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Villafranca di Verona

Coordinate: 45°21′N 10°51′E
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Villafranca di Verona
comune
Villafranca di Verona – Stemma
Villafranca di Verona – Bandiera
Villafranca di Verona – Veduta
Villafranca di Verona – Veduta
Il castello Scaligero di Villafranca
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Veneto
Provincia Verona
Amministrazione
SindacoRoberto Dall'Oca (Fratelli d’Italia, Lega - Liga Veneta, Forza Italia e Liste civiche) dall'11-6-2018 (2º mandato dal 15-5-2023)
Territorio
Coordinate45°21′N 10°51′E
Altitudine54 m s.l.m.
Superficie57,34 km²
Abitanti32 773[1] (28-2-2026)
Densità571,56 ab./km²
FrazioniAlpo, Caluri, Dossobuono, Pizzoletta, Quaderni, Rizza, Rosegaferro[2]
Comuni confinantiCastel d'Azzano, Mozzecane, Povegliano Veronese, Sommacampagna, Valeggio sul Mincio, Verona, Vigasio
Altre informazioni
Cod. postale37069;

37062 (Alpo, Dossobuono)

Prefisso045
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT023096
Cod. catastaleL949
TargaVR
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[3]
Cl. climaticazona E, 2 282 GG[4]
Nome abitantivillafranchesi
Patronosanti Pietro e Paolo
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villafranca di Verona
Villafranca di Verona
Villafranca di Verona – Mappa
Villafranca di Verona – Mappa
Posizione del comune di Villafranca di Verona all'interno della provincia di Verona
Sito istituzionale

Villafranca di Verona (Viłafrànca in veneto[5]; talvolta indicata come Villafranca Veronese) è un comune italiano di 32 773 abitanti[1] della provincia di Verona in Veneto.

Geografia fisica

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Villafranca è a 15 chilometri a sud ovest da Verona. È in posizione intermedia fra il suo capoluogo di provincia e la città di Mantova. Nella sua parte sud ovest è attraversata dal fiume Tione dei Monti, che poi confluisce nel Tartaro nel territorio del comune di Povegliano Veronese.

Appartiene all'alta pianura veronese, la quale rappresenta quanto rimane della conoide dell'Adige[6]. Su buona parte della conoide si depositarono le morene glaciali[7]. Nella zona villafranchese la pianura si presenta con pendenza pressoché uniforme da nord a sud e da ovest ad est[8]. Si tratta di una pianura ghiaioso-sabbiosa molto permeabile ma con una falda acquifera abbondante tutto l'anno[9]. Considerate le caratteristiche del suolo è possibile ipotizzare che nel medioevo le acque tendessero ad affiorare, da cui la necessità dello scavo di fossati e interventi di regolazione dell'alveo del Tione dei Monti[10].

VERONA VILLAFRANCA
(1991-2020)[11]
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 7,19,714,518,823,928,130,430,325,118,812,47,68,119,129,618,818,9
T. media (°C) 3,35,09,313,318,422,624,724,619,714,28,73,94,113,724,014,214,0
T. min. media (°C) −0,50,34,07,812,717,018,918,914,39,74,90,20,08,218,39,69,0
Precipitazioni (mm) 35,833,941,463,566,164,860,264,579,273,483,059,1128,8171,0189,5235,6724,9
Giorni di pioggia 5458775567871620172174

Origini del nome

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Il toponimo deriva dalla sua caratteristica fondativa di affrancamento dagli oneri fiscali da cui Burgus Liber, poi Villa libera quindi Villafranca[12]. Il postfisso "di Verona" è stato aggiunto successivamente all'accorpamento al Regno d'Italia (precisamente con decreto legge dell'11 agosto 1867) per distinguerla da altre cittadine omonime[13].

Storia medievale

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Le origini di Villafranca di Verona si inseriscono nel più ampio processo di riorganizzazione territoriale promosso dal Comune di Verona tra XII e XIII secolo, volto a consolidare il controllo del contado e a favorire il popolamento rurale. L’area era in precedenza caratterizzata da un popolamento sparso, da attività agricole e da una rete viaria che collegava Verona alla pianura mantovana, con una presenza significativa di corsi d’acqua e zone umide.[14][15]

La fondazione di Villafranca come borgo franco avvenne ufficialmente nel 1185 nell’ambito della politica comunale di creazione delle cosiddette ville nuove, insediamenti dotati di franchigie fiscali e giuridiche per attrarre popolazione, mettere a coltura le terre e garantire la stabilità del nuovo centro.[16][14][17]

