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Tetano

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Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Tetano (disambigua).
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Tetano
Charles Bell, 1809, raffigurazione artistica di soggetto affetto da tetano generalizzato.
Specialitàinfettivologia
EziologiaClostridium tetani
Classificazione e risorse esterne (EN)
MeSHD013742
MedlinePlus000615
eMedicine229594

Il tetano (dal greco τέτανος, tétanos, "tensione, rigidezza delle membra", derivato di un tema affine a τείνω, téinō, "tendere") è una malattia infettiva non contagiosa provocata dalla tossina prodotta da un batterio, il Clostridium tetani. Si presenta come una paralisi spastica che inizia dal viso e collo, per poi procedere in torace e addome, ed alla fine diffondersi anche agli arti. L'infezione è innescata dalla contaminazione di tagli o ferite da parte delle spore di Clostridium tetani che nella profondità dei tessuti, a causa della anaerobiosi, trova l'ambiente adatto per la crescita e la produzione di tossina.

Venne descritto per la prima volta da Ippocrate di Coo: già ai suoi tempi era molto conosciuta come "il flagello delle partorienti". A lungo i medici hanno ritenuto che il tetano fosse una malattia di natura neurologica e solamente nel 1884, due ricercatori patologi italiani, Antonio Carle e Giorgio Rattone, operanti presso l'Università di Torino, scoprirono l'origine infettiva della malattia, provocando il tetano in alcuni conigli cui furono inoculate sostanze prese dalle pustole di un uomo morto per tetano.

Poco dopo, in Germania, il medico Arthur Nicolaier scoprì il batterio - con la struttura di un bacillo allungato - caratterizzato dalla presenza di una spora alla sua estremità che gli fa assumere una forma a clava, a cui deve il nome clostridium[1].

Nel 1889, sia Shibasaburo Kitasato a Berlino sia Guido Tizzoni e Giuseppina Cattani a Bologna idearono una procedura che consentì di realizzare colture pure di un batterio con spore. Nel 1890 gli stessi Tizzoni e Cattani, contemporaneamente a Knut Faber in Danimarca, scoprirono la tossina proteica tetanica. Agli inizi degli anni venti del Novecento, Gaston Ramon, all'Istituto Pasteur di Garches, mescolando la tossina con formaldeide, ottenne un derivato non pericoloso ma in grado di attivare il sistema immunitario; questo fu il passo decisivo per l'utilizzo di un vaccino utilizzante il tossoide tetanico.[1]

Prevalenza di tetano.

     Prevalenza molto elevata

     Prevalenza elevata

     Prevalenza intermedia

     Casi rari

     Casi molto rari

Epidemiologia

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Il Clostridium tetani è un commensale del tratto gastroenterico di molti mammiferi erbivori, soprattutto equini e ovini. L'eliminazione delle spore con le feci di questi animali fa sì che il rischio di infezione sia massimo nei "campi tetanigeni", zone umide e argillose concimate, o dove avviene l'allevamento di questi animali. Le ferite penetranti, soprattutto da filo spinato, o quelle lacero-contuse (cadute, vetri, pietre, attrezzi agricoli) sono le maggiori responsabili di tossinfezione tetanica nei paesi industrializzati. Ulteriore attenzione deve essere posta alle punture da spina di rosa, a causa dell'abitudine di concimare questi fiori con il concime di cavallo. Le spore possono però essere ritrovate anche nel pulviscolo, nell'acqua, nelle abitazioni e negli ospedali.

Tra il 2002 e il 2005 sono stati registrati in Italia una media di 62 casi annui, con massima incidenza nelle donne (la vaccinazione era obbligatoria all'entrata del servizio militare) e nei tossicodipendenti.[2] Nel mondo è stato registrato circa 1 milione di casi per anno, con una mortalità del 45%. La massima incidenza si ha nei Paesi in via di sviluppo dove, a causa delle scarse misure igieniche, è tra le cause più frequenti di morte nel primo anno di vita ("classica" morte al 7º giorno); il tetano neonatale è sovente causato dal taglio del cordone ombelicale con uno strumento contaminato.

