฅ che sono obsolete e sei (ฉ ผ ฝ ห อ ฮ) che non possono essere usate come finali, le consonanti sono trentasei:

Labiale Alveolare Palatale Velare Glottidale
Nasale /m/

/n/

ญ, ณ, น, ร, ล, ฬ

/ŋ/

Occlusiva /p/

บ, ป, พ, ฟ, ภ

/t/

จ, ช, ซ, ฌ, ฎ, ฏ, ฐ, ฑ, ฒ, ด, ต, ถ, ท, ธ, ศ, ษ, ส

/k/

ก, ข, ค, ฆ

/ʔ/[15]
Approssimante /w/

/j/

Morfologia e sintassi

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Una locutrice madrelingua parla in thailandese

Non vi sono distinzioni morfologiche tra avverbi e aggettivi. I nomi non si inflettono e non hanno genere. Non esistono articoli.

Per quanto riguarda i pronomi personali, nel thailandese esistono diverse possibilità, che variano in base a plurimi fattori: età, sesso, parentela, posizione sociale.[16] Per la prima persona, nel registro formale viene utilizzato ผม/กระผม (phom/kraphom) per i maschi e ดิฉัน (dichan) per le femmine. Il meno formale ฉัน (chan) vale per entrambi i generi.[16] กัน (kan) è un sostituto maschile usato principalmente tra amici, mentre กู (kuu) vale per entrambi i generi ed è ritenuto estremamente volgare.[17] Per la seconda persona, คุฌ (khun) è il pronome sia maschile che femminile corrispettivo di ผม (phom) e ดิฉัน (dichan); usato di rado tra amici e familiari, tendenzialmente precede il nome dell'interlocutore come segno di rispetto. เธอ (thoe) è l'appellativo meno formale, corrispettivo di ฉัน (chan).[18] Nella terza persona, il pronome più usato è เขา (khao) che può fare riferimento ad entrambi i sessi. Per i pronomi personali plurali, solitamente viene usato เรา (rao): da notare che in situazioni informali เรา (rao) può significare sia io che noi. Per evitare incomprensioni, si ricorre alla versione "pluralizzata" del pronome, พวกเรา (phûakrao, "tutti loro").[19]

I verbi in thailandesi sono privi di flessioni: non c'è quindi una specifica che riguardi il tempo dell'azione o il modo. È la posizione di alcuni morfemi particolari all'interno della frase che dà queste caratteristiche al verbo.

Se il verbo si riferisce ad un'azione avvenuta nel passato, si aggiunge il morfema แล้ว (laeo) a seguito del verbo: เขา กลับ บ้าน แล้ว (rao klap ban laeo, "è tornato a casa").[20] In caso il predicato dovesse essere attributivo, แล้ว (laeo) indica che la sua condizione è già stata raggiunta: ดี แล้ว (dii laeo, "ora va bene", il problema è stato risolto). แล้ว (laeo) viene utilizzato anche per comunicare che si è capito qualcosa di nuovo, o se, nello specifico per i verbi riguardanti i fenomeni atmosferici, ci si è appena accorti del fatto o l'evento ha iniziato a manifestarsi.[21] Nella parlata colloquiale si usa sovente la contrazione ละ (la).[22]

L'ausiliare ได้ (dai, "ottenere") può essere usato in modo perfettivo collocandolo prima del verbo principale, spesso accompagnato da แล้ว (laeo) a seguire: ผม ได้ พักผ่อน เต็มที่ แล้ว (phom dai phakphon temthi laeo, "mi sono riposato completamente"). Al contrario, per indicare un'azione che non è mai avvenuta, prima del predicato si inserisce l'ausiliare negativo ไมได้ (mai dai, "non ottenere"): เขา ยัง ไมได้ กินข้าว (khao yang maidai kin khao, "lei non ha ancora mangiato"). In questo caso, aggiungere แล้ว (laeo) a fine frase rappresenta un mutamento nella situazione espressa nel periodo.[23] Se l'azione è appena avvenuta, si colloca la particella เพิ่ง (phoeng) prima del verbo.[24]

L'aspetto ancora incompiuto di un predicato si specifica precedendo l'ausiliare จะ (cha), usato comunemente per esprimerne il tempo futuro – il futuro si può esprimere anche specificando un nome di tempo, come พรุ่งนี้ (phrungni, "domani"). In caso questi due elementi vengano usati insieme, si introduce un «elemento di imponderabilità che si accompagna a tutti gli eventi programmati o previsti»: è contemplata anche la possibilità che tali non si verifichino. Ad esempio, พรุ่งนี้ จะ ไป กรุงเทพฯ (phrungni cha pai krungthep, "andrò a Bangkok domani").[25] Se la frase è negativa, จะ (cha) precede sempre la negazione; quando combinato con แล้ว (laeo), l'azione sta per verificarsi.[26] Alcuni avverbi, come ใกล้ (klai), accompagnati a จะ (cha) indicano che l'azione è sul punto di finire o verificarsi: งาน นั้น ใกล้ จะ เสร็จ แล้ว (ngan nan klai cha saret laeo, "quel lavoro è quasi finito").[27]

