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United States Note

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Le United States Note furono dei biglietti di Stato emessi dal Dipartimento del tesoro degli Stati Uniti d'America tra il 1862 e il 1971.[1]

Una nota da un dollaro statunitense della serie 1928.

Ereditarono il nome popolare di greenback dall'omonima valuta di emergenza dello stesso decennio. Essendo in corso forzoso, non erano accettate per il pagamento dei dazi sulle importazioni e degli interessi sul debito pubblico fino agli anni 1930.

Le Notes ancora in circolazione – che ammontano a circa 239 milioni di dollari – hanno tutt'oggi, almeno formalmente, corso legale e potere liberatorio; tuttavia, non essendovi nuove emissioni dal 1971, esse sono oggetto di forte interesse collezionistico.

Durante la guerra di secessione americana il Congresso autorizzò l’emissione di carta moneta federale per finanziare lo sforzo bellico: dopo le prime Demand Notes del 1861, il First Legal Tender Act del 25 febbraio 1862 autorizzò l’emissione delle United States Notes, messe in circolazione nel 1862 e comunemente dette «greenbacks» per il colore sul retro.[2]

Le United States Notes erano dichiarate «lawful money» (moneta legale) e, fin dalle leggi del 1862, ebbero corso legale per i pagamenti interni con alcune eccezioni (ad esempio per dazi e interessi sul debito pubblico, nei testi originari). L’emissione di quei biglietti — una misura ritenuta straordinaria dalle autorità dell’epoca — ebbe importanti effetti economici e politici e fu accompagnata dalla contemporanea riforma bancaria che sfociò nei National Banking Acts del 1863–1864.[3]

Nel dopoguerra la presenza di moneta non convertibile suscitò vivaci controversie: il Congresso e l’amministrazione discussero il ritiro parziale delle emissioni e il ritorno a sistemi ancorati a metalli preziosi; con il Funding Act del 1866 cominciò un programma di ritiro e conversione delle emissioni di guerra, e le vicende giudiziarie note come Legal Tender Cases affrontarono la costituzionalità delle norme.[4]

Le United States Notes rimasero un elemento del sistema monetario statunitense sino al XX secolo, ma col tempo la loro funzione fu progressivamente assorbita dalle Federal Reserve Notes; l’emissione di nuove United States Notes fu infine interrotta e il BEP ha registrato l’ultima stampa di tali note nel 1971. Le statonote già emesse rimangono tuttavia valide.[5][6]

  1. Friedberg, Arthur L. and Ira S., 2006, Paper Money of the United States, 18th Edition, Clifton, NJ, The Coin & Currency Institute, Inc. ISBN 0-87184-518-0
  2. BEP History Fact Sheet: United States Notes, su bep.gov, U.S. Bureau of Engraving and Printing. URL consultato il 1º febbraio 2026.
  3. Design of United States Paper Currency (CRS), su congress.gov. URL consultato il 1º febbraio 2026.
  4. National Banking Acts (essay), su federalreservehistory.org, Federal Reserve History. URL consultato il 1º febbraio 2026.
  5. History of U.S. Currency, su uscurrency.gov, U.S. Currency Education Program (Treasury). URL consultato il 1º febbraio 2026.
  6. Currency FAQs – United States Notes discontinued, su bep.gov, U.S. Bureau of Engraving and Printing. URL consultato il 1º febbraio 2026.

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