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Asteroidea

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Disambiguazione – "Stella di mare" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Stella di mare (disambigua).
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Stelle marine
Narcissia canariensis
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
RamoBilateria
SuperphylumDeuterostomia
PhylumEchinodermata
SubphylumEleutherozoa
SuperclasseAsterozoa
ClasseAsteroidea
Blainville, 1830

Le stelle marine o asteroidei (Asteroidea[1] Blainville, 1830) sono una classe di animali invertebrati marini bentonici appartenenti al phylum degli echinodermi.

La caratteristica che accomuna le stelle marine è la presenza negli individui di 5 o più braccia disposte concentricamente intorno all’asse centrale dell’individuo. Le braccia si dipartono da un disco posto al centro dell’animale. Alcune specie possiedono un numero maggiore di braccia.

Distribuzione e habitat

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La stella marina Nardoa frianti nella barriera corallina del Parco nazionale di Komodo, Indonesia

Le stelle marine sono presenti in tutti i mari del mondo, occupano tutti i tipi di substrati, sia fondali sabbiosi sia fondali rocciosi, sia in letti di alghe sia in praterie di fanerogame marine e si ritrovano da acque costiere di pochissimi metri di profondità fino ad elevate profondità; le specie più appariscenti si trovano nelle barriere coralline tropicali.

Echinaster sepositus
Asterias rubens

A una prima approssimazione la simmetria può essere definita pentamera osservando le cinque braccia, invece si tratta di una simmetria pentamera secondaria, perché derivata da un'originaria simmetria bilaterale vera e propria, la simmetria originaria di tutti gli Echinodermi. La simmetria degli Asteroidea è in realtà una simmetria raggiata data dalla presenza delle piastrelle madreporiche, un'apertura dell'apparato acquifero posta in posizione eccentrica, sul lato dell'animale rivolto verso l'alto.

Ophidiaster ophidianus

La maggior parte delle stelle marine ha tipicamente cinque raggi, o braccia, che si diramano da un disco centrale. Molte specie presentano frequentemente sei o più raggi. Molti gruppi, come le Solasteridae, hanno tra 10 e 15 braccia, mentre altre specie, come la specie antartica Labidiaster annulatus, ne possono avere fino a 50. Non è raro per specie che normalmente hanno 5 raggi presentarne di più per difetti di sviluppo.[2]

Fromia indica

Le stelle marine non devono essere confuse con le cosiddette stelle serpentine, che a una prima occhiata sono simili agli Asteroidea, ma in realtà appartengono alla classe Ophiuroidea. È facile distinguere un Asteroideo da un Ofiuroideo basandosi sull'osservazione di pochi caratteri morfologici esterni:

Dettagli delle regioni anteriore e posteriore di stelle marine
  • forma delle braccia: piuttosto tozza negli Asteroidei; più stretta e allungata negli Ofiuroidei;
  • sezione trasversale delle braccia: appiattita negli Asteroidei; circolare negli Ofiuroidei;
  • disco centrale: negli Asteroidei è in continuità diretta con le braccia mentre negli Ofiuroidei ne è nettamente distaccato.
Sezione di una Asterias rubens
1 Stomaco pilorico 2 Intestino 3 Ghiandola rettale 4 Canale petreo 5 Madreporite 6 Canale pilorico 7 Ceco pilorico 8 Stomaco cardiaco 9 Gonade 10 Solco ambulacrale 11 Ampolla ambulacrale

Il corpo degli asteroidei è ricoperto da una teca fatta da piastre abbastanza ravvicinate l'una all'altra. Come in tutti gli altri echinodermi, la teca è di origine mesodermica (dermascheletro) ed è ricoperta da un sottile strato di epidermide ectodermica. Si possono individuare un lato orale e un lato aborale. Il lato orale è rivolto verso il substrato e presenta la bocca; il lato aborale è rivolto verso l'alto e vi si trovano il madreporite e l'ano.

L'apparato acquifero è molto sviluppato; ha origine dal celoma ed è costituito da:

  • un anello periesofageo
  • cinque canali radiali, che si dipartono dall'anello centrale e seguono l'andamento delle braccia.
Mithrodia clavigera, dettaglio dei pedicelli ambulacrali

Sui canali radiali sono presenti tanti piccoli pedicelli ambulacrali, che attraversano le piastre del dermascheletro ed escono al di fuori del corpo dell'animale solo sul lato orale, prendendo quindi contatto col substrato.

