Anania di Damasco
| Sant'Anania | |
|---|---|
martire | |
| Nascita | Damasco, I secolo a.C. |
| Morte | Eleutheropolis, I secolo d.C. |
| Venerato da | Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi |
| Ricorrenza | 25 gennaio |
Anania (Damasco, I secolo a.C. – Eleuteropoli, I secolo) fu un discepolo di Gesù, vescovo di Damasco, partecipe della conversione di Paolo di Tarso e martirizzato; per questo considerato santo.
Agiografia
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Tradizionalmente Anania è indicato tra i settanta discepoli che furono inviati a predicare nel mondo, la cui missione è ricordata da Luca 10[1].
Inoltre Anania fu il discepolo che fece recuperare la vista a Paolo di Tarso e poi lo battezzò:
- Atti Degli Apostoli[2], Capitolo 9, versetti 10-19:[3]
10 C'era a Damasco un discepolo di nome Anania. Il Signore in una visione gli disse: "Anania!". Rispose: "Eccomi, Signore!".
11 E il Signore a lui: "Su, va' nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco, sta pregando
12 e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire a imporgli le mani perché recuperasse la vista".
13 Rispose Anania: "Signore, riguardo a quest'uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme.
14 Inoltre, qui egli ha l'autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome".
15 Ma il Signore gli disse: "Va', perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d'Israele;
16 e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome".
17 Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: "Saulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo".
18 E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato,
19 poi prese cibo e le forze gli ritornarono.
Secondo la tradizione Anania evangelizzò a Damasco dove fu anche vescovo e poi si trasferì a Eleutheropolis, dove nel corso del I secolo fu martirizzato.
Per Anania la circoncisione non era elemento essenziale per la conversione al giudaismo, in senso lato, sovvertendone così uno dei principi fondamentali[4].
Secondo lo scrittore inglese di origini ebraiche, Hyam Maccoby, studioso delle religioni giudaica e cristiana, Anania fu il padre del capo dei rabbini di Gerusalemme, al tempo della distruzione del Tempio, Joshua ben Hananiah.
Intitolazioni
[modifica | modifica wikitesto]- Il monastero Mor Hanayo vicino a Mardin, fondato nel IV secolo ed uno dei più antichi monasteri della Chiesa ortodossa siriaca.[5]
Culto
[modifica | modifica wikitesto]Le reliquie di sant'Anania sono attualmente conservate a Roma nella basilica di San Paolo fuori le mura, tranne la testa, donata dal re di Boemia, Carlo IV, alla cattedrale di San Vito di Praga.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Dal vangelo secondo Luca, su biblegateway.com.
- ↑ Atti degli Apostoli, su holywords.eu. URL consultato il 4 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 4 agosto 2012).
- ↑ At 9:10-19, su laparola.net.
- ↑ S. Mazzarino, L'impero romano, pg 152
- ↑ Sito ufficiale, su deyrulzafaran.org.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Alfonso Anania, Antonella Carri, Lilia Palmieri e Gioia Zenoni, Siria, viaggio nel cuore del medio oriente, Polaris, 2009, pp. 155-156.
- Santo Mazzarino, L'impero romano, Milano, Mondadori, 2010.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Anania di Damasco, su Santi, beati e testimoni, santiebeati.it.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 48149106236968491946 · CERL cnp02336347 · LCCN (EN) nb2011032333 · GND (DE) 1147225486 |
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