Shelly Manne
| Shelly Manne | |
|---|---|
| Nazionalità | |
| Genere | Jazz |
| Periodo di attività musicale | anni 1940 – anni 1980 |
| Strumento | batteria |
Shelly Manne (New York, 11 giugno 1920 – Los Angeles, 26 settembre 1984) è stato un batterista statunitense di musica jazz.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Proveniente da una famiglia di musicisti (anche suo padre e suo zio suonavano la batteria), fu incoraggiato all'apprendimento della musica anche da Billy Gladstone, amico e collega del padre. Dalla fine degli anni '30 in poi, Shelly Manne sviluppò il suo stile nei club della 52ª Strada di New York e, dopo il diploma di scuola superiore, andò per alcuni mesi a suonare in una nave da crociera. Nel 1940 ottenne il primo incarico professionale con la Bobby Byrne Orchestra e, tra il 1942 e il 1945, prestò servizio militare nella Guardia Costiera. Nel 1943 sposò Florence Butterfield, con cui rimase insieme fino alla sua morte.[1]
Lavorò con molte personalità del jazz dell'epoca (Coleman Hawkins, Don Byas, Johnny Hodges, Charlie Parker, Dizzy Gillespie) ma raggiunse la popolarità con le grandi formazioni (big bands) di Woody Herman e, successivamente, di Stan Kenton. Lo stile innovativo di quest'ultimo necessitava di arrangiamenti complessi e sovraccarichi, ma Manne approfittò della libertà stilistica che Kenton gli concedeva per sperimentare insieme nuove soluzioni ritmiche e per fornire un nuovo supporto in una varietà di situazioni musicali.[2]
All'inizio degli anni '50, Manne si trasferì in California per allevare cavalli in un ranch con sua moglie. Con l'ingresso nella scena musicale di Los Angeles, Manne conquistò un ruolo significativo nel definire lo stile della West Coast, collaborando con artisti come Shorty Rogers, Art Pepper, Chet Baker, Conte Candoli e altri. Conosciuto per la sua versatilità e capacità di suonare in moltissimi stili, tra cui dixieland, swing, bebop, free jazz e fusion, veniva invitato a collaborare come sideman in una grande quantità di incisioni a fianco dei più grandi nomi, nel periodo in cui il jazz sembrava essere la musica più popolare negli Stati Uniti. Manne non amava essere etichettato, ma fu considerato il batterista per eccellenza del West Coast Jazz. Significativo un suo album del 1953 intitolato The West Coast Sound, in cui compaiono diverse composizioni originali, con arrangiamenti sperimentali, giudicati eccessivamente "cerebrali" da parte dei critici dell'epoca.[2]
La maggior parte delle sue registrazioni di quegli anni veniva pubblicata sotto etichetta Contemporary Records, con la quale Manne aveva firmato un contratto in esclusiva.[3] Di questo gruppo di registrazioni fa parte una serie di 4 album storici, incisi dal vivo al Black Hawk Club di San Francisco nel 1959 e ripubblicati in versione ampliata su CD nel 1991.
Un altro aspetto del jazz della West Coast era la musica più "leggera", destinata alla fruizione popolare. Anche in questo ambito Manne diede il suo contributo, registrando con il pianista André Previn una serie di album di grande diffusione che riprendevano musiche da film, commedie musicali e spettacoli televisivi, ma che non furono visti di buon occhio dalla critica "seria". Come musicista di studio fu richiestissimo, partecipò alla realizzazione di decine di colonne sonore e di sigle televisive e anche negli anni '60, periodo in cui l'interesse del grande pubblico nei confronti del jazz era decisamente calato, Manne continuò a lavorare e a sostenere la causa della sua musica preferita aprendo un locale, lo Shelly's Manne-Hole in cui, oltre a esibirsi con il suo gruppo, ospitò numerosi colleghi fra il 1960 e il 1972. Nel 1973 fu costretto a chiudere per problemi finanziari, ma la sua carriera non si fermò, continuando a incidere album con il chitarrista Laurindo Almeida, con il trombettista Harry "Sweets" Edison, i chitarristi Joe Pass e Herb Ellis.
Manne morì poco prima che prendesse slancio il risveglio di interesse popolare per il jazz, ma il suo contributo alla musica venne riconosciuto il 9 settembre 1984 quando la città di Los Angeles, proprio due settimane prima della sua morte improvvisa per infarto, volle onorarlo con lo "Shelly Manne Day".
Produzione musicale
[modifica | modifica wikitesto]Shelly Manne amava e ammirava molti suoi colleghi come Max Roach e Kenny Clarke e, consciamente o inconsciamente, prendeva in prestito qualcosa da loro. Nonostante queste influenze, tuttavia, il suo stile rimase sempre personale. Si rifiutava di esibirsi con uno stile energico e, piuttosto che attirare l'attenzione su di sé con assoli prepotenti, cercava di rispettare gli elementi fondamentali del jazz: il "tempo" e lo "swing". Contrapponendo il suo stile a quello di Max Roach affermò: «Max suona melodicamente partendo dai ritmi che suona, io suono i ritmi partendo dal pensiero melodico».
