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Cuproroméite

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Cuproroméite
Classificazione Strunz (ed. 10)4.DH.20[1]
Formula chimicaCu2Sb2(O,OH)7
Proprietà cristallografiche
Sistema cristallinocubico[2]
Classe di simmetriaesottaedrica[3]
Parametri di cellaa = 10,25 Å, Z = 8, V = 1076,89 ų[4]
Gruppo puntuale4/m 3 2/m[3]
Gruppo spazialeFd3m (nº 227)[2]
Proprietà fisiche
Densità misurata2,98 - 3,96[4] g/cm³
Densità calcolata5,5[4] g/cm³
Durezza (Mohs)3-4[3]
Fratturaconcoide[3]
Coloreverde oliva, verde giallastro, verde nerastro, nero opaco[2]
Lucentezzavitrea[2]
Opacitàtraslucida[4]
Strisciogiallo verde[2]
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

La cuproroméite è un minerale appartenente al supergruppo del pirocloro e, all'interno di questo, al gruppo della roméite.

Il minerale non è più riconosciuto dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) come specie indipendente dal 2016.[4]

Etimologia e storia

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Nel 1867 fu scoperto un minerale a cui venne dato il nome di partzite in onore del suo scopritore, A.F.W. Partz;[3] dopo iniziali dubbi sulla sua somiglianza con la cuproroméite[5] ulteriori analisi hanno confermato l'effettiva coincidenza tra i due minerali.

Infine, nel 2016, la cuproroméite è stata ufficialmente non più riconosciuta come specie minerale indipendente.[4]

Classificazione

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Nella classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale fino al 2009,[6] la cuproroméite compare con il vecchio nome di partzite ed è elencata nella classe "4. Ossidi (idrossidi, V[5,6] vanadati, arseniti, antimoniti, bismutiti, solfiti, seleniti, telluriti, iodati)" e nella sottoclasse "4.D Metallo:Ossigeno = 1:2 e simili"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alla dimensione dei cationi e alla struttura del minerale, in modo tale da trovare la partzite nella sezione "4.DH Con cationi di grande dimensione (± cationi di media dimensione); strati di ottaedri che condividono uno spigolo" dove forma il sistema nº 4.DH.20 insieme a bindheimite, idroroméite, lewisite, monimolite, roméite, bismutostibiconite, stibiconite e stetefeldtite.[7]

Tale classificazione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org" e chiamata Classificazione Strunz-mindat.[1]

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la cuproroméite si trova nella classe degli "ossidi" e nella sottoclasse degli "ossidi con rapporto metallo:ossigeno = 2:3 (M2O3 e composti correlati)"; qui si trova nel "gruppo del pirocloro; sottogruppo della roméite [Sb ± Ti]" dove forma il sistema nº IV/C.16 insieme ad argentoromeite, bismutoroméite, fluorcalcioroméite, fluornatroroméite, idrossicalcioroméite, idrossiferroroméite, monimolite, ossicalcioroméite, ossiplumboroméite, partzite, stetefeldtite, stibiconite e stibioroméite.[8]

Abito cristallino

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La cuproroméite cristallizza nel sistema cubico nel gruppo spaziale Fd3m (gruppo nº 227) con la costante di reticolo a = 10,25 Å e con 8 unità di formula per cella unitaria.[4]

Origine e giacitura

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La cuproroméite è una formazione piuttosto rara ed è stata trovata in diversi siti sparsi per il mondo, sebbene in scarse quantità. In Italia è stata rinvenuta nella miniera di "Monte Avanza" presso Forni Avoltri, a Paluzza e a Paularo (Friuli-Venezia Giulia); a Introbio (in Valsassina, Lombardia); in due miniere presso Domusnovas e altre due miniere presso Fluminimaggiore (Sardegna); ad Aldino e presso Lavis (Trentino-Alto Adige).[9]

Altri ritrovamenti si sono avuti in diverse miniere della Germania, della Francia e dell'Austria.[9]

Fuori dall'Europa si contano ritrovamenti in diverse contee degli Stati Uniti, nella regione di Žalalabad (Kirghizistan) e in Australia Occidentale (Australia).[9]

Forma in cui si presenta in natura

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La cuproroméite è stata trovata in zone alterate all'interno di depositi contenenti solfosali di rame-antimonio e si presenta generalmente in masse compatte.[3]

Il minerale è traslucido[4] con lucentezza vitrea;[2] il colore può essere verde oliva, verde-giallo a verde scuro o nero. Il colore del suo striscio è giallo-verde.[2]

  1. 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2025) Classification - With large (± medium-sized) cations; sheets of edge-sharing octahedra, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 marzo 2025.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 (DE) Cuproroméite, su mineralienatlas.de. URL consultato il 21 marzo 2025.
  3. 1 2 3 4 5 6 (EN) Partzite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 21 marzo 2025.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Cuproroméite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 marzo 2025.
  5. (EN) Daniel Atencio, Marcelo B. Andrade, Andrew G. Christy, Reto Gieré e Pavel M. Kartashov, The pyrochlore supergroup of minerals: nomenclature (PDF), in The Canadian Mineralogist, vol. 48, n. 3, 2010, p. 690, DOI:10.3749/canmin.48.3.673. URL consultato il 21 marzo 2025 (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2012).
  6. (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 21 marzo 2025 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
  7. (EN) Nickel-Strunz Oxides Classification, su webmineral.com. URL consultato il 21 marzo 2025.
  8. (DE) Lapis Classification - IV OXIDE - IV/C Oxide mit Verhältnis Metall : Sauerstoff = 2:3 (M2O3 und verwandte Verbindungen), su mineralienatlas.de. URL consultato il 21 marzo 2025.
  9. 1 2 3 (EN) Loclities for Cuproroméite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 marzo 2025.

Collegamenti esterni

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