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Cassano Magnago

Coordinate: 45°41′N 8°50′E
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Cassano Magnago
comune
Cassano Magnago – Stemma
Cassano Magnago – Bandiera
Cassano Magnago – Veduta
Cassano Magnago – Veduta
Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lombardia
Provincia Varese
Amministrazione
SindacoPietro Ottaviani (lista civica Poliseno) dal 26-6-2022
Territorio
Coordinate45°41′N 8°50′E
Altitudine261 m s.l.m.
Superficie12,34 km²
Abitanti21 460[1] (28-2-2026)
Densità1 739,06 ab./km²
Comuni confinantiBusto Arsizio, Cairate, Carnago, Cavaria con Premezzo, Fagnano Olona, Gallarate, Oggiona con Santo Stefano
Altre informazioni
Cod. postale21012
Prefisso0331
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT012040
Cod. catastaleC004
TargaVA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 909 GG[3]
Nome abitanticassanesi
Patronosan Maurizio
Giorno festivo22 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cassano Magnago
Cassano Magnago
Cassano Magnago – Mappa
Cassano Magnago – Mappa
Posizione del comune di Cassano Magnago nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Cassano Magnago (Cassan Magnagh in dialetto varesotto AFI: [kaˈsãː maˈɲɑːk]) è un comune italiano di 21 460 abitanti[1] della provincia di Varese in Lombardia.

Geografia fisica

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Il comune ha una superficie territoriale con un'altimetria che varia dai 242 m s.l.m. ai 321 m s.l.m.

Cassano Magnago è bagnata da numerosi torrenti. Il torrente Rile, proveniente dalla zona collinare di Caronno Varesino, attraversa il centro di Cassano sotto il livello stradale, torna allo scoperto a sud del centro, scorrendo rettilineo verso Busto Arsizio, dove sfocia insieme al Tenore in un'area naturale di spagliamento, oggi confinata da una serie di vasche. A nord del centro cassanese, il Rile riceve le acque del torrente Riofreddo, che nasce tra Cassano e Oggiona con Santo Stefano. In questa zona, proprio vicino al centro sportivo Milanello (di cui due terzi del terreno sono proprio nel territorio di Cassano Magnago), sono presenti importanti vasche di contenimento che negli ultimi anni hanno salvato la sua popolazione da pericolose e nefaste alluvioni.[4]

È presente sul territorio comunale anche un laghetto denominato Boza, le cui acque di scolo finiscono nella valle del torrente Arno, che era originariamente una cava di argilla mentre oggi è adibita a oasi LIPU. A nord est il torrente Arno lambisce Cassano. Presso San Martino confluisce nel Rile il modesto torrente Valle Pozzolo, che scorre tombinato nel tratto finale. Nella zona sud ovest di Cassano si trova il torrente Tenore, che scorre tra le campagne fino a raggiungere Busto Arsizio, dove a nord della città raccoglie le acque del Rile.[4]

Origini del nome

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Il nome Magnago deriverebbe, secondo il "Dizionario di toponomastica lombarda" del 1931 e secondo il "Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani" del 1990, dal nome di un proprietario latino di nome Manius o Magnius a cui è stato aggiunto il suffisso -acus che ne indicherebbe il possesso mentre Cassano deriverebbe da contrata Santa Maria apud Cerro Cassani, dal nome del proprietario latino Cassius, col suffisso -anus.[5][6]

André Martinet, massimo esponente della linguistica e a suo tempo professore alla Sorbona, sostiene invece che la parola "cassano" derivi dal nome gallico della quercia *kastano-s.[7] Questa seconda tesi è ulteriormente rafforzata dal fatto che, già dall'epoca dei Celti, un cerro (Quercus cerris) era collocato al centro dell'attuale piazza Santa Maria, una delle più antiche della città.[8]

Si ritiene che Cassano fosse abitata sin da epoche remote, ipotesi sostenuta dal ritrovamento di un reperto archeologico, un'urna cineraria risalente al periodo tra il 600 e il 450 a.C., riconducibile alla cultura di Golasecca (dal 1000 al 500 a.C.). Nei secoli successivi giunsero nel paese nuove migrazioni di popoli. La zona tra il Ticino e l'Adda fu occupata dagli Insubri e pare che il nome di Cassano Magnago derivi proprio da questa antica popolazione celta. Ritrovamenti poi dell'epoca romana sono dati da tipi vari di sepoltura, monete bronzee, ecc.[8][9]