Nel XIII secolo Villafranca si strutturò come centro rurale organizzato, dotato di riconoscimento giuridico all’interno del sistema amministrativo veronese. La comunità era sottoposta al controllo diretto del Comune ma possedeva proprie istituzioni locali, analogamente ad altri borghi di nuova fondazione dell’Italia comunale.[15][18]

Durante il periodo della Signoria scaligera (XIII–XIV secolo), Villafranca mantenne prevalentemente una funzione agricola e territoriale, inserita nel sistema difensivo e politico dei Della Scala. La posizione lungo direttrici strategiche e in prossimità delle aree di confine ne accrebbe l’importanza logistica, senza trasformarla in un centro urbano di primo piano.[19][20]

La documentazione patrimoniale e fiscale del tardo Medioevo consente di ricostruire la struttura fondiaria del territorio. Accanto ai coltivatori locali erano presenti enti ecclesiastici e famiglie cittadine veronesi proprietarie di terreni nel contado, configurando rapporti economici e sociali complessi destinati a consolidarsi nell’età moderna.[16][18]

Un ruolo significativo fu svolto dalla gestione delle acque e del territorio. L’assetto idrografico, con corsi d’acqua e zone paludose, rese necessarie opere di regolazione e manutenzione, promosse sia dalle autorità comunali sia dai signori locali, influenzando profondamente l’organizzazione agricola e l’evoluzione dell’insediamento.[16][18]

Nonostante le crisi demografiche ed economiche del XIV secolo, Villafranca mantenne una sostanziale continuità insediativa e funzionale, facilitando il passaggio dal dominio scaligero a quello visconteo e poi veneziano, preservando la propria identità territoriale.[20][18]

Nel complesso, la storia medievale di Villafranca è caratterizzata da una fondazione pianificata, da una forte integrazione nel sistema politico del Comune di Verona e da una continuità economica, sociale e istituzionale che costituì la base per gli sviluppi dell’età moderna.[18]

Storia moderna

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Nel corso dell’età moderna Villafranca di Verona consolidò il proprio ruolo di centro rurale e amministrativo nel territorio meridionale del Veronese. Fondata come borgo franco nel XII secolo, la comunità aveva già sviluppato nel tardo Medioevo una propria identità economica e istituzionale che costituì la base per le trasformazioni dei secoli successivi.[21]

Con la dedizione di Verona alla Repubblica di Venezia nel 1405, Villafranca entrò stabilmente nell’orbita veneziana, rimanendovi fino alla fine del XVIII secolo. In questo periodo il borgo mantenne una funzione prevalentemente agricola, inserita nel sistema economico della Terraferma veneta, caratterizzato dalla produzione cerealicola e dall’organizzazione fondiaria basata su proprietà di piccola e media estensione. La posizione geografica, lungo le principali direttrici di collegamento tra Verona e Mantova, contribuì a rafforzarne il ruolo di centro di riferimento per il territorio circostante.[22]

Le ricerche basate sulla documentazione fiscale, in particolare sulle decime quattrocentesche, consentono di ricostruire la struttura economica e sociale della comunità. Nel XV secolo la registrazione delle decime testimonia la presenza di una proprietà fondiaria articolata, comprendente contadini proprietari, famiglie locali emergenti, enti ecclesiastici e proprietari cittadini veronesi. Questo quadro evidenzia l’avvio di un processo di differenziazione sociale e la progressiva formazione di una borghesia rurale locale, destinata ad assumere un ruolo centrale nella gestione delle risorse e dell’amministrazione del borgo.[23]

Nel XVI secolo l’economia di Villafranca risultava fortemente legata alla produzione agricola, come attestato dall’estimo rurale del 1534. La documentazione fiscale restituisce l’immagine di una comunità organizzata attorno alla gestione dei campi, ai canoni e agli obblighi tributari, con un assetto economico relativamente stabile. Le trasformazioni avvennero in modo graduale, senza rotture strutturali, e furono caratterizzate da una sostanziale continuità tra le istituzioni medievali e quelle dell’età moderna.[24]

Durante l’età moderna si rafforzarono anche le istituzioni locali. Pur rimanendo sottoposta all’autorità veneziana e ai rettori veronesi, la comunità villafranchese mantenne margini di autonomia nella gestione delle questioni economiche, fiscali e infrastrutturali. Le élite locali, formate prevalentemente da proprietari terrieri e amministratori, esercitarono un’influenza crescente sulla vita del borgo, contribuendo alla stabilità sociale e alla continuità delle strutture comunitarie.[25]

