Mario Binci

Mario Binci (Castelfidardo, 28 settembre 1914 – Roma, 28 dicembre 2008[1]) è stato un tenore italiano, dotato di voce gradevole, potente e rotonda, fu un interprete sensibile ed espressivo, apprezzato da Arturo Toscanini che lo chiamò per partecipare alla serata inaugurale del "Teatro alla Scala" di Milano ricostruito dopo il bombardamento del 1943.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nato in una famiglia di umili condizioni da Cesare e da Bianca Serenelli, ben presto mostrò di essere predisposto al canto e di essere dotato di voce gradevole e bene intonata. Se ne accorsero il parroco don Paolo Pigini nella cui cantoria il giovane Binci era entrato e così anche i benefattori cittadini che, riconoscendo le sue qualità, si adoperarono per far ottenere al ragazzo una borsa di studio tale da permettergli di frequentare l'"Istituto Superiore di musica Giambattista Pergolesi" di Ancona dove apprese i primi rudimenti di musica e dove fu avviato alla tecnica del canto lirico. Terminata la sua istruzione di base, ottenne il diploma dalla Accademia di Santa Cecilia di Roma e dal "Conservatorio Rossini di Pesaro". Finiti gli studi, partecipò a manifestazioni canore e concerti locali, cantò opere in teatri lirici secondari, si fece conoscere e apprezzare. [1]
Tanto che, il 20 aprile 1943, fu chiamato dal "Teatro la Fenice" di Venezia per interpretare la parte breve ma importante, de "Il cantante italiano" ne Il cavaliere della rosa di Richard Strauss in prima rappresentazione, diretta da Vincenzo Bellezza con Maria Carboni (la marescialla), Tatiana Menotti (Sofia), Italo Tajo (barone von Ochs). Questo evento segnò il suo ingresso nel circuito internazionale dei grandi teatri lirici.[2].
Il Teatro dell'Opera di Roma lo scritturò per una serie di impegni, il primo dei quali fu il 27 settembre 1944 per una ripresa di "Tosca" di Giacomo Puccini diretta da Corrado Martinez nella quale Binci cantò la parte di Rodolfo, a fianco di Adriana Guerrini (Tosca), Paolo Silveri (Scarpia), Carlo Platania (Angelotti).
Lo stesso spettacolo fu replicato il 9 novembre con gli stessi interpreti, salvo che Scarpia fu Marcello Giorda. Ulteriore replica di questa edizione di "Tosca" fu messa in scena il 15 marzo 1945 e Binci (Rodolfo) cantò a fianco di Iva Pacetti (Tosca), Armando Dadò (Scarpia) e Carlo Platania (Angelotti).
Il 30 maggio 1945, ancora allo stesso teatro, "Madama Butterfly" di Puccini, direttore Ottavio Ziino, Rina Gigli (Butterfly), Mario Binci (Pinkerton), Virgilio Stocco (Sharpless). Sullo stesso palco il 10 giugno 1945 in una ripresa di "La dannazione di Faust" di Hector Berlioz, Binci cantò la.parte di Faust a fianco di Rina Corsi (Margherita) ed Enzo Mascherini (Mefistofele).
Il 21 novembre 1945, ripresa di "La Bohème", dirige Riccardo Santarelli con Mario Binci (Rodolfo), Marcella Govoni (Mimí), Maria Huder (Musetta), Raffaele de Falchi (Marcello), Titta Ruffo (Schaunard).
Il 27 luglio 1946, al "Palazzo dello Sport" (Arena Civica) di Milano, per la prima esecuzione di un nuovo allestimento di ll"Mefistofele" di Arrigo Boito diretto da Franco Ghione con Onelia Fineschi (Margherita), o forse Mario Binci (Faust), Renata Tebaldi (Elena), Tancredi Pasero (Mefistofele).
Nell' autunno di questo anno fu chiamato, su segnalazione di Arturo Toscanini, dal "Teatro alla Scala di Milano per cantare, il 26 dicembre 1946, nella serata inaugurale della sala del teatro restaurata dopo il bombardamento del 1943. In programma l' opera "Nabucco di Giuseppe Verdi. Direttore d'orchestra Tullio Serafin, Maria Pedrini (Abigaille), Maria Teresa Bertasi (Anna), Fedora Barbieri (Fenena), Gino Bechi (Nabucodonosor), Mario Binci (Ismaele), Luigi Nardi (Abdallo), Cesare Siepi (Zaccaria), Carlo Forti (Gran sacerdote). Pochi giorni dopo, era ancora sul palco della Scala per "La dannazione di Faust" diretta da Tullio Serafin con Gabriella Gatti (Margherita), Mario Binci (Faust), Tito Gobbi (Mefistofele).[2]
Il 4 febbraio 1947, venne richiesto a "La Fenice" di Venezia per una ripresa di "La Bohème" con Elena Rizzieri (Mimí), Mario Binci (Rodolfo), Mario Borriello (Marcello), Ornella Rovero (Musetta), Leone Paci (Schaunard), Italo Tajo (Colline). Il 20 febbraio ancora a "La Fenice" una replica di "Madama Butterfly" con Rina Malatrasi (Butterfly), Mario Binci (Pinkerton), Scipio Colombo (Sharpless), Aida Londer (Suzuki).
