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Istituto Nazionale del Nastro Azzurro

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Istituto del Nastro Azzurro fra combattenti decorati al valore militare
Abbreviazione
  • Nastro Azzurro
  • Istituto Nazionale del Nastro Azzurro
Tipoente morale a struttura associativa
Fondazione26 marzo 1923
Fondatore
Sede centraleItalia (bandiera) Roma
PresidenteItalia (bandiera) Carlo Maria Magnani (dal 2009)
Lingua ufficialeitaliano
MottoAl Valor Militare
Sito web

L'Istituto del Nastro Azzurro fra combattenti decorati al valore militare è un ente morale italiano a struttura associativa,[1] che rappresenta e riunisce i decorati delle ricompense al valor militare italiane, dalle guerre del Risorgimento ai conflitti e alle operazioni militari contemporanee.

Origini e fondazione

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Le origini dell'Istituto del Nastro Azzurro si collocano nel clima del primo dopoguerra italiano, quando numerosi decorati al valor militare avvertirono l'esigenza di costituire un organismo nazionale destinato a rappresentare gli insigniti di ricompense al valore e a conservarne la memoria. L'iniziativa fu promossa dalla Medaglia d'oro al valor militare Ettore Viola e dal pittore Maurizio Barricelli, ai quali si affiancarono altri decorati e personalità del mondo militare.

Il primo nucleo organizzativo fu costituito a Roma il 24 febbraio 1923, con il nome di Legione Azzurra. La data simbolica di fondazione fu tuttavia individuata nel 26 marzo dello stesso anno, in memoria del regio viglietto con cui Carlo Alberto di Savoia aveva istituito, il 26 marzo 1833, le medaglie al valor militare. Il richiamo al colore azzurro derivava dal nastro delle decorazioni al valor militare, assunto come segno distintivo dell'associazione.

Il 21 aprile 1923, nel corso di una cerimonia svoltasi nell'Aula Senatoria del Campidoglio, il Comitato Centrale ricevette l'Orifiamma Nazionale. Tra il 3 e il 5 novembre dello stesso anno si tenne a Roma il primo congresso nazionale, durante il quale furono definite le prime norme organizzative e approvato uno statuto provvisorio.

La denominazione definitiva e la rivista associativa

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Nel febbraio 1924 l'associazione assunse la denominazione di Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare, destinata a rimanere il riferimento ufficiale dell'ente.

Il 26 marzo 1924 fu pubblicato il primo numero del periodico Il Nastro Azzurro, organo ufficiale dell'Istituto. La rivista divenne progressivamente uno strumento di informazione associativa e di divulgazione storico-militare, ospitando notizie sull'attività dell'ente, profili biografici di decorati, studi sulle ricompense al valore e contributi dedicati alla memoria dei caduti.

Riconoscimento giuridico e privilegi araldici

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L'attività dell'Istituto fu inizialmente regolata da uno statuto provvisorio. Con regio decreto n. 1308 del 31 maggio 1928 l'Istituto fu eretto ad ente morale e venne approvato un nuovo statuto organico, che sostituì quello adottato nella fase iniziale.

Con Regie Patenti del 29 marzo 1928, emanate in applicazione del regio decreto del 17 novembre 1927, fu riconosciuto all'Istituto e ai suoi soci il diritto di fare uso di un emblema araldico. Tale concessione costituì una delle caratteristiche peculiari dell'associazione, collegando simbolicamente l'appartenenza all'Istituto alla tradizione delle ricompense al valor militare.

Negli anni trenta l'ordinamento dell'ente fu ulteriormente modificato. Con Regie Patenti concesse da Vittorio Emanuele III di Savoia il 16 gennaio 1936, in applicazione del regio decreto del 19 dicembre 1935, il diritto all'uso dell'emblema fu esteso anche ai soci decorati di Croce di guerra al valor militare, riconosciuti quale Corpo Nobiliare del Valore. Con regio decreto n. 946 del 27 aprile 1936 fu inoltre ammesso all'iscrizione anche il personale militare transitato nel servizio permanente effettivo per meriti di guerra. Infine, con regio decreto n. 1898 del 10 settembre 1936, lo statuto sociale fu modificato e integrato da nuove norme.

