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Monte Carasso

Coordinate: 46°11′N 9°00′E
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Monte Carasso
frazione
Monte Carasso – Stemma
Monte Carasso – Bandiera
Monte Carasso – Veduta
Monte Carasso – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera (bandiera) Svizzera
Cantone Ticino
DistrettoBellinzona
ComuneBellinzona
Territorio
Coordinate46°11′N 9°00′E
Altitudine237 e 238 m s.l.m.
Superficie9,7 km²
Abitanti3 052 (31-12-2024)
Densità314,64 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale6513
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5013
TargaTI
Nome abitantimontecarassesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Monte Carasso
Monte Carasso
Il territorio del comune di Monte Carasso prima degli accorpamenti comunali del 2017
Werner Friedli: Monte Carasso, fotografia storica (1946)
Chiesa della Santissima Trinità, a sinistra torre e mura dei Fortini della Fame
Fortificazioni, Fortini della Fame
Chiesetta di San Bernardo: interno con affreschi (2015)

Monte Carasso (in dialetto ticinese Muncherass[senza fonte]) è un quartiere di 3 052 abitanti della città svizzera di Bellinzona, sito nel Canton Ticino.

Geografia fisica

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Monte Carasso si trova a ovest del capoluogo cantonale Bellinzona, all’imbocco della profonda valle del Sementina e sulla riva destra del Ticino, nella pianura di Magadino. Il territorio comunale si estende dai 222 m s.l.m. sul Ticino a sud fino alla Cima d’Erbea a 2338 m s.l.m. a nord.

Gli abitanti del paese, suddiviso in quattro parti, un tempo vivevano prevalentemente nelle diverse frazioni ai piedi della montagna, come Urenn, Gaggio e Pedmunt. Una funivia conduce dal paese (230 m s.l.m.) attraverso la frazione ristrutturata di Curzútt (600 m s.l.m.) all’Alpe Mornera a 1347 m s.l.m. Si prosegue a piedi fino all'Alpe Albagno, situata a 1867  m s.l.m., dove si trova anche una capanna per il pernottamento.[1]

Il paese è menzionato per la prima volta nel 1348 con il nome di «Monte Carassio». Il significato del toponimo non è certo, ma potrebbe significare «montagna presso il luogo ripido e profondo, presso il precipizio».[1]

Nel Medioevo e nella prima età moderna, un rappresentante permanente del paese sedeva nel Consiglio di Bellinzona. Nel 1506 il villaggio ottenne il diritto di traghetto sul fiume Ticino. Dopo la distruzione del ponte di Torretta nel 1515, il traghetto rimase il collegamento più importante sul fiume fino alla sua ricostruzione nel 1815. Il numero di abitanti rimase praticamente costante dal 1591 (709 abitanti) al 1950 (1064 abitanti) e raddoppiò fino al 2000, raggiungendo i 2133 abitanti.[1]

Fino al 1º aprile 2017 è stato un comune autonomo che si estendeva per 9,70 km²; il 2 aprile 2017 è stato accorpato al comune di Bellinzona assieme agli altri comuni soppressi di Camorino, Claro, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Moleno, Pianezzo, Preonzo, Sant'Antonio e Sementina[2].

