Philip Pullman

Sir Philip Pullman (Norwich, 19 ottobre 1946) è uno scrittore britannico, famoso per la trilogia fantasy[1] Queste oscure materie.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Ha studiato all'Università di Oxford.
La sua trilogia bestseller Queste oscure materie - composta dai romanzi La bussola d'oro, La lama sottile e Il cannocchiale d'ambra - pur essendo indirizzata ai ragazzi, ha attirato anche un numero crescente di lettori adulti. I singoli volumi della trilogia hanno vinto diversi importanti premi letterari nel Regno Unito.
A Pullman è stato conferito l'Ordine dell'Impero britannico nella lista d'onori del capodanno 2004. Nel 2012 è stato insignito del titolo di duca di Cittagazze dal sovrano del Regno di Redonda per meriti letterari, conseguendo il "Literary Prize for 2012".
Nella serie di Sally Lockhart, ambientata verso la fine dell'800, noir che narra delle avventure di una ragazza rimasta orfana ed educata in modo poco classico per il suo tempo e che, aiutando quello che sarà il suo futuro amore a far fiorire e gestire uno studio fotografico, finendo per smascherare traffici nascosti, ingiustizie sociali e pirati ed infine aprendo una propria agenzia di consulenza economica, vengono trattati argomenti come i pogrom, l'inizio del socialismo, le persecuzioni antisemite a ridosso della prima guerra mondiale, le premesse alla nascita dello stato d'Israele e svariati altri fatti storici, romanzando ma offrendo spunti di riflessione e di approfondimento personale anche in un pubblico giovane o a quello che nei cicli scolastici dell'obbligo abbia visto terminare i programmi prima di tali eventi, o evitandoli e confrontandosi solo con le due guerre mondiali.
Controversie sull'opera di Pullman
[modifica | modifica wikitesto]La trilogia Queste oscure materie, che vede un'Europa governata da una teocrazia che mescola elementi cattolici e calvinisti, in cui la fisica è trattata come teologia sperimentale, e la presenza di una cosmogonia con riferimenti al Paradiso perduto di John Milton[3], è stata aspramente attaccata da alcuni gruppi cristiani (similmente a quanto è avvenuto con Harry Potter, anche se in questo caso le accuse sono più circostanziate, proprio per la conformazione dell'opera).
Alcuni, come Peter Hitchens, affermano che Pullman segua un'agenda anti-cristiana[4], basandosi sugli articoli di critica che ha scritto sulle cronache di Narnia di C.S. Lewis, in cui arriva ad usare il termine "propaganda"[5] per certi passaggi e sulla cattiva luce in cui è messa la "Chiesa" nella trilogia.
Alcuni, come il già citato Hitchens, vedono in Queste oscure materie una risposta diretta alla serie di C.S. Lewis per i suoi elementi cristiani.[6] Tali tesi mirano a sostenere come l'ambientazione di Pullman ricalchi quella di Lewis: mondi paralleli e il loro destino a rischio; bambini davanti a scelte morali da adulti; allegorie religiose e "animali" parlanti[7]. Un'altra similitudine riscontrata dai sostenitori di questa ipotesi è la presenza di una bambina che si nasconde in un armadio nei primi capitoli de La bussola d'oro, primo volume de Queste oscure materie e Il leone, la strega e l'armadio, primo volume pubblicato della serie di Narnia. Se, nell'opera di Lewis, Lucy Pevensie finisce nell'Armadio perché rimane sola, la protagonista di Pullman ci si nasconde per non essere scoperta mentre curiosa nelle stanze degli accademici.[8] Le critiche di Pullman al ciclo di Narnia, sono comunque condivise e diffuse in commentatori di area liberale, come Polly Toynbee.[9]
Pullman, che è ateo, ha criticato soprattutto l'uso di una cura fittizia contro il cancro in uno dei libri di Narnia, cosa che avrebbe dato speranza ai bambini lettori che avevano conoscenti, familiari o amici che ne soffrivano[senza fonte]. Ha anche criticato il modo in cui Lewis esclude il personaggio di Susan dalle scene finali nel paradiso di L'ultima battaglia, dicendo che «scende nell'inferno» a causa del suo crescente attaccamento terreno e al suo rifiuto di Narnia[5]. I fan di Lewis sostengono che Pullman esageri; Lewis non ha mai accennato al destino finale di Susan e mai ha escluso la sua possibilità di raggiungere più tardi i suoi amici nel paradiso.