La seconda guerra mondiale e la continuità dell'Istituto

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Durante la seconda guerra mondiale l'Istituto proseguì la propria attività associativa, mentre numerosi iscritti furono impegnati nei diversi fronti di guerra. Gli eventi seguiti all'armistizio dell'8 settembre 1943 segnarono una fase particolarmente complessa anche per l'associazionismo combattentistico italiano.

L'Istituto non fu sciolto e la sua attività non subì interruzione. Dal 9 settembre 1943 furono riammessi i decorati di religione ebraica che erano stati precedentemente allontanati in conseguenza delle leggi razziali fasciste. La continuità dell'ente fu quindi mantenuta anche nel passaggio attraverso la crisi militare e istituzionale del Regno d'Italia.

L'Istituto nell'Italia repubblicana

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Con la nascita della Repubblica Italiana, l'Istituto procedette al riordinamento delle proprie norme statutarie per adeguarle alla nuova forma istituzionale dello Stato. Rimasero tuttavia ferme le finalità originarie dell'associazione, fondate sulla tutela morale dei decorati, sulla conservazione della memoria del valore militare e sul carattere apolitico dell'ente.

Lo statuto repubblicano dell'Istituto fu approvato con decreto del presidente della Repubblica n. 158 del 10 gennaio 1966[2]. Successive modifiche furono deliberate nei congressi nazionali e approvate secondo le procedure previste dalla normativa vigente.

Nel secondo dopoguerra l'Istituto ampliò progressivamente la propria attività culturale e commemorativa, promuovendo cerimonie in onore dei caduti, iniziative di studio, pubblicazioni, raccolte documentarie e attività rivolte alla trasmissione della memoria storica delle ricompense al valor militare.

Attività contemporanea

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Nel corso del XX e del XXI secolo l'Istituto ha continuato a operare attraverso una rete di federazioni provinciali, sezioni e gruppi territoriali. Dalla sua fondazione hanno ottenuto l'iscrizione all'Istituto decine di migliaia di decorati al valor militare e loro familiari.

L'attività contemporanea dell'Istituto comprende la tutela della memoria dei decorati, la valorizzazione degli archivi e degli albi d'oro, la pubblicazione del periodico Il Nastro Azzurro, l'organizzazione di convegni, cerimonie commemorative, pellegrinaggi sui luoghi della memoria e iniziative culturali in collaborazione con istituzioni civili, militari e scolastiche.

L'Istituto fa parte del mondo associativo combattentistico e d'arma italiano e continua a perseguire, secondo il proprio statuto, finalità morali, culturali e commemorative legate alla tradizione delle decorazioni al valor militare.

Scopi, attività e composizione

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L’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare è un’associazione apolitica e apartitica che si propone di conservare e valorizzare la memoria delle ricompense al valor militare italiane, promuovendo la conoscenza delle tradizioni militari nazionali e dei valori di servizio, sacrificio e fedeltà alle istituzioni che esse rappresentano. Tra le sue finalità rientrano la tutela morale del prestigio delle decorazioni al valore, la conservazione della memoria dei decorati e dei caduti, la promozione di studi e ricerche storico-militari e la diffusione della conoscenza delle vicende che hanno condotto al conferimento delle ricompense al valor militare italiane.[3] Nel perseguimento di tali obiettivi l’Istituto organizza convegni, conferenze, cerimonie commemorative, attività didattiche nelle scuole e manifestazioni pubbliche, collaborando con le Forze armate, le istituzioni civili e gli enti territoriali.[4] Particolare rilievo assume inoltre la tutela degli archivi storici e degli albi d’oro dei decorati, nonché la pubblicazione del periodico ‘‘Il Nastro Azzurro’’, fondato nel 1924 e tuttora organo ufficiale dell’associazione.[5]

