Khwaju di Kerman

Abu’l-ʿAṭā Kamāl-al-Din Maḥmud ibn ʿAli ibn Maḥmud Moršedi Khwājū Kirmānī (in persiano خواجوی کرمانی; Kerman, 1290 circa – Shiraz, 1349) è stato un poeta e mistico persiano.
Il suo takhallus Khwaju deriva probabilmente dalla parola khwaja, un titolo riservato alle famiglie di alta estrazione sociale. La nisba Moršedi lo associa alla confraternita sufi della Moršediya fondata da Shaikh Abu Esḥāq Kāzaruni (963-1035).[1]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Khwaju di Kerman dichiara di essere nato il 24 dicembre 1290 (20 Dhu l-Hijja 689) alla fine del suo masnavi Gol o Nowruz, tuttavia gli studiosi Edward Granville Browne e Jan Rypka hanno stimato il 1281 come data di nascita, avendo letto haftād invece di haštād. Il Mojmal-e Faṣiḥi (1441), la prima fonte biografica sulla vita di Khwaju di Kerman, colloca la sua data di morte nel 1349 a Shiraz, dove la sua tomba si trova ancora oggi presso la Porta del Corano, vicino al Passo di Allāho-Akbar. Altre possibili date della sua morte sono il 1352 e il 1360. Quest'ultima è considerata la più plausibile da Saʿid Nafisi.[1]
In gioventù compì il pellegrinaggio alla Mecca e visitò l'Egitto, la Siria, Gerusalemme e l'Iraq, presumibilmente per studiare e incontrare intellettuali di altre terre. Nel 1331 scrisse a Baghdad la sua opera più famosa, Homāy e Homāyun, poi nel 1335 tornò in patria e cercò di ingraziarsi i sovrani del suo tempo per entrare a corte come poeta ufficiale. Dedicò poesie agli ilkhanidi Abu Saʿid Bahādor e Arpā Khan, al muẓaffaride Mobārez-al-Din e all'injuide Abu Esḥāq. Visse brevemente a Kerman e poi si stabilì a Shiraz.[1]
Oltre ciò, Khwaju di Kerman entrò in contatto con eminenti maestri sufi e soggiornò per breve tempo nella khanqah di 'Ala' al-Dawla Simnani. Il suo mentore Amin al-Din Balyani, che Khwaju stesso elogia in un'ode panegirica (qaṣida) e in alcuni masnavi, lo inizializzò alla Moršediya. A Shiraz fu maestro di Hafez, i cui ghazal avrebbero mostrato una gran somiglianza con quelli di Khwaju.[1]
Le opere
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Khwaju di Kerman fu uno dei primi poeti a scrivere un khamsa (raccolta di cinque masnavi) su modello di quello di Nizami Ganjavi. Per quanto la scelta dei metri e lo stile delle poesie siano simili a quelli del capolavoro di Ganjavi, Khwaju sceglie di trattare temi differenti.[1]
Le sue poesie vennero raccolte in due diwan. Il primo è Ṣanāyeʿ al-kamāl, molto probabilmente commissionato dal visir Taj Al-Din Ali Shah Jilani, protettore di Khwaju, e contiene qaṣīda, poemi strofici, qeṭʾa (versi occasionali), quartine e due sezioni di ghazal. Il secondo diwan è Badāyeʿ al-jamāl, che contiene ghazal d'amore.[1]
Homāy e Homāyun è un'opera di 4435 distici in mutaqārib dedicata ad Abu Saʿid Bahādor e al suo visir Ghiyath al-Din Ghuri. È ambientata ai tempi del re persiano Hushang e racconta la storia d'amore tra il principe persiano Homāy e la principessa cinese Homāyun.[1]
Il Gol o Nowruz (1341) è composto da 5312 distici in metro hazaj–e mosaddas-e maqṣur, lo stesso impiegato nel Khosrow e Shirin di Nizami Ganjavi, ed è dedicato al visir Tāj-al-Din ʿErāqi, ma contiene anche elogi riservati a Bayazid Bistami, Abu Ishaq di Kazerun e Amin al-Din Balyani. L'opera racconta una storia d'amore, vagamente ambientata poco prima della conquista islamica della Persia, tra Nowruz, figlio del re del Khorasan e discendente di Sasan, e la principessa greca Gol.[1]