Il jazz della costa occidentale non fu l'unica attività di Manne. A Los Angeles, ma anche a New York dove tornava di tanto in tanto, registrava con musicisti di tutte le scuole e stili, fino all'hard bop, visto come l'antitesi del jazz della West Coast. Fu richiesto come accompagnatore anche da numerosi cantanti come Frank Sinatra e Mel Tormé, ma soprattutto da voci femminili quali quelle di June Christy, Peggy Lee, Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Lena Horne, Blossom Dearie e Nancy Wilson.
Negli anni '50 il jazz iniziò a essere utilizzato in quasi tutte le colonne sonore cinematografiche e Shelley Manne fu uno dei pionieri in questo campo, con film quali Il selvaggio (1953), L'uomo dal braccio d'oro (1955) o Non voglio morire (1958). In questi ultimi due, Manne apparve anche sullo schermo in brevi sequenze.
In seguito cominciò a contribuire ai film in maniera più ampia, ad esempio collaborando con Henry Mancini nella sperimentazione di particolari effetti sonori. Colazione da Tiffany, Hatari! e La Pantera Rosa sono solo alcuni dei film musicati da Mancini in cui si possono ascoltare gli effetti percussivi e la batteria di Shelly Manne. Alla fine degli anni '50 fu invitato a comporre le proprie colonne sonore, soprattutto per cartoni animati, per serie televisive o spot pubblicitari.
Discografia essenziale
[modifica | modifica wikitesto](date delle registrazioni originali)
Come leader
[modifica | modifica wikitesto]- Shelly Manne & His Men, The West Coast Sound (1953-55, Contemporary)
- Shelly Manne & His Men, Swinging Sounds (1956, Contemporary)
- Shelly Manne & His Men, More Swinging Sounds (1956, Contemporary)
- Shelly Manne & His Friends, My Fair Lady (1956, Contemporary)
- Shelly Manne & His Friends, Li'l Abner (1957 Contemporary)
- Shelly Manne & His Friends, Bells are Ringing (1958, Contemporary)
- Shelly Manne & His Men, The Gambit (1958, Contemporary)
- Shelly Manne & His Men, At The Black Hawk (5 CDs, 1959, Contemporary)
- Shelly Manne & His Men, Shelly Manne & His Men Play Peter Gunn (1959, Contemporary)
- Shelly Manne & His Men, At The Manne Hole (2 CDs, 1961, Contemporary)
- Shelly Manne, 2-3-4 (1962, Impulse!)
- Shelly Manne, My Son the Jazz Drummer (1962, Contemporary; ripubblicato come Steps to the Desert, 2004)
- Shelly Manne & His Men, Boss Sounds! (1966, Atlantic)
- Shelly Manne, Daktari (1967, Contemporary)
- Shelly Manne, Perk Up (1967; released 1977, Concord)
- Shelly Manne, Double Piano Jazz Quartet in Concert at Carmelo's (2 CDs, 1980, Trend)
- Russ Freeman & Shelly Manne, One on One (1982, Atlas; ripubblicato nel 2001, Contemporary)
Come sideman
[modifica | modifica wikitesto]- Art Pepper and Shorty Rogers, Popo (1951, Xanadu Records)
- Sonny Rollins, Way Out West (1957, Contemporary)
- Benny Carter, Jazz Giant (1957, 1958, Contemporary)
- Howard McGhee, Maggie's Back in Town (1961, Contemporary)
- Bill Evans, Empathy e A Simple Matter of Conviction (2 LPs [1962 and 1966] ripubblicati su un unico CD, Verve)
- Ella Fitzgerald, Whisper Not (1967, Verve)
- Sonny Criss, I'll Catch the Sun (1969, Prestige)
- Art Pepper, Living Legend (1975, Contemporary)
- The Three, The Three con Joe Sample e Ray Brown (1975, EastWind; ripubblicato nel 2005, Test of Time)
- Brass Fever, Brass Fever (1975, ABC Records)
- Tom Waits, Small Change (1976, Asylum Records)
- Tom Waits, Foreign Affairs (1977, Asylum Records)
- Hank Jones, Just for Fun (1977, Galaxy)
- Itzhak Perlman, André Previn, Jim Hall, and Red Mitchell, A Different Kind of Blues (1980, Angel; ripubblicato nel 1992)
- Tom Waits, One from the Heart (1982, CBS Records)
- The John Lewis Group, Kansas City Breaks (1982, Finesse)
- Bill Mays Quintet, Tha's Delights (1983, Trend)
- Ornette Coleman , Tomorrow Is the Question! (Contermporary S 7569)
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) David Johnson, West Coast Manne: Shelly Manne In The 1950s, su ipm.org, Indiana Public Media, 9 giugno 2020. URL consultato il 13 ottobre 2025.
- 1 2 Burt Korall, Drummin' Men - The Heartbeat of Jazz, Oxford University Press, 2002, pp. 164-181
- ↑ ovvero, per suonare con altre etichette necessitava di una autorizzazione da parte della casa discografica
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Shelly Manne
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Manne, Shelly, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) Shelly Manne, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Shelly Manne, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Shelly Manne, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Shelly Manne, su All About Jazz.
- Shelly Manne, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- (EN) Shelly Manne, su IMDb, IMDb.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 196994 · ISNI (EN) 0000 0001 1584 4298 · SBN DDSV138581 · Europeana agent/base/64324 · LCCN (EN) n82099722 · GND (DE) 123094658 · BNE (ES) XX4963838 (data) · BNF (FR) cb13897040r (data) · J9U (EN, HE) 987007328010105171 |
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