Lo statuto distingue diverse categorie di associati.[6] Possono essere ammessi come soci ordinari gli insigniti delle ricompense al valor militare, i decorati dell’Ordine militare d’Italia, i titolari delle decorazioni al valore delle Forze armate e della Croce d’onore alle vittime del terrorismo, nonché i loro familiari aventi titolo. Accanto ad essi sono previsti i soci sostenitori, costituiti da persone che condividono gli scopi dell’Istituto pur non possedendo i requisiti necessari per l’iscrizione ordinaria. Il Consiglio nazionale può inoltre conferire la qualifica di socio d’onore a reparti militari, enti pubblici territoriali e istituzioni insigniti di ricompense al valor militare o al valore di Forza armata, mentre la qualifica di socio benemerito può essere attribuita a persone o enti che abbiano acquisito particolari meriti nei confronti dell’associazione. Tra le peculiarità dell’Istituto figura altresì la facoltà di concedere ai propri soci l’emblema araldico riconosciuto dalle concessioni sovrane emanate nel periodo monarchico.[7]

Organizzazione

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La sede nazionale dell’Istituto si trova a Roma e l’ordinamento dell’associazione è disciplinato dallo statuto approvato con Decreto del Presidente della Repubblica Sandro Pertini n. 825 del 17 settembre 1984 e successive modificazioni. L’organizzazione territoriale si articola in federazioni provinciali, sezioni e gruppi locali distribuiti sull’intero territorio nazionale, cui è affidata la promozione delle attività associative, culturali e commemorative a livello locale.[8] Nel corso della sua storia l’Istituto ha accolto oltre 90.000 decorati al valor militare e loro aventi titolo e continua a operare attraverso una rete di federazioni e articolazioni territoriali presenti in gran parte delle province italiane.

L’Istituto aderisce al Consiglio nazionale permanente delle associazioni d’arma (ASSOARMA) e alla Confederazione italiana fra le associazioni combattentistiche e partigiane, organismi che riuniscono le principali associazioni combattentistiche e d’arma italiane.[9] Attraverso la propria struttura nazionale e territoriale continua a promuovere iniziative volte alla conservazione della memoria storica delle ricompense al valore, alla valorizzazione del patrimonio documentario e archivistico dell’associazione e alla diffusione della conoscenza della storia militare italiana.

Presidenti nazionali

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N. Presidente Mandato Note
1 Ettore Viola 26 marzo 1923 – 1928 Presidente fondatore
2 Amilcare Rossi 1928 – 1943
3 Achille Martelli 1943 Commissario governativo
4 Ugo Trombetti 1943 – 1944 Commissario governativo
5 Achille Martelli 1944 – 1952 Commissario governativo
6 Eugenio Spiazzi di Corte Regia 1952 – 1957
7 Angelo Perona 1957 – 1958 Vice presidente nazionale reggente
8 Filippo Guerrieri 1958 – 1967
9 Angelo Perona 1967 Vice presidente nazionale reggente
10 Carlo Scarascia Mugnozza 1967 – 1973
11 Vittore Catella 1973 – 1999
12 Giuseppe Maria Vaccaro 2000 – 2006
13 Giorgio Zanardi 2006 – 2009
14 Carlo Maria Magnani 2009 – in carica

L’Istituto è rappresentato da:

  1. un emblema araldico, concesso all’Istituto e ai suoi soci con Regie Lettere Patenti del 29 marzo 1928, in applicazione del Regio Decreto del 17 novembre 1927, entrambi di re Vittorio Emanuele III;[10]
  2. un distintivo sociale, utilizzato dai soci nelle manifestazioni associative e nelle cerimonie ufficiali;
  3. un labaro nazionale, custodito dalla Presidenza nazionale e impiegato nelle principali celebrazioni istituzionali;
  4. il colore azzurro, derivato dal nastro delle ricompense al valor militare italiane;
  5. il periodico ufficiale Il Nastro Azzurro, fondato il 26 marzo 1924;[11]
  6. la festa associativa, celebrata il 26 marzo, anniversario dell’istituzione delle prime medaglie al valor militare da parte di Carlo Alberto di Savoia nel 1833.[12]

Emblema araldico

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Diploma con l'emblema araldico concesso dall’Istituto all’ammiraglio Ernesto Burzagli, insignito di Medaglia di Bronzo al Valor Militare

L’emblema araldico costituisce uno dei principali elementi distintivi dell’Istituto. Il diritto al suo uso fu riconosciuto con Regie Lettere Patenti del 29 marzo 1928, emanate in applicazione del Regio Decreto del 17 novembre 1927, che attribuirono all’Istituto e ai suoi soci la facoltà di ornare i propri stemmi con uno speciale contrassegno araldico.[13] Tale prerogativa fu successivamente estesa, con Regie Lettere Patenti del 16 gennaio 1936, anche ai decorati di Croce di guerra al valor militare, riconosciuti quale Corpo Nobiliare del Valore.[14]

L’emblema richiama il nastro azzurro delle ricompense al valor militare e può essere posto esteriormente allo scudo araldico del socio, secondo le norme stabilite dall’Istituto. Esso rappresenta l’appartenenza del titolare alla comunità dei decorati al valor militare italiani e costituisce una peculiarità storica dell’associazione.