Bacilli del tetano, osservazione in microscopia ottica dopo colorazione.
Si noti la particolare forma "a bacchetta di tamburo", dovuta alla presenza di una spora in formazione in una delle estremità del batterio.
Lo stesso argomento in dettaglio: Clostridium tetani.

Il tetano è provocato da una tossina prodotta da Clostridium tetani, un bacillo lungo circa 2-5 μm, Gram positivo, anaerobio, acapsulato, mobile e sporigeno. Quest'ultima proprietà rende ragione della capacità di questo batterio di rimanere in ambienti ostili (terreno, metallo) per anni, senza perdere la capacità di sporulazione. La spora è in grado di resistere all'ebollizione per 15-90 minuti, all'essiccamento e a moltissimi disinfettanti quali formaldeide, fenolo e etanolo. Le spore sono tuttavia inattivate dal caldo umido (1 ora a 150 °C) o da disinfettanti come lo iodopovidone, il perossido di idrogeno, l'ossido di etilene e la glutaraldeide. Ferite contaminate da terriccio, frammenti di legno e metallo, soprattutto se profonde o lacero-contuse, costituiscono l'ambiente ideale per la trasformazione della spora nella forma vegetativa in grado di produrre due tossine, la tetanolisina e la tetanospasmina (o tossina tetanica). Mentre la prima non ha un ruolo patogenetico chiaro, la seconda è la responsabile del tipico quadro clinico, con una dose letale inferiore a 130 μg. Viene secreta come un'unica catena di 150 kD, scissa poi in due frammenti di 100 e 50 kD legate da un ponte disolfuro. La tossina viene inattivata dal calore (anche da 5 minuti a 65 °C) e dagli enzimi proteolitici, come quelli contenuti nel succo gastrico. Inoltre, posta in contatto con formalina, si denatura, perdendo completamente il suo potere tossico; questo effetto viene utilizzato per la produzione del tossoide tetanico il cui potere immunogeno è alla base del vaccino attualmente utilizzato.

Struttura della tetanospasmina, principale tossina secreta dal Clostridium tetani.
Lo stesso argomento in dettaglio: Tetanospasmina.

Come già spiegato, le spore tetaniche germinano nelle ferite profonde, soprattutto in quelle lacero-contuse ove, contestualmente all'ampia necrosi tissutale, si stabiliscono condizioni di anaerobiosi favorenti. Punture da filo spinato, da spine di rosa, lacerazioni da legno, metallo, vetro, incidenti stradali o bellici, amputazioni praticate con materiale non sterile e la contaminazione della ferita ombelicale in neonati, ferite con fasciature che non lasciano passare l'ossigeno sono le lesioni più tipicamente associate alla genesi del tetano. Una volta penetrate in una ferita adatta, le spore germinano, dando origine alla forma vegetativa del Clostridium tetani in grado di produrre la tetanospasmina. I batteri non sono in grado di formare ascessi, suppurazione o invasione locale e per questo una ferita "pulita" non identifica una lesione a basso rischio per contaminazione tetanica. Si deve ricordare che dalla ferita alla manifestazione dei sintomi possono trascorrere pochi giorni o diverse settimane. Può succedere infatti che le spore tetaniche non trovino nel punto di inoculazione le condizioni adatte per sporulare e produrre la tossina e rimangano per molto tempo indisturbate nel sito. Tuttavia, altri traumi, infezioni da piogeni o utilizzo di sostanze contenenti ioni di calcio o chinidina (usata dai tossicodipendenti per tagliare l'eroina), possono innescare condizioni favorenti di anaerobiosi e riattivare l'infezione.
Una volta stabilita l'anaerobiosi, il batterio comincia a produrre le due tossine: la tetanolisina e la tetanospasmina, responsabile dei sintomi e per questo definita "tossina tetanica". Questa proteina, formata da 2 porzioni, si lega alle terminazioni dei motoneuroni α, innescando un primissimo e talora trascurato meccanismo di tossicità motoria che si manifesta con debolezza o paralisi locale. Una volta penetrata nell'assone, la tossina risale verso i neuroni del midollo spinale e del tronco cerebrale ove esplica la sua azione principale. Infatti, giunta in questi siti, la tossina è in grado di migrare verso le terminazioni inibitorie del movimento che secernono glicina e GABA, provocando la distruzione degli apparati proteici preposti alla liberazione di questi due neurotrasmettitori. Il risultato è la paralisi spastica per mancanza di inibizione motoria, con contrazione contemporanea dei muscoli antagonisti ed agonisti, evento drammatico che, oltre a poter aver un esito mortale in caso di interessamento dei muscoli respiratori, è responsabile delle manifestazioni cliniche.
La tossina può colpire anche la sostanza grigia laterale (preposta al controllo del sistema nervoso autonomo) scatenando un'iperattività simpatica responsabile di alcune manifestazioni del tetano grave.

