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VENEZIA prima si CREPA e poi CADE a PEZZI Seconda Puntata L'Osservatorio Trasformazioni Territoriali e Sociali dell'Associazione AMBIENTEVENEZIA, continua il suo monitoraggio dei danni causato a Venezia e la sua Laguna da un uso dissennato e criminale del territorio. La settimana scorsa avevamo presentato documentazione fotografica relativa ai disastri in riva dei Sette Martiri che continuano a peggiorare senza che nessuno intervenga. scarica il .pdf Ogg: PER LA SALVAGUARDIA DI VENEZIA: SOSPENDERE I LAVORI DEL MOSE! PER LA SALVAGUARDIA DI VENEZIA: SOSPENDERE I LAVORI DEL MOSE! UN' OPERA INUTILE E DANNOSA, CHE SERVE SOLO A CHI LA FA' ! Nel 2005 oltre 12500 cittadini veneziani hanno sottoscritto una petizione popolare promossa dall'Assemblea Permanente NoMose e presentata al Parlamento Europeo e a tutti gli organismi elettivi italiani, in cui si chiedeva la sospensione dei lavori del progetto Mose in quanto progetto illegittimo e in contrasto con le vigenti norme italiane ed europee, sbagliato e controproducente, devastante per l'ambiente e il paesaggio lagunare, e si richiedeva la realizzazione delle opere graduali sperimentali e reversibili per eliminare subito le acque alte e riqualificare la laguna e la citt� per ridurre la portata d�acqua in entrata alle tre bocche di porto alzando gradualmente i fondali e stringendo stagionalmente i canali, a cominciare dalla bocca di Lido. Queste opere si potevano fare in tempi velocissimi e avrebbero abbattuto tutte le acque alte di almeno 20 centimetri. Varie sono tutt'ora le soluzioni alternative al Mo.se., come risulta dal lavoro di comparazione e analisi fatto dal Comune di Venezia tra il progetto Mo. se e altri progetti graduali, sperimentabili e reversibili, con impatto ambientale quasi nullo. Per limitare da subito l'erosione della laguna e l'innalzamento delle maree � necessario: - creare l� alternativa al passaggio delle grandi navi a S. Marco (avamporto galleggiante a mare e/o terminal a Fusina) - ridurre la dimensione del Canale dei Petroli, estromettere il traffico petrolifero dalla laguna con un sistema a boa galleggiante in Adriatico per l�attracco delle petroliere - aprire le valli da pesca al flusso delle maree e scavare i canali lagunari periferici impaludati - continuare con la manutenzione urbana e l�innalzamento per quanto possibile delle parti basse della citt� (operazione bloccata per mancanza di finanziamenti!) - innescare processi di riqualificazione ambientale in laguna (con apporto di sedimenti e di acqua dolce) e contrastare i processi erosivi causati dalla navigazione e dal moto ondoso, dalla raccolta delle vongole e dal vento) Sono passati gi� tre anni, e nonostante i 2272 milioni di euro gi� ricevuti, i faraonici lavori del cantiere Mose sono ancora allo stato iniziale, ignorando l'opposizione dello stesso Comune di Venezia. Finora il Consorzio Venezia Nuova � riuscito ad eseguire solo la parte economicamente pi� vantaggiosa per le imprese (gigantesche colate di cemento e deposizione di tonnellate di massi per realizzare le nuove dighe foranee e le conche di navigazione, isole artificiali spacciate per barene in cui depositare le tonnellate di fango scavate alle bocche di porto) senza gara d'appalto e senza avere ancora uno straccio di