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Milvus milvus

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Nibbio reale
Nibbio reale (Milvus milvus)
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
SuperphylumDeuterostomia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
SuperclasseTetrapoda
ClasseAves
SottoclasseNeornithes
OrdineAccipitriformes
FamigliaAccipitridae
SottofamigliaButeoninae
GenereMilvus
SpecieM. milvus
Nomenclatura binomiale
Milvus milvus
(Linnaeus, 1758)
Areale
     Presenza tutto l'anno
     Presenza estiva e durante il periodo di riproduzione
     Avvistamenti sporadici
Uovo di Milvus milvus
Nibbio Reale in Baviera

Il nibbio reale (Milvus milvus Linnaeus, 1758) è un uccello rapace della famiglia degli Accipitridi.[2]

Il nibbio reale è stato descritto per la prima volta nel 1758 da Linneo sotto la nomenclatura binomiale di Falco milvus. Successivamente nel 1799 de Lacépède spostò il nome della specie al genere Milvus andando a creare una tautonomia.

Sono riconosciute due sottospecie:

Nibbio di Capo Verde

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I nibbi reali delle Isole di Capo Verde sono (o meglio, erano) morfologicamente piuttosto distinti, presentandosi come una sorta di via di mezzo con i nibbi bruni. La questione se il nibbio di Capo Verde debba essere considerato una specie a sé stante (Milvus fasciicauda) o una sottospecie del nibbio reale non è ancora stata risolta. Uno studio del DNA mitocondriale condotto su campioni da museo ha suggerito che gli uccelli di Capo Verde non formassero una linea monofiletica all'interno o a fianco dei nibbi reali. Questa interpretazione è tuttavia problematica: l'analisi del mtDNA è suscettibile a eventi di ibridazione, la storia evolutiva della popolazione di Capo Verde non è nota e la relazione genetica dei nibbi reali è complessa, dato che la prossimità geografica non è un indicatore di parentela genetica e la somiglianza genetica complessiva è elevata, il che potrebbe indicare una specie relitta.

Considerate la distinzione morfologica degli uccelli di Capo Verde e l'isolamento della loro popolazione rispetto alle altre popolazioni di nibbio reale, non è possibile stabilire con certezza se la popolazione di Capo Verde non fosse una sottospecie distinta (come M. migrans fasciicauda) o addirittura una specie a sé che ha frequentemente assorbito nel proprio pool genico gli individui ritardatari delle popolazioni europee in migrazione.

La popolazione di Capo Verde è di fatto estinta dal 2000 e tutti gli uccelli sopravvissuti sono ibridi con il nibbio bruno.

Il genere Milvus comprende altre due specie: il nibbio bruno (M. migrans) e il nibbio beccogiallo (M. aegyptius). È noto che il nibbio reale si ibrida con successo con il nibbio bruno sia in cattività, dove le due specie sono state tenute insieme, sia in natura nelle Isole di Capo Verde e in altri luoghi.

In Europa centrale esiste una zona di ibridazione in cui il nibbio reale e quello bruno si accoppiano occasionalmente. Uno studio genetico sui nibbi di quest'area non ha evidenziato la presenza di mtDNA di nibbio bruno nei nibbi reali o viceversa. Poiché questo DNA viene ereditato per via materna, gli autori dello studio hanno suggerito che le femmine ibride F1 fossero sterili, in accordo con la legge di Haldane.

Nel 2006, in Scozia, si è verificato un evento di ibridazione che ha portato all'involo di successo di due pulcini, nati da un maschio di nibbio bruno e una femmina di nibbio reale. La Scozia non ospita una popolazione riproduttiva di nibbi bruni ed è probabile che il maschio sia stato spinto fuori rotta da una tempesta o si sia smarrito durante la migrazione.

