Locandina

La locandina è uno stampato che può essere di tipo informativo, pubblicitario o di propaganda utilizzato per promuovere e pubblicizzare un film, con l’obiettivo principale di invogliare il pubblico a recarsi in sala per vederlo. Gli studios producono spesso più versioni dello stesso manifesto, differenziandone formato e contenuti per i vari mercati nazionali e internazionali. Il testo dei manifesti cinematografici include di solito il titolo del film in caratteri ben visibili e, frequentemente, i nomi degli interpreti principali.
Possono inoltre riportare uno slogan promozionale (tagline), il nome del regista, dei personaggi, la data di uscita e altre informazioni utili a orientare lo spettatore. Realizzata per essere esposta ad un P.V. (punto vendita) o su mezzi di trasporto, la locandina è considerata uno degli elementi complementari e coordinati della campagna pubblicitaria. Può assumere svariate forme. Ad esempio, può essere appesa nei mezzi di trasporto, diventare un vero e proprio manifesto di formato ridotto o anche essere su di un supporto rigido con sagomature per l'appoggio ed esposizione del prodotto. La progettazione della locandina segue le stesse operazioni del manifesto.
Negli ultimi anni i manifesti cinematografici sono diventati oggetti sempre più ricercati dai collezionisti d’arte, per la loro relativa rarità, lo stato di conservazione, la firma dell’artista e il loro valore storico e artistico.
Storia
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Il primo manifesto realizzato specificamente per un film fu basato su un’illustrazione di Marcellin Auzolle, creata per promuovere la proiezione del cortometraggio dei fratelli Lumière L’Arroseur arrosé al Grand Café di Parigi, il 26 dicembre 1895.[1]
In origine, i manifesti cinematografici venivano prodotti esclusivamente per i cinema che ospitavano la proiezione per cui erano stati realizzati ed erano poi obbligatoriamente restituiti al distributore una volta conclusa la programmazione. Negli Stati Uniti, i manifesti erano generalmente rimandati a un organismo nazionale chiamato National Screen Service (NSS), che tra il 1940 e il 1984 stampava e distribuiva la maggior parte dei manifesti per conto degli studios. Per contenere i costi, la NSS riciclava regolarmente i manifesti restituiti, inviandoli nuovamente ad altri cinema. In quegli anni un film poteva rimanere in circolazione per diversi anni, e molti manifesti risultavano già molto usurati prima di essere ritirati nei magazzini della NSS (nella maggior parte dei casi, quando non erano più utilizzabili venivano semplicemente gettati via). Anche quelli non restituiti spesso finivano distrutti dai proprietari delle sale o danneggiati dall’esposizione all’aperto.[2]
A partire dagli anni Ottanta, gli studios statunitensi iniziarono a produrre e distribuire direttamente i propri manifesti, sottraendo questo compito alla National Screen Service; il processo di creazione e distribuzione dei manifesti cinematografici negli USA divenne così più decentralizzato.[3] Con la diffusione del cinema hollywoodiano nei mercati esteri nacquero tradizioni locali di manifesti dipinti a mano, particolarmente in Polonia, India e Ghana: in questi paesi i poster spesso si discostavano dalle versioni originali hollywoodiane, riflettendo lo stile e la creatività degli artisti locali.[4][5][6]
Collezionismo
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Dopo che nel 1985 la National Screen Service interruppe gran parte delle sue attività di stampa e distribuzione, alcuni dei manifesti cinematografici custoditi nei suoi magazzini negli Stati Uniti finirono nelle mani di collezionisti e commercianti privati. Oggi esiste un fiorente mercato del collezionismo di poster cinematografici e alcuni esemplari hanno raggiunto valori molto elevati. La prima asta organizzata da una grande casa d’aste dedicata esclusivamente ai manifesti cinematografici si tenne l’11 dicembre 1990: la vendita di 271 poster d’epoca, curata da Bruce Hershenson da Christie’s, totalizzò 935.000 dollari.[7][8]
Il record di prezzo per un singolo manifesto fu stabilito il 15 novembre 2005, quando un poster del film Metropolis (1927) di Fritz Lang venne aggiudicato per 690.000 dollari presso la Reel Poster Gallery di Londra.[9] Anche altri manifesti di primi film horror e di fantascienza hanno raggiunto cifre molto alte: ad esempio, un poster de La mummia fu venduto per 452.000 dollari in un’asta di Sotheby’s del 1997[9], mentre manifesti di La moglie di Frankenstein e The Black Cat furono aggiudicati rispettivamente per 334.600 dollari nelle aste di Heritage Auctions del 2007 e del 2009.[10]

Di tanto in tanto, rarissimi manifesti cinematografici sono stati rinvenuti mentre venivano utilizzati come materiale isolante in soffitte o pareti. Nel 2011, ad esempio, a Berwick in Pennsylvania furono scoperti 33 poster, tra cui uno prezioso di Dracula in formato Style F, risalente al 1931 circa. Questi cimeli furono poi messi all’asta da Heritage Auctions nel marzo 2012, raggiungendo la cifra record di 502.000 dollari.[11]
Nel corso degli anni, i vecchi poster di Bollywood – soprattutto quelli provenienti da Mumbai, in India, e caratterizzati da illustrazioni dipinte a mano sono diventati oggetti da collezione.[12][13] Analogamente, i manifesti cinematografici ghanesi dipinti a mano, risalenti all’età d’oro della tradizione negli anni ’80 e ’90, sono stati venduti per decine di migliaia di dollari ed esposti in gallerie e musei di tutto il mondo.[14][15]
A causa della forte domanda di manifesti cinematografici in formato cartaceo, alcuni dei poster più popolari del passato sono stati riprodotti, sia legalmente su licenza, sia in maniera non autorizzata. Sebbene le riproduzioni su carta presentino la stessa grafica degli originali, è spesso possibile distinguerle grazie a differenze di formato, qualità di stampa e tipologia di carta. Esistono diversi siti web che offrono test di “autenticazione” per aiutare a riconoscere gli originali dalle copie.