progetto esecutivo riguardo le opere tecnologiche. A TUTT'OGGI NON SI � ANCORA RISOLTO IL PROBLEMA DELLE CERNIERE, INDISPENSABILI PER SOLLEVARE LE PARATOIE DEL MO.S.E.! Ricordiamo che pi� di una volta abbiamo denunciato pubblicamente gli impatti negativi che questi lavori hanno avuto sul fragilissimo sistema lagunare: l'escavo alle bocche di porto e le altre opere hanno modificato le correnti e aumentato considerevolmente i volumi d'acqua che entrano in laguna. Siamo convinti che l'ultima acqua alta del 1� dicembre sarebbe stata sicuramente inferiore se non si fossero fatti i lavori attualmente in corso. Chiediamo al Consorzio Venezia Nuova e al Magistrato alle Acque un serio confronto tecnico-scientifico sul fantomatico progetto esecutivo delle opere tecnologiche con chi ha considerato quest'opera folle e dannosa, e al governo Berlusconi di bloccare i lavori del Mo.s.e., valutando seriamente le soluzioni alternative, graduali e reversibili, meno costose per i contribuenti, e rispettose degli equilibri lagunari. A CHI DOVRANNO RIVOLGERSI LE ATTUALI GIOVANI GENERAZIONI ED I POSTERI SE DOVESSERO SCOPRIRE NEL PROSSIMO FUTURO CHE QUEST�OPERA, AMMESSO CHE SI RIESCA AD ULTIMARLA, NON DOVESSE DARE I RISULTATI SPERATI, CONSIDERATO CHE MOLTI DEI RESPONSABILI SARANNO GI� MORTI? Venezia 3 dicembre 2008 Assemblea Permanente NoMose "VENEZIA Crepa e MARGHERA non sta bene!" A MARGHERA dal 17 al 23 Novembre presso sala Municipio di Marghera Giorni Feriali dalle 16 alle 19 Sabato e Domenica dalle 9.30 alle 13 mostra multimediale (foto e video) sull'assedio ambientale al nostro territorio MOSE, Alluvione in terraferma, Traffico, Centrali Elettriche, Moto Ondoso, Espulsione dei residenti,.... il 17 novembre alle ore 17,30 Premiazione tesi di laurea vincitrici del concorso indetto dall'associazione G.Bortolozzo sul tema dello Sviluppo Sostenibile "VENEZIA CREPA !" A VENEZIA dal 20 al 27 Novembre presso MAGAZZINI del SALE (Zattere - Dorsoduro 259) tutti i giorni dalle 16 alle 19 mostra multimediale Foto, Video e materiali completamente rinnovata su: Mose, Grandi Navi, moto ondoso, pesca vongole, finte barene, danni alla citt� e alla laguna, .... inoltre ci saranno sezioni artistiche: Sculture in vetro di Claudio Grassetti, Litografie di Luciano Dall'Acqua e lettura poesie di Aldo Vianello GIOVEDI' 27 NOVEMBRE SARA' ULTIMA GIORNATA DI APERTURA. (gioved� 27 nel pomeriggio la sezione artistica dei vetri e litografie sar� in fase di smontaggio) PERTANTO IL DIBATTITO PREVISTO PER SABATO 29 NOVEMBRE VIENE ANNULLATO E RINVIATO A DATA DA DECIDERE NELLE PROSSIME SETTIMANE. Ci scusiamo con tutti quelli che avevano deciso di venire nei prossimi giorni. VENEZIA CREPA Documentario inchiesta di 30 minuti sulle GRANDI OPERE IN CORSO e sugli USI DEVASTANTI di Venezia e della sua Laguna : Mose - Grandi Navi - Moto Ondoso - Fanghi e nuovi interramenti - Tronchetto - Sublagunare - Turismo di massa - Spopolamento... Una produzione: Associazione AMBIENTEVENEZIA e MultiMediaRecords s.a.s.Edizioni e Divulgazioni televisive . il film � stato presentato nell'ambito della 65^ Mostra Internazionale d�Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione "Industry". Il documentario � pi� ampio e si pu� eventualmente acquistare contattando www.multimediarecords.tv Venezia Crepa from angimes on Vimeo.