Le critiche a Queste oscure materie prima dell'uscita del primo film tratto dalla trilogia (dicembre 2007), rimangono limitate al mondo britannico, ma non hanno trovato l'appoggio della chiesa anglicana. Anzi, il massimo esponente della Chiesa d'Inghilterra, l'Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, in un confronto con lo stesso autore[10] ha evidenziato il fatto che gli attacchi di Pullman si concentrano sui vincoli dogmatici e l'uso della religione come strumento di oppressione, e non sul cristianesimo stesso. L'arcivescovo propone persino il trattamento di Queste oscure materie nelle lezioni di religione a scuola, in quanto sarebbero utili per meglio indirizzare le inadeguatezze di certi corsi di religione.[11]
Opere
[modifica | modifica wikitesto]Trilogia di Queste oscure materie
[modifica | modifica wikitesto]- La bussola d'oro, Salani 1996 (Northern Lights, 1995)
- La lama sottile, Salani 1997 (The Subtle Knife, 1997)
- Il cannocchiale d'ambra, Salani 2001 (The Amber Spyglass, 2000)
Trilogia Il Libro della Polvere
[modifica | modifica wikitesto]- La belle sauvage, Salani 2017 (La Belle Sauvage, 2017)
- Il regno segreto, Salani 2020 (The Secret Commonwealth, 2019)
- The Rose Field (2025)
Opere collegate
[modifica | modifica wikitesto]- La Oxford di Lyra, Salani 2004 (Lyra's Oxford, 2003)
- Once Upon a Time in the North (2008)
- The Collectors (2014)
- Serpentine (2020)
- The Imagination Chamber (2022)
Saga di Sally Lockhart
[modifica | modifica wikitesto]- Il rubino di fumo, Mondadori 1997 (The Ruby in the Smoke, 1985)
- L'ombra del nord, Mondadori 1998 (The Shadow in the North, 1986). È stato pubblicato precedentemente anche come La rivincita di Sally
- La tigre nel pozzo, Salani 2005 (The Tiger in the Well, 1990)
- La principessa di latta, Salani 2006 (The Tin Princess, 1994)
Duologia di The New-Cut Gang
[modifica | modifica wikitesto]- Il falsario e il manichino di cera, Salani 2008 (Thunderbolt's Waxwork, 1994)
- Il fiammifero svedese e il segreto dell'amore, Salani 2008 (The Gas-Fitters' Ball, 1995)
- La banda di Benny Kaminsky e i misteri di Londra, Salani 2023 (Ed. Omnibus)
Romanzi autoconclusivi
[modifica | modifica wikitesto]- The Haunted Storm (1972)
- Galatea (1976)
- Il conte Karlstein e la leggenda del demone cacciatore, Salani 2003 (Count Karlstein, 1982)
- How to be Cool (1987)
- Jack il diavolo a molla. Una storia di coraggio e crudeltà, Salani 2009 (Spring-Heeled Jack: A Story of Bravery and Evil, 1989)
- Il ponte spezzato, Salani 2006 (The Broken Bridge, 1990)
- Farfalla Tatuata, Salani 2009 (The Butterfly Tattoo, 1998). Pubblicato precedentemente come The White Mercedes (1981)
- La fabbricante di fuochi d'artificio, Mondadori 2003 (The Firework-Maker's Daughter, 1995)
- L'orologio meccanico, Mondadori, 2003 (Clockwork, or All Wound Up, 1996)
- Ero un topo, Salani 2000 (I was a Rat! or The Scarlet Slippers, 1999)
- Lo spaventapasseri e il suo servitore, Salani 2006 (The Scarecrow and his Servant, 2004)
- Il buon Gesù e il cattivo Cristo, Ponte alle Grazie 2010 (The Good Man Jesus and the Scoundrel Christ, 2010)
- Le fiabe dei Grimm per grandi e piccoli, Salani 2013 (Fairy Tales From The Brothers Grimm, 2012)
Libri illustrati
[modifica | modifica wikitesto]- The Wonderful Story of Aladdin and the Enchanted Lamp (1993)
- Mossycoat (1998)
- Puss in Boots: The Adventures of That Most Enterprising Feline (2000)
Piéce teatrali
[modifica | modifica wikitesto]- Frankenstein (1990)
- Sherlock Holmes and the Limehouse Horror (1992)