Tornò alla Scala il 2 maggio 1947 per una ripresa de "I maestri cantori di Norimberga" di Richard Wagner, dirige Tullio Serafin, con Renata Tebaldi (Eva), Mario Binci (Walter), Gino del Signore (David), Antenore Reali (Hans Sachs), Cesare Siepi (Weit Pogner).
L'8 febbraio 1948 è al Teatro Regio di Parma per "Mefistofele" di Arrigo Boito, diretto da Oliviero de Fabritiis, con Renata Tebaldi (Margherita), Mario Binci {Faust}, Giuseppina Sani (Elena), Andrea Mongelli (Mefistofele). Il 13 marzo 1948 fu all' Opera di Roma per "Lodoletta " di Pietro Mascagni diretta da Franco Ghione con Margherita Carosio (Lodoletta} Mario Binci (Hammen), Mario Borriello (Giannotto ), Giuseppe Flaminio (Antonio).
17 Novembre 1948, nella "Symphony Hall" della "American Academy of Music" di Filadelfia, rappresentazione di "La Bohème" di Giacomo Puccini diretta da Carlo Moresco, con Eva de Luca (Mimì), Mario Binci (Rodolfo), Lois Hunt (Musetta), Andrea Canale (Parpignol), John Brownlee (Marcello), Edwin Dunning (Schaunard), Vilfrido Patacchi (Colline), Richard Wentworth (Benoit).
Il 7 gennaio 1950, tornò all'"Opera di Roma" per una ripresa di "La Bohème" con Rina Malatrasi (Mimì), Mario Binci (Rodolfo), Angelica Tuccari (Musetta) Tito Gobbi (Marcello), Italo Tajo (Schaunard), Giulio Neri (Colline).
28 aprile 1950, Nell'Auditorium Rai di Torino prima rappresentazione di "Dafne", tragedia bucolica di Richard Strauss, direttore Fernando Previtali, con Magda Laszlo (Dafne), Mití Truccato Pace (Gea), Dimitri Lopatto (Peneo).
20 maggio 1950 nell'ambito del 13° Maggio Musicale Fiorentino, al "Teatro comunale di Firenze" rappresentazione de "Il prigioniero", dramma di Luigi Dallapiccola, direttore Hermann Scherchen Mario Binci interpretò la parte de "Il grande inquisitore".[2]
Lungo il corso della sua carriera Mario Binci fece molte tournée all' estero. Negli Stati Uniti cantò anche a Pittsburgh, a Chicago, al "Met" di New York, a Sacramento; fu varie volte al Covent Garden di Londra; ando in Spagna a Valencia.
Verso la fine degli anni '50 andò diradando i suoi impegni teatrali; infine si ritirò definitivamente dalla carriera per dedicarsi ad attività commerciali. Morí il 28 dicembre 2009 nella sua amata casa di Roma.[1]
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2007 il Comune di Castelfidardo ha annoverato Mario Binci tra le "eccellenze fidardensi" e ha istituito una borsa di studio annuale intitolata al tenore destinata a giovani artisti e cantanti lirici. Ha inoltre fondato una accademia a lui dedicata per il perfezionamento del canto lirico.[3]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 Beniamino Bugiolacchi, Mario Binci (PDF), su Municipio di Castelfidardo, Noriziario luglio/agosto 2014, p. 4. URL consultato il 9 febbraio 2026.
- 1 2 3 Mario Binci, su Almanacco Gherardo Casaglia. URL consultato il 9 febbraio 2026.
- ↑ Mario Binci "eccellenza fidardense" (PDF), su Municipio di Castelfidardo, Notiziario maggio/giugno 2007, p. 1. URL consultato il 12 febbraio 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Beniamino Bugiolacchi, Mario Binci (PDF), su Municipio di Castelfidardo, Noriziario luglio/agosto 2014, p. 4. URL consultato il 9 febbraio 2026.
- Mario Binci, su Almanacco Gherardo Casaglia. URL consultato il 9 febbraio 2026.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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