Trisma tetanico, contrattura spastica del muscolo massetere con impossibilità di apertura delle fauci.
Opistotono per contrattura spastica della muscolatura del tronco.
Marcatissima rigidità della muscolatura dell'intero corpo nel tetano neonatale.

Profilo clinico

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Il periodo di incubazione (il periodo che intercorre tra la ferita e le prime manifestazioni della malattia) dura circa 4-15 giorni, potendo tuttavia spaziare dalle poche ore ad alcune settimane. In questo periodo possono comparire leggera febbre, cefalea, irritabilità e dolore nel sito di inoculazione. L'inizio del periodo di stato (periodo delle manifestazioni cliniche) viene identificato dalla comparsa di contratture toniche; nel tetano generalizzato, il più comune, inizia sovente con trisma tetanico, ovvero fauci serrate e incapacità di aprire la bocca per paralisi spastica del muscolo massetere. Al trisma si aggiunge anche lo spasmo della muscolatura mimica facciale, configurando un'espressione definita risus sardonicus. All'interessamento della muscolatura del cranio fanno seguito contratture dolorose a livello della muscolatura cervicale e del tronco con contrattura in iperestensione e tipico atteggiamento posturale (opistotono). L'interessamento della muscolatura addominale può essere talmente intenso da simulare un quadro di addome acuto. Gli arti inferiori, più spesso interessati rispetto a quelli superiori, sono iperestesi, i superiori flessi. In questo contesto si manifestano le cosiddette crisi spastiche accessionali, caratterizzate da intensissima contrattura di tutta la muscolatura, con proiezione in estensione degli arti. Si presentano inoltre spasmi toracici e laringei, con insufficienza respiratoria e crisi asfittiche. In questo periodo può comparire febbre elevata accompagnata a ipertensione e tachicardia, talora alternati ad episodi di ipotensione e bradicardia. Questi episodi, unitamente alle crisi asfittiche e alla presenza di aritmie, sono i responsabili dell'exitus per arresto cardiaco. Deve essere ricordato che le prime crisi sono di breve durata e poco frequenti, ma con il tempo divengono più durature e frequenti. Il soggetto, cosciente, vigile ed orientato, vive perciò in uno stato ansioso, attendendo la prossima crisi accessionale, spesso scatenata da suoni, luci, movimenti o stimoli tattili.
Di estrema importanza è il tempo che intercorre tra le prime manifestazioni del tetano e la prima crisi spastica accessionale; questo periodo è definito onset e più è breve più grave sarà il tetano. Infatti, le forme lievi vengono definite da un onset superiore alle 72 ore; in questa categoria rientra anche il tetano localizzato (escluso il cefalico, vedi oltre) ove le contratture interessano solo le porzioni di soma viciniori al sito di inoculazione. Le forme gravi hanno invece un onset inferiore alle 48 ore e si caratterizzano per contratture generalizzate intense, per crisi asfittiche e per disturbi del ritmo cardiaco. In questa categoria rientra anche il tetano cefalico, dovuto a ferite contaminate di cavo orale, testa o collo e che si manifesta con disfagia, disfonia, paralisi del nervo facciale, del nervo ipoglosso e per frequenti crisi asfittiche.