Distintivo sociale

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Il distintivo sociale riprende il riferimento al nastro azzurro delle decorazioni al valor militare, dal quale l’Istituto trae la propria denominazione. Esso viene utilizzato dai soci nelle cerimonie ufficiali, nelle manifestazioni commemorative e nelle iniziative associative, quale segno di appartenenza all’ente.

Labaro nazionale

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Il labaro nazionale rappresenta l’Istituto nelle cerimonie ufficiali, nelle commemorazioni militari e nelle manifestazioni pubbliche. È custodito dalla Presidenza nazionale ed è affiancato, nelle celebrazioni territoriali, dai labari delle federazioni provinciali, delle sezioni e dei gruppi locali.

Colore azzurro

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L’azzurro è il colore identificativo dell’Istituto e deriva dal nastro delle ricompense al valor militare italiane. Il colore, storicamente legato alla tradizione militare e istituzionale italiana, è richiamato nella denominazione dell’ente, nei suoi emblemi, nei distintivi e nelle insegne associative.

Periodico ufficiale

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Il periodico Il Nastro Azzurro fu fondato il 26 marzo 1924 come organo ufficiale dell’Istituto. La rivista pubblica notizie associative, studi storico-militari, profili biografici di decorati, documentazione sulle ricompense al valor militare e contributi dedicati alla memoria dei combattenti italiani.[15]

Festa associativa

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La festa associativa ricorre il 26 marzo, data scelta in riferimento al regio viglietto del 26 marzo 1833 con cui Carlo Alberto di Savoia istituì le prime medaglie al valor militare del Regno di Sardegna. La ricorrenza è celebrata dagli organi nazionali e dalle articolazioni territoriali dell’Istituto con cerimonie, manifestazioni commemorative e iniziative culturali dedicate alla memoria dei decorati al valor militare.[16]

  1. Ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica Giovanni Leone del 24 luglio 1977, n. 616, allegato B, tabella B, n. 37.
  2. Decreto del Presidente della Repubblica nº 158 del 10 gennaio 1966 "Approvazione del nuovo testo di statuto dell'Istituto del Nastro Azzurro fra combattenti decorati al valor militare" (G.U.R.I. n° 89 del 12.04.1966), su normattiva.it.
  3. Chi siamo - Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare, su Istituto del Nastro Azzurro.
  4. Attività istituzionali, su Istituto del Nastro Azzurro.
  5. Storia dell’Istituto del Nastro Azzurro, su Istituto del Nastro Azzurro.
  6. Regolamento per l’applicazione dello Statuto (PDF), su Istituto del Nastro Azzurro.
  7. L’emblema araldico dell’Istituto del Nastro Azzurro, su Istituto del Nastro Azzurro.
  8. Federazioni provinciali, su Istituto del Nastro Azzurro.
  9. Associazioni federate, su ASSOARMA.
  10. L’emblema araldico dell’Istituto del Nastro Azzurro, su Istituto del Nastro Azzurro.
  11. Storia dell’Istituto del Nastro Azzurro, su Istituto del Nastro Azzurro.
  12. L’Istituto del Nastro Azzurro compie 103 anni, su Istituto del Nastro Azzurro, 26 marzo 2026.
  13. L’emblema araldico dell’Istituto del Nastro Azzurro, su Istituto del Nastro Azzurro.
  14. Storia dell’Istituto del Nastro Azzurro, su Istituto del Nastro Azzurro.
  15. Storia dell’Istituto del Nastro Azzurro, su Istituto del Nastro Azzurro.
  16. L’Istituto del Nastro Azzurro compie 103 anni, su Istituto del Nastro Azzurro, 26 marzo 2026.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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