Rho Leonis
| Rho Leonis | |
|---|---|
| Classificazione | Supergigante blu |
| Classe spettrale | B1 Iab |
| Distanza dal Sole | 2.935 a.l. |
| Costellazione | Leone |
| Coordinate | |
| (all'epoca J2000) | |
| Ascensione retta | 10h 32m 48,672s |
| Declinazione | +09° 18′ 23,71″ |
| Dati fisici | |
| Raggio medio | 28[1] R⊙ |
| Massa | |
| Temperatura superficiale | |
| Luminosità | |
| Metallicità | 87% rispetto al Sole[2] |
| Età stimata | 9 milioni di anni[1] |
| Dati osservativi | |
| Magnitudine app. | +3,87 |
| Magnitudine ass. |
|
| Parallasse | 0,60 mas |
| Moto proprio | AR: -5,93 mas/anno Dec: -3,40 mas/anno |
| Velocità radiale | +42,0 km/s |
| Nomenclature alternative | |
Rho Leonis (ρ Leo, ρ Leonis) è una stella situata nella costellazione del Leone di magnitudine apparente 3,87. Si tratta di una stella binaria abbastanza distante da rendere la misurazione della parallasse del satellite Hipparcos non affidabile; una stima che tiene conto delle proprietà del sistema la colloca a quasi 3.000 anni luce dal sistema solare.[1]
Occasionalmente viene chiamata anche Shir, che deriva dal persiano e significa "leone". Nell'antica Babilonia indicava la sedicesima costellazione dell'eclittica, Maru-sha-arkat-Sharru, che significa "quarto figlio", o il "figlio di quattro anni del Re"[3]
Osservazione
[modifica | modifica wikitesto]Si tratta di una stella situata nell'emisfero celeste boreale, ma grazie alla sua posizione vicino all'equatore celeste può essere osservata da tutte le regioni della Terra. Nei pressi del circolo polare artico appare circumpolare, mentre resta sempre invisibile solo in prossimità dell'Antartide. Essendo di magnitudine 3,87 la si può osservare anche dai piccoli centri urbani senza difficoltà, sebbene un cielo non eccessivamente inquinato sia maggiormente indicato per la sua individuazione. Data la sua vicinanza all'eclittica, il 30 agosto viene occultata dal Sole.
Caratteristiche fisiche
[modifica | modifica wikitesto]Rho Leonis è una supergigante blu di classe B1Iab, estremamente luminosa; è una delle più calde e massicce stelle visibili ad occhio nudo dalla Terra. Con una temperatura superficiale di oltre 20.000 K, e tenendo conto della radiazione ultravioletta che una stella così calda emette, ρ Leonis è oltre 150.000 volte più luminosa del Sole[1]. La sua massa è stimata essere 20 volte quella del Sole, mentre il raggio è 37 volte superiore a quello della nostra stella[1].
ρ Leonis sembra essere una stella binaria, è stata segnalata le prime volte come binaria nel XX Secolo, quando la stella, vicina all'eclittica, è stata occultata dalla Luna. La compagna è poco conosciuta, è stata descritta di magnitudine 4,8 e situata a 0,11 mas dalla principale e di una magnitudine appena meno brillante della supergigante[4], quindi anch'essa dovrebbe essere una stella piuttosto massiccia, rispetto al Sole. Non è conosciuto il periodo orbitale, anche se viene suggerito, data la separazione visuale delle due componenti, che esso sia di circa un anno. Studi recenti suggeriscono una differenza di 1,5 magnitudini tra le due componenti, e una massa della secondaria di circa 11 masse solari, mentre la primaria in questo caso avrebbe un massa di 16-17 volte quella del Sole.[1]
Con pochi milioni di anni di vita alle spalle e data la sua grande massa, ρ Leonis è evoluta rapidamente ed ha già terminato l'idrogeno interno al nucleo da fondere in elio; ben al di sopra del limite di 10 M⊙ oltre il quale una stella esplode in supernova, a Rho Leonis non restano che poche migliaia di anni al massimo prima dell'esplosione finale[5].
Si tratta, come molte supergiganti, anche di una variabile del tipo Alfa Cygni, con una variazione della sua luminosità di 0,07 magnitudini in un periodo di 3,43 giorni[6]. In uno studio del 2025 sono stati rilevati periodi multipli di variabilità, che vanno da 0,8 a 35 giorni, con un periodo di circa 11 giorni attribuito alla rotazione stellare, e uno di 17 giorni legato alle pulsazioni radiali.[7]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 D. Weßmayer et al., The blue supergiant Sher 25 revisited in the Gaia era, in Astronomy and Astrophysics, vol. 677, A175, settembre 2023, DOI:10.1051/0004-6361/202347253.
- ↑ Atmospheric parameters of stars for UV models (Koleva+, 2012), su vizier.u-strasbg.fr.
- ↑ Richard Hinckley Allen, Leo, in Star Names — Their Lore and Meaning, Courier Dover Publications, 1889, p. 563, ISBN 0-486-21079-0.
- ↑ The Washington Visual Double Star Catalog (Mason+ 2001-2013), su vizier.u-strasbg.fr.
- ↑ (EN) Jim Kaler, Rho Leonis, su stars.astro.illinois.edu, Università dell'Illinois.
- ↑ rho Leo, su vsx.aavso.org.
- ↑ V. A. Checha et al., Photometric and spectroscopic variability of blue supergiant ρLeo, 17 dicembre 2025.