Un ulteriore elemento rilevante della storia moderna di Villafranca riguarda la dimensione territoriale e difensiva. La collocazione in un’area di confine rese il borgo interessato da interventi di controllo e fortificazione del territorio, in particolare lungo il sistema idrografico del Tartaro e del Tione. Tali opere, promosse in ambito veneziano, rispondevano a esigenze di sicurezza e di controllo dei confini, influenzando l’organizzazione dello spazio rurale e le funzioni del centro abitato, pur senza trasformarlo in una città fortificata in senso stretto.[26]

Nel complesso, la storia moderna di Villafranca di Verona si caratterizza per una sostanziale continuità economica e sociale, fondata sull’agricoltura, sulla gestione della proprietà fondiaria e sull’emergere di gruppi dirigenti locali. L’integrazione nel sistema della Repubblica di Venezia e le trasformazioni lente ma costanti tra XV e XVIII secolo posero le basi per gli sviluppi successivi dell’età contemporanea.[27]

Storia contemporanea

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Il 14 novembre 1796, durante la campagna d'Italia, Napoleone trasferì a Villafranca il quartier generale e soggiornò nel palazzo Comini (ora caffè Fantoni). Fu la notte che precedette la battaglia di Arcole[28].

Nel periodo del Risorgimento Villafranca è stata coinvolta in quasi tutte le fasi salienti dell'epoca; sia per la posizione vicino al Mincio che per la strada postale tra Mantova e Verona (due città del Quadrilatero) che la attraversava. Nel 1848 (prima guerra d'Indipendenza) fu sede del quartier generale piemontese (presso l'albergo "Il Sole") e da palazzo Gandini Morelli Bugna poi Bottagisio il generale toscano Cesare de Laugier osservava il volgersi in sconfitta della battaglia di Custoza. Nel 1859 fu sede del quartier generale austriaco (ospitando anche l'imperatore Francesco Giuseppe) e l'11 luglio dello stesso anno ospitò (presso il palazzo Bottagisio, oggi in via Pace) l'incontro tra Francesco Giuseppe e Napoleone III, che in quel giorno firmarono l'armistizio di Villafranca, che concluse la seconda guerra d'Indipendenza. Nel 1866 fu coinvolta nella terza guerra d'Indipendenza, in particolare il 24 giugno 1866, ai margini della città, in direzione di Verona, nei pressi dell'attuale via Quadrato, si svolse uno scontro tra la 16ª divisione di fanteria comandata dal principe Umberto di Savoia e la cavalleria austriaca; la fanteria italiana si dispose a "quadrato" respingendo gli assalti del nemico[29].

Il 1º agosto 1918 si tenne in località Ganfardine (zona del neonato campo di volo, nucleo del moderno aeroporto) un incontro tra Vittorio Emanuele III e il vescovo di Verona mons. Bacilieri; l'occasione fu lo schieramento del 332º fanteria dello stato dell'Ohio[30].

Il Fascismo fu accolto tutto sommato senza ostilità a Villafranca[31]; alcuni villafranchesi parteciparono alla marcia su Roma. Una delle poche impronte visibili lasciate da questo periodo è il Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale del 1929. L'impatto sull'assetto urbanistico fu di continuità con l'esistente, fu aperta una nuova via parallela (ad est) al corso Vittorio Emauele II, chiamata via dell'Impero (oggi via Marconi)[32]. Sempre del 1929 è l'inaugurazione dell'acquedotto[33]. Nel 1930 venne girato nel capoluogo un film a titolo Villafranca del regista Giovacchino Forzano che si snoda attorno alle vicende della II Guerra d'Indipendenza e del trattato; al momento non esistono copie di questa pellicola, soltanto alcune scatti fotografici del set[34].

La Seconda guerra mondiale arrivò a Villafranca anche con attacchi aerei alleati. Si ricordano come particolarmente devastanti quelli del 28 agosto 1944 e del 18 novembre 1944[35]. Il motivo principale degli attacchi era la presenza dell'aeroporto, utilizzato dopo il 1943 dai tedeschi; approntato dopo Caporetto, negli anni quaranta si trovava più ad ovest rispetto all'attuale, con una conformazione a triangolo la cui punta arrivava a Villafranca (è ancora visibile all'imbocco di via Quadrato, nei pressi dell'Obelisco, un edificio appartenente alle caserme del campo di volo). L'area è stata poi occupata da una zona artigianale e in parte residenziale (tra cui una indicazione toponomastica come "via ex-campi di aviazione") che ingloba ancora oggi in costruzioni come stalle, capannoni e abitazioni alcune parti (pilastri in cemento armato) delle vecchie strutture degli hangar[36].