Prognosi e complicanze

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Nelle forme lievi, il periodo di risoluzione inizia intorno al 7º giorno e si protrae per circa 2-4 settimane. Se non viene iniziata una terapia adeguata, la prognosi è ben più grave nelle forme con breve onset e nelle forme cefaliche, con letalità vicino al 50% per asfissia o arresto cardiaco. Altre cause di mortalità sono le polmoniti ab ingestis (deviazione del contenuto orale ricco di batteri, soprattutto anaerobi, verso la laringe e poi nei polmoni), le infezioni dell'apparato urogenitale per paralisi delle vie urinarie, sepsi, embolie, disordini idro-elettrolitici, strappi tendinei e muscolari, fratture, lussazioni.

Pericolosità e confronti

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La tossina tetanica (tetanospasmina) è riconosciuta per essere una delle tossine biologiche più potenti conosciute.

Oxyuranus microlepidotus, Inland Taipan  (Skansen Zoo-Aquarium a Stoccolma)

Anche se non è un veleno classico ma un batterio si può confrontare per grado di letalità, in natura, con il veleno del taipan dell'entroterra (fra i serpenti considerato quello con il veleno più letale) o di altri rettili di estrema pericolosità come il mamba nero o il taipan costiero (taipan dalla coda rossa australiano): la tossina tetanica del batterio Clostridium tetani risulta molto più potente anche in quantità minime per il fatto che penetra rapidamente nel sistema nervoso e raggiunge il midollo spinale con l'effetto di bloccare il rilascio dei neurotrasmettitori inibitori con la tipica paralisi spastica provocata con relativi intensi spasmi muscolari. Per trasmettere concretamente l'idea della potenza, sebbene i veleni dei serpenti citati siano tra i più letali del regno animale risultano addirittura meno potenti, a parità di peso, della tossina tetanica.  La tossicità viene spesso misurata utilizzando la ΔHc (dose necessaria per uccidere il 50% di una popolazione di prova); una ΔHc inferiore indica una sostanza più potente. Il già citato Taipan dell'entroterra possiede un veleno altamente specializzato per la caccia ai mammiferi, ma è migliaia di volte meno tossico, a parità di peso, della tossina tetanica, così anche per il Taipan costiero con un veleno molto potente ma risultante circa quattro volte meno tossico di quello del suo parente, il taipan dell'entroterra e riguardo il mamba nero (Dendroaspis polylepis): con un veleno meno potente, a parità di peso, di quello dei taipan, il mamba nero è spesso considerato più pericoloso in ambito clinico a causa dell'elevato volume di veleno che può iniettare con un singolo morso e della sua elevata velocità.

A confronto con la tossina tetanica tutti perdono: causa paralisi rigida e spastica agendo sul sistema nervoso centrale nell'arco di diversi giorni. Al contrario, le neurotossine presenti nei veleni dei serpenti portano a paralisi rapida e flaccida (inerte) influenzando la coagulazione del sangue, portando all'insufficienza respiratoria entro poche ore se non trattate. Confronti nelle quantità letali: Inland Taipan: 3 mg. x persona (LD 50: 0.024 mg/kg), ponendo anche il confronto con il più pericoloso serpente marino (specie che hanno i denti più  piccoli rispetto ai terrestri) quali il Dubois' Sea snake[3] (Aipysurus duboisii): LD50 è 0.044 mg/kg ponendosi a un piano leggermente inferiore.  

Altri confronti

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Riguardo il mamba nero: 17 mg. x persona (adulto 70 kg.); tetano: tossina: basta 7 milionesimi di grammo (0,007 mg) per essere fatale.

Una mucca dopo gli spasmi muscolari (opistotono, il tipico mioclono) morta per tetano
Lo stesso mioclono sull'essere umano colpito dal tetano

Il tetano (non trattato) è molto più lento: presenta i sintomi nell'arco da 3 a 21 giorni, in media la morte può avvenire in 8 giorni.

