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Gozzo (anatomia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
In senso orario, partendo da sinistra:
  1. Pulcino di fenicottero maggiore nutrito con latte di gozzo allo zoo di Basilea;
  2. Piccione, insieme al suo pulcino, noto per la produzione di latte del gozzo;
  3. Particolare di un'illustrazione di anatomia degli uccelli (il gozzo è indicato dal numero 4);
  4. Due esemplari di caicco ventrebianco con il gozzo ingrossato dopo aver nutrito i pulcini.

Il gozzo, anche chiamato ingluvie, è una parte dell'apparato digerente di alcuni animali che ha la funzione di depostio temporaneo di cibo. È presente negli uccelli, negli insetti, nei gasteropodi e nei lombrichi.

Negli uccelli è situato nei pressi dell'esofago, viene utilizzato come magazzino del cibo prima dell'inizio della digestione. Nel gozzo di alcuni uccelli è contenuto il latte, utilizzato nella nutrizione dei pulcini.

Nell'apparato digestivo degli uccelli, il gozzo è un rigonfiamento dell'esofago, si trova alla base del collo. Come nella maggior parte degli organismi che possiedono un gozzo, viene usato per immagazzinare temporaneamente il cibo. Non tutte le specie di uccelli ne possiedono uno.

Nei colombi adulti, due sacche laterali del gozzo possono produrre latte del gozzo per nutrire i pulcini appena nati.[1] I piccioni lo usano per nutrire i piccoli fino a 8-10 giorni dalla schiusa. Una razza domestica di piccione è persino allevata per esagerare il comportamento tipico di gonfiaggio del gozzo in modo che questo si gonfi molto più del normale.

Anche altri gruppi di uccelli, come i fenicotteri e i pinguini imperatore producono latte del gozzo.

Gli uccelli spazzini, come gli avvoltoi, si abbuffano quando il cibo è abbondante, facendo gonfiare il loro gozzo. Successivamente si siedono, sonnolenti o semi torpidi, per digerire.

La maggior parte dei rapaci, inclusi falchi, aquile e avvoltoi (come indicato sopra), possiedono un gozzo; tuttavia, i gufi no. Allo stesso modo, tutte le vere quaglie hanno un gozzo, ma le quaglie tridattile no. Galline, tacchini, anatre[2] e oche[3] possiedono un gozzo, così come i pappagalli.[4]

Alcuni uccelli estinti, come gli Enantiornithes, non avevano il gozzo.[5]

Negli insetti, il gozzo è un diverticolo che si trova nell'intestino anteriore (stomodeo)[6] e che può raggiungere dimensioni tali da diventare un vero e proprio serbatoio fino a occupare anche parte dell'addome. Le funzioni del gozzo possono in questi casi assumere una specificità tale da giustificare l'attribuzione di particolari denominazioni.

Nelle api, è una sacca, detta "borsa melaria". Il nettare che l'ape vi deposita,[7] a contatto con le secrezioni salivari, comincia a trasformarsi in miele. Ciascuna ape, nell'ingluvie, può contenere fino a 2 mg di miele.

Formiche del genere Camponotus nel comportamento della trofallassi

Anche altri imenotteri usano il gozzo per immagazzinare cibo liquido. Il gozzo negli insetti eusociali, come le formiche, si è specializzato per essere distensibile, e questa specializzazione consente una comunicazione importante tra gli insetti coloniali attraverso la trofallassi.[8]

Completamente differente è invece la funzione nelle zanzare, dove acquisisce la denominazione di borsa del sangue. In altri insetti, infine, acquisisce una funzione aerostatica riempiendosi d'aria[non chiaro] e perdendo del tutto la sua funzione originaria.

Anche i lombrichi possiedono un gozzo, è situato tra l'esofago e il ventriglio e viene usato per depositare temporaneamente il cibo.[9]

  1. Gordon John Larkman Ramel, The Alimentary Canal in Birds, su earthlife.net, 29 settembre 2008. URL consultato il 16 dicembre 2008.
  2. Jalaludeen, R. Richard Churchil e Elisabeth Baéza (a cura di), Duck Production and Management Strategies, 2022, DOI:10.1007/978-981-16-6100-6, ISBN 978-981-16-6099-3.
  3. Chapter 3. DIGESTIVE PHYSIOLOGY, su fao.org.
  4. Diane Grindol, Five Pet Parrot Facts, su Lafeber Company, 12 dicembre 2013. URL consultato il 6 novembre 2021.
  5. Jingmai K. O'Connor e Zhonghe Zhou, The evolution of the modern avian digestive system: Insights from paravian fossils from the Yanliao and Jehol biotas, in Palaeontology, vol. 63, n. 1, 2020, pp. 13-27, Bibcode:2020Palgy..63...13O, DOI:10.1111/pala.12453.
  6. Lorrianne K. Sal, Digestion: An imperative process for insects., su deshasil.wixsite.com, 12 febbraio 2017.
  7. Honeybee Biology, su plantphys.info, 1994. URL consultato il 16 dicembre 2008.
  8. Adria C. Leboeuf, Patrice Waridel, Colin S. Brent, Andre N. Gonçalves, Laure Menin, Daniel Ortiz, Oksana Riba-Grognuz, Akiko Koto, Zamira G. Soares, Eyal Privman, Eric A. Miska, Richard Benton e Laurent Keller, Oral transfer of chemical cues, growth proteins and hormones in social insects, in eLife, vol. 5, 2019, DOI:10.7554/eLife.20375, PMC 5153251, PMID 27894417.
  9. (EN) Earthworms, su sas.upenn.edu. URL consultato il 15 gennaio 2026.

Collegamenti esterni

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