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Hip hop finlandese

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Elastinen è uno dei rapper finlandesi di maggior successo.
KPC a Yläkaupungin Yö 2022
Stepa, Joosu J, DJ Massimo, Are e Lyttä in concerto a Yläkaupungin Yö 2022.

L'hip hop finlandese (suomirap)[1] è la produzione di rap musicale in Finlandia.[2]

Viene generalmente eseguito in lingua finlandese, ma talvolta anche in lingua inglese (ad esempio da Bomfunk MC's, Don Johnson Big Band, Kwan). In Finlandia si suonava musica rap già nei primi anni ’80 e il genere ottenne popolarità con alcuni interpreti all’inizio degli ’90, ma solo dagli anni 2000 divenne un fenomeno stabile.[3][4]

Anni 1980–1990

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L’arrivo dell’hip hop in Finlandia fu favorito dalla cultura dei graffiti e dai canali televisivi satellitari. Gli autori di graffiti si ritrovavano all’Lepakko di Helsinki, dove dalla metà degli anni ’80 si tenevano feste di breakdance e hip hop. I primi gruppi hip hop finlandesi furono i The Master Brothers e i Definite Three (poi Definite Four).[5] Il primo brano hip hop finlandese registrato è comunemente considerato I'm Young, Beautiful and Natural, inciso da General Njassa and the Lost Division nel 1983.[6][7] Secondo Karri Miettinen, la prima registrazione rap di un artista finlandese fu invece Whatugonnado di Kojo e Billy Carson, dall’album Time Won’t Wait (1983).[8]

Il rap in lingua finlandese attirò per la prima volta attenzione alla fine degli anni ’80, con il gruppo di Turku Pääkköset, prodotto da T. T. Oksala e influenzato dai Beastie Boys. Anche i testi contenevano molte rime tradotte da modelli americani. Il primo grande successo del suomirap fu il gruppo Raptori di Hyvinkää, seguito da MC Nikke T. Questi artisti si distinguevano per uno stile fortemente umoristico.[9][10]

Molti rapper successivi guardarono con disprezzo a questi esordi.[11] Niko Toiskallio dichiarò che l’ondata di rap umoristico vicino alla dance-pop aveva compromesso la credibilità del rap finlandese, che si riprese solo a metà anni ’90.[11]

L’underground restò distante da quella scena. Nel 1991 uscì un disco in inglese del duo Damn the Band, che insieme ai The Cool Sheiks pubblicò nel 1995 Serve Cool, considerato da Paleface il primo album rap finlandese di livello internazionale. Nello stesso periodo il quattro volte campione nazionale di DJing DJ Slow fondò i The Brown Sand Brothers e organizzò i primi club hip hop regolari in Finlandia. A Tampere emerse il gruppo Nuera, che avviò una produzione indipendente di dischi autoprodotti.

Alla fine degli anni ’90 nacque la scena di Olari, con artisti come Davo, Raimo, Setä Koponen, BJD, Ässä e Edu Kehäkettunen, pionieri del rap underground in lingua finlandese. Il gruppo Fintelligens portò per primo il rap in finlandese nel mainstream alla fine degli anni ’90, aprendo la strada a molti altri.

All’inizio degli anni 2000 il rap tornò nelle classifiche finlandesi, questa volta con sonorità e attitudine più vicine ai modelli americani. Le grandi etichette discografiche misero sotto contratto artisti come Avain (oggi Asa), Ezkimo, Flegmaatikot, Kapasiteettiyksikkö, Paleface, Seremoniamestari, Tulenkantajat. Anche MC Taakibörsta, molto trasmessi su MoonTV, ebbero successo con il singolo PA 2001.

Nel 2002 Mariska debuttò come una delle prime rapper donne. Con la seconda metà del decennio la lingua finlandese divenne definitivamente prevalente, mentre i prestiti dall’inglese (“finglish”) diminuirono. Verso la fine degli anni 2000 si parlò di una “terza ondata”, che portò più varietà musicale, elementi tipicamente finlandesi e testi socialmente più critici.

Molti artisti pubblicarono con etichette indipendenti come Monsp, 3rd Rail Music, Rähinä Records e Numbers Entertainment. Tra quelli entrati in classifica vi furono Ruudolf, Eevil Stöö, Tuuttimörkö, Kemmuru, DJ Kridlokk, Notkea Rotta, Steen1, Jontti & Shaka, Hannibal & Soppa, Pikku G, Elastinen, Iso H, Cheek e Stig Dogg.

