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Schadenfreude

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La Schadenfreude ([ˈʃaːdənˌfʁɔʏdə] ascolta) è il piacere provocato dalla sfortuna altrui.[1] Il termine, un prestito linguistico dal tedesco, significa letteralmente “gioia maligna”, “soddisfazione cinica”[2]. Esiste, anche se molto rara, la variante Schadensfreude (dall'inserzione epentetica della s, per ragioni di eufonia).

Etimologia e semantica

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Il termine deriva da Schaden ("danno") e Freude ("gioia"). In tedesco il termine ha sempre una connotazione negativa. Esiste una distinzione tra la "Schadenfreude segreta" (un sentimento privato) e la "Schadenfreude aperta" (Hohn).

Viene talvolta usato come prestito linguistico in molte lingue, compreso l'italiano, sebbene sia attestato il termine analogo aticofilia[3] (dal greco ἀτυχής atychḗs "sfortunato" e φιλία philía "amore, passione"). Benché tale termine tradisca in parte la "popolarità" della parola tedesca, come giustamente afferma la traduttrice Marina Taffetani,[4] il termine si presta ad un utilizzo di tipo scientifico: in tale contesto, ad esempio, la psicologa e psicoterapeuta Grazia Aloi sottolinea la caratteristica che accomuna Schadenfreude e sadismo, quella di essere "filie", cioè “piaceri, passioni, amori per...”[5] Il concetto di Schadenfreude potrebbe anche venire parafrasato come "compiacimento malevolo" verso il prossimo, derivante, secondo la psicologa, dalla "considerazione di scarsissimo valore di Sé che si riflette nella consolazione (molto spesso errata) che anche il Sé degli altri sia scarso e non degno." La questione dell'aticofilia è "sì anche di interesse clinico ma - fin qui - ancora nell'ordine della morale; tant'è che nessuno può essere punito o curato per ciò" sebbene possa "arrivare alla cattiveria più efferata".

Nel Buddhismo, il concetto di mudita, "gioia comprensiva" o "felicità per la buona sorte dell'altro", viene spesso indicato come l'opposto della Schadenfreude.[6][7]

Studi scientifici

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Un articolo del New York Times del 2002 ha citato una serie di studi scientifici sulla Schadenfreude, che ha definito come "delizia delle disgrazie altrui". Molti di questi studi si basano sulla teoria del confronto sociale; l'idea è che quando le persone intorno a noi hanno avuto eventi sfortunati, guardiamo meglio a noi stessi. Altri ricercatori hanno scoperto che le persone con una bassa autostima sono più propense a provare Schadenfreude rispetto a persone che hanno una grande autostima.[8]

Uno studio del 2009 indica un possibile coinvolgimento dell'ormone ossitocina nella sensazione di Schadenfreude. La somministrazione intranasale di ossitocina in giocatori impegnati in giochi d'azzardo risultava infatti aumentare i livelli di invidia (in caso di sconfitta) e di Schadenfreude (in caso di vittoria), rispetto al placebo.[9] Le persone affette da disturbo della personalità narcisista covert, possono sviluppare alti livelli di invidia, schadenfreude, ansia e depressione.[10][11]

Detti tedeschi sulla Schadenfreude

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  • Schadenfreude ist die schönste Freude (denn sie kommt von Herzen): "La Schadenfreude è la gioia più bella (perché viene dal cuore)" (proverbio tedesco).
  • Neid zu fühlen ist menschlich, Schadenfreude zu genießen teuflisch: "Provare invidia è umano, godere della Schadenfreude è diabolico" (Arthur Schopenhauer).
  • Das Wort Schadenfreude kennt man nur im Deutschen: "La parola Schadenfreude è conosciuta solo in tedesco" (anonimo).
«Non sono mai stato per il governo della plebaglia ma non si può fare a meno di provare una qualche forma di aticofilia, una Schadenfreude, quando si vede che i bastardi assaggiano un po' della loro stessa medicina.»

