Antichità classica


L'antichità classica (detta anche età classica, epoca classica o periodo classico) è il periodo dell'Età antica in cui la civiltà greca e poi quella romana ebbero il massimo splendore culturale ed esercitarono una grande influenza in Europa, nel Nord Africa e nel Medio Oriente.
All'interno dell'Età antica, l'età classica della civiltà greca e quella della civiltà romana sono i periodi storici che hanno costituito un punto di riferimento costante per tutta la successiva storia della civiltà occidentale, e che sono stati una fonte inesauribile di modelli di ogni tipo, idealizzati o criticati, costantemente reinterpretati e discussi[1]. Anche in alcune civiltà extraeuropee si distingue all'interno dell'Età antica un'"età classica": abbiamo così un'età classica cinese, un'età classica giapponese, un'età classica indiana e un'età classica maya, ma esse non sono oggetto della presente voce.
L'età classica della Grecia e quella di Roma hanno interessato secoli diversi: convenzionalmente, l'età classica greca va dal 480 a.C. (vittoria greca nella battaglia di Salamina) al 323 a.C. (morte di Alessandro Magno) e ha il suo apice nell'età di Pericle[2]; l'età classica romana, invece, va dal 27 a.C. (ascesa del primo imperatore, Augusto) al 180 d.C. (morte dell'ultimo imperatore adottivo, Marco Aurelio) ed il suo apice corrisponde alla cosiddetta "età aurea", ossia il periodo degli imperatori adottivi[3]: Nerva, Traiano, Adriano, Antonino Pio e Marco Aurelio. Se ci si riferisce a settori culturali specifici, le date di inizio e di fine dell'età classica romana variano[4].
Lo studio dell'età classica greca e di quella romana si interessa della filosofia, degli ideali educativi, dell'arte, della politica, della scienza, dell'architettura, della lingua, dei sistemi di istruzione e in genere di tutti gli aspetti della società.
Diverse accezioni dell'espressione
[modifica | modifica wikitesto]Nella storiografia anglosassone
[modifica | modifica wikitesto]Nella letteratura storiografica anglosassone, l'espressione "antichità classica" indica tutta la cultura greco-romana e le sue trasformazioni nel corso della storia; viene fatta iniziare infatti dalla produzione delle opere di Omero nell'VIII secolo a.C. e giungere sino al declino dell'Impero romano nel V secolo d.C.[5].
Nella storiografia di altre aree culturali
[modifica | modifica wikitesto]Il concetto di "Antichità classica", al di là dell'area anglosassone, è poco utilizzato. Si parla invece di "età classica greca" e di "età classica romana"[6], che sono i periodi aurei delle due civiltà, distinti tra loro e verificatisi in epoche diverse, all'interno dell'Età antica.
Nella storiografia non anglosassone, infatti, l'approccio dominante sulla civiltà greca e su quella romana è quello di vederle come due civiltà distinte che si susseguono, ciascuna con la propria periodizzazione[7] e con la propria età classica:
- età classica greca: va dal 480 a.C. (vittoria greca nella battaglia di Salamina) al 323 a.C. (morte di Alessandro Magno) e ha il suo apice nell'età di Pericle[2]
- età classica romana: in senso generale va dal 27 a.C. (ascesa del primo imperatore, Augusto) al 180 d.C. (morte dell'ultimo imperatore adottivo, Marco Aurelio) ed ha il suo apice nella cosiddetta "età aurea", ossia il periodo degli imperatori adottivi[3].
- In riferimento ad alcuni settori culturali specifici, le date di inizio e di fine dell'età classica romana variano:
- l'età classica della letteratura latina è quella del periodo compreso tra il 78 a.C. (inizio dell'attività letteraria di Cicerone), e il 14 d.C. (morte di Augusto)[8]
- l'età classica del diritto romano è più estesa: tutti concordano sul fatto che inizi nel 27 a.C. (inizio dell'impero di Augusto), ma la data di fine varia secondo i vari autori: alcuni propongono il 235, data di morte dell'imperatore Alessandro Severo[9], altri il 305, anno di abdicazione di Diocleziano, oppure il 212, anno di emanazione della Constitutio Antoniniana[10].