Monumenti e luoghi d'interesse

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  • Chiesa di San Bernardo: è l'antica parrocchiale, situata a mezza costa sulle falde del monte. L'originaria costruzione, un'aula orientata conclusa da un'abside semicircolare, fu edificata tra la fine dell'XII e l'inizio del XIII secolo[1]; l'attuale coro quadrangolare fu edificato entro il 1607, anno a cui risalgono gli affreschi che ornano l'abside[3]
  • Chiesa dei Santi Bernardino e Girolamo (XV secolo) in località Orenno[3];
  • Chiesa della Trinità, eretta nel 1665 in stile barocco; l'altare reca una ancona in stucco policromo di Carlo Antonio Martinelli[3];
  • Oratorio della Madonna di Loreto detto della Valle, edificio a navata unica coperta con volta a crociera, il coro poligonale è del XVII secolo e include una cappella del 1514; nella nicchia d'altare sta un affresco con la Madonna di Loreto tra i santi Bernardo da Mentone e Bernardino da Siena[3];
  • Opere del maestro della cosiddetta "scuola ticinese" di architettura Luigi Snozzi: nel paese si trovano numerosi edifici realizzati dall'architetto Snozzi, che a partire dagli anni 1980 ha ridisegnato il centro del paese: l'ex convento delle Agostiniane (fondato verso il 1450 e soppresso nel 1859) che oggi ospita la scuola elementare[4] e il centro culturale (1987/1993)[4], la palestra (1984)[4], blocco d'appartamenti Vedemonte (1974-1994)[4], Quartiere Morenal (1989-1996)[4], Casa Morisoli (1988-1989)[4], la cappella cineraria del cimitero (1983/1990)[4], la casa del sindaco (1984)[4] e la Banca Raiffeisen (1984)[4];
  • Albergo Mövenopick-Benjaminn (1989-1990) architetti Bruno Reichlin e Fabio Reinhart[4];
  • Casa d'appartamenti 1991-1996 (Mario Botta)[4];
  • Casa Roggero-Will 1992-1993 (architetto Roberto Briccola)[4];
  • Casa Briccola 1991 (Roberto Briccola)[4];
  • Casa Taragnoli a Carà de Pedmúnt con portico[4];
  • Le mura dei Fortini della Fame[4];
  • Ponte sospeso ‘’(Ponte Tibetano Carasc)‘’ sulla valle del Sementina, costruito nel 2015, lungo 270 metri[5].

Nel 1993 Monte Carasso ha ricevuto il Premio Wakker per l'esemplare tutela del paesaggio urbano. Nel 1998 è stata fondata la ‘'FONDAZIONE CURZÚTT - SAN BARNÁRD’' con l'obiettivo di rivitalizzare l'antico insediamento sulla Collina Alta, sopra il paese.[6]

Evoluzione demografica

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L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti[7]

Amministrazione

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Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini della frazione.[8]

Per secoli la popolazione si è dedicata alla pastorizia e all'agricoltura. A partire dalla metà del XIX secolo, numerosi abitanti emigrarono in America. Oggi Monte Carasso fa parte dell'agglomerato di Bellinzona e nel 2000 tre quarti della popolazione attiva erano pendolari.[1]

  • Unione Sportiva Monte Carasso[9]
  1. 1 2 3 4 5 6 Graziano Tarilli, Monte Carasso, in Dizionario storico della Svizzera, 22 gennaio 2024.
  2. Notifiche di mutazioni, su agvchapp.bfs.admin.ch.
  3. 1 2 3 4 Bernhard Anderes, Monte Carasso, in Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Porza, Edizioni Trelingue, 1980, pp. 28-31.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 AA.VV., Monte Carasso, in Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, pp. 48, 51, 52, 53, 54.
  5. Ponte sospeso a Carasc (con foto), su curzutt.ch.
  6. Curzutt, su curzutt.ch.
  7. Dizionario storico della Svizzera, Città di Bellinzona
  8. Patriziato di Monte Carasso (Mornera), su patriziato.mornera.ch.
  9. Unione Sportiva Monte Carasso, su matchcenter-ftc.football.ch.
  • AA.VV., Monte Carasso, in Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, pp. 48, 51, 52, 53, 54.
  • Bernhard Anderes, Monte Carasso, in Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Porza, Edizioni Trelingue, 1980, pp. 28-31.
  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Lugano, Tipografia e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, 1896.
  • Niklaus Flüeler, Monte Carasso, in Guida culturale della Svizzera, Zurigo, Ex Libris Verlag AG, 1982.
  • Virgilio Gilardoni, Monte Carasso, in Inventario delle cose d'arte e di antichità, Bellinzona, Edizioni dello Stato, 1955, pp. 241-255.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Viganello, Pramo Edizioni, 1997.
  • Johann Rudolf Rahn, Monte Carasso, in I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, traduzione di Eligio Pometta, Bellinzona, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, 1894, pp. 215-219.
  • Graziano Tarilli, Monte Carasso, in Dizionario storico della Svizzera, 22 gennaio 2024.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 124503242 · LCCN (EN) n96076749 · GND (DE) 4371332-4 · BNF (FR) cb14423960w (data) · J9U (EN, HE) 987007531118105171
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