Masello Uliano
Masello Uliano (nato ca. il 1340) è il personaggio principale di una leggenda popolare legata al territorio di Mugnano di Napoli[1]. Non si sa per certo della sua veridicità storica, probabilmente non è esistito veramente. Dalla leggenda si intuisce che sia un presunto castellano della fortezza angioina[2] di Mugnano[3].
Leggenda
[modifica | modifica wikitesto]Anno 1381, regno di Napoli. Alcuni soldati francesi, spesso mercenari della Provenza o truppe mandate da Luigi I, si ritrovano in una guerra persa contro l'invasore Carlo III, il cugino di Giovanna I di Napoli. Per non rischiare la loro vita, iniziano la ritirata.
Una notte, si ritrovano al nord di Napoli, a Mugnano e vedono una fortezza nelle vicinanze. Nella speranza di trovar rifugio, la compagnia di soldati bussa alle porte chiedendo rifugio.
Non sapevano però che il castellano del posto, un certo Masello Uliano, fosse un individuo infame, cinico, crudele e spietato. Dai tratti spigolosi, lo sguardo cupo e segnato.
Quando i suoi sottoposti lo avvertirono della richiesta dei pover uomini, Masello non solo negò a loro l'ingresso in fortezza, facendo sbarrare le porte, ma, arrivata notte fonda, mandò i suoi uomini a cercare l'accampamento improvvisato dei soldati, per ucciderli. La compagnia di soldati, che per la stanchezza si era rifugiata fuori i pressi della fortezza, fu brutalmente uccisa sotto il chiaro di luna.
La notte stessa, Masello ordinò che i corpi dovevano essere occultati nell'immediato, e lui stesso suggerì i pozzi, i quali però risultavano piccoli per farci entrare i corpi interi. Fece quindi maciullare i corpi dei soldati, arto per arto, per riuscire così a gettarli all'interno.
La leggenda narra che quest'atto sia stato così crudele che ancora oggi, in quei pozzi che ora sono stati inglobati nelle fogne odierne di Mugnano, gli spiriti dei soldati francesi maledicano Masello Uliano, per la miserabile fine che egli ha fatto fare loro, e per avergli negato una degna sepoltura.
Contesto storico
[modifica | modifica wikitesto]Masello Uliano nasce presumibilmente in una data intorno al 1340 (Si presume per come vengono descritti i tratti facciali, anche se non è detto in modo esplicito ma sempre sott'inteso.) Rendendolo quindi 40 enne quando si sviluppa la leggenda. Quest'ultima si ambienta nel 1381, un periodo difficile per il regno di Napoli[4], la regina Giovanna I D'Angiò[5] si era ritrovata invasa dal cugino del ramo Durazzo, Carlo[6] (futuro Carlo III di Napoli[7].) Territori come Mugnano si ritrovavano in un'anarchia vera e propria, lasciando carta bianca ai piccoli signori come Masello.
Da specificare anche che, l'atto di gettare i cadaveri nei pozzi (per quanto crudele) non era un esclusiva malvagia del mugnanese. In quei tempi fungeva anche come soluzione logistica per nascondere temporaneamente i cadaveri, il che rende la figura di Masello meno sadica di quanto la leggenda provi a rendere.
Ipotesi varie
[modifica | modifica wikitesto]Masello Uliano è quel classico "presunto personaggio immaginario" che si confonde perfettamente con il contesto storico e la la fantasia. Se tralasciamo il dettaglio finale sui presunti fantasmi francesi, la storia risulta totalmente verosimile. Il problema è però la totale assenza di un'effettiva prova storica dell'esistenza di Masello. Il fatto che però non si trovi nulla su di lui non è in alcun modo un segnale certo della sua non esistenza, non è sorprendente che nell'età medioevale piccoli castellani venissero cancellati dalla storia, soprattutto in un contesto di guerra interna. Ci sono varie ipotesi su Masello e su come potrebbe, forse, essere realmente esistito:
La storpiatura francese
[modifica | modifica wikitesto]Masello Uliano potrebbe in realtà non essersi mai chiamato così. Se consideriamo che sotto il regno angioino ci fu un grande flusso di francesi (prevalentemente provenzali) tra nobili, soldati e funzionari, allora il mugnantese sarebbe in realtà chiamato: "Macè Houiland." La spiegazione della storpiatura è in realtà molto semplice, "Macè" è stato naturalmente "italianizzato" negli anni, presumendo forse che fosse il corrispondente di un comune diminutivo di Tommaso, ovvero Masello. Inveo, ce, il cognome "Houiland", è stato probabilmente storpiato sin dagli albori del racconto. Il cognome infatti è pronunciato con la lettera "H" muta, e la "D" finale veniva pronunciata appena. Alle orecchie di un popolano napoletano, il cognome sembrava semplicemente "Ulian", che per logica si italianizzava in "Uliano."
