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Paraphlomis

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Paraphlomis
Paraphlomis humilis
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Lamiidi
OrdineLamiales
FamigliaLamiaceae
SottofamigliaLamioideae
TribùParaphlomideae
Bendiksby, 2011
GenereParaphlomis
Prain, 1901
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineLamiales
FamigliaLamiaceae
GenereParaphlomis
Sinonimi

Ajugoides
Makino, 1915
Matsumurella
Makino, 1915
Pogonanthera
H.W.Li & X.H.Guo, 1993
Sinopogonanthera
H.W.Li, 1993

Specie

Paraphlomis Prain, 1901 è un genere di piante angiosperme dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Lamiacee[1]. È l'unico genere della tribù Paraphlomideae Bendiksby, 2011 (sottofamiglia Lamioideae).[2]

Il nome del genere deriva da due parole greche: "para" (prefisso greco che significa a fianco, vicino) e "phlogoj" (= fiamma).[3][4]

Il portamento delle specie di questo genere è erbaceo rizomatoso, ma anche subarbustivo. Alcune specie sono perenni tuberose e stolonifere. L'indumento è formato da peli semplici non lanosi.[5][6][7][8][9]

Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto; normalmente sono dentate e picciolate con forme ellittiche attenuate verso la base. In alcune specie (Ajugoides) sono raccolte nelle parti estreme degli steli. La consistenza della lamina può essere coriacea e membranosa.

Infiorescenze

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Le infiorescenze sono di tipo tirsoide o raramente sono racemose; in alcuni casi (Ajugoides) sono corte e dense. Inoltre sono formate da verticilli ascellari sovrapposti. Ogni verticillo è composto da più fiori (3 - 4 in Matsumurella) disposti circolarmente poggianti su due grandi brattee fogliose a forma lanceolata (o semplicemente delle foglie) lievemente staccate dall'infiorescenza vera e propria ma comunque sub-sessili. Le brattee del verticillo seguente sono disposte in modo alternato. Nell'infiorescenza sono anche presenti delle bratteole.

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calicecorolla - androceogineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice sono a 5 parti). Sono inoltre omogami (autofecondanti).

X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), (supero), drupa, 4 nucule[5][8]
  • Il calice, gamosepalo, è persistente con forme da campanulate a tubulose o obconiche. Il calice termina con 5 lobi uguali o subuguali dalle forme ampiamente triangolari alla base; all'apice sono mucronati, talvolta anche spinescenti. In qualche caso i lobi sono poco evidenti. La superficie si presenta con 5 - 10 venature.
  • La corolla gamopetala e zigomorfa, alla base ha la forma di un tubo e termina con due evidenti labbra con 4 lobi totali (raggruppamento 1/3), se i lobi sono 5 allora il raggruppamento è 2/3. Il labbro superiore (quello posteriore), è lungo ed ha la forma di un cappuccio (in alcune specie può essere piatto) a volte densamente peloso (ma non barbuto); quello inferiore è più o meno patente disposto a 90°, e termina con tre lobi (generalmente quello centrale è più evidente); i lobi sono arrotondati e interi. In alcune specie le fauci internamente sono circondate da un anello di peli obliqui per impedire l'accesso ad insetti più piccoli e non adatti all'impollinazione.[10] I colori della corolla sono rosa, bianco, purpureo o giallo. Lunghezza della corolla: 8 – 22 mm.
  • L'androceo possiede quattro stami didinami (quelli anteriori sono più lunghi) tutti fertili e inclusi nella corolla (Matsumurella) e posizionati sotto il labbro superiore, o appena sporgenti dalla stessa. I filamenti sono complanari, più o meno pelosi e sono adnati alla corolla. Le antere sono ravvicinate a coppie e sono biloculari; sono glabre o con ghiandole sessili. Le teche sono poco distinte, parallele o strettamente divergenti; la deiscenza è logitudinale; in qualche caso sono pubescenti. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato. Il nettario è ricco di sostanze zuccherine ed ha la forma di un anello o una cupola.
  • Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).[11] Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme ed è incluso nella corolla. Lo stigma è bifido con lobi subuguali o ineguali.

Il frutto è uno schizocarpo composto da 1 - 4 nucule con forme obovoidi o trigone, arrotondate e troncate o subtroncate all'apice; la superficie può essere liscia, glabra o ricoperta da peli ghiandolari (a volte anche semplici). I frutti spesso rilasciano i semi con facilità.

Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti, in particolare ditteri e imenotteri (impollinazione entomogama).[8]

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).[12] I semi hanno una appendice oleosa ricca di grassi, proteine e zuccheri (elaiosoma) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo.[13]

Distribuzione e habitat

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Le specie di questo genere hanno una distribuzione asiatica orientale con habitat tipici delle foreste e pendii collinari tropicali e subtropicali indonesiani o delle foreste montane giapponesi (Paraphlomis humilis).

La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi 7000 specie[5][14].

La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie; la tribù Paraphlomideae appartiene alla sottofamiglia Lamioideae e comprende un unico genere, Paraphlomis.[2] I generi Ajugoides e Matsumurella sono stati posti in sinonimia con Paraphlomis[1].

All'interno della sottofamiglia Lamioideae la tribù Paraphlomideae si trova in posizione di "gruppo fratello" del clade formato dalle seguenti tribù: Phlomideae, Leonureae, Marrubieae, Lamieae e Leucadeae.[9][15]

  1. 1 2 (EN) Paraphlomis, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 28 dicembre 2025.
  2. 1 2 Olmstead 2021.
  3. David Gledhill 2008, pag. 300.
  4. Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 23 novembre 2015.
  5. 1 2 3 Judd 2007, pag. 504.
  6. Strasburger 2007, pag. 850.
  7. Kadereit 2004, pag. 221.
  8. 1 2 3 Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it, 7 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  9. 1 2 (EN) Bendiksby M., Thorbek L., Scheen A.-C., Lindqvist C. & Ryding O., An updated phylogeny and classification of Lamiaceae subfamily Lamioideae, in Taxon, vol. 60, n. 2, 2011, pp. 471-484.
  10. Motta 1960, pag. 617.
  11. Musmarra 1996.
  12. Kadereit 2004, pag. 181.
  13. Strasburger 2007, pag. 776.
  14. (EN) Accepted genera of Lamiaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 10 dicembre 2025.
  15. (EN) Scheen A.-C., Bendiksby M., Ryding O., Mathiesen C., Albert V.A., and Lindqvist C., Molecular Phylogenetics, Character Evolution, and Suprageneric Classification of Lamioideae (Lamiaceae), in Annals of the Missouri Botanical Garden, vol. 97, n. 2, 2010, pp. 191-217.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore. Volume 2, 1960, p. 617.
  • David Gledhill, The name of plants (PDF), Cambridge, Cambridge University Press, 2008. URL consultato il 23 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, p. 850, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
  • Richard Olmstead, A Synoptical Classification of the Lamiales. Version 2.8.0 (PDF), 2021.
  • Kadereit J.W, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VII. Lamiales, Berlin, Heidelberg, 2004, p. 226.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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