Nel XV secolo vi era contrata Magnaghi, corrispondente alla parrocchia di San Giulio. Tito Livio ne "Annales" racconta che nel 225 a.C., quando i Romani conquistarono Milano, gli Insubri più agguerriti si rifugiarono sulle colline del varesotto e del comasco, fondando 28 cittadelle fortificate con le quali si opposero ai Romani con grande ostinazione fino al 196 a.C.[10][11] Da ciò possiamo dedurre che nel 225 a.C. esisteva una linea fortificata dal Seveso al Ticino che correva lungo la fascia collinare dove è situata anche Cassano Magnago.[10] La difesa del territorio, chiamata "Seprio", costò agli Insubri oltre quarantamila morti, ma ottennero una pace onorevole e il diritto di eleggere i propri rappresentanti al Senato.[8][10][11]

Per i popoli indoeuropei la quercia era l'albero sacro alla massima divinità, tanto che Plinio il Vecchio, nella sua Storia naturale cita il foedo Cassianum (federazione della quercia) un'alleanza tra le città latine sacra a Giove Cassio, il dio della quercia.[8][12] Ciò evidenzia l'antica importanza della piazza, detta Valascia, situata davanti alle Santa Maria, dove è situato un antico cerro. Questo toponimo originato dal sanscrito Varahi (centro spirituale) indica che la piazza era già un luogo sacro prima della nascita del Cristianesimo. A conferma della sacralità di questo toponimo nell'alta val Leventina (situata nel Canton Ticino), dove si trovava anticamente il regno dei Leponzi, c'è un altipiano situato a mille metri di quota con lo stesso nome e le due località situate in quel territorio si chiamano Ambrì e Piotta la cui etimologia ci porta a "centro del piatto" (come Mediolanum) con lo stesso significato di ambone, podio sul quale predicavano i sacerdoti, derivante dall'indoeuropeo Omphalos (ombelico o centro spirituale). È ipotizzato quindi che per gli Insubri "Cassano Maghnach" e la sua "Valascia" erano un luogo sacro.[8]

Età medievale

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Documenti antichi che parlano di Cassano risalgono al 1152. Nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani del Canonico Goffredo da Bussero, si apprende che allora esistevano quattro chiese a Cassano:

Confermata anche dagli atti della visita pastorale dell'Arcivescovo Gabriele Sforza del 1455 nei quali sono citate anche la Chiesa di Sant'Anna, allora dedicata al culto di San Giorgio. [14]

È inoltre accertata la presenza, dalla metà del XIV secolo, di due monasteri femminili (quello delle Umiliate sino al 1567).

Nel 1287 l'arcivescovo Ottone Visconti fece distruggere la roccaforte di Castelseprio e fece erigere un castello in Cassano Magnago tuttora esistente. Un'effigie marmorea dell'arcivescovo era inserita nelle mura del castello: probabilmente è scomparsa quando il castello fu rifatto nel 1808 per volere dei marchesi Del Pozzo. Della costruzione ottoniana è rimasto intatto, infatti, solo l'ingresso settentrionale. Il bellicoso arcivescovo forse non fece altro che rimaneggiare delle opere militari preesistenti. Oltre ai Visconti altre famiglie nobili furono importanti per la storia cassanese. In un documento del marzo 1364 sono nominati i Cagnola di Cassano Magnago[15]: il loro cognome è legato all'origine della chiesa che era dedicata a San Rocco in Soiano, di cui diventarono patroni i Bossi, nobili milanesi. A loro subentrarono gli Agazzini e infine gli Oliva che presero il loro posto nel 1800. Più legati alla parrocchia di San Giulio furono i Crespi, che diedero alla parrocchia tre parroci: Bernardino (1516), Gaspare (1568) e Donato (1583).[8][4]

