Saranda
| Saranda comune | |
|---|---|
| (SQ) Saranda | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Prefettura | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Adrian Gurma (PS) |
| Territorio | |
| Coordinate | 39°52′30″N 20°00′36″E |
| Altitudine | 0,8 m s.l.m. |
| Superficie | 58,96 km² |
| Abitanti | 22 613 (2023) |
| Densità | 383,53 ab./km² |
| Altre informazioni | |
| Lingue | albanese, greco |
| Cod. postale | 9701-9703 |
| Prefisso | +355 (0)85 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Targa | SR fino al 16/02/2011 |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Saranda (in albanese Sarandë, in greco Aghioi Sarànda, Άγιοι Σαράντα), è un comune albanese situato nella prefettura di Valona, in corrispondenza della costa ionica nel sud dell'Albania.[1][2][3]
In italiano era precedentemente conosciuta coi nomi Santi Quaranta (dall'antico monastero sulla collina dei "40 Santi") e, dal 1940 al 1944, Porto Edda (in onore di Edda Ciano); è una delle principali mete turistiche della costa albanese.
In seguito alla riforma amministrativa del 2015, è stato accorpato a Saranda il comune di Ksamil, portando la popolazione complessiva a 20 227 abitanti (dati censimento 2011).
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome della città deriva dal greco ("Αγιοι Σαράντα", ovvero "quaranta Santi", in riferimento ai Quaranta martiri di Sebaste ai quali era dedicato un monastero bizantino adiacente).[4]
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]La città si affaccia su una piccola baia aperta verso meridione e circondata da colline, di fronte alla città si estende l'isola greca di Corfù. Una stretta catena collinare la separa dalle pianure situate ad oriente, la formazione collinare si estende a meridione fino al canale di Vivari e a nord della città si eleva fino ai 600 m di altitudine.
Sulla collina chiamata Mali i Lëkurësit, situata a sud-est del centro cittadino nel medioevo venne eretta una fortezza.
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]A seconda delle fonti Saranda ha una popolazione fra i 15.500[5] e i 38 000 abitanti[6].
Nella città esiste anche una minoranza greca[7][8], motivo per cui a Saranda esistono diverse scuole greche.
Parte della popolazione della città, per fuggire all'instabilità politico-economica, è emigrata in Grecia nei primi anni novanta.
Economia
[modifica | modifica wikitesto]La fonte di ricchezza principale è costituita dai numerosi turisti, perlopiù albanesi, Saranda è infatti una popolare meta balneare. Negli ultimi anni il turismo ha provocato un boom edilizio, sono sorti numerosi hotel e costruzioni con seconde case.
Tra le mete turistiche più ambite vi sono le rovine di Butrinto, la chiesa bizantina di San Nicola a Mesopotam e la sorgente carsica di Syri i Kaltër.
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Strade
[modifica | modifica wikitesto]Saranda è interessata dalla strada statale 8 (SH8), nonché dalle strade statali 78, 81, 98 e 99.
Aeroporti
[modifica | modifica wikitesto]3,7 km ad est di Saranda è presente l'aviosuperficie di Saranda, attualmente inutilizzata.
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Cfr. a p. 350 in Istituto Idrografico della Marina Portolano del Mediterraneo, volume 6, Adriatico Orientale (edizione 1994, nuova tiratura febbraio 2002), Genova. (Pubblicazione annessa alla cartografia ufficiale dello Stato - legge 2 febbraio 1960, n. 68).
- ↑ Cfr. in Istituto Idrografico della Marina, Carta indicativa delle linee di base dalle quali è misurata la larghezza del mare territoriale italiano (carta annessa al D.P.R. n. 816 in data 26 aprile 1977 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 305 del 9-XI-1977), carta nautica 330LB, Genova, 1977.
- ↑ Cfr. il toponimo "Santi Quaranta" in Atlante Geografico, fisico - politico - economico - Paravia, Torino, 1975, tav. 36.
- ↑ SANTI QUARANTA in "Enciclopedia Italiana", su www.treccani.it. URL consultato il 27 agosto 2022.
- ↑ World-Gazetteer. URL consultato il 17 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 28 agosto 2013). (Stima 2007)
- ↑ Saranda - Çelësi turistik, Tirana 2006, ISBN 978-99943-964-5-0
- ↑ ACFC (archiviato dall'url originale il 9 giugno 2007).
- ↑ Pettifer, James. The Greek Minority in Albania - In the Aftermath of Communism. Conflict Studies Research Center, July 2001 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2009). ISBN 1-903584-35-3 - p. 11, "In 1991, Greek shops were attacked in the coastal town of Saranda, home to a large minority population, and inter-ethnic relations throughout Albania worsened."
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]| Controllo di autorità | VIAF (EN) 158406514 · LCCN (EN) n90676726 · GND (DE) 7646840-9 · J9U (EN, HE) 987007567514605171 |
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