Confrontando altri veleni in natura, la tossina tetanica è considerata anche più potente della ricina[4].

Chironex fleckeri, la letale «vespa di mare» australiana

La natura a riguardo offre una straordinaria varietà letale: per gli aracnidi, i ragni australiani[5]; maschi del genere Atrax Robustus[6] (e Hadroniche formidabilis) con LD50: 0,16 mg/kg. morsi con i loro lunghi cheliceri (record di lunghezza fra tutte le specie di ragni) iniettanti generalmente una grande quantità di veleno[7] per la specie, del tipo Robustotossina ACTX; al ragno sudamericano phoneutria nigriventer (LD 50 0,13 mg/kg., PhTx3 neurotossico; Sicarius Hahni (vive nel deserto della Namibia nascondendosi nella sabbia) con veleno citotossico e necrotossico Sphingomyelinase D molto potente nel creare emorragie interne e nella prima ora non doloroso.

Riguardo il veleno di un'altra creatura velenosa (forse quella più di tutte al mondo per la quantità tossica di veleno e il suo meccanismo di inoculazione tramite nematocisti) la Cubo-medusa (Chironex fleckeri) è sicuramente[8] ad azione più rapida e letale conosciuta dalla scienza, capace di causare l'arresto cardiaco in 2-5 minuti. Nel mare troviamo anche il polpo dagli anelli blu (LD50: 0,004 mg /kg.) con micidiale cocktail di neurotossine e il mollusco Conus geographus con M-conotossine modificanti il canale del sodio ostacolando l'ingresso del calcio alle terminazioni nervose rilasciando acetilcolina.

Casi di tetano sono stati trasmessi dalle razze d'acqua dolce dell'Amazzonia i cui aculei sono stati contaminati dal batterio Aeromonas hydrophila[9].

Tetano: confronti con botulino e antrace

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Si tratta di malattie tossiche estremamente gravi e con immenso grado di pericolosità causate da batteri sporigeni che rappresentano una seria minaccia per la salute. Il botulismo[10] e il tetano sono classificati come minacce bioterroristiche[11][12] di alto livello a causa della loro estrema tossicità[13], mentre l'antrace[14], causato dal Bacillus anthracis è noto per l'alto tasso di mortalità, in particolare nella sua forma inalatoria che provoca paralisi flaccida causato dal potente batterio Clostridium botulinum, che produce la sostanza più velenosa conosciuta, la tossina botulinica[15] (BoNT) che attacca i nervi, causando una paralisi flaccida simmetrica e discendente con il risultato: debolezza muscolare e mancanza di tono. Agisce bloccando il rilascio di acetilcolina a livello della giunzione neuromuscolare, impedendo la contrazione muscolare. Il paziente presenta la disfagia (difficoltà a deglutire), la diplopia (visione doppia), la bocca secca con disartria (difficoltà a parlare), seguite dalla insufficienza respiratoria. La mortalità era al 60-70%, ma oggigiorno, se presa in tempo, è ridotta al 3-5% se viene effettuata la diagnosi precoce con la ventilazione meccanica. Si trasmette con il cibo contaminato (trasmessa per via alimentare, quindi ingerito), la contaminazione di ferite (come il tetano) o addirittura l'ingestione di spore da parte di neonati.

L'antrace provoca lo shock settico e danni tissutali, causato dal Bacillus anthracis, un batterio che causa danni ai tessuti, con la tipica forma di bastoncino, è spesso utilizzato in scenari di bioterrorismo (più comune delle minacce di botulismo). Come il tetano non è contagioso tra le persone, pur avendo un alto tasso di mortalità. L'antrace da inalazione è fatale in oltre l'80% dei casi se non viene trattato. Questo batterio secerne una tossina composta da tre proteine: antigene protettivo (PA), fattore letale (LF) e fattore edemigeno (EF). Una tossina talmente potente da provocare un rapido collasso vascolare, un massiccio gonfiore (edema) e la distruzione dei tessuti. I sintomi sono febbre, dolori muscolari seguiti da gravi problemi respiratori e shock. La pelle viene colpita da lesioni ulcerose nere e a livello gastrointestinale si avvertono forti dolori addominali uniti al vomito con l'aggravante della diarrea emorragica. La trasmissione avviene generalmente con il contatto con animali infetti, lana o carne.