Il Rowżat-al-anwār (1342) è una delle prime imitazioni del poema didattico Maḵzan al-asrār di Nizami Ganjavi. I temi affrontati da Khwaju riguardano i requisiti del cammino mistico e l'etica della regalità. Tra le altre opere si citano anche il Kamāl-nāma (1343), il Gowhar-nāma (1345, panegirico in onore di Bahāʾ-al-Din Maḥmud, visir dei muzaffaridi), e il masnavi Sām-nāma, una imitazione dello Shāh-Nāmeh che racconta le gesta di Sam, il nonno di Rostam.[1]
A Khwaju di Kerman si attribuiscono anche Mafātiḥ al-qolub (1346, selezione scelta di poesie), Resālat al-bādiya (1347, sul suo pellegrinaggio alla Mecca), Resālat Sabʿ al-maṯāni (1347, sulla rivalità tra la Spada e la Penna), e Resālat monāẓara-ye šams o saḥāb (sulla lotta tra il Sole e le Nuvole).[1]
Il giudizio sull'autore
[modifica | modifica wikitesto]Khwaju di Kerman fu un poeta versatile, di grande inventiva e originalità, che seppe colmare l'intervallo tra Saʿdi e Hafez distinguendosi nella poesia persiana come autore di ghazal e pioniere del genere khamsa. Il suo status di grande poeta persiano è tuttavia dibattuto: secondo Edward Granville Browne "i suoi versi, pur essendo aggraziati e gradevoli, mancano di qualsiasi distinzione o eccellenza evidente", mentre il curatore del suo Diwan Ahmad Soheili Khansari ritiene che Khwaju avrebbe conquistato un posto di maggiore rilievo nella storia della letteratura se fosse stato più selettivo nella compilazione dei suoi ghazal.[1]
È indubbio che sia stato un grande predecessore di Hafez e che lo abbia influenzato nella fusione di motivi profani e mistici.[1]
Manoscritti
[modifica | modifica wikitesto]Di tutti i manoscritti delle opere di Khwaju di Kerman ve ne sono tre particolarmente completi. Il primo è il Kitābkhāna-yi Millī-yi Malek-i Īrān del 1349 e conservato a Teheran, e contiene una raccolta di poesie (diwan) divisa in tre parti e un quintetto (khamsa) di poesie narrative (manẓūma). Il secondo è conservato al British Museum ed è uno dei manoscritti più antichi (1396), ma contiene solo tre masnavi su cinque (Humāy-u Humāyūn, Kamāl-nāma e Rawḍat al-anvār). Il terzo è conservato a Teheran ed è il più completo e accurato che include anche scritti in prosa dell'autore, sebbene manchino alcune pagine.[2]
Opere tradotte in italiano
[modifica | modifica wikitesto]- Khwāju di Kerman, Homāy e Homāyun: un romanzo d'amore e avventura nella Persia medievale; traduzione, introduzione e note a cura di Nahid Norozi; prefazione di Johann Christoph Bürgel; Milano/Udine, Mimesis, 2016, ISBN 978-88-575-3735-1
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 (EN) J. T. P. de Bruijn, ḴᵛĀJU KERMĀNI, su Encyclopaedia Iranica, 16 novembre 2012. URL consultato il 25 settembre 2025.
- ↑ (EN) N. Norozi, Khvājū Kirmānī, in Encyclopaedia of Islam Three Online, 2018, DOI:10.1163/1573-3912_ei3_com_35588. URL consultato il 25 settembre 2025.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Khwaju Kermani
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Khwājū Kermānī, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Khwaju di Kerman, in Encyclopædia Iranica, Ehsan Yarshater Center, Columbia University.
- (EN) Opere di Khwaju di Kerman / Khwaju di Kerman (altra versione) / Khwaju di Kerman (altra versione), su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Khwaju di Kerman, su Discogs, Zink Media.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 280372143 · ISNI (EN) 0000 0003 8742 019X · CERL cnp01168896 · LCCN (EN) nr92034298 · GND (DE) 13763269X · J9U (EN, HE) 987007300998905171 |
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