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Logista

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Disambiguazione – Se stai cercando l'addetto agli approvvigionamenti nelle legioni romane, vedi Logista (legione romana).

Il logista (in greco antico λογιστής?, loghistés, letteralmente "colui che fa i conti") nell'antica Atene era il magistrato incaricato di revisionare i conti pubblici e l'operato dell'amministrazione cittadina, procedimento chiamato euthyna.

Aristotele chiama questi magistrati con diversi nomi: λογισταί (loghistái), εὔθυνοι (éuthynoi), ἐξετασταί (exetastái) e συνήγοροι (synégoroi).[1] I logisti erano dieci e venivano estratti a sorte tra i membri della Boulé[2] e dovevano esaminare l'operato degli altri magistrati uscenti dal punto di vista finanziario (Alogiou dike). Il processo di controllo durava trenta giorni; i logisti erano affiancati da altri magistrati, i sinegori, e si riunivano nella logisteria.

Nel caso di irregolarità nei conti pubblici i logisti potevano sporgere denuncia nei confronti degli altri magistrati, cosa che potevano fare anche i privati cittadini.[3] Se un sicofante denunciava un magistrato, i conti venivano controllati più attentamente, e, nel caso in cui l'accusa si fosse mostrata infondata, per scagionare l'imputato si doveva ricorrere ad un tribunale di 501 giudici presieduto dai logisti[4] o dai tesmoteti nel caso in cui gli imputati fossero generali dell'esercito.

Anche i magistrati legati ai demi, i demarchi, gli hieropoioi e i tamiai, dovevono rendere conto del loro operato finanziario alla scadenza del loro mandato.

Oltre che ad Atene, è attestata la presenza di logisti anche ad Eretria, ad Efeso, a Delo, a Teno, ad Issa e, con denominazioni diverse, ad Eritre, Smirne, Alicarnasso, Taso ed Agrigento.

  1. Aristotele, Politica, VII, 5, 10.
  2. Scoliasta in Aristofane, Le vespe, 691.
  3. Eschine, 23.
  4. Eschine, 19.
Fonti primarie
Fonti secondarie

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