Confronto con il tetano

Ritornando al confronto con il tetano (Clostridium tetani) (noto anche come "trisma") pur condividendo con il botulismo una natura anaerobica e sporigena, il suo impatto fisiologico è opposto. Meccanismo della paralisi spastica vs. flaccida): differentemente dalla paralisi flaccida del botulismo, il tetano causa la paralisi spastica. Blocca il GABA e la glicina (neurotrasmettitori inibitori), portando a un'eccitazione incontrollata dei muscoli. I sintomi classici sono il già citato «trisma», quel sorriso sardonico («risus sardonicus») e i precedentemente citati forti spasmi muscolari (opistotono). La differenza sostanziale della tossicità è che quella tetanica (anch'essa estremamente velenosa) agisce sul sistema nervoso centrale, mentre la tossina botulinica agisce a livello periferico.

La fortuna della prevenzione è possibile grazie alla vaccinazione universale (anatossina tetanica).

Caratteristiche del botulismo (C. botulinum), del tetano (C. tetani) e l'antrace (B. anthracis):

Gli effetti sono rispettivamente: la paralisi flaccida, quella spastica con setticemia e danno tissutale. È inibita l'acetilcolina (giunzione neuromuscolare) e il GABA (midollo spinale). Le tossine sono letali ed edematose, con il sintomo principale della debolezza muscolare con spasmi discendenti, trisma, rigidità. Malattia bifasica, necrosi. Esiste una antitossina per pazienti ad alto rischio con disponibilità limitata.


Pericoli del botulismo rispetto all'antrace:

La tossina botulinica è considerata più tossica per unità, ma il Bacillus anthracis causa una distruzione tissutale multisistemica più devastante. Il botulismo può essere trattato con l'antitossina se diagnosticato precocemente, mentre l'antrace diventa rapidamente grave indipendente dalla carica batterica ed è più difficile da invertire.

Botulino, tetano, antrace: il confronto finale

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Confrontare la letalità di tetano, antrace e botulismo significa esaminare come queste malattie colpiscono l'organismo e i loro tassi di mortalità se non trattate.

Botulismo:  spesso citato come la malattia con il più alto potenziale di mortalità tra le tre, poiché è causato da una delle neurotossine più potenti conosciute. La tossina blocca le funzioni nervose, causando paralisi respiratoria e muscolare. Senza le moderne cure di supporto e gli antitossine, il tasso di mortalità è molto elevato. Tetano: causato anch'esso da una potente neurotossina che colpisce il sistema nervoso, provocando gravi spasmi muscolari e trisma. Sebbene sia estremamente pericoloso, la disponibilità di vaccini efficaci lo ha reso molto meno comune in molte parti del mondo. Senza trattamento, soprattutto nei casi neonatali o in aree prive di terapia intensiva, rimane altamente letale. Antrace: una malattia infettiva causata da batteri. La sua letalità dipende in gran parte dalle modalità di ingresso nell'organismo.  L'antrace cutaneo (della pelle) è raramente fatale con il trattamento, ma l'antrace da inalazione è estremamente grave. Anche con un trattamento antibiotico aggressivo, l'antrace da inalazione ha un alto tasso di mortalità perché i batteri rilasciano tossine che causano gravi danni interni e shock settico. Nell'impatto medico il botulismo assume la forma più virulenta; causando paralisi e insufficienza respiratoria, il tetano causa gravi spasmi muscolari di origine nervosa resta assolutamente estremamente pericoloso senza la vaccinazione e una terapia intensiva. Antrace: la letalità varia a seconda del tipo di infezione; la forma da inalazione è la più pericolosa. In tutti e tre i casi, si tratta di emergenze mediche altamente critiche che richiedono un intervento professionale immediato. La vaccinazione contro il tetano e le corrette pratiche di sicurezza alimentare per prevenire il botulismo restano i soli principali strumenti di gestione di questi rischi in ambito di sanità pubblica.

