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Michele Pantaleone

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Michele Pantaleone

Michele Pantaleone (Villalba, 30 novembre 1911Palermo, 12 febbraio 2002) è stato un saggista, giornalista, politico e sociologo italiano.

È considerato uno dei primi studiosi italiani del fenomeno mafioso[1]. Tra le sue opere più note vi sono Mafia e politica e Antimafia: occasione mancata, considerate testi di grande importanza per avere una chiara definizione di cosa è la mafia. Come ha osservato lo storico Rosario Mangiameli, «nonostante la visione fantasiosa e semplicistica della rinascita della mafia nel secondo dopoguerra, Pantaleone ha dei meriti. Soprattutto quello di avere sottoposto all'attenzione dell'opinione pubblica nazionale, l'importanza del fenomeno mafioso»[2].

Origini ed attivismo politico

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Figlio di un avvocato repubblicano, Michele Pantaleone nacque e crebbe a Villalba, piccolo comune nel cuore poverissimo della Sicilia, i cui abitanti malpagati vivevano di stenti, lavorando le terre dei latifondisti locali protetti dalla mafia, che in quel paese aveva il volto di Calogero Vizzini, detto don Calò. Avendo rifiutato di sposare una nipote di don Calò, Pantaleone affermò di essere rimasto celibe per tutta la vita per non fare affronto al boss.[1] Alcune fonti lo indicarono come primo vicesindaco di Vizzini dopo l'arrivo degli Alleati[1], tesi smentita dal nipote[3].

Diplomatosi geometra[4], fu segretario della sezione locale del Partito Socialista Italiano, che contribuì ad organizzare alla caduta del fascismo, e dirigente della Lega delle Cooperative, sostendo l'occupazione di terre incolte da parte dei contadini ed attaccando pubblicamente Vizzini e gli altri mafiosi[1]. Il 16 settembre 1944 rimase ferito in un attentato messo in atto dagli uomini di Vizzini con il lancio di alcune bombe a mano durante un comizio tenuto a Villalba dal segretario regionale comunista Girolamo Li Causi, che rimase pure ferito[5].

Dal 1947 al 1951 fu deputato all'Assemblea Regionale Siciliana per il Blocco del Popolo (che univa all'epoca il Partito Socialista Italiano ed il PCI) nel collegio di Caltanissetta, subentrando a Pompeo Colajanni[4].

Il successo di Mafia e politica e l'attività intellettuale

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Con la pubblicazione di Mafia e politica nel 1962, la coraggiosa battaglia civile di Pantaleone contro la mafia divenne nota al grande pubblico; supportata da un intellettuale del calibro di Carlo Levi (che firmò anche la prefazione)[1], l'opera letteraria rappresenta la prima ed esauriente analisi del fenomeno e delle sue cause storiche e sociologiche ma anche un duro atto d'accusa contro il partito dominante in Sicilia, la Democrazia Cristiana. Tuttavia l'argomento che rese celebre il saggio fu la teoria secondo cui lo sbarco degli Alleati nel 1943 in Sicilia sia avvenuto grazie ad accordi con la mafia italo-americana e siciliana, già esposta da Pantaleone in alcuni suoi articoli pubblicati a puntate dal quotidiano L'Ora nel 1958[6], ma che sarà smentita da altri storici, tra cui Francesco Renda, Rosario Mangiameli, Manoela Patti e Salvatore Lupo[7]. Il libro ottenne un grosso successo editoriale ed infatti venne ristampato più volte, tradotto in vari paesi del mondo ed edito persino in caratteri braille.[1]

Entrato in polemica con il suo partito, il PSI, fu poi rieletto deputato all'ARS dal 1967 al 1971, come indipendente nelle liste del PCI[4].

Scrisse in totale 14 libri, 11 opuscoli, più di 5000 articoli (La Stampa, L'Ora, Avanti!, Corriere della Sera, La Voce Comunista, La Voce Socialista, L'Astrolabio, L'Europeo, L'Espresso, I Siciliani, L'Obiettivo…); tenne inoltre 965 conferenze (la maggior parte nelle scuole). Curò 9 prefazioni ad altri libri, e diverse recensioni ad artisti di vario genere e natura. Dal suo libro "Il sasso in bocca" fu tratto, con la regia di Giuseppe Ferrara, un film-documentario sulla mafia, con lo stesso titolo, uscito nel 1970, cui Pantaleone partecipò in veste di consulente ed anche di attore.

