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Ovulazione

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1 - Mestruazione 2 - Maturazione del follicolo 3 - Follicolo maturo 4 - Ovulazione 5 - Corpo luteo 6 - Cicatrizzazione del corpo luteo

L'ovulazione[1] è il momento durante il quale l'ovocita viene espulso dalle ovaie e avviene di norma negli essere umani attorno al quattordicesimo giorno del ciclo mestruale (cioè, mediamente, dai 16 ai 12 giorni prima dell'inizio del flusso mestruale), in corrispondenza di un picco di ormoni LH e estrogeni.

Quando il follicolo ovarico raggiunge le sue massime dimensioni (all'incirca 20 mm di diametro) provoca un rigonfiamento visibile sulla superficie dell'ovaia che prende l'aspetto di un'area avascolare, biancastra chiamata stigma. A questo punto il follicolo è separato dalla cavità peritoneale soltanto da uno strato di cellule sottilissimo.

La rottura del follicolo è provocata dall'azione di enzimi litici (plasmina, collagenasi).

Ovulazione imminente. Qui si vede una ovaia poco prima della liberazione di un ovulo. Lo stigma è chiaramente visibile

La pressione del liquido contenuto nel follicolo si riduce gradatamente e perciò la rottura dello stigma non è un fenomeno esplosivo: l'ovocita, circondato da alcune cellule del cumulo ooforo (che vanno a formare la corona radiata) viene espulso lentamente dall'ovaia insieme al liquido antrale. A questo punto le fimbrie dell'ovidotto, che nel periodo dell'ovulazione si sono avvicinate alle ovaie, catturano l'ovocita e lo spingono all'interno dell'ovidotto.

Al momento dell'ovulazione anche la membrana propria che separava la teca dalla granulosa si rompe, vascolarizzando la granulosa e formando un coagulo al centro di quel che resta del follicolo ovulato.

Oltre all'ovocita, viene rilasciato anche il liquor folliculi: uno dei suoi componenti è un ormone, la follicolina, che è responsabile in parte dell'appetito sessuale e della proliferazione cellulare.

Inizia così la trasformazione di questa struttura in corpo luteo.

Ovulazione nascosta

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L'ovulazione nascosta o estro nascosto è la mancanza di qualsiasi cambiamento percettibile (ad esempio, un cambiamento nell'aspetto o nell'odore) quando una femmina adulta è fertile e prossima all'ovulazione. Alcuni esempi di cambiamenti percettibili sono il gonfiore e l'arrossamento della vulva nei babbuini e nei bonobo e il rilascio di feromoni nella famiglia dei felini. Al contrario, le femmine degli umani e di alcune altre specie[2] che subiscono l'estro nascosto presentano pochi segni esterni di fecondità, rendendo difficile per un compagno dedurre consapevolmente, solo per mezzo di segni esterni, se una femmina è prossima o meno all'ovulazione.

Gli psicologi evoluzionisti hanno avanzato diverse possibili spiegazioni per l'ovulazione nascosta[3]. Alcuni ipotizzano che la mancanza di segnalazione in alcune specie sia un tratto conservato dagli antenati evolutivi, non qualcosa che esisteva in precedenza e poi scomparso. Se si suppone che la segnalazione sia esistita e sia andata perduta, allora potrebbe essere stato semplicemente dovuto alla ridotta importanza adattativa e alla minore selezione[4], o ai vantaggi adattativi diretti per l'occultamento dell'ovulazione. Un'altra possibilità (riguardante specificamente gli esseri umani) è che, mentre la segnalazione altamente specifica dell'ovulazione è assente, l'anatomia femminile umana si è evoluta per imitare la segnalazione permanente della fertilità[5].

L'ipotesi dell'investimento paterno suggerisce che le donne nascondessero l'ovulazione per ottenere l'aiuto degli uomini nell'allevamento della prole[3].

L'ipotesi dell'infanticidio ridotto suggerisce che il vantaggio adattativo per le donne che avevano l'estro nascosto sarebbe una riduzione della possibilità di infanticidio da parte degli uomini, poiché non sarebbero in grado di identificare in modo affidabile e uccidere la prole dei loro rivali[3].

Schröder[3] esamina un'ipotesi di Symons e Hill, secondo cui dopo la caccia, gli uomini scambiavano carne per sesso con le donne. Le donne che imitavano continuamente l'estro potrebbero aver beneficiato di più carne rispetto a quelle che non lo facevano. Schröder scrive che Benshoof e Thornhill ipotizzarono che l'estro si fosse nascosto dopo che le relazioni monogame divennero la norma nell'Homo erectus[3]. L'ovulazione nascosta consentiva alla donna di accoppiarsi segretamente a volte con un uomo alternativo, e quindi di ottenere il beneficio dei suoi geni per la sua prole, pur mantenendo i benefici del legame di coppia con il suo partner sessuale abituale. Schröder inoltre presenta l'idea di una "graduale diminuzione dell'estro a metà ciclo e di una concomitante continua ricettività sessuale nelle donne umane" perché facilitava relazioni sociali ordinate durante tutto il ciclo mestruale eliminando l'intensificazione periodica dell'aggressività maschio-maschio nella competizione per i compagni[3].

Pawlowski offre punti di vista che si differenziano dalle altre ipotesi, in quanto individua i cambiamenti fisiologici nei primi esseri umani come causa dell'ovulazione nascosta, piuttosto che quelli sociali o comportamentali[6].

  1. Ovulazione - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  2. Sandy J. Andelman, Evolution of Concealed Ovulation in Vervet Monkeys (Cercopithecus aethiops), in The American Naturalist, vol. 129, n. 6, 1987-06, pp. 785–799, DOI:10.1086/284675. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  3. 1 2 3 4 5 6 Inge Schoröder, Concealed ovulation and clandestine copulation: a female contribution to human evolution, in Ethology and Sociobiology, vol. 14, n. 6, 1º novembre 1993, pp. 381–389, DOI:10.1016/0162-3095(93)90026-E. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  4. Concealed Ovulation’ and Sexual Signals in Primates (XML), su brill.com. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  5. Frederick S. Szalay e Robert K. Costello, Evolution of permanent estrus displays in hominids, in Journal of Human Evolution, vol. 20, n. 6, 1º giugno 1991, pp. 439–464, DOI:10.1016/0047-2484(91)90019-R. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  6. Bogusław Pawłowski, Loss of Oestrus and Concealed Ovulation in Human Evolution: The Case against the Sexual‐Selection Hypothesis, in Current Anthropology, vol. 40, n. 3, 1999-06, pp. 257–276, DOI:10.1086/200017. URL consultato il 19 ottobre 2025.

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