Anche questo territorio nel XVII secolo non fu risparmiato dalla peste, arrivata con il passaggio dei Lanzichenecchi durante la Guerra dei trent'anni e descritta con dovizia di particolari dal Manzoni.[16] Il primo paese a esserne colpito fu Busto Arsizio nel dicembre 1629. Tutti i paesi vicini manifestarono la loro solidarietà: Cassano Magnago contribuì con mezzo sacco di pane, alcune dozzine di uova, una staia e mezzo di legumi e due carri di paglia.[8]
Nel 1630 anche il paese fu colpito dalla terribile epidemia: non sono presenti dati precisi sui decessi, ma è certo che fra le vittime ci fu l'allora parroco della Chiesa di Santa Maria del Cerro Francesco Pellegatta.[8]

Giovan Battista Maino

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Il 7 febbraio 1690 nacque Giovan Battista, settimo figlio di Bartolomeo Maino e Margherita Borsa, a san Giulio che divenne una delle più autorevoli personalità artistiche nella scultura del suo tempo. Di Giovan Battista Maino Cassano Magnago conserva una statua marmorea, prodotta dal cognato, Domenico Scaramucci, seguendo il suo modellino in gesso, nella Chiesa di San Giulio.[8]

Età Contemporanea

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Dal Settecento al 1848

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La fine del XVIII secolo portò anche a Cassano Magnago le conseguenze della Rivoluzione francese e dell'avventura napoleonica. Dalle chiese spariscono le cose preziose e il comune perde 3 186 lire quando passa di qui l'esercito di Suvorov nel 1799. In questa occasione l'abate De Rossi di Cassano Magnago considerato “giacobino” è ricercato dalla polizia austriaca ma riesce a sfuggire alla cattura con grande disappunto dei signori gallaratesi bersaglio delle sue “prediche repubblicane”. Un'altra figura tipica di questo periodo inquieto è quella di Antonio Mazzucchelli, che raggiunse i più alti gradi dell'esercito napoleonico con il quale partecipò alle campagne di Prussia, Spagna, Svezia e Austria. Conclusa l'epopea napoleonica Mazzucchelli riottenne lo stesso grado nell'esercito austriaco e morì a Cassano il 18 gennaio 1845.[17] Ben documentata è la restaurazione postnapoleonica per le rivendicazioni dei nobili e le notificazioni dell'Impero austriaco. Nel 1848 Cassano Magnago offrì per la causa nazionale “410,14 lire austriache oltre ad oggetti preziosi”.[8]

Dal 1849 all'Unità d'Italia

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La rivoluzione delle Bandiere
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Poco prima dell'inizio della Seconda guerra di indipendenza italiana, il 21 marzo 1859 durante l'estrazione chiamata dall'Impero Austro-Ungarico dei soldati di leva, avvenne uno scontro tra i cittadini di Cassano e Gallarate che si azzuffarono con i filo-austriaci di Cardano e Verghera a causa dell'esposizione, da parte di quest'ultimi, della bandiera imperiale austriaca. Lo scontro, vinto dai cassanesi e dai gallaratesi è un segno importante per la storia locale di partecipazione al Risorgimento.[8]

Integrazione nel Regno di Sardegna
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Dal 23 ottobre 1859 il comune di Cassano Magnago sì unì, assieme alle altre provincie lombarde, al regno di Sardegna smettendo di far parte del regno Lombardo-Veneto.[8][18][19]

L'impresa garibaldina
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L'impresa garibaldina vide in primo piano il cassanese Daniele Carabelli, trombettiere dei Mille a Calatafimi il 15 maggio 1860 citato anche nel Da Quarto al Volturno: " ... suona ancora all'orecchio di chi vi era lo squillo del Carabelli trombettiere dei Carabinieri, che durante il combattimento non cessò un istante di suonare …squilla ancora la sua tromba nella memoria di chi la udì".[8][20][21][22]

Un altro garibaldino, Carlo Antognini, si legò a Cassano Magnago seguendo il suocero, l'illustre medico Angelo Dubini già diventato cittadino del comune nel 1878 e successivamente Sovrintendente alle scuole elementari, essendo eletto consigliere comunale nel 1896 e restato in carica 10 anni. Alla sua morte la città gli ha dedicato una via.[8][23]