Antrace al primo posto, tetano al secondo:

Tra le tre, l'antrace (in particolare l'antrace da inalazione) presenta il più alto tasso di mortalità potenziale, seguito dal tetano e, infine, dal botulismo. Il tasso di mortalità per tutte e tre dipende fortemente dalla tempestività del trattamento, con i casi non trattati che spesso risultano fatali. Nei paesi sviluppati, la moderna terapia intensiva ha drasticamente ridotto la mortalità per botulismo e tetano.

Lo stesso argomento in dettaglio: Vaccino antitetanico.

La prevenzione[16] si attua principalmente attraverso la somministrazione di un vaccino.

Prescrizioni vaccinali

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La vaccinazione consiste nell'iniezione di un'anatossina, che stimola l'organismo a produrre anticorpi contro la tossina del tetano[17]. Tutti i neonati vengono invitati alla vaccinazione secondo un calendario vaccinale predeterminato (1° dose al terzo mese di vita, 2° dose al quinto mese e 3° al 12 mese di vita); una dose di richiamo viene effettuata a distanza di 4-5 anni dall'ultima dose, prima dell'inizio del ciclo scolastico primario; di norma, si effettuano in seguito i richiami, facoltativi, ogni 10 anni.

Dopo l'effettuazione della dose di richiamo a circa 15 anni di età, ci si può sottoporre spontaneamente a una dose di richiamo ogni 10 anni. Le dosi di richiamo sono in concentrazione minore rispetto alle 3 iniziali.

Per chi non fosse stato precedentemente vaccinato (la legge prevedeva, dal 1968, l'obbligo, solo per i neonati), la vaccinazione degli adulti si esegue somministrando due dosi di vaccino per via intramuscolare, ad una distanza di 4-8 settimane, seguita da una terza dose dopo 6-12 mesi.

Una riduzione Redox: la procedura di titolazione del perossido di idrogeno con permanganato di potassio (KMnO4). Serve per determinare la concentrazione del H2O2. (foto dipartimento di Chimica e Chimica industriale dell'Uni-Genova)

In caso di ferita, è sicuramente utile anzitutto pulirla e disinfettarla con acqua ossigenata, che in primo luogo crea uno stato di aerobiosi che è sfavorevole al batterio, e poi tramite la sua effervescenza espelle i batteri e lo sporco dalla ferita; inoltre l'acqua ossigenata sviluppa radicali liberi dell'ossigeno che contribuiscono ad accelerare e potenziare la risposta infiammatoria, rendendo così più difficile l'attecchimento delle spore; è fondamentale controllare il proprio stato vaccinale e, se è il caso, richiedere la somministrazione di immunoglobuline antitetaniche, il prima possibile (nello stesso giorno in cui ci si è feriti), secondo il seguente schema:

Guida alla profilassi antitetanica d'urgenza
Storia vaccinale (dosi) Anni dall'ultima dose Vaccino Immunoglobuline
≥ 3 < 5 NO NO
≥ 3 5 - 10 NO, se piccola ferita superficiale pulita;
dose di richiamo in tutte le altre ferite
NO
≥ 3 > 10 dose di richiamo
< 3 o sconosciuta iniziare o completare ciclo vaccinale.

Se il ciclo vaccinale di base (3 dosi) è stato completato non è mai necessario riprenderlo dall'inizio, qualunque sia l'intervallo trascorso dall'ultima dose.

«Per quanto riguarda le dosi di richiamo, queste potranno essere somministrate, senza necessità di cominciare un nuovo ciclo, anche ad intervalli superiori a dieci anni. Circolare Min. Salute n. 16, Prot. I.400.2/19/6367 dell'11.11.1996»

Le immunoglobuline specifiche antitetaniche umane si ottengono raccogliendo plasma da un gruppo selezionato di donatori con alti livelli di anticorpi antitetanici; un tempo si usava siero di animale, di cavallo o di bue. Il siero animale può dare reazioni allergiche, per questo motivo si somministrava in maniera frazionata.