Pedicelli ambulacrali nella stella marina Asterias rubens
Asterias rubens, dettaglio della regione ventrale, si osserva la bocca centrale e i numerosi pedicelli ambulacrali estroflessi

Ai pedicelli ambulacrali sono collegate delle piccole ampolle con muscoli; questi muscoli permettono di pompare acqua dalle ampolle ai pedicelli e viceversa di far fluire nuovamente acqua dai pedicelli alle ampolle. In questo modo i pedicelli acquistano e perdono rispettivamente turgore e possono così essere usati per la deambulazione dell'animale, da cui il nome di pedicelli ambulacrali. L'apparato acquifero ha anche altre funzioni, in particolare escrezione e osmoregolazione. L'apertura dell'apparato acquifero è il madreporite, posto sul lato aborale.

Oreaster reticulatus, dettaglio della regione ventrale dove si osservano i solchi ambulacrali e la bocca centrale

La stella marina manca di un cervello centralizzato, ha un sistema nervoso complesso con un anello nervoso intorno alla bocca e un nervo radiale che corre lungo la regione ambulacrale di ciascun braccio, parallelo al canale radiale. Il sistema nervoso periferico è costituito da due reti nervose: un sistema sensoriale nell'epidermide e un sistema motorio nel rivestimento della cavità celomatica, collegati per mezzo dei neuroni che passano attraverso il derma. I nervi ad anello e i nervi radiali hanno componenti sensoriali e motori e coordinano l'equilibrio e i sistemi direzionali. La componente sensoriale riceve input dagli organi sensoriali mentre i nervi motori controllano la muscolatura dei pedicelli ambulacrali. La stella marina non ha la capacità di pianificare le sue azioni. Se un braccio rileva un odore attraente, diventa dominante e temporaneamente supera le altre braccia per iniziare il movimento verso la preda. Il funzionamento di questo meccanismo non è completamente compreso.

Alimentazione

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La stella corona di spine del Pacifico (Acanthaster solaris), corallivora, responsabile del danneggiamento delle barriere coralline dell'Indonesia e dell'Australia.

La stella marina passa la maggior parte della sua giornata in cerca di cibo. Può ingoiare piccole prede intere e alcune possono rovesciare lo stomaco all'esterno della bocca, aderire ad animali anche grandi e digerirli esternamente. Le sue prede preferite sono piccoli crostacei e molluschi, come le cozze e anche ricci. Con le sue forti zampe la stella marina riesce ad aprire il guscio delle conchiglie più resistenti e a cibarsene. Non ha nemici fra i predatori ma è vittima dei parassiti. La stella marina è uno degli abitanti più voraci dei fondali.

I sessi sono separati e la riproduzione avviene nell'acqua. La riproduzione sessuata è esterna con formazione di larve planctoniche che attraversano in genere più stadi.[3]

Rigenerazione

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Rigenerazione nella stella sole (Heliaster)

Alcune specie di stelle marine sono in grado di riprodursi per rigenerazione dividendo il disco centrale e riformando poi le parti mancanti. Il potere rigenerativo di svariate parti del corpo è elevatissimo tanto da arrivare in alcune specie a delle vere e proprie riproduzioni asessuate per generazione spontanea. È comunque facile osservare individui con braccia diseguali o anomale che si rigenerano in seguito a traumi e le cosiddette forme a cometa, dove da un braccio strappato si rigenera un intero individuo.[3]

Le stelle marine, a causa del loro stile di vita di voraci predatori di invertebrati bentonici, sono spesso molto importanti nell’ecologia degli ambienti bentonici.