- Durata dell'età classica greca e dell'età classica romana a confronto

Nella letteratura storiografica italiana sono utilizzate diverse espressioni che in qualche modo sostituiscono quella anglosassone di "antichità classica":
- periodo greco-romano - il periodo della cultura greca (storia, arte, della letteratura) in cui la Grecia fece parte dell'Impero romano, compreso tra il 30 a.C. sino all'età di Costantino (306-337) o, secondo un altro criterio, a quella di Giustiniano (527–565)[11];
- classicità - si riferisce all’età classica della lingua e letteratura romana e alla corrispondente età greca, in contrapposizione all'età tarda[12];
- classico - aggettivo che indica l'appartenenza alla cultura dell'antica Grecia e e dell'antica Roma, considerate come fondamento della civiltà e della cultura; si parla quindi quando si parla di "educazione classica", "istruzione classica", "liceo classico", "lettere classiche" (in opposizione a lettere moderne). Il significafto di "classico" si sovrappone a quello di "umanistico"[13].
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Aulo Gellio nelle Noctes Atticae scriveva che «venivano chiamati "classici" non tutti coloro che erano ricompresi nelle cinque classi, ma soltanto gli uomini della prima classe, che avevano un censo pari o superiore ai 120.000 assi», sufficiente a dotarsi di un'armatura. Non si tratta, quindi, come vorrebbe la definizione corrente, di tutti i membri della classe aristocratica[14].
Cronologia
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Ambiti culturali
[modifica | modifica wikitesto]Mitologia classica
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La mitologia classica comprende sia il complesso dei miti e delle leggende sorte in epoca greco-romana, sia lo studio ad essi attinente così come è stato inteso dalla ricezione culturale successiva. Insieme alla filosofia, la letteratura e il pensiero politico, la mitologia rappresenta una delle maggiori sopravvivenze dell'antichità classica che costituiscono i pilastri della cultura occidentale.[15] Il vocabolo greco mythos si riferisce propriamente alla parola parlata o al discorso, ma denota anche un racconto, una storia o una narrazione.[16]
Durante il Medioevo e il Rinascimento, quando il latino rimase la lingua dominante in Europa in ambito culturale internazionale, i nomi mitologici apparivano quasi sempre in forma latinizzata. Con la rinascita greca del XIX secolo, tuttavia, i nomi greci cominciarono ad essere utilizzati più spesso, ad esempio Zeus, corrispondente di Giove, quale nome del dio supremo del Pantheon classico.[17]
Letteratura classica
[modifica | modifica wikitesto]La letteratura greca, usualmente datata tra il IX-VIII secolo a.C. e il 529,[18][19] e che fu definita nel suo aspetto classico dal canone alessandrino, è tra gli elementi fondanti dell'idea moderna di Occidente e di gran parte della cultura occidentale. Ebbe inizio con l'epica, fondata sull'oralità e sulle leggende tradizionali legate al primo grande evento che gli Elleni sentivano propriamente storico: la guerra di Troia. Omero e i poemi a lui attribuiti, l'Iliade e l'Odissea,[20] sono il culmine di un processo religioso e artistico sicuramente precedente e di non breve durata.[21]
In età classica, il fenomeno poetico più importante è rappresentato dal teatro, tipicamente ateniese, e in particolare dalla tragedia,[22] legata alle locali feste dionisiache. L'oratoria è, altresì, prodotto della grande stagione politica ateniese, un mezzo per la trasmissione del pensiero politico di chi recita, oltre ad essere un potente strumento di persuasione.[23]
La letteratura successiva in lingua greca fu quella bizantina, ma ebbe un profondo influsso anche in ambito romano, dove in diversi casi gli scrittori della Repubblica e dell'Impero evitarono perlopiù l'innovazione a favore dell'imitazione dei grandi autori greci. L'Eneide di Virgilio, in molti aspetti, emulava i poemi di Omero; Plauto, drammaturgo comico, seguì le orme di Aristofane; gli Annali e la Germania di Tacito seguono essenzialmente gli approcci storici ideati da Tucidide; Ovidio e le sue Metamorfosi esplorano gli stessi miti greci in forme nuove.
È stato tuttavia sostenuto che gli autori romani, lungi dall'essere imitatori pedissequi, perfezionarono i generi già stabiliti dai loro predecessori greci.[24] La satira fu una delle poche novità latine apportate alla letteratura:[25] Orazio fu il primo a usarla ampiamente come strumento di discussione, mentre Giovenale ne fece un'arma di protesta sociale.[26]
Filosofia classica
[modifica | modifica wikitesto]Arte classica
[modifica | modifica wikitesto]L'arte classica si basava sul Canone di Policleto, che definiva i modelli estetici ed artistici affinché un'opera fosse proporzionata e rispondente alle leggi insite nella natura, per potersi inserire nell'ordine oggettivo del macrocosmo.
Concezioni analoghe stanno alla base della scelta dei moduli architettonici.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Maria Bergamo, L'originale assente: introduzione allo studio della tradizione classica, Pearson Italia, 2005, pp. 6-11, ISBN 9788842492993.
