Jack Sepkoski
Joseph John (Jack) Sepkoski Jr. (Presque Isle, 26 luglio 1948 – 1º maggio 1999) è stato un paleontologo statunitense attivo presso l'Università di Chicago. Nel 1983 gli fu riconosciuto il premio Charles Schuchert dalla Società Paleontologica statunitense (un'onorificenza riconosciuta ai paleontologi considerati più promettenti al di sotto dei quarant'anni) e fu poi eletto come membro straniero dell'Accademia polacca delle scienze[1].
Contributi scientifici
[modifica | modifica wikitesto]Sepkoski dedicò i suoi studi soprattutto sulla documentazione fossile e sulla diversità della vita sulla Terra, in particolare sulle estinzioni di massa. Nei primi anni Ottanta e non senza compromessi sofferti, Jack Sepkoski, David M. Raup (1933-2015) e James W. Valentine (1926-2023) formularono la teoria della «sperimentazione iniziale e standardizzazione successiva».[2] Ai sensi di questa teoria, a una fase biologica primordiale connotata da una grande varietà di forme di vita, con molti phyla ma poche specie (cespuglio evolutivo), segue un drastico assestamento a cui sopravvivono solo alcuni rami principali, che si diversificano ulteriormente e portano alla standardizzazione dei piani corporei.[2] Ciò ha portato gli studiosi moderni ad adottare, nei confronti della storia della Terra, un approccio diverso, di stampo neo-catastrofista.[3] Fu suggerito che l'estinzione dei dinosauri, avvenuta 66 milioni di anni fa, facesse parte di un ciclo di estinzioni di massa che potrebbe essersi verificato ogni 26 milioni di anni. Rivalutando dunque ancora una volta il pensiero di Georges Cuvier, si è ormai interiorizzata la consapevolezza che le cause catastrofiche possano saltuariamente consentire spiegazioni scientifiche.[3]
Un altro importante contributo riguardò l'identificazione dei cosiddetti "Big Five", ovvero i cinque episodi che avrebbero plasmato l'evoluzione della vita sulla Terra.[4] In particolare, grazie all'analisi dell'intensità dell'estinzione avvenute nel corso del Fanerozoico, si sono individuati cinque diversi episodi distruttivi avvenuti nell'Ordoviciano superiore, nel Devoniano superiore, alla fine del Permiano, nel Triassico superiore e nel passaggio tra Cretaceo e Paleogene.[4] Poiché tuttavia l'episodio del Devoniano superiore e quello del Triassico superiore ebbero una durata piuttosto estesa (alcuni milioni di anni) e si svilupparono attraverso più fasi, alcuni paleontologi hanno rigettato la costruzione di Sepkoski e dei suoi colleghi, non includendo questi due eventi tra quelli di estinzione di massa veri e propri.[4]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) J. John Sepkoski Jr. (1948-1999) (PDF), in Acta Palaeontologica Polonica, vol. 44, n. 2, Varsavia, 1999, pp. 235-236.
- 1 2 Telmo Pievani, Introduzione alla filosofia della biologia, Gius. Laterza & Figli Spa, 2014, p. 1991, ISBN 978-88-58-11871-9.
- 1 2 Alessandro Iannace, Storia della Terra, Gius.Laterza & Figli Spa, 2024, p. 59, ISBN 978-88-58-15644-5.
- 1 2 3 Società paleontologica italiana (SPI) (a cura di), Manuale di paleontologia, 1ª ed., Idelson-Gnocchi, 2020, p. 321, ISBN 978-88-7947-7147.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Arnold I. Miller, J. John Sepkoski, Jr.: A Personal Reflection, in Journal of Paleontology, vol. 73, n. 5, 1999, pp. 741-743.
- (EN) Paleontologist J. John Sepkoski Jr., 1948-1999, su NASA. URL consultato il 24 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 1999).
- (EN) Sepkoski's Online Genus Database, su strata.geology.wisc.edu. URL consultato il 24 settembre 2025.
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