Negli anni sessanta del XX secolo Villafranca partecipò al boom economico del resto della penisola. L'11 luglio 1961 fu aperto l'aeroporto civile[37] (il cui nome attuale "Valerio Catullo" è stato scelto e assegnato solo nel 1987), il 3 agosto 1964 è stato inaugurato l'ospedale "Magalini"[38], costruito a sud del fiume Tione nei pressi del Castello (distrutto da un incendio nel 2003[39] e sostanzialmente ricostruito ed ampliato nel 2011). Il fervore di rinnovamento anche edilizio ha portato anche alcuni eccessi come l'abbattimento dell'ottocentesco Teatro Comunale (costruito sulla antica chiesa parrocchiale) nel 1963-66 e di altri edifici del centro storico sostituiti da edifici più moderni (la stessa situazione verificatasi in altri centri limitrofi, non senza discussioni, come a Povegliano Veronese e a Castel d'Azzano sempre per la demolizione di vecchi edifici di culto).

Lo stemma e il gonfalone di Villafranca di Verona sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 25 marzo 2009.[40]

«Stemma partito di azzurro e di rosso, al castello d'oro, attraversante, murato di nero, torricellato di tre, la torre centrale più alta e più larga, chiuso di nero, finestrato di otto, dello stesso, quattro finestre nel corpo del castello, quattro nelle torri, due ordinate in palo nella torre centrale, due nelle torri laterali, una e una; esso castello merlato alla ghibellina, il fastigio di nove, le torri ognuna di tre. Ornamenti esteriori da Città.»

Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Mappa del centro storico

Architetture religiose

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Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Villafranca di Verona.
Duomo dei Santi Pietro e Paolo

Il Duomo dedicato ai Santi Pietro e Paolo (XVIII/XIX secolo), iniziato nel 1786 e concluso nel 1882, anno in cui venne consacrato[41] (costruzione interrotta e rallentata più volte per cause belliche o mancanza di fondi), si trova giusto a metà percorso di Corso Vittorio Emanuele II e costituisce, dopo il castello, il più importante monumento del paese. L'edificio è ispirato al progetto di Andrea Palladio per la basilica del Santissimo Redentore alla Giudecca di Venezia. Vicino ad essa, nell'attuale spazio di piazza Papa Giovanni XXIII, in passato si trovava la vecchia chiesa parrocchiale, che risaliva al XIV secolo, poi diventata un teatro[42] e successivamente demolito; alcuni oggetti presenti nel vecchio edificio (altari, il coro ligneo) sono stati trasferiti nel nuovo Duomo.

Oratorio del Cristo

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Oratorio del Cristo

La chiesa seguì le vicende del maniero nel corso dei secoli. Di recente è stata sottoposta a un restauro conservativo. Le tre pale originariamente conservate all'interno della piccola chiesa sono attualmente ubicate all'interno del palazzo municipale, mentre nell'oratorio sono presenti delle copie.

Chiesa della Disciplina o della Visitazione

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Chiesa della Disciplina

Donato dal conte Giorgio Maffei nel 1499 alla Confraternita dei Disciplinati, l'oratorio Della Disciplina o della Visitazione, con facciata barocca con bassorilievo sopra il portale, custodisce al suo interno un basso sacello con il prezioso "Mortorio" del XV secolo, recentemente restaurato, con nove statue lignee dipinte del XVI secolo, raffiguranti il compianto sul Cristo Morto, con Cristo, San Giovanni, Nicodemo, Giuseppe D'Arimatea, la Madonna, Maria di Cleofa, Maria Betania, Maria Maddalena, il donatore della Chiesa conte Giorgio Maffei, e quattro sagome settecentesche. Un sacello simile si conserva nella chiesa di santa Toscana a Veronetta. Di notevole rilievo la "Via Crucis", della seconda metà del Settecento, e la grande pala d'altare di Orazio Farinati del 1607 con la Visitazione della Madonna a Santa Elisabetta, con i Santi Giuseppe e Zaccaria.