I manifesti cinematografici originali distribuiti agli esercenti (come cinema e fermate degli autobus) dagli stessi studi di produzione non vengono mai venduti direttamente al pubblico. Tuttavia, la maggior parte dei poster moderni è prodotta in grandi tirature e spesso arriva ai collezionisti attraverso mercati secondari, come eBay. Per questo motivo, i manifesti contemporanei tendono ad avere un valore inferiore. Alcuni poster recenti, però — come il celebre manifesto Lucky Strike di Pulp Fiction (ritirato dal mercato per una controversia con la casa produttrice di sigarette) — sono diventati molto rari e ricercati.[16]
Versioni
[modifica | modifica wikitesto]Teaser poster
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Un teaser poster, o locandina promozionale preliminare, è un manifesto cinematografico diffuso nelle prime fasi della campagna pubblicitaria. Si caratterizza per un’immagine o un design essenziale che non svela troppo sulla trama, sui temi o sui personaggi. Il suo scopo principale è creare attesa e curiosità attorno al film, alimentandone l’interesse del pubblico. Spesso include anche un tagline.
Talvolta le locandine teaser vengono diffuse molto prima dell’inizio delle riprese; in questi casi – soprattutto se il progetto viene poi annullato – costituiscono un’interessante testimonianza storica. Più di frequente, invece, vengono pubblicate durante le fasi di sviluppo del film.
Tra gli stili più comuni dei teaser poster figurano:
- L’uso esclusivo di un simbolo legato al film o semplicemente del titolo.
- L’immagine di un personaggio principale, ritratto di spalle o mentre guarda in lontananza, a suggerire mistero e anticipazione.
Poster dei personaggi
[modifica | modifica wikitesto]Per i film con un ensemble cast è frequente realizzare una serie di poster dedicati ai singoli protagonisti. Ciascun poster ritrae un personaggio del film e di norma riporta il nome dell’attore o quello del personaggio interpretato. Può anche includere un breve slogan o tagline che ne evidenzi i tratti distintivi o la personalità.[17]
Premi
[modifica | modifica wikitesto]Negli Stati Uniti la rivista The Hollywood Reporter organizza da oltre trent'anni i Key Art Awards per riconoscere i migliori risultati nel settore della promozione cinematografica. In Italia la rivista Ciak assegna dal 1986 i Ciak d'oro, che comprendono anche un premio al miglior manifesto.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) The Movie Poster Begins ⋆ FilmmakerIQ.com, in FilmmakerIQ.com. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ (EN) PHIL DE SEMLYEN, How To Make A Mint From Movie Posters, su Empire. URL consultato il 9 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 15 ottobre 2018).
- ↑ National Screen Service - Demise, su www.learnaboutmovieposters.com. URL consultato il 9 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2018).
- ↑ (EN) The Legacy Of Polish Posters — Smashing Magazine, in Smashing Magazine, 17 gennaio 2010. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ Extreme canvas : hand-painted movie posters from Ghana | WorldCat.org, su search.worldcat.org. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ (EN) Jerry Pinto e Sheena Sippy, Bollywood Posters, Thames & Hudson, 2008, ISBN 978-0-500-28776-7. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ (EN) The fine art of buying movie posters | EW.com, in EW.com. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ (EN) eMoviePoster.com - Auction History, su www.emovieposter.com. URL consultato il 9 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2013).
- 1 2 BBC NEWS | Entertainment | Lang film poster fetches record, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 9 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 31 luglio 2020).
- ↑ (EN) Andrew Pulver, The 10 most expensive film posters – in pictures, in the Guardian, 14 marzo 2012. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ (EN) COLLECTING STORIES, su www.moviepostercollectors.com. URL consultato il 9 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 5 giugno 2012).
- ↑ (EN) Collectors can make good money with old Bollywood posters, in The Economic Times. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ 100 years of Indian cinema: Top 50 hand-painted Bollywood posters, in IBNLive, 3 maggio 2013. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ (EN) Baptized By Beefcake: The Golden Age of Hand-Painted Movie Posters from Ghana | Poster House, in Poster House, 26 aprile 2019. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ (EN) Lily Kuo, On exhibit: The hand-painted movie posters that captured kung fu's golden age in Africa, in Quartz Africa. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ Investing in film posters: which have made the most money? | Ghostarchive, su ghostarchive.org. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ (EN) maria, 7 Types Of Movie Posters in Popular Culture and Filmmaking, in Filmstro, 14 aprile 2022. URL consultato il 9 settembre 2025.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikizionario contiene il lemma di dizionario «locandina»
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su locandina
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Locandine italiane, su filmup.leonardo.it. URL consultato il 5 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 28 agosto 2007).
- (EN) Internet Movie Poster Awards, su impawards.com.
- (EN) Moviecentre.net. URL consultato il 5 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 23 agosto 2007).
- (EN) Posterwire.com.
- (ES) Locandine spagnole, su carteles.metropoliglobal.com.
- (KO) Locandine coreane, su krmdb.com.
- (EN) Locandine giapponesi, su japanesemovieposter.blogspot.com. URL consultato il 2 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2014).
- (EN) Locandine di Hong Kong, su hkmovieposter.blogspot.com. URL consultato il 31 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 24 ottobre 2012).
- (EN, FR, DE, PL, RU, ZH, JA) Locandine polacche, su cinemaposter.com.
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