accedi alla rassegna stampa per vedere gli articoli Il cartun d�le ribelliun / Il carretto delle ribellioni da Venaus a Roma a passo d�uomo Film-documentario di Adonella Marena - Durata 85� anno 2008 - Produzione: Don Quixote / Djanetfilm - Con il sostegno di Film Commission Piemonte Doc Film Fund - Fotografia: Fabio Colazzo, Adonella Marena - Montaggio: Dario Castelli Marco Duretti - Musiche: Davide Balistreri ![]() sar� proiettato il 4 settembre a Milano al circolo Scighera (Arci) e Il 5 settembre a Padova al festival Tonicorti, con una giornata dedicata alle resistenze. per info: Adonella Marena (djanet_film @ fastwebnet.it) Chiara Dalmaviva (chiaradalmaviva @ hotmail.com) e il sito di Donquixote (http://www.donquixote.it/) Una mattina d�estate 2006 da Venaus in Val di Susa parte una marcia, che percorrendo in 15 giorni 800 chilometri, arriva a Roma. A piedi, in treno, in bici, la marcia a bassa velocit� del movimento notav esce dalla valle per far conoscere le ragioni della sua opposizione all�Alta Velocit� e ai faraonici progetti delle cosiddette Grandi Opere. Per strada i marciatori incontrano persone, luoghi, eventi e bande musicali; raccolgono le voci di molte comunit�, costrette a subire scelte spesso inutili, costose o devastanti sul proprio territorio: caricati su un carro-risci�, che viene chiamato il cartun d�le ribelliun, decine di documenti arrivano a Roma per essere consegnati da una delegazione al parlamento. E� la storia di un�utopia contagiosa, che parte da una concreta e straordinaria esperienza di democrazia partecipata, da un piccolo paese tra le montagne, per incontrare nel cammino fino a Roma i volti di un�Italia che desidera ritrovare il senso della comunit� e non si piega al pensiero unico di questo modello economico. Scarica il Dossier sull'impatto del traffico portuale su Venezia e la sua Laguna 9.500 Kb - 1.500 Kb
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COMUNICATO STAMPA Assemblea Permanente NOMOSE su: Connessioni Mafiose all'interno del Consorzio Venezia Nuova - Revocate immediatamente i contratti in corso! Apprendiamo con estrema soddisfazione, che a livello nazionale, sono stati revocati contratti in corso per la costruzione di opere pubbliche (lotti autostradali al sud) causato dalla sospensione del Certificato Antimafia alla societ� italiana per Condotte d'Acqua per il sospetto di infiltrazioni mafiose. E' superfluo dire che aspettiamo con impazienza che lo stesso provvedimento di revoca immediata dei contratti in corso venga applicato anche per i lavori del PROGETTO MOSE . La societ� Italiana per Condotte d'acqua � socio da sempre del Consorzio Venezia Nuova! Da diverso tempo avevamo denunciato con un nostro Dossier del dicembre 2006 intitolato "Le mani sulla citt� - Le mani sulla Salvaguardia" le connessioni poco chiare tra mondo delle lobby affaristiche, mondo della politica, mondo accademico e scientifico. Tutto teso a papparsi i 4,3 miliardi di euro del Progetto MOSE..... alcune delle ditte e personaggi che le dirigono erano gi� entrate nelle inchieste di "tangentopoli", anche se erano riuscite quasi tutte ad uscire quasi del tutto indenni da quell'inchiesta. Speriamo che questa nuova indagine faccia finalmente luce nelle molte cose che non vanno anche all'interno del Business MOSE. Ricordiamo che abbiamo denunciato pi� volte, anche durante l'audizione al Parlamento Europeo l'illegalit� del Concessionario Unico vietato dalla normativa europea e recepito anche dalla legislazione italiana che di fatto avrebbe, se applicato, estromesso da diverso tempo il CVN dal grande affare MOSE; naturalmente il mondo della politica � andato in soccorso del mondo delle Lobby e con qualche codillo introdotto in seguito hanno permesso la continuazione di questa illegalit�. Ricordiamo che � in corso in tutta la vicenda MOSE un'inadagine della Corte dei Conti e speriamo che anche loro trovino nuovi stimoli per scavare in mezzo a "questa melma di ..... Caste e .....Cosche" Assemblea Permanente NOMOSE
Segnalazione Esposto alla Corte dei Conti per lavori ARSENALE scarica l'appello scarica gli allegati - (1) - (2) - (3) - (4) - (5) - (6) SAVE VENICE - SAVE THE LAGOON APPELLO INTERNAZIONALE Mortali speculazioni sono in atto sul presente e sul futuro di Venezia e della sua Laguna Dal 2008 al 2011 la "Serenissima" sar� definitivamente uccisa dagli immani scavi e dagli altri ciclopici lavori programmati dal Consorzio Venezia Nuova per l'attuazione del Mo.S.E., finanziati per ulteriori 400 milioni di euro dal governo Prodi prima di cadere. FINORA, CON LE OPERE PRELIMINARI, IN VIA DI CONCLUSIONE, AVEVANO SOLO SCHERZATO! scarica l'appello Una nuova centrale elettrica da 12 Megawatt per far funzionare il Mose e far sollevare le paratoie... leggi l'articolo apparso su La Nuova "Al vento 97 milioni di euro", Sortino lascia le Iene: "Censurato" Problemi per il servizio sulle dighe, L'offensiva alla corte dei conti "oltre al danno anche gli sprechi" leggi gli articoli MERCOLEDI' 6 FEBBRAIO ORE 17.30 SALA SAN LEONARDO - CANNAREGIO presentazione del nuovo DVD "VENEZIA E LE GRANDI NAVI" QUALE FUTURO PER VENEZIA TRA MOSE, INQUINAMENTO DA POLVERI SOTTILI, EROSIONE DELLE RIVE E SVILUPPO DEL PORTO? Coordinamento Cittadino contro le grandi navi a seguire riunione Assemblea Permanente NoMOSE Alla Corte dei Conti gennaio 2008 - Relativamente ai cantieri attualmente in essere relativi alla prefabbricazione dei cassoni del Mo.S.E. leggi Da IL GAZZETTINO di Domenica, 27 Gennaio 2008 SALVAGUARDIA Esposto contro il costo dei cantieri. I NoMose si appellano alla Corte dei Conti Assemblea permanente NoMose e associazione AmbienteVenezia si appellano alla Corte dei conti. Sotto accusa, attraverso un esposto, sono stavolta i cantieri per la prefabbricazione dei cassoni del Mose nell'area sud della Bocca di porto di Malamocco. Cantieri, il cui costo ammonta a 97,1 milioni di euro, che potevano essere realizzati in altre zone e con una spesa notevolmente inferiore.Una volta ultimati i lavori (tra circa sette anni) l'opera sarebbe destinata ad essere rimossa in modo da ripristinare le aree occupate nella loro originaria configurazione: cio� spiaggia, battigia e mare. �� un cantiere che risulta necessario, vista la soluzione progettuale adottata, ma che non ha considerato altre alternative possibili meno costose - spiegano i NoMose -, e che consiste nella costituzione di una sorta di "rialzo" provvisorio nell'area a sud della bocca di Malamocco e di un impianto mediante il quale i cassoni potranno essere varati, nella sequenza e nei tempi richiesti dall'installazione�. �Questo cantiere - hanno aggiunto Luciano Mazzolin e Stefano Fiorin, portavoce e segretario organizzativo di AmbienteVenezia -, pur ammesso che la tecnologia proposta sia efficace ai fini della realizzazione di grossi manufatti in cemento armato, poteva essere individuato e collocato in un altro luogo dell'alto Adriatico, o nelle altre coste italiane di minor pregio storico, culturale ed ambientale rispetto a quello scelto, magari con un indotto di personale qualificato gi� esistente in loco. Inoltre sarebbe potuto rimanere un "asset" della cantieristica civile e navale italiana nel Mediterraneo e avrebbe rappresentato un vero indotto per tutta la nazione capace non solo di operare in regime di concessione con risorse esclusivamente statali, come � oggi con il Consorzio Venezia Nuova, ma di proporsi anche sul mercato internazionale�. Nell'esposto si chiede infine se i costi relativi al recupero di alcuni materiali potranno essere scomputati dal costo dell'opera, non essendo specificata l'esistenza di contratti di soggetti che si impegnano a comprarli dopo l'utilizzo. Daniela Pierobon |