Subì 39 querele per diffamazione a mezzo stampa, 3 denunce per occupazione di terre, 1 denuncia per occupazione di miniera, imputato e processato per calunnia, indiziato di truffa allo Stato. Per 13 volte ha ribaltato le querele provando, con documenti alla mano, la verità. In una di queste, querelato con l'editore Giulio Einaudi, ha fatto dichiarare, per la prima volta nella storia, un politico, ex ministro della Repubblica (Giovanni Gioia), “mafioso” in un'aula di tribunale[8]. Imputato davanti ai tribunali di: Torino (67 udienze), Milano (46 udienze), Roma (3 processi, 78 udienze), Palermo (5 processi, 83 udienze), Caltanissetta (4 processi, 31 udienze) mai condannato provando per 13 volte la verità. Ebbe soltanto una condanna post mortem, al pagamento delle spese, per aver fatto affiggere vent'anni prima un volantino che, secondo l'accusa, avrebbe danneggiato l'ex sindaco di Villalba Luigi Lumia alle elezioni comunali.[1]

Nel 1989 fu messo sotto scorta, a causa delle minacce ricevute.[9]

Morì isolato senza più una referenza politica, scrivendo gli ultimi articoli per il quindicinale "L'Obiettivo" di Castelbuono.[1]

  • I casi di Villalba ovvero del malcostume amministrativo del paternalismo e delle complicità. Un Grosso scandalo che va oltre i confini di un piccolo paese, Palermo, Priulla, 1957.
  • Alcuni aspetti dell'economia agricola siciliana, Palermo, La cartografica, 1960.
  • Mafia e politica. 1943-1962, Torino, Einaudi, 1962; 1978.
  • Mafia e droga, Torino, Einaudi, 1966.
  • Antimafia: occasione mancata, Torino, Einaudi, 1969.
  • Il sasso in bocca. Mafia e Cosa nostra, Bologna, Cappelli, 1970.
  • L'industria del potere, Bologna, Cappelli, 1972.
  • La mafia oggi, in La mafia, Catania, LiTES, 1972.
  • L'antimafia in tribunale, Napoli, Centro editoriale del Mezzogiorno, 1976.
  • Un processo a Palermo, Palermo, Misuraca, 1979.
  • A cavallo della tigre, Palermo, Flaccovio, 1984.
  • Il sonno e la ragione. Cultura, editoria ed informazione in Sicilia oggi, con Giuseppe Zagarrio, Nino Recupero, Giancarlo Lo Curzio e Graziella Priulla, Pozzallo, Culturanuova, 1984.
  • Mafia: pentiti?, Bologna, Cappelli, 1985.
  • Mafia e antimafia, Napoli, Pironti, 1992. ISBN 88-7937-038-3.
  • Omertà di stato. Da Salvatore Giuliano a Totò Riina, Napoli, Pironti, 1993. ISBN 88-7937-084-7.

Sceneggiatore

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Riconoscimenti

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  • Nel 1969 vinse il premio Brancati con Antimafia, occasione mancata.[10]
  • Nel 1973 ricevette un premio speciale nell'ambito del Premio Sila per Il sasso in bocca, Mafia e cosa nostra e L'industria del potere nel regno della mafia.[11]
  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 Pantaleone lo scrittore della mafia (da Repubblica, edizione di Palermo, 13 febbraio 2002), su ricerca.repubblica.it.
  2. Pantaleone, cultura e politica contro la mafia Archiviato il 16 aprile 2015 in Internet Archive., in "l'Unità", 13 febbraio 2002.
  3. lavocedinewyork.com, http://www.lavocedinewyork.com/arts/spettacolo/2015/05/31/i-dieci-anni-di-addio-pizzo-in-una-palermo-e-in-una-sicilia-tra-ombre-e-luci/.
  4. 1 2 3 Assemblea Regionale Siciliana - Profilo Deputato Pantaleone Luigi Michele, su ars.sicilia.it.
  5. Villalba 1944 quando la mafia sparò su Li Causi e i suoi contadini - Repubblica.it, su ricerca.repubblica.it.
  6. Michele Pantaleone e Castrense Dadò (Nino Sorgi), Il generale mafia (Don Calò: vita di un “capo” in Tutto sulla mafia, inchiesta a puntate), L’Ora, 17 ottobre 1958; E così fu fatto sindaco (Don Calò: vita di un “capo” in Tutto sulla mafia, inchiesta a puntate), L'Ora, 20 ottobre 1958.
  7. Rosario Mangiameli, Mafia e storia. A proposito di legalità e cittadinanza[collegamento interrotto], in Rappresentazioni e immagini della Sicilia tra storia e storiografia, a cura di F. Benigno e C. Torrisi, Caltanissetta – Roma, Salvatore Sciascia editore, 2003, pp. 107–130.
  8. Gino Pantaleone, Servi disobbedienti - Leonardo Sciascia e Michele Pantaleone: vite parallele, Dario Flaccovio Editore, 7 dicembre 2016, ISBN 978-88-579-0617-1. URL consultato il 10 giugno 2022.
  9. PALERMO, UNA CITTA' SOTTO SCORTA - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 2 aprile 1989. URL consultato il 7 marzo 2026.
  10. Albo d'oro premio Brancati, su comune.zafferana-etnea.ct.it. URL consultato il 14 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 30 aprile 2019).
  11. Premio Sila ’49, al via l’edizione 2014, su approdocalabria.it. URL consultato il 13 marzo 2022.
  • Gino Pantaleone, Il gigante controvento, Spazio Cultura Edizione, Palermo, 2014

Collegamenti esterni

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