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Ivanoe Fraizzoli

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Ivanoe Fraizzoli nel 1982

Ivanoe Fraizzoli (Milano, 2 maggio 1916Milano, 8 settembre 1999) è stato un imprenditore e dirigente sportivo italiano, noto per esser stato, dal 1968 al 1984, il sedicesimo presidente dell'Inter.

Figlio di Leonardo Fraizzoli e della moglie Giuseppina, nasce mentre il padre è al fronte, nella prima guerra mondiale. Il padre scriveva alla moglie che avrebbe voluto chiamarlo Vittorio (o Vittoria, fosse stata femmina), ma la madre ha un'amica che ha da poco perso suo figlio Ivan: per evitare la connotazione politica che avrebbe avuto un nome russo, decide per Ivanoe.[1]

Il padre Leonardo, rientrato, trova lavoro come commesso all'Unione Cooperativa, in via Meravigli, un grande emporio in centro. Nel 1923, con l'aiuto di amici, crea la Fabbrica Italiana di Uniformi Civili, in via Ausonio 16, vicino alla basilica di Sant'Ambrogio. La nuova azienda ha successo, anche grazie all'uso di macchinari pionieristici importati dall'estero, e presto diventa Manifattura Fraizzoli. Il giovane Ivanoe prende la tessera di socio dell'Ambrosiana nel 1931.

Sta studiando economia e commercio alla Cattolica, vicina a casa, quando, nel gennaio 1941, perde il padre ed eredita la Manifattura Fraizzoli. L'anno seguente si laurea, con una tesi sul sindacalismo statunitense. Durante la seconda guerra mondiale si vede costretto ad accettare le commesse per la produzione di uniformi militari, sempre rifiutate dal padre.

Nel 1960 assume la carica di dirigente dell'Inter: otto anni dopo subentra ad Angelo Moratti come presidente. Sotto il suo mandato la squadra nerazzurra vincerà due scudetti, nel 1971 e nel 1980, e due Coppe Italia, nel 1978 e nel 1982, arrivando anche in finale di Coppa dei Campioni nel 1972. Il 18 gennaio 1984 cederà la società nerazzurra a Ernesto Pellegrini per la cifra di sette miliardi di lire.[2]

  1. Sette : Eccellenze Italiane, su corriere.it. URL consultato il 18 marzo 2023.
  2. Ivanoe Fraizzoli, su storiainter.com. URL consultato il 21 settembre 2024.

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