Gli effetti collaterali relativi al vaccino antitetanico sono rari e molto lievi: reazioni allergiche, reazioni locali (edema, dolore, ipersensibilità nella zona di iniezione) ed eritema (arrossamento). Sono state descritte eccezionalmente Sindrome di Guillain-Barré (SGB) e neurite brachiale, ma sono estremamente rare (rispettivamente 0,4 casi per milione di dosi e da 0,5 a 1 caso per 100 000).

Orientamento vaccinale moderno

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La vaccinazione è obbligatoria[18][19] in Italia per alcune categorie di lavoratori quali quelli edili. Uno studio compiuto dall'Università degli Studi di Firenze evidenzierebbe la difficoltà di contrarre il tetano[20] per un soggetto con titolazione ≥ 0,01 (il valore minimo al quale corrisponde protezione contro la malattia[21]).

«...in tutti gli studi effettuati...con qualsiasi metodo di determinazione non è mai stato trovato un caso di tetano in soggetti > o uguale a 0,01»

In caso di manifestazione clinica conclamata è opportuno innanzitutto porre sotto controllo la sintomatologia muscolare onde scongiurare la morte per asfissia e/o arresto cardiaco. Porre il paziente lontano da stimoli rumorosi, visivi ed emozionali che possono scatenare violente crisi convulsive, dopodiché sono da preferire benzodiazepine o barbiturici a breve durata d'azione a piccole dosi fino al controllo dei sintomi, se è compromessa una ventilazione ottimale può risultare utile la ventilazione meccanica, ma solo dopo essere intervenuti sulla sintomatologia muscolare, pena violenti sintomi convulsivi.

Il Clostridium tetani è sensibile ad antibiotici tra i quali quello d'elezione è solitamente il metronidazolo, ma anche tetracicline o macrolidi. Sebbene Clostridium tetani sia sensibile alle penicilline, è bene non utilizzarle in quanto le interazioni ad effetto GABA-inibitore di questi antibiotici, hanno conseguenze convulsivanti.

Particolare attenzione va posta anche ad eventuali tossicosi da cataboliti accumulatisi a seguito delle violente e protratte contrazioni muscolari, fornendo un adeguato supporto di nutrienti e di fluidi.[senza fonte]

  1. 1 2 Giampietro Schiavo, Ornella Rossetto e Cesare Montecucco, Le basi molecolari del tetano e del botulismo, in Le Scienze, n. 304, dicembre 1993, pp. 40-48.
  2. Mauro Moroni, Roberto Esposito e Fausto De Lalla, Malattie infettive, 7ª ed., Milano, Elsevier Masson, 2008, pp. 730-735, ISBN 978-88-214-2980-4.
  3. (EN) Krish Tangella Med. Doctor, Master Business Adm., Dubois' Sea Snake Bite, su dovemed.com, 25 giugno 2019.
  4. (EN) Poisons and toxins, su sciencelearn.org.nz.
  5. (EN) Volker Herzig, David T. R. Wilson, Bryan G. Fry, "Australian funnel-web spiders evolved human-lethal δ-hexatoxins for defense against vertebrate predators", su pnas.org, September 21, 2020.
  6. Fernanda C Cardoso 1,2, Sandy S Pineda 1,3, Volker Herzig 1,4,5, Kartik Sunagar 6, Naeem Yusuf Shaikh 6, Ai-Hua Jin 1, Glenn F King 1,2, Paul F Alewood 1, Richard J Lewis 1, Sébastien Dutertre 7., The Deadly Toxin Arsenal of the Tree-Dwelling Australian Funnel-Web Spiders, su pmc.ncbi.nlm.nih.gov.
  7. (EN) Atrax robustus, su inchem.org.
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