Nelle sue memorie, Memorie del Terzo Reich, Albert Speer descrive il senso dell'umorismo di Adolf Hitler come basato completamente sulla Schadenfreude. Alcuni esempi erano degli scherzi fatti a ministri come Joachim von Ribbentrop, spesso portati avanti da Hitler stesso o dai suoi amici.

«Cosí, dunque, Rostagno non si era inventato niente: non importa, era un pirata lo stesso, un lavativo. A ripensarci, il suo promemoria gli sembrava un distillato di malvagità, pieno di Schadenfreude in ogni riga.»

Tale espressione compare nel racconto "A fin di bene", l'ottavo dei venti facente parte della sopracitata raccolta fantascientifica, pubblicata da Primo Levi nel 1971. Il protagonista, l'ingegner Masoero, è il direttore di distretto dell'impresa che gestisce le reti telefoniche. Quando una problematica della rete viene esposta dall'odiato collega Rostagno tramite un promemoria interno all'azienda, egli inizialmente crede si tratti di una menzogna. Tuttavia in seguito è costretto a constatarne la veridicità, senza però rinunciare a credere che Rostagno abbia anche tratto un piacere profondo dalla sofferenza provocata in Masoero dalla pubblicazione di tale promemoria. Per descrivere ciò, viene usato dall'autore proprio il termine Schadenfreude.