- 1 2 Antonio Giuliano, La periodizzazione della Grecia antica. Il periodo classico, in Il mondo dell'archeologia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2004.
- 1 2 L’“età aurea” dell’Impero romano, su feltrinelli.bedita.cloud, Zanichelli.
- ↑ Dal punto di vista letterario è considerata letteratura latina classica quella del periodo compreso tra il 78 a.C. (inizio dell'attività letteraria di Cicerone), e il 14 d.C. (morte di Augusto). Si veda: Il periodo classico della letteratura latina, in Letteratura latina, De Agostini, 2013, ISBN 9788841893159.).
Dal punto di vista giuridico l'età classica del diritto romano è più estesa: tutti concordano sul fatto che inizi nel 27 a.C. (inizio dell'impero di Augusto), ma la data di fine varia secondo i vari autori: alcuni propongono il 235, data di morte dell'imperatore Alessandro Severo (si veda: Pietro De Francisci, Sintesi storica del diritto romano, p.16.), altri il 305, anno di abdicazione di Diocleziano, oppure il 212, anno di emanazione della Constitutio Antoniniana (si veda: Pietro Giaquinto, Appunti di istituzioni del diritto romano, Studiopigi, 2022. - ↑ (EN) Classical antiquity, su britannica.com.
- ↑ A volte il termine "età" è sostituito da "periodo" o "epoca".
- ↑ (FR) Hervé Inglebert, Histoire de la civilisation romaine, collana Nouvelle Clio, Presses universitaires de France, 2005.
- ↑ Il periodo classico della letteratura latina, in Letteratura latina, De Agostini, 2013, ISBN 9788841893159.
- ↑ Pietro De Francisci, Sintesi storica del diritto romano, p.16.
- ↑ Pietro Giaquinto, Appunti di istituzioni del diritto romano, Studiopigi, 2022.
- ↑ Greco-romano, su treccani.it.
- ↑ Classicità, su treccani.it.
- ↑ Classico, su treccani.it.
- ↑ Lorenzo Bertocchi, «Vi racconto perché vogliono eliminare i classici», su Il Timone. URL consultato il 19 settembre 2024 (archiviato dall'url originale il 9 settembre 2024).
- ↑ (EN) Anthony Grafton, Glenn W. Most e Salvatore Settis (a cura di), Mythology, in The Classical Tradition, Harvard University Press, 2010, p. 614 e segg.
- ↑ (EN) Basic Aspects of the Greek Myths, su maicar.com.
- ↑ (EN) Francis Haskell e Nicholas Penny, Taste and the Antique: the Lure of Classical Sculpture 1500-1900, Yale University Press, 1981-1998, p. xv.
- ↑ Luciano Canfora, p. 784: «Con la letteratura di Christ si afferma la periodizzazione che stabilisce la 'fine' della letteratura greca con Giustiniano».
- ↑ Aristide Colonna, La letteratura greca, Torino, Lattes, 1969, p. 4, SBN BVE0310780.«L'ultima zona della letteratura [greca], si fa terminare con l'anno 529 d. Cr., quando l'imperatore Giustiniano fece chiudere la scuola platonica di Atene, ultimo debole baluardo del pensiero ellenico»
- ↑ La bibliografia su Omero è vastissima: se ne veda un breve saggio a cura di Antonietta Porro, in Letteratura greca della Cambridge University, vol. 1 (Da Omero alla commedia), Milano, Mondadori, 1987, pp. 797-802.
- ↑ G.L. Huxley, Greek Epic Poetry. From Eumelos to Panyassis, Londra 1969.
- ↑ Cfr. G. Mastromarco-P. Totaro, Storia del teatro greco, Firenze, Le Monnier Università, 2008, passim.
- ↑ Cfr. la panoramica di Gino Funaioli e Cesare Giarratano, Oratoria, in Enciclopedia Italiana, XXIX volume, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1935.
- ↑ Claude-François-Xavier Milliot, Corso di storia generale antica e moderna, vol. VI, Milano, N. Bettoni, 1824, p. 233.
- ↑ Ferdinando de Paola,, Le origini della satira romana, S. Lapi, 1909, pp. 10-29.
- ↑ Franco Bellandi, Etica diatribica e protesta sociale nelle Satire di Giovenale, Pàtron, 1980.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Anthony Grafton, Glenn W. Most e Salvatore Settis (a cura di), The Classical Tradition, Cambridge (MA), Harvard University Press, 2010, SBN RAV1929274.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Classical period, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
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