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Configni

Coordinate: 42°25′00″N 12°38′00″E
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Disambiguazione – Se stai cercando la frazione di Acquasparta in provincia di Terni, vedi Configni (Acquasparta).
Configni
comune
Configni – Stemma
Configni – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lazio
Provincia Rieti
Amministrazione
SindacoLuciano Leonardi (lista civica In comune) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate42°25′00″N 12°38′00″E
Altitudine549 m s.l.m.
Superficie22,93 km²
Abitanti551[1] (28-2-2026)
Densità24,03 ab./km²
FrazioniLugnola, Colli di Lugnola, Colli di Configni
Comuni confinantiCalvi dell'Umbria (TR), Cottanello, Stroncone (TR), Vacone
Altre informazioni
Cod. postale02040
Prefisso0746
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT057024
Cod. catastaleC959
TargaRI
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 364 GG[3]
Nome abitanticonfignani
Patronosan Gregorio Magno
Giorno festivo12 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Configni
Configni
Configni – Mappa
Configni – Mappa
Posizione del comune di Configni nella provincia di Rieti
Sito istituzionale

Configni (Convìgni in dialetto locale[4]) è un comune italiano di 551 abitanti[1] della provincia di Rieti nel Lazio.

Geografia fisica

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Il territorio comunale si trova al confine con l'Umbria. Il centro storico di Configni si trova a 692 m s.l.m. sul crinale nord est del Monte Cosce alto 1 114 metri.[5] . Nel suo territorio scorrono due torrenti con il toponimo di Aia, a sud il torrente Aia affluente del Tevere, a nord nella frazione di Lugnola il torrente Aia che confluisce nel Nera.

La sua Classificazione climatica è zona E, 2364 GR/G.

La caratteristica conformazione geografica della zona, la necessità di un centro logistico, sia pur di limitate proporzioni, la vicinanza di due importanti centri quali Terni e Narni e il passaggio obbligato per chiunque avesse voluto da Terni raggiungere Roma attraverso la valle dell'Aia furono motivi sufficienti perché nel suddetto luogo, sin dai tempi antichi, venisse decisa la costruzione di un castrum che per la sua ubicazione era sito in loci confinei. Ed è appunto da questo nucleo abitato e dalla sua denominazione che trae origine l'attuale paese di Configni che, non a caso, ha per stemma comunale una torre con un fuoco che arde alla sua sommità e per motto "Luceat ut procul" ("perché brilli lontano").

Anticamente il territorio del Comune di Configni era quello che grossomodo divideva il Ducato di Spoleto, longobardo, dal Patrimonio di S. Pietro.

La prima memoria di Configni ci è pervenuta da un frangente storico della città di Terni. L'invasione saracena, che tra il IX e X secolo d.C. aveva portato scompiglio ovunque, aveva talmente impaurito quella città, al punto che non potendo mantenere conveniente la sede vescovile, si vide costretta a smembrare la sua diocesi e ad assoggettarsi a quelle limitrofe di Spoleto e di Narni. Ma pur priva di vescovo, Terni rimase fedele alla Sede Apostolica, per cui Papa Benedetto III (855-858), volendo non solo ripristinare la soppressa Diocesi ternana, ma accrescerla, fece dono alla città, oltre a molti altri benefici, di alcuni territori confinanti della Sabina. Tale donazione, scritta da Pietro, scrinario della Chiesa, per ordine dello stesso Pontefice, che la sottoscrisse, fu redatta nel maggio 856. In tale documento, che si trova fra le pergamene del Comune di Terni, vengono menzionate le località per le quali discorreva il perimetro della rinnovata giurisdizione diocesana. Seguendo l'ordine di successione dei luoghi si legge:

«...(omissis) inoltre concediamo a Voi le altre cose entro tale confine che si vede passare per la strada Domnita ed uscire per la porta, che dicesi romana e per l'antico ponte sale al colle nel fosso che volgarmente dicesi Cupo, prosegue alla l'Aia e per il corso della già detta l'Aia ascende nella forca che appellasi pietra di Configni. Quindi sale per il monte che dicesi Almato e per montagne valli, si vede passare fino al limite del comitato Sabinese e Reatino. Quindi ... (omissis)»

Proseguendo in ordine cronologico, altre memorie del paese si ritrovano nei documenti farfensi, dai quali si apprende che sotto Giovanni IX (898-900) la nobile longobarda Susanna, moglie del Conte di Sabina, Ottone, donò all'Abbazia di Farfa le terre, i castelli e le chiese ereditate in Sabina, tra i quali il castello di Configni. In un atto è ricordato che "castellum quod dicitur Confinium in Comitatu Narniensi" era di pertinenza del suddetto monastero. In altro documento datato 1036 è di nuovo citato Configni:

(latino)
«quidam Guinizio nobilis vir filius quondam Teuzonis et Ringarda uxor eius vendiderunt Susannae filiae quaendam Berlengarii terram et vineam in territorio Sabinensi in loco qui nominatur Confineum...»
(italiano)
«Il nobiluomo Guininzio, figlio di un certo Teuzone, e sua moglie Ringarda, vendettero a Susanna, figlia di Berlengario, un pezzo di terra e una vigna in località Configni, nel territorio Sabinense»

Innocenzo III (1198-1216) imponeva a tutto lo Stato un sussidio ecclesiastico per sostenere le spese incontrate in un concilio da lui tenuto a Roma nel 1215; la città di Narni, ribelle al Pontefice e alle ingiunzioni, fu colpita da interdetto dal suo successore Onorio III (1216-1227) con bolla datata in Roma 16 febbraio 1225. Unitamente alla città, molte altre terre a castelli che erano sottoposti alla diocesi narnese, passarono sotto la diretta protezione del pontefice e di S. Pietro. Tra questi si ritrovarono anche Configni, Lugnola, Vasciano, Itieli, Sant'Urbano, Finocchieto ecc.

Federico II nel luglio del 1224 pose assedio a Narni. Respinto più volte, irritato, saccheggiò tutte le terre e i castelli del contado. La contesa tra il partito pontifico e quello dell'imperatore proseguì in ogni singola città e villaggio per motivi più o meno contingenti senza che le opposte fazioni si fossero appoggiate all'una di esse. Nel 1227 tutti i castelli e le ville soggette a Narni, a mezzo di sindaci e procuratori, riconfermarono al Comune la loro sudditanza. Dai documenti rimasti si rileva che anche il Castello di Configni, dipendente da Narni, prometteva obbedienza e fedeltà. Nel 1352 Narni e le sue terre, unitamente a Terni, si donarono interamente al card. Albornoz, inviato da Innocenzo VI (1352-1362) da Avignone in Italia a difesa degli Stati ecclesiastici. Nei primi anni del XVI secolo Configni era feudo della famiglia Orsini. Gli statuti furono firmati il 20 maggio 1539, quando Signori e padroni del castello di Configni e dei suoi territori erano Ferdinando Orsini, duca di Gravina e conte di Gerusalemme e fratello germano di Giovanni.

Da questo momento in poi il castello di Configni fu sempre feudo degli Orsini, sino a quando Clemente XI (Albani 1700-1721), che era stato già governatore di Rieti e della provincia apostolica di Sabina, stabilì che il rettore e governatore della Sabina non solo avesse sotto la sua giurisdizione i castelli camerali, ma anche quelli feudali e baronali. Con questa riforma clementina, Configni e Lugnola, unitamente a Stroncone, Otricoli, Piediluco e Labbro furono staccati dal governo della Sabina e passarono a quello di Spoleto (1708). Durante la Repubblica Romana (1798-1799) Configni era compreso nel dipartimento del Clitumno.

Con la nuova invasione francese (1809-1814) lo Stato Pontificio, che veniva unito all'Impero francese, fu diviso in dipartimenti: quello del Tevere comprendeva sei circondari, tra cui Rieti, il quale a sua volta era diviso in nove cantoni (o mandamenti); Configni in questo periodo contava 547 abitanti e unitamente a Aspra (Casperia), Cantalupo, Cottanello, Stimigliano e Selci era compreso nel Cantone di Torri. Le varie vicissitudini amministrative cessarono nel 1861 quando le quattro delegazioni apostoliche (Perugia, Orvieto, Spoleto e Rieti) passarono sotto il Regno d'Italia formando la provincia Umbra con capoluogo Perugia, di cui fece parte anche Configni. Quando poi nel 1927 venne costituita la Provincia di Rieti, Configni fu ad essa assoggettato.

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 31 dicembre 1975.[6]

«D'azzurro, alla torre d'argento merlata di quattro alla guelfa, aperta del campo e cimata da una fiamma di rosso e con il motto in lettere maiuscole d'argento su nastro svolazzante di azzurro luceat ut procul. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Nel comune di Configni, all'interno di grotte carsiche sul Monte Cosce sono stati rinvenuti resti preistorici, conservati ed esposti nel palazzo comunale di Configni.

Architetture religiose

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  • Chiesa Santa Maria Assunta

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere

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Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2013 la popolazione straniera residente era di 36 persone[8].

Amministrazione

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Nel 1923 passa dalla provincia di Perugia in Umbria, alla provincia di Roma nel Lazio, e nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto nº 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Configni passa a quella di Rieti.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Angelandrea Angelici lista civica Sindaco
2009 2014 Antonello Angelici lista civica Sindaco
2019 in carica Luciano Leonardi lista civica Sindaco

Altre informazioni amministrative

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  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 225, ISBN 88-11-30500-4.
  5. Geoportale della Regione Lazio, su geoportale.regione.lazio.it.
  6. Configni, su Archivio Centrale dello Stato.
  7. Dati tratti da:
  8. Dati ISTAT, su demo.istat.it (archiviato dall'url originale il 30 luglio 2015).

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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