In altre lingue

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  • in italiano, il detto Mal comune, mezzo gaudio non arriva alla Schadenfreude ma non si esime dal fare il confronto dei destini e, se quello degli altri è negativo, ridurre la frustrazione per la negatività del proprio).
  • in bergamasco c’è il detto La cuntentèsa d'enn'asent a l'è éden annöter annàa 'n malùra: "La felicità di un asino è vedere un altro andare in malora"
  • in bresciano: go göst (ho gusto, ne ho piacere)
  • napoletano: iallià (rallegrarsi delle altrui disgrazie), o il diverso (ma correlato) sentimento della cazzimma, in cui l'altrui male e' cagionato dall'agente e non semplicemente da questi osservato
  • salentino: picca ete (letteralmente "poco è", sta a significare che la sfortuna capitatagli è persino poca)
  • veneto: go caro (go, ho; caro, a cuore, il significato è: "mi fa piacere", "ben gli sta", "se l'è meritato", "giustizia è fatta")
  • albanese: cmirëzi (cmirë, invidia; zi, nero, persona che prova piacere per il male altrui, diversa dalla semplice invidia, che è comprensibile all'interno della società, e che è una componente della competitività).
  • bulgaro: злорадство (зло, malvagio o dolore; радост, gioia).
  • ceco: škodolibost (škoda, danno, perdita; libost, piacere).
  • danese: skadefryd (skade, danno, ferita, offesa; fryd, gioia).Un detto Egen lykke er at foretrække men andres ulykke er dog ikke at foragte, ovvero "La propria felicità dovrebbe essere preferita, ma anche la sfortuna di un altro non va affatto disprezzata".
  • ebraico: שמחה) : שמחה לאיד, gioia; איד, sfortuna) (simxa la'ed).Un detto è 'אין שמחה כשמחה לאיד' ("Non c'è gioia come la Schadenfreude").
  • estone: kahjurõõm (kahju, danno o dolore; rõõm, gioia). Un detto è Kahjurõõm on kõige suurem rõõm
  • finlandese: vahingonilo (vahinko, incidente o danno; ilo, gioia o felicità).Un detto finlandese è Vahingonilo on aidointa iloa, sillä siihen ei sisälly tippaakaan kateutta ("La Schadenfreude è la gioia più pura, finché non vi si aggiunge un pizzico di invidia")
  • in francese, c’è il detto Le malheur des uns fait le bonheur des autres: "La sfortuna di uno fa la felicità degli altri" (proverbio francese).
  • in gaelico: aighear millteach (aighear, delizia o gioia; millteach, maliziosa o distruttiva).
  • greco antico: ἐπιχαιρεκακία (ἐπιχαίρω, rallegrarsi; κακία, cattiveria o malvolenza).
  • lituano: piktdžiuga (piktas arrabbiato; džiaugsmas gioia).
  • magiaro: káröröm (kár, perdita o danno; öröm, gioia). Un detto è Legszebb öröm a káröröm
  • norvegese: skadefryd (skade, danno, ferita, lesione; fryd, gioia).
  • olandese: leedvermaak (leed, dolore e sofferenza; vermaak, divertimento). Un detto è Er is geen beter vermaak dan leedvermaak o anche Geen schoner vermaak dan leedvermaak: "Non c'è gioia migliore che la Schadenfreude"
  • russo: злорадство (зло, malvagio o danno; радость, gioia).
  • serbo e croato: zluradost (zlo, malvagio; radost, gioia).
  • slovacco: škodoradosť (škoda, danno o perdita; radosť, gioia). Un detto è: Škodoradosť je najväčšia radosť ("La Schadenfreude è la gioia più grande")
  • sloveno: škodoželjnost (škoda, danno o perdita; želeti, desiderare).
  • svedese: skadeglädje (skada, danno; glädje, gioia o felicità). In svedese esiste il detto Skadeglädjen är den enda sanna glädjen ("La Schadenfreude è l'unica vera gioia").
  • arabo: shamātah شماتة (shamtan, provare piacere per la sfortuna altrui).
  • In cinese, l'espressione 幸灾乐祸 , Xìngzāi lèhuò, è un termine che significa "Compiacersi dell'(altrui) calamità e ridere dell'(altrui) sfortuna".
  • In coreano, la frase 고소하다, Goso hada, tradotta letteralmente significa "Annusare olio di sesamo" (in Corea l'odore dell'olio di sesamo è considerato particolarmente piacevole); tale frase può essere usata anche quando si è molto compiaciuti di un particolare evento, e specialmente se tale avvenimento implica la sfortuna di qualcun altro.
  • In giapponese, è attestata la frase 他人の不幸は蜜の味, Tanin no fukō wa mitsu no aji, traducibile come "Le sfortune altrui hanno il sapore del miele".
  • Nella lingua thai, la frase สมน้ำหน้า, Som nam na, può essere interpretata come "Hai avuto quel che ti meritavi"; "Ti sta bene"; o "Sto ridendo della tua sfortuna".
  1. Schadenfreude, su Treccani. URL consultato il 24 febbraio 2024.
  2. Traducenti dal Nuovo dizionario di Tedesco, a cura di Luisa Giacoma e Susanne Kolb (Bologna, Zanichelli, 2019⁴)
  3. Paul Sussman, Il labirinto di Osiride, traduzione di Gaetano Luigi Staffilano, Milano, Mondadori, 2013.
  4. parole | Marina Taffetani, su marinataffetani.wordpress.com. URL consultato il 25 aprile 2017.
  5. Schadenfreude: quando la sofferenza degli altri diventa piacere, su Paginemediche. URL consultato il 25 aprile 2017.
  6. The Upside of Shadenfreude :: Mudita Journal, su muditajournal.com. URL consultato il 14 febbraio 2007 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2016).
  7. one of six billion...: Are you Schadenfreude or Mudita?, su sirtumble.blogspot.com.
  8. "Sorrow So Sweet: A Guilty Pleasure in Another's Woe", su query.nytimes.com.
  9. Simone G. Shamay Tsoory, et al., Intranasal Administration of Oxytocin Increases Envy and Schadenfreude (Gloating) (PDF), in Biological Psychiatry, vol. 66, n. 9, 1º novembre 2009, pp. 864-870. URL consultato il 4 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2019).
  10. Narcisista covert, caratteristiche e cura, su enricogamba.org.
  11. Naveed Saleh M.D., M.S., 10 Unsettling Facts About Schadenfreude, Psychology Today

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