Il nibbio reale, per taglia (maschio 60 cm, femmina 66 cm) e apertura alare (maschio 150 cm, femmina 160 cm), supera il nibbio bruno, con cui spesso si confonde. Il suo piumaggio è molto più chiaro di quello del nibbio bruno, da cui si distingue per la caratteristica coda rossiccia profondamente forcuta. Se si osserva in volo, si distingue anche per la macchia biancastra sul lato inferiore delle remiganti primarie. È un animale dalla coda stupenda ed essendo molto larga permette al nibbio di planare più facilmente. Il dimorfismo sessuale è inesistente. Il suo peso varia tra gli 800 grammi e i 1300 grammi.[3]

Distribuzione e habitat

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Lo si incontra in quasi tutta l'Europa centrale e occidentale, in particolare in Germania, Spagna, Francia e in Italia dove si riproduce regolarmente, ma anche in Asia occidentale e in Africa nord-orientale.
Il suo habitat sono boschi e foreste, specialmente di latifoglie, le pianure ma anche gli ambienti collinari.[4]
Per cacciare necessita di vicini spazi aperti erbosi, terreni coltivati, pascoli e in genere zone di bassa vegetazione.[4]

Storicamente presente nelle città dove è assente il nibbio bruno, a volte può essere osservato nei pressi delle discariche o sui bordi delle strade ai confini dei centri urbani.
Normalmente localizzabile all'interno della fascia che va dagli 0 agli 800 metri sul livello del mare, nelle zone montuose può nidificare ad altitudini ben maggiori (con un picco di 2.500 m osservato in Marocco).[4]

In Italia lo si può avvistare in volo, in Sardegna, Sicilia, Abruzzo e nell'appennino meridionale. Particolarmente diffuso in Basilicata, frequentemente lo si incontra in volo sui centri abitati. In inverno addirittura lo si osserva in folti gruppi. Avvistamenti si sono avuti anche sulle Alpi, nello specifico in Valtellina, in primavera. Il nibbio reale nidifica ed è stanziale sui Monti della Tolfa, dove la macchia mediterranea e le intricate forre tufacee si alternano a estese Università Agrarie destinate al pascolo di bestiame autoctono maremmano (vacca maremmana, cavallo tolfetano), fornendo un ambiente ideale per questo rapace. Durante le stagioni di passo stormi fino a una ventina di esemplari si riuniscono in questo stesso territorio per vari giorni[5].

Alimentazione

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La sua dieta principale sono piccoli mammiferi, uccelli, rettili, ma anche pesci. Quando capita, non disdegna nutrirsi di qualche carogna.

Inizia la riproduzione in primavera. Depone in media tre uova, che cova fin dal primo giorno; le uova, quindi, si schiudono a intervalli; l’incubazione richiede circa un mese. Per far sì che i pulli siano autosufficienti, occorrono anche quattro mesi. Il primo volo avviene dopo sette settimane.

Conservazione

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La specie in Italia viene classificata come Vulnerabile (VU) a causa del ridotto numero di individui maturi e presenza di minacce.

I fattori principali di minaccia sembrano essere le modificazioni dei sistemi di conduzione agricola e di allevamento del bestiame, le uccisioni illegali, l'avvelenamento (bocconi avvelenati, ma anche pesticidi e saturnismo), l'elettrocuzione e la presenza di impianti eolici (perdita di habitat e possibili collisioni).

Galleria d'immagini

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  1. (EN) BirdLife International 2012, Milvus milvus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. (EN) F. Gill e D. Donsker (a cura di), Family Accipitridae, in IOC World Bird Names (ver 14.2), International Ornithologists’ Union, 2024. URL consultato il 9 maggio 2014.
  3. Milvus milvus (red kite) | INFORMATION | Animal Diversity Web, su animaldiversity.org. URL consultato il 2 maggio 2026.
  4. 1 2 3 James Ferguson-Lees, David A. Christie, Raptors of the World, Londra, Christopher Helm, 2001, ISBN 0-618-12762-3.
  5. Arcà G., Arcà G. (1989) Il Nibbio reale Milvus milvus nei monti della Tolfa (Lazio settentrionale). In Avocetta - Vol. 13 - n. 1, su Avocetta.org, vol. 13, Giugno 1989, pp. 1-7. URL consultato il 9 aprile 2024.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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  • Milvus milvus, in Avibase - il database degli uccelli nel mondo, Bird Studies Canada.
  • Descrizione del Nibbio reale, su rapacigravine.it. URL consultato il 18 ottobre 2006 (archiviato dall'url originale il 24 agosto 2006).
Controllo di autoritàLCCN (EN) sh99011640 · GND (DE) 4178524-1 · BNF (FR) cb13573517q (data) · J9U (EN, HE) 987007554003705171
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