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NGC 3313

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NGC 3313
Galassia a spirale barrata
NGC 3313 nelle immagini DESI Legacy Imaging Surveys.
Scoperta
ScopritoreOrmond Stone
Data1886 [1]
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneIdra
Ascensione retta10h 37m 25.4s [2]
Declinazione-25° 19 10 [2][1]
Distanza195,0 milioni di a.l.
(59,80 [2] Mpc) [2]
Magnitudine apparente (V)11,4 [1][3]

nella banda B: 12,2 [3]

Redshift0,012362 ± 0,000007 [2]
Luminosità superficiale14,14 [3]
Angolo di posizione55° [3]
Velocità radiale3706 ± 2 [2] km/s
Caratteristiche fisiche
TipoGalassia a spirale barrata
Classe(R')SB(rs)ab [2], SBab [3], (R')SB(rs, nr)ab? [1]
Dimensioni389 800 a.l.
(119 520 [2] pc)
Altre designazioni
PGC 31551
ESO 501-50
MCG -4-25-44
ARP 1035-250
UGCA 213
IRAS 10350-2503 [1][3]
Mappa di localizzazione
NGC 3313
Categoria di galassie a spirale barrata

NGC 3313 è una galassia a spirale barrata molto vasta, situata nella costellazione dell'Idra, a una distanza di circa 195 milioni di anni luce dalla nostra Via Lattea.[1]

La galassia è stata scoperta nel 1886 dall'astronomo statunitense Ormond Stone.[1]

NGC 3313 ha una classe di luminosità I-II e presenta una larga riga a 21 cm dell'idrogeno neutro.[2] Nella galassia sono presenti anche regioni di idrogeno ionizzato.[2]

Data la sua luminosità superficiale pari a 14,14, NGC 3313 può essere classificata come una galassia a bassa luminosità superficiale (nella letteratura in lingua inglese abbreviata in LSB, acronimo di Low Surface Brightness). Le galassie LSB sono galassie di tipo diffuso (D) con una luminosità superficiale inferiore di almeno una magnitudine a quella del cielo notturno circostante.

Le osservazioni condotte dal Telescopio spaziale Hubble hanno permesso di rilevare attorno al nucleo di NGC 3313, la presenza di un disco dove è attiva una intensa formazione stellare. La dimensione del semiasse maggiore di questo disco è stimata in 1230 parsec, pari a circa 4010 anni luce.[4]

NGC 3313 è stata utilizzata da Gérard de Vaucouleurs come esempio di galassia del tipo morfologico "SB(r)b" nel suo atlante delle galassie peculiari.[5][6]

Il 12 novembre 2002, all'interno di NGC 3313 è stata scoperta la supernova SN 2002jp da M. Ganeshalingam e W. Li nel corso del programma di ricerca astronomica LOTOSS dell'Osservatorio Lick.[7] La supernova è stata classificata di tipo Ic.

Gruppo di NGC 3313

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NGC 3313 è la galassia più vasta e più luminosa del gruppo che porta il suo nome. Il Gruppo di NGC 3313 comprende almeno altre 6 galassie: NGC 3331, NGC 3335, IC 2589, IC 2594, ESO 501-1 e ESO 501-62.[8]

NGC 3313 e tutte le galassie del Gruppo di NGC 3313 fanno parte dell'Ammasso dell'Idra (Abell 1060),[9] che è l'ammasso dominante del Superammasso dell'Idra-Centauro.[10]

  1. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Courtney Seligman, Celestial Atlas Table of Contents, NGC 3313, su cseligman.com. URL consultato il 14 marzo 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 (EN) Results for object NGC 3313, su ned.ipac.caltech.edu, NASA/IPAC Extragalactic Database. URL consultato il 14 marzo 2026.
  3. 1 2 3 4 5 6 (FR) Les données de «Revised NGC and IC Catalog by Wolfgang Steinicke», NGC 3300 à 3399, su astrovalleyfield.com. URL consultato il 14 marzo 2026.
  4. (EN) S. Comerón, J. H. Knapen, J. E. Beckman, E. Laurikainen, H. Salo, I. Martínez-Valpuesta e R. J. Buta, AINUR: Atlas of Images of NUclear Rings (PDF), in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, 402#4, marzo 2010, pp. 2462-2490, Bibcode:2010MNRAS.402.2462C, DOI:10.1111/j.1365-2966.2009.16057.x.
  5. (EN) Celestial Atlas, Gérard de Vaucouleurs' Atlas of Galaxies, NGC 3313, su cseligman.com.
  6. (EN) The Galaxy Morphology Website, NGC 3313, su kudzu.astr.ua.edu. URL consultato il 14 marzo 2026.
  7. (EN) IAUC 8031: 2002jo; 2002jp; 2002jj, 2002jm, su cbat.eps.harvard.edu. URL consultato il 14 marzo 2026.
  8. (EN) A.M. Garcia, General study of group membership. II - Determination of nearby groups, in Astronomy and Astrophysics Supplement Series, 100 #1, luglio 1993, pp. 47-90, Bibcode:1993A&AS..100...47G.
  9. O.G. Richter, The Hydra I cluster of galaxies. V.A catalogue of galaxies in the cluster area. (PDF), in Astronomy and Astrophysics Supplement Series, vol. 77, febbraio 1989, pp. 237-256, Bibcode:1989A&AS...77..237R, ISSN 0365-0138 (WC · ACNP).
  10. (EN) The Hydra Supercluster, Richard Powell, An Atlas of the Universe, su atlasoftheuniverse.com. URL consultato l'11 marzo 2026.

Voci correlate

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Altri progetti

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