Negli anni 2010 Jyväskylä si affermò come uno dei principali centri del rap finlandese,[12] con artisti come Rekami, Are, Kriso, Gettomasa, Urbaanilegenda, Pyrythekid, Lyttä, Lauri Haav, Aaro630. La città ospitava decine di concerti l’anno e il club Ghetto Party, attivo dal 2009.

Nel decennio il genere si diversificò con l’ingresso di nuovi sottogeneri, in particolare il trap, che portò il rap finlandese ai vertici delle classifiche. Artisti come Ibe e Cledos rappresentarono questa nuova ondata dal 2017 in poi.

Tra i gruppi e artisti di successo degli anni 2010 vi furono JVG, Ruger Hauer, Gasellit, Turisti, Töölön Ketterä, Kube, Melo e Gracias.

Freestyle e battle rap

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Dal 2000 si tiene il campionato Rap SM, dove i rapper finlandesi competono per il titolo di miglior artista di battle rap.[13] Si svolge al Nosturi di Helsinki. Tra i tornei più noti figurano Hattutemppu Battle, Tyykikylä Battle e Skriivaa ku riivaa. Nel 2021 è uscito il documentario autoprodotto BROS – Battle rap osana Suomen hiphop-kulttuuria.

SuomiRäp (radio)

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SuomiRäp è un’emittente radiofonica dedicata al rap finlandese. Ha iniziato le trasmissioni il 14 settembre 2020 sulle frequenze della ex Bassoradio.[14] I conduttori furono Ville Tanskanen e Aleksi Korpijaakko, mentre la direttrice dei programmi è Riikka Karjalainen.

Artisti di rilievo

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Rap mainstream[15]
Rap underground
  1. Suomiräpin alkutaipaleet kirjaksi ja levyksi, su radionova.fi, Radio Nova, 3 luglio 2011. URL consultato il 29 novembre 2011.
  2. Musiikki, su Radio Nova. URL consultato il 28 settembre 2025.
  3. Suomirap più popolare che mai – ma dov’è finito il suo messaggio?, su yle.fi. URL consultato il 25 gennaio 2018.
  4. (EN) An Introduction to Finnish Hip Hop - RYM/Sonemic, su Rate Your Music. URL consultato il 28 settembre 2025.
  5. Paleface, pp. 22–25
  6. Ilkka Mattila, Valtio muisti vanhaa punkkaria, su hs.fi, Helsingin Sanomat, 16 dicembre 2011. URL consultato il 2 febbraio 2012.
  7. Paleface, p. 32
  8. Museo laittoi esille upottavan sohvan, jolla on merkittävä rooli suomiräpin historiassa, su Helsingin Sanomat, 15 gennaio 2024. URL consultato il 2 maggio 2024.
  9. Paleface, pp. 35–38
  10. (FI) Toimitus, Luova Krapula | Ylioppilaslehti, su ylioppilaslehti.fi, 10 maggio 2007. URL consultato il 28 settembre 2025.
  11. 1 2 Aleksi Moisio, Luova krapula, su Ylioppilaslehti, 11 maggio 2007. URL consultato il 14 febbraio 2012.
  12. Jyväskylän hiphop-piirien keskeisimmät nimet, su FUM.fi. URL consultato l'11 marzo 2018.
  13. Matti Rämö, Sanatappelu, su Ylioppilaslehti, 16 maggio 2008. URL consultato il 14 febbraio 2012.
  14. Bassoradio è diventata SuomiRäp – ora trasmette Elastinen, Cheek e Paleface, su Helsingin Sanomat, 14 settembre 2020. URL consultato il 23 dicembre 2022.
  15. (EN) RecentMusic.com, RecentMusic - Finnish Hip Hop Artists. URL consultato il 28 settembre 2025.
  • Paleface, Rappiotaidetta: Suomiräpin tekijät, Helsinki, Like, 2011. ISBN 978-952-01-0655-3.
  • Jani Mikkonen, Riimi riimistä. Suomalaisen hiphopmusiikin nousu ja uho, Helsinki, Otava, 2004. ISBN 951-1-19361-9.

Collegamenti esterni

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