Dall'Unità d'Italia alla seconda guerra mondiale
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Dopo l'Unità d'Italia a Cassano Magnago l'economia agricola, fondata sulla viticoltura e la produzione dei cereali, lasciò il posto allo sviluppo industriale, caratterizzato dall'industria laterizia, sviluppatasi nella nostra zona per opera dell'industriale Eugenio Cantoni, e da una certa diffusione dell'attività orafa.[8]

La trasformazione economica mutò anche il tessuto sociale del paese dando vita a nuove forme di associazione. È del marzo 1873 la fondazione della Società operaia di mutuo soccorso, il cui nome è ancora leggibile sull'esterno dell'ex sede della polizia locale in via Marconi, dove la Società ebbe la sua ultima sede prima dello scioglimento decretato nel 1925 dai fascisti locali. I cattolici, che si trovavano in posizione critica di fronte allo stato liberal-borghese, ma non estraniati dagli avvenimenti politici, diedero vita a San Giulio nel 1896 al locale Comitato Parrocchiale, cui aderirono ventotto membri. I fatti di sangue dei moti di Milano e i decreti di scioglimento delle associazioni cattoliche del generale Bava Beccaris nel maggio 1898 ne provocarono la fine.[8]

Non mancarono neppure le vertenze sindacali e gli scioperi, uno dei quali avvenne nel febbraio-marzo 1903 presso gli stabilimenti Ottolini di Cedrate, al quale furono interessate circa 600 tessitrici, in buon numero di Cassano Magnago. L'astensione dal lavoro, conclusasi dopo venti giorni con una sconfitta delle operaie, fu caratterizzata soprattutto dalle aspre polemiche fra la lega cattolica e la Camera del Lavoro, che per circa un mese si scambiarono insulti e calunnie dalle colonne dei rispettivi giornali, La Battaglia e Popolo e Libertà. A Cassano Magnago si tenne il 25 marzo in piazza Corte (l’attuale piazza Italia) un comizio socialista di proteste «contro le vigliacche e infami calunnie della democrazia cristiana» con l’intervento di Francesco Buffoni allora all’inizio della sua carriera politica e sindacale.[8]

All’inaugurazione del nuovo vessillo della Camera del Lavoro di Gallarate avvenuta nel maggio 1914, alla quale intervennero: la Lega Orefici, il Circolo Socialista, il Circolo Giovanile Socialista, la Lega Muratori, il Circolo Famigliare, il Circolo Cooperativo, il Forno Cooperativo e la Fornace Cooperativa ci offre l'opportunità di verificare l'estensione delle organizzazioni socialiste a Cassano alla vigilia della prima guerra mondiale, vista la presenza di personalità importanti come Benito Mussolini, ormai alla fine della sua militanza socialista.[8]

Il gonfalone

Le due guerre mondiali segnarono una dolorosa pausa nel benessere cittadino. Ai caduti ed ai dispersi si aggiunsero quattro volontari della libertà: Albino Bonicalza, Franco Brogioli, Alvaros Colombo e Gianni Mazzel.[8]

Gli anni seguenti videro un’ulteriore espansione industriale e demografica tale da formare due nuovi popolosi rioni, Villa e Boschirolo, riuniti sotto la nuova parrocchia di San Pietro fondata il 7 settembre 1969.[8]

Nel 1947 don Carlo Gnocchi fondò, nella cittadina cassanese, una delle sue prime case per i Mutilatini.[8]

Lo stemma comunale è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 14 aprile 1929.[24]

«Di rosso, alla croce d'argento, caricata nel centro di un biscione di verde, ondeggiante in palo, coronato all'antica d'oro, ingollante un putto di carnagione, accostato nel braccio destro della croce dalla lettera maiuscola C ed in quello sinistro dalla lettera M, entrambe di nero; la croce accantonata nel 1° e 2° quartiere da una rosa a cinque foglie d'argento. Ornamenti esteriori da Città.»