Il dispetto popolano
[modifica | modifica wikitesto]Non è da escludere che la leggenda sia nata nei secoli più tardi. Può essere che la leggenda sia stata semplicemente inventata, magari per disincentivare i bambini a giocare con i pozzi per paura degli spettri francesi in essi. L'assegnazione del nome quindi poteva essere di natura casuale, oppure, un modo giocherellone per indispettire un funzionario malvisto, un ricco mercante, o semplicemente un individuo estremamente antipatico. La prassi sarebbe stata semplice, hanno preso il cognome del malcapitato, scelto un nome casuale (o magari proprio il suo) e lo hanno reso il sanguinario castellano angioino che conosciamo, un po' per dire: "Quell'uomo ha la cattiveria nel sangue." o per insultare in modo alternativo e velato la sua stirpe.
Caratteristiche del personaggio
[modifica | modifica wikitesto]Carattere
[modifica | modifica wikitesto]Come si intuisce dalla leggenda, il carattere di Masello è sicuramente pragmatico, probabilmente sadico, esplicitamente descritto come "infame e bastardo." Presumibilmente anche opportunista, ma non necessariamente.
Aspetto fisico
[modifica | modifica wikitesto]Nella leggenda popolare, oltre alla sintetica descrizione facciale dai tratti spigolosi e lo sguardo cupo, non c'è una sua esplicita descrizione fisica, ma la si può presuppore tramite un ottica da "leggenda popolare" e gli standard di quei tempi:
Il Capitano di ventura
[modifica | modifica wikitesto]Masello Uliano, il gerarca militare, sarebbe stato probabilmente un uomo dalla carnagione dorata, per via della continua esposizione solare che un militare di quei tempi avrebbe, un fisico tendente al robusto, e dei capelli di un color castano. Un classico nativo delle zone che si è prestato alle armi.
L'aristocratico
[modifica | modifica wikitesto]Se invece fosse stato un nobile, i suoi tratti sarebbero dipese se sia di origine francese o longobarda[8] In entrambi i casi, l'aspetto avrebbe riflettuto lo status di un uomo abituato al comando e non al lavoro della terra, con piccole differenze prevalentemente etniche e sociali.
Interpretazioni
[modifica | modifica wikitesto]Il personaggio di Masello ha varie interpretazioni a seconda della lente attraverso la quale viene guardato:
- Masello della leggenda / Capitano di ventura: la versione più sadica del personaggio. Masello qui è privato di empatia (per la brusca personalità da gerarca militare o ai fini della leggenda) che uccide i soldati francesi per puro pragmatismo e sadismo.
- Masello longobardo: un Masello di un antico ceppo longobardo è un piccolo aristocratico con rancore perenne per i continui invasori stranieri, con una famiglia legata al territorio meridionale da interi secoli. Se nella versione leggendaria si trattava di sadismo[9], ma di un ultimo gesto folle in preda alla consapevolezza che il suo casato sia a rischio.
- Masello francese: il Maselllo francese sarebbe un uomo che nasconde dietro il sadismo la paura. In questo caso non tradirebbe i suoi connazionali per il puro gusto di farlo o per rancore, ma per paura dell'invasore Carlo III. Sarebbe anch'esso un uomo pragmatico, ma che fa le sue scelte per sopravvivenza, non per semplice comodità.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Raffaele Trojano, Studi sulla toponomastica campana: l'area flegrea e l'agro neapoletano, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1988..
- ↑ Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l'Area Metropolitana di Napoli, Relazione storico-archeologica sul territorio di Mugnano, Napoli, 2025..
- ↑ Sacra Diocesi di Pozzuoli (a cura di), Le parrocchie e le chiese storiche dell'area nord, Pozzuoli, l'Ancora, 2012..
- ↑ Giuseppe Galasso, Il Regno di Napoli. Il Mezzogiorno angioino e aragonese (1266-1494), in Storia d'Italia, vol. 15, tomo 1, Torino, UTET, 1992..
- ↑ Émile-Guillaume Léonard, Les Angevins de Naples, Parigi, Presses universitaires de France, 1954..
- ↑ Gennaro Maria Monti, La giovinezza di Carlo III di Durazzo, in Archivio Storico per le Province Napoletane, vol. 54, 1929..
- ↑ Lucia Travaini, Monete e storia nell'Italia medievale, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 2007..
- ↑ Storia della langobardia minor.
- ↑ Sadistic personality disorder history.