Pisaster ochraceus è una specie chiave nell'intertidale roccioso delle coste dell'Oceano Pacifico settentrionale

Sulle coste americane occidentali la stella marina Pisaster ochraceus è una specie chiave (keystone species) che favorisce la biodiversità della comunità dell’intertidale roccioso. Queste stelle marine sono infatti i predatori del mollusco bivalve Mytilus californianus; se le stelle marine fossero rimosse dall’ambiente (come fece l’ecologo americano Robert Paine nel 1966 in un celebre esperimento sul campo), i mitili crescerebbero rapidamente di numero, occupando uno spazio che altrimenti sarebbe occupato da numerose altre specie di invertebrati bentonici e alghe. Quindi la presenza della stella marina Pisaster favorisce la biodiversità dell’ambiente intertidale, controllando il numero di mitili e contenendone la crescita e l’espansione, favorendo quindi la colonizzazione del substrato da numerose altre specie.[4][5][6]

Stelle marine corona di spine Acanthaster solaris aggrediscono dei coralli in una barriera corallina
Stelle marine corona di spine Acanthaster solaris su un corallo; la regione sbiancata del corallo è la zona già consumata dalle stelle marine

Se da una parte le stelle marine con la loro attività predatoria sono fondamentali per incrementare la biodiversità dell’ambiente, dall’altra, sempre a causa del loro stile di vita di voraci predatori, crescite incontrollate delle popolazioni di stelle marine possono avere l’effetto opposto, ossia portare ad una drastica diminuzione della biodiversità locale. Sono noti gli effetti distruttivi che hanno le crescite demografiche delle popolazioni di stelle corona di spine (Acanthaster) sulle barriere coralline tropicali dell’Indo-Pacifico. A partire dal 1963 si è assistito ad un aumento della popolazione di corone di spine che ha danneggiato ampie aree delle barriere coralline indo-pacifiche. Queste stelle marine sono voraci predatori corallivori, divorano i polipi dei coralli attraverso estroflessione dello stomaco e spesso si radunano in grandi aggregati, causando importanti fenomeni di mortalità di massa dei coralli; se i coralli vengono a mancare, di conseguenza anche le numerosissime altre specie che vivono associate all’ambiente corallino diminuiscono di numero. Esistono testimonianze di esplosioni demografiche avvenute nel passato, ma la maggior frequenza di questi aumenti negli ultimi 40-50 anni sembra suggerire che una o più attività umane possano influire sulla crescita delle popolazioni di queste stelle marine. Molti ricercatori suggeriscono che la pesca del mollusco gasteropode Charonia tritonis da parte delle popolazioni locali, che vendono la conchiglia ai collezionisti, possa contribuire a questi fenomeni, dal momento che questo gasteropode è l’unico predatore noto degli adulti di stelle marine. Anche la pesca di diverse specie di pesci che si nutrono delle larve di stella marina può influire, così come l’aumento del deflusso ricco di nutrienti, che fa aumentare il plancton che costituisce il cibo delle larve delle stelle marine.[7]

Stella marina dai corni rossi (Protoreaster linckii), fotografata nell'acquario di Bristol.
Astropecten lorioli - Una specie del Giurassico.

La classe Asteroidea viene suddivisa nei seguenti ordini:

A causa della configurazione del sistema vascolare, le stelle marine e gli altri echinodermi non sono in grado di filtrare le tossine e gli agenti inquinanti che risiedono nell'acqua risultando così particolarmente vulnerabili alle contaminazioni dell'ambiente marino. L'inquinamento da petrolio come nel caso della Deepwater Horizon, potrebbe aver avuto un pesante impatto sulle popolazioni di echinodermi nelle zone colpite dal disastro.[8]

Galleria d'immagini

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  1. Asteroidea, su marinespecies.org. URL consultato il 14 maggio 2026.
  2. "Stelle marine." 16 maggio 2008. HowStuffWorks.com. http://animals.howstuffworks.com/marine-life/starfish-info.htm
  3. 1 2 Carlo Cerrano, Massimo Ponti e Stefano Silvestri, Guida alla Biologia Marina del Mediterraneo, Kemet Edizioni.
  4. Pusceddu A., Sarà G., Viaroli P. Ecologia. Utet. 2020.
  5. Elementi di ecologia Smith T. M., Smith R. L., Pearson, ISBN 9788891914804.
  6. Cain M. L., Bowman W. D., Hacker S. D. Ecologia. Piccin. 2017.
  7. Cleveland P. Hickman et al., Zoologia [Integrated Principles of Zoology], a cura di Vincenzo Arizza, Olimpia Coppellotti e Laura Guidolin, 18ª ed., McGraw Hill, 2020.
  8. (EN) Chris Mah, The Invisible Loss: The Impacts of Oil You Do Not See | Smithsonian Ocean, su ocean.si.edu. URL consultato il 12 ottobre 2022.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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