Il gonfalone, concesso con decreto del Presidente della Repubblica dell'8 aprile 1999, è un drappo partito di bianco e di verde.[24]

Cassano Magnago è stata elevata al rango di città a seguito del decreto del presidente della Repubblica del 10 novembre 1997.[24]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
«Decreto del Presidente della Repubblica»
 10 novembre 1997[24]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Chiesa di Sant'Anna

Architetture religiose

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A Cassano Magnago ci sono quattro chiese principali: quella di Sant'Anna, quella di San Giulio, quella di San Pietro e quella di Santa Maria. Agli ultimi tre appartiene un oratorio ciascuno.

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[25]

Etnie e minoranze straniere

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Al 1 gennaio 2025 la popolazione straniera è di 1 392 persone, pari al 6,5% dei residenti. [26]

Nel territorio ha sede la compagnia "Teatranti" che mette in scena annualmente a scopo benefico commedie in dialetto varesotto.[27]

Infrastrutture e trasporti

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Fra il 1931[28] e il 1951[29] la località costituì il capolinea di una diramazione proveniente da Gallarate della tranvia Milano-Gallarate, gestita dalla STIE[30].

La città è collegata con i comuni limitrofi attraverso i pullman della FNMA, della STIE e della AMSC di Gallarate.

Amministrazione

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1950 Carlo Mazzucchelli PCI Sindaco
1950 1951 Gaetano Sommaruga PCI Sindaco
1951 1953 Oreste Mazzola PCI Sindaco
1953 1960 Carlo Mazzucchelli PCI Sindaco
1960 1970 Noè Gasparoli DC; PSDI Sindaco
1970 1975 Cesarino Saporiti DC; PSDI Sindaco
1975 1976 Mario Meriggi PCI; PSI; PSDI Sindaco
1976 1982 Luigi Regalia PCI; PSI; PSDI Sindaco
1982 1985 Enzo Fieni PCI; PSI; PSDI Sindaco
1985 1990 Alessandro Zaupa PSI; DC; PSDI Sindaco
maggio 1990 18 aprile 1993 Mario Rigamonti DC; PCI Sindaco
19 aprile 1993 20 novembre 1993 Giorgio Zanzi Commissario prefettizio
21 novembre 1993 15 novembre 1997 Domenico Uslenghi Lega Nord Sindaco
16 novembre 1997 26 maggio 2002 Domenico Uslenghi Lega Nord Sindaco
27 maggio 2002 10 giugno 2007 Aldo Morniroli Lega Nord; Forza Italia; Alleanza Nazionale Sindaco
11 giugno 2007 20 maggio 2012 Aldo Morniroli Lega Nord; Il Popolo della Libertà Sindaco
21 maggio 2012 12 giugno 2017 Nicola Poliseno Il Popolo della Libertà; Lista civica Nicola Poliseno sindaco; Unione di Centro Sindaco
13 giugno 2017 25 giugno 2022 Nicola Poliseno Lista civica Nicola Poliseno sindaco Sindaco
26 giugno 2022 in carica Pietro Ottaviani Lista civica Poliseno Sindaco

Il territorio di Cassano Magnago ha le seguenti squadre sportive:

  • Squadra di pallamano maschile: Cassano Magnago Handball Club
  • Squadra di pallamano femminile: Pallamano Femminile Cassano Magnago ASD
  • Squadra di pallamano: Virtus Cassano
  • Squadra di calcio: A.S. Union Villa Cassano
  • Squadra di pallavolo femminile: VBC Cassano
  • Squadra di ciclismo: Velo Club Cassano 1992
  • Squadra di ciclismo: G.S. S. Pietro
  • Squadra di Basket: Basket Cassano Magnago
  • Squadra di Rugby: Rosafanti Rugby
  • Boxe: Black Tiger
  • Sci: Sci Club Cassano Magnago
  • Enduro: Green Pistons
  • Atletica: Maratoneti Cassano
  • Subacquea: Onlysub C.M.
  • Squadra di ginnastica artistica: Arci Sport Cassano Magnago
  • Squadre di tchoukball: Cassano Hawks e Cassano Kites

Il 20 maggio 2023 Cassano Magnago è stata XIV tappa del Giro d'Italia 2023.[31][32][33][34]