Non-fiction
[modifica | modifica wikitesto]- Ancient Civilizations (1978)
- Using the Oxford Junior Dictionary (1978)
- Daemon Voices: Essays on Storytelling (2017)
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]— 31 dicembre 2003
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Sul termine fantasy ha dichiarato: Non sono uno scrittore di fantasy. Utilizzo un genere solo per parlare di cose profondamente vere. Da Il Messaggero del 27 aprile 2007, pagina 22
- ↑ Da Il Messaggero del 27 aprile 2007, pagina 22
- ↑ Lo stesso titolo Queste oscure materie è un verso del Paradiso perduto, citato in apertura nel primo libro
- ↑ Hitchens, Peter, 'This is the most dangerous author in Britain', su home.wlv.ac.uk, The Mail on Sunday. URL consultato il 21 settembre 2006 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2013).
- 1 2 Pullman, Phillip, The Darkside of Narnia, The Guardian, archived on The Cumberland River Lamp Post, 1º ottobre 1998. URL consultato il 30 gennaio 2007 (archiviato dall'url originale il 16 novembre 2010).
- ↑ Hitchens, Peter, A labour of loathing, The Spectator. URL consultato il 21 settembre 2006 (archiviato dall'url originale il 3 settembre 2006).
- ↑ In realtà gli "animali parlanti" di Pullman rappresentano una manifestazione fisica dell'anima dell'individuo, ricollegabile, anche per la scelta della terminologia al Daimon, voce interiore socratica. Mentre in Lewis gli animali parlanti sono esseri senzienti ed autonomi, che si differenziano dagli animali non parlanti, comunque presenti in Narnia
- ↑ L'armadio può essere visto come punto di partenza del viaggio di Lyra, ma in realtà pur fornendo uno snodo per la trama, i viaggi successivi sono ad esso indipendenti.
- ↑ Toynbee, Polly, 'Narnia represents everything that is most hateful about religion', The Guardian. URL consultato il 21 settembre 2006.
- ↑ Robert Butler, The Dark Materials debate: life, God, the universe..., The Telegraph, 17 marzo 2004. URL consultato il 28 aprile 2007.
- ↑ Jonathan Petr, Williams backs Pullman (XML), The Telegraph, 3 marzo 2004. URL consultato il 28 aprile 2007.
- ↑ New Year Honours List United Kingdom (PDF), su thegazette.co.uk. URL consultato il 28 dicembre 2018.
Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Philip Pullman
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Philip Pullman
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su philip-pullman.com.
- (EN) Siobhan Dowd, Philip Pullman, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Philip Pullman, su The Encyclopedia of Science Fiction.
- (EN) Opere di Philip Pullman, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Bibliografia di Philip Pullman, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
- (EN) Philip Pullman, su Goodreads.
- Bibliografia italiana di Philip Pullman, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com.
- (EN) Philip Pullman, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Philip Pullman, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Philip Pullman, su Comic Vine, Fandom.
- (EN) Philip Pullman, su IMDb, IMDb.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 115199438 · ISNI (EN) 0000 0001 2148 4356 · SBN CFIV112491 · Europeana agent/base/60343 · LCCN (EN) n79026451 · GND (DE) 120578417 · BNE (ES) XX937656 (data) · BNF (FR) cb12203397j (data) · J9U (EN, HE) 987007308224105171 · NSK (HR) 981005781022309366 · NDL (EN, JA) 00723263 · CONOR.SI (SL) 5736035 |
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