L'aspetto progressivo di un'azione, in italiano nella forma del gerundio, si esprime usando la particella กำลัง (kamlang) a sinistra del verbo. L'ausiliare può essere accompagnato da จะ (cha): in questo caso, l'azione si svolgerà nel prossimo futuro: ผม กำลัง จะ ไป ชื้อ ของ (phom kamlang cha pai chue khong, "sto andando a fare acquisti").[28]

Quando l'azione espressa dal verbo si protrae nel tempo, si colloca alla fine della frase l'ausiliare อยู่ (yu), che ha anche il significato di stare/abitare. Spesso si combina con กำลัง (kamlang): เขา กำลัง ทาน อาหาร อยู่ (khao kamlang than ahan ayu, "lui sta mangiando").[29] Quando due azioni si prolungano in simultanea, si forma la seguente struttura con ไป (pai, "andare"): เธอ พูด ไป กิน ไป (thoe phut pai kin pai, "lei continuava a parlare e a mangiare nello stesso tempo").[30]

Per identificare che una situazione o un'azione si è già avvenuta almeno una volta nel passato, si colloca prima del verbo la particella เคย (khoei, essere solito): ผม เคย ไป กรุงเทพฯ (phom khoei pai krungthep, "sono già stato a Bangkok"): il parlante non si trova a Bangkok; in caso contrario, userebbe มา (ma, "andare") al posto di ไป (pai).[31] La forma negativa si forma usando l'ausiliare ไมเคย (mai khoei).[32]

  1. 1 2 3 4 (EN) What are the top 200 most spoken languages?, su ethnologue.com, Ethnologue. URL consultato il 27 maggio 2026.
  2. thailandese, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  3. thai, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  4. ภาษา, su thai-language.com. URL consultato il 09-12-09.
  5. ไทย, su thai-language.com. URL consultato il 09-12-09.
  6. Sabattini e Bunjarat, p. xi.
  7. 1 2 3 4 Sabattini e Bunjarat, p. xiv.
  8. Sabattini e Bunjarat, pp. xiv-xv.
  9. Sabattini e Bunjarat, p. xv.
  10. (EN) Andrew Simpson, Language and national identity in Asia, Oxford University Press, 2007.
  11. (EN) Peansiri Vongvipanond, Linguistic Perspectives of Thai Culture, su thaiarc.tu.ac.th. URL consultato il 29 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2013).
  12. (EN) Gerald W. Fry, Gayla S. Nieminen e Harold E. Smith, Historical Dictionary of Thailand, Scarecrow Press, 2013, p. 344, ISBN 081087525X. URL consultato il 29 aprile 2016.
  13. Quando usato nella posizione iniziale, viene considerata come occlusiva glottidale sorda.
  14. ฃ e ฅ non sono più utilizzate.
  15. L'occlusiva glottidale sorda è presente quando una vocale breve non è seguita da nessuna consonante finale.
  16. 1 2 Sabattini e Bunjarat, p. 158.
  17. Sabattini e Bunjarat, pp. 159-160.
  18. Sabattini e Bunjarat, p. 160.
  19. Sabattini e Bunjarat, p. 162.
  20. Sabattini e Bunjarat, pp. 188-189.
  21. Sabattini e Bunjarat, p. 191.
  22. Sabattini e Bunjarat, p. 190.
  23. Sabattini e Bunjarat, pp. 192-194.
  24. Sabattini e Bunjarat, p. 198.
  25. Sabattini e Bunjarat, pp. 198-199.
  26. Sabattini e Bunjarat, p. 201.
  27. Sabattini e Bunjarat, pp. 203-204.
  28. Sabattini e Bunjarat, pp. 205-206.
  29. Sabattini e Bunjarat, pp. 207-208.
  30. Sabattini e Bunjarat, p. 212.
  31. Sabattini e Bunjarat, p. 213.
  32. Sabattini e Bunjarat, p. 216.
  • Higbie, James and Thinsan, Snea. Thai Reference Grammar: The Structure of Spoken Thai. Bangkok: Orchid Press, 2003. ISBN 974-8304-96-5.
  • Segaller, Denis. Thai Without Tears: A Guide to Simple Thai Speaking. Bangkok: BMD Book Mags, 1999. ISBN 974-87115-2-8.
  • Smyth, David. Thai: An Essential Grammar. Londra: Routledge, 2002. ISBN 0-415-22614-7.
  • Rossi, Gian Carlo e No One, Ampai. "Dizionario Thailandese-Italiano" . Antonio Vallardi Editore - Milano, 1994. ISBN 978-8878873391
  • No One, Ampai. "Dizionario Thailandese-Italiano". Zanichelli Editore - Bologna, 2006. ISBN 978-88-08-19235-6
  • No One, Ampai. "Dizionario Thailandese-Italiano". Hoepli Editore - Milano, 2020. ISBN 978-88-203-9452-3

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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