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. 1 2 3 Cassano Magnago: cosa vedere e cosa fare, su ViaggiArt. URL consultato il 25 aprile 2026.
  5. Giovan Battista Pellegrini, Giuliano Gasca Queirazza e Carla Mercato, Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, 1990.
  6. Dante Olivieri, Dizionario di toponomastica lombarda, 1931.
  7. André Martinet, La flora, in L'indoeuropeo. Lingue, popoli e culture [L'indo-européen. Langues, peuples et cultures], collana Biblioteca Universale Laterza, traduzione di Mario Barba, V Edizione, Laterza, 2001 [1987], p. 262.
  8. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 Marco Pippione, Cassano Magnago. La Nostra Storia, Crespi Editore, 2002.
  9. Comune di Cassano Magnago, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 24 aprile 2026.
  10. 1 2 3 Sommaruga Rino - Cassano Magnago e gli Insubri, su www.cassano-magnago-e-gli-insubri.it. URL consultato il 24 aprile 2026.
  11. 1 2 Tito Livio, XXXIII, 36, 9-18
  12. Plinio il Vecchio, Naturalis historia.
  13. Cfr. Liber Notitiae Sanctorum Mediolani: manoscritto della biblioteca capitolare di Milano, a cura di Marco Magistretti e Ugo Monneret de Villard, Milano, tipografia Allegretti, 1917, 191 A, 230 C, 245 D, 256 B.
  14. CHIESA S. ANNA | I Luoghi del Cuore - FAI, su fondoambiente.it. URL consultato il 25 aprile 2026.
  15. Documento del marzo 1364
  16. Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, 1825/1827.
  17. Lapide murata nel cimitero di Cassano Magnago
  18. Comune di Cassano Magnago 1859 - 1971, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato l'11 maggio 2026.
  19. Comune di Cassano Magnago 1816 - 1859, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato l'11 maggio 2026.
  20. Lapide commemorativa, vecchia di San Giulio
  21. Giuseppe Cesare Abba, Da Quarto al Volturno.
  22. Memorie garibaldine, su VareseNews. URL consultato il 23 aprile 2026.
  23. i1000, Antongini Carlo, su La nascita di una Nazione, 19 novembre 2019. URL consultato l'11 maggio 2026.
  24. 1 2 3 4 Cassano Magnago, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 21 agosto 2022 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2022).
  25. Dati tratti da:
  26. Bilancio popolazione straniera a Cassano Magnago nel 2025, su tuttitalia.it.
  27. Red. 2017, Teatranti, 40 anni di risate benefiche: che successo per il nuovo spettacolo, su La Provincia Di Varese, 6 ottobre 2015. URL consultato il 24 aprile 2026.
  28. Giovanni Cornolò, Fuori porta in tram. Le Tranvie extraurbane milanesi 1876-1980, Ermanno Albertelli Editore, Parma, 1980, p. 107
  29. Giovanni Cornolò, Fuori porta in tram. Le Tranvie extraurbane milanesi 1876-1980, Ermanno Albertelli Editore, Parma, 1980, pp. 240-241
  30. Alessandro Albè, Guido Boreani, Giampietro Dall'Olio, La tramvia Milano - Gallarate, Calosci, Cortona, 1993. ISBN 9788877850867
  31. T. G. R. Lombardia, Sierre-Cassano Magnago: il Giro d'Italia arriva in Lombardia, su RaiNews, 20 maggio 2023. URL consultato il 26 aprile 2026.
  32. Giro d’Italia 2023: le tappe in Lombardia. Quando, dove, percorsi, montagne, su Il Giorno, 1º maggio 2023. URL consultato il 26 aprile 2026.
  33. Sergio Zaza, Da Cairate al traguardo in via Marconi: il percorso della tappa del Giro a Cassano, su MALPENSA24, 2 febbraio 2023. URL consultato il 26 aprile 2026.
  34. Tappa 14 del Giro d’Italia 2023: Sierre, Cassano Magnago, su Giro d'Italia 2026. URL consultato il 12 maggio 2026 (archiviato il 27 aprile 2026).

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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