Oratorio di San Rocco

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Lo stesso argomento in dettaglio: Oratorio di San Rocco (Villafranca di Verona).
L'oratorio di San Rocco

Ex voto per la superata pestilenza del 1511 e dedicata a san Rocco, fu decorata esternamente con affreschi da artisti della scuola di Domenico Morone e internamente da un notevole ciclo di affreschi, L'Annunciazione, Fuga in Egitto, San Rocco e la Madonna in trono, realizzati da una bottega veronese all'inizio del XVI secolo. All'interno sono conservati un ovale-lobato con la Madonna con Bambino e san Filippo Neri (XVIII sec.) della scuola del Balestra, la Madonna in trono con bambino statua lignea del XV sec. (tra le più importanti del periodo nel veronese[43]) e sull'altare una pala seicentesca con san Rocco, san Gerolamo e san Sebastiano.

Dopo sei anni di lavori, nel 2004 è terminato l'importante ciclo di restauri che ha riguardato l'edificio, le opere pittoriche, gli affreschi e le statue.[44][45]

San Giovanni della Paglia

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L'esterno della chiesa di San Giovanni della Paglia

Attestata fin dal 1228 come proprietà della Commenda templare di San Giovanni del Tempio di Mantova[46], passò poi alla commenda di San Vitale e Sepolcro dei Cavalieri di San Giovanni dell'Ospedale con la soppressione dell'Ordine dei Cavalieri templari. Per molto tempo l’origine del nome San Giovanni della Paglia è stata associata alla consuetudine – attestata dagli abitanti della corte solamente tra il primo e il secondo dopoguerra – di offrire ospitalità con cibo, acqua e un giaciglio con della paglia per la notte agli uomini di passaggio. In realtà Il toponimo San Giovanni della Paglia non indicherebbe quindi una consuetudine di accoglienza, ma la precisa collocazione geografica della possessione di San Giovanni nella campagna brulla di Verona[47] definita appunto palea. Durante l’età moderna, l’Ordine di San Giovanni a Villafranca ebbe intensi rapporti con la Repubblica di Venezia, subendo la perdita temporanea delle proprie commende durante la Guerra di Cambrai. Il loro recupero fu possibile grazie all’opera del commendatore fra’ Andrea de Martini. Nel corso del Cinquecento, le visite pastorali dei vescovi di Verona documentano lo stato degli edifici dei San Giovanni della Paglia che, dopo essere stati distrutti a metà Seicento, vennero ricostruiti tra il 1667 e il 1670 da fra’ Bernardino Della Ciaia. Le preziose mappe illustrate del Settecento restituiscono l’immagine di un complesso rimasto intatto fino alle soppressioni napoleoniche, che decretarono la fine della presenza dell’Ordine a Villafranca. In seguito, le proprietà passarono ai conti Conati Cavazzocca Mazzanti e, nel 1919, a Daniele Vantini, che trasformò l’antica commenda nella corte dei Vantini. L'interno, purtroppo alterato durante i lavori di ripristino degli anni '70, conserva un pregevole altare barocco econ una pala d'altare di San Giovanni Battista attribuita al pittore villafranchese Germano Prendaglio (1735-1809)[48]. Attorno all'oratorio fu combattuta la battaglia del Quadrato di Villafranca il 24 giugno 1866[49]; a ricordo dello scontro fu realizzato un primo memoriale in legno, abbattuto da un temporale nel 1889. Verrà quindi in seguito costruito l’attuale monumento in pietra, sito sui terreni dei conti Cavazzocca Mazzanti e collocato poco lungi dal sito primiero, come ancora si legge sull’iscrizione alla base dell’obelisco. Dopo esser stato di proprietà dei conti Conati Cavazzocca Mazzanti, oggi l'intero complesso è ancora di proprietà privata.

Chiesa della Madonna del Popolo

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Chiesa della Madonna del Popolo

Edificio di culto improntato a modelli di architettura contemporanea, costruito in cemento armato a partire dal 1982 e utilizzato dal 1984, è situato nell'omonimo quartiere di Villafranca di Verona, è il riferimento inoltre della parrocchia omonima[50].

Luoghi di culto di altre confessioni

Tra le altre chiese, in ambito cristiano, i Bambini di Dio (conosciuti oggi come la "Famiglia Internazionale") in Italia hanno la loro sede principale a Villafranca di Verona.

Chiese non più esistenti

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  • Chiesetta di Sant'Andrea (IX secolo ?[51]), si trovava lungo la fossa di Sant'Andrea, nella zona sud-est di Villafranca, in direzione Povegliano. La zona in cui era presente l'edificio è ben riconoscibile dall'ansa fatta seguire alla fossa[51], ora in quel luogo è presente solo una colonna sormontata da una statua del santo, la cui sede è stata sistemata nel 1986. La chiesetta si suppone sia rimasta in piedi fino al secolo XVII, è comunque ben segnalata