close
Vai al contenuto

Galiziani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Galleghi)
Galiziani
Gaiteiros galiziani
 
Luogo d'origine Galizia
(Spagna (bandiera) Spagna)
Popolazione~10 milioni
Linguagaliziano, spagnolo
Religionecattolicesimo
Gruppi correlatiportoghesi, spagnoli
Distribuzione
Spagna (bandiera) Spagna[1]
Galizia
Resto della Spagna
 
2.737.370
374.307
Argentina (bandiera) Argentina118.085 - 1.000.000.[1]
Venezuela (bandiera) Venezuela33.443[1]
Brasile (bandiera) Brasile29.601- 7.000.000.[1]
Svizzera (bandiera) Svizzera29.075.[1]
Uruguay (bandiera) Uruguay28.470[1]
Francia (bandiera) Francia16.026[1]
Germania (bandiera) Germania13.254[1]
Cuba (bandiera) Cuba11.114.[1]
Regno Unito (bandiera) Regno Unito10.051.[1]
Messico (bandiera) Messico9.482.[1]
Portogallo (bandiera) Portogallo2.787.[1]

I galiziani (in galiziano e in portoghese galegos; in spagnolo gallegos), anche chiamati galleghi, galeghi o gaglieghi,[2] sono il gruppo etnico originario della Galizia, regione storica e amministrativa situata nel nordovest della penisola iberica.

A causa della lunga associazione alla Spagna, lo spagnolo è ampiamente parlato tra i galiziani, sebbene sia diffuso anche l'utilizzo del galiziano,[3] che in Galizia ha status di lingua ufficiale accanto allo spagnolo.

L'identità celtica

[modifica | modifica wikitesto]
Croce intrecciata, Santiago de Compostela

Nel XIX secolo un gruppo di scrittori e studiosi romantici e nazionalisti, tra i quali Eduardo Pondal e Manuel Murguía,[4] guidò in Galizia una "rinascita celtica" inizialmente basata sulle testimonianze storiche di antichi autori romani e greci (Pomponio Mela, Plinio il Vecchio, Strabone e Tolomeo), che scrissero dei popoli celtici che abitavano la Galizia; questa riscoperta fu anche basato su dati linguistici e onomastici,[5] e sulla somiglianza di alcuni aspetti della cultura e della geografia della Galizia con quelli dei paesi celtici come Irlanda, Bretagna e Gran Bretagna.[6][7] Le somiglianze includono leggende e tradizioni, arti decorative e popolari e musica,[8] ma anche il verde paesaggio collinare o l'ubiquità delle fortezze dell'età del ferro, megaliti neolitici e coppe e anelli dell'età del bronzo. Lo strumento musicale tradizionale galiziano, la gaita, appartiene alla famiglia delle cornamuse, preponderanti nelle tradizioni musicali scozzese e irlandese.

Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo questa rinascita ha permeato la società galiziana: nel 1916 Os Pinos, una poesia di Eduardo Pondal, fu scelta come testo del nuovo inno galiziano. La poesia contiene alcuni espliciti riferimenti ai Celti, come "figli dei nobili Celti" o "della patria di Breogán"[9] Il passato celtico è divenuto parte integrante dell'auto-percepita identità galiziana[10]: di conseguenza un numero importante di associazioni culturali e società sportive ricevettero nomi legati ai Celti, tra cui Celta de Vigo, Céltiga FC o Fillos de Breogán. Dagli anni '70 sono popolari anche alcuni festival culturali e musicali di stampo celtico, tra cui il più notevole è il Festival Internacional do Mundo Celta de Ortigueira, e allo stesso tempo gruppi musicali e interpreti popolari galiziani sono diventati partecipanti abituali ai festival celtici altrove, come nel Festival interceltico di Lorient.[11]

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Censo electoral de galegos residentes no estranxeiro a 1 de abril de 2008, segundo país de residencia e provincia de inscrición, su galiciaaberta.com (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2009).
  2. Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "gallego"[collegamento interrotto], in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, ISBN 978-88-397-1478-7. Il DOP dà la forma prioritaria gallego e accetta le varianti galego e gagliego, ma non riconosce la forma galiziano.
  3. Persoas segundo a lingua na que falan habitualmente. Ano 2003, su Ige.eu. URL consultato il 4 febbraio 2016.
  4. F. J. (coord.) González García, Los pueblos de la Galicia céltica, Madrid, Ediciones Akal, 2007, pp. 19-49, ISBN 978-84-460-2260-2.
  5. John T. Koch editor, Celtic culture a historical encyclopedia, Santa Barbara, Calif., ABC-CLIO, 2006, pp. 788-791, ISBN 1-85109-445-8.
  6. Alfredo González-Ruibal, Artistic Expression and Material Culture in Celtic Gallaecia, in E-Keltoi, vol. 6, 20 dicembre 2004, pp. 113-166.
  7. Marco V. García Quintela, Celtic Elements in Northwestern Spain in Pre-Roman times (PDF), in E-Keltoi, vol. 6, 10 agosto 2005, pp. 497-569. URL consultato il 10 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2015).
  8. Manuel Alberro, Celtic Legacy in Galicia (PDF), in E-Keltoi, vol. 6, 6 gennaio 2008, pp. 1005-1034. URL consultato il 10 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2011).
  9. Himno Gallego, su himnogallego.com. URL consultato il 10 maggio 2014.
  10. F. J. (coord.) González García, Los pueblos de la Galicia céltica, Madrid, Ediciones Akal, 2007, p. 9, ISBN 978-84-460-2260-2.
  11. Alain Cabon, Le Festival Interceltique de Lorient : quarante ans au coeur du monde celte, Rennes, Éditions Ouest-France, 2010, p. 28, ISBN 978-2-7373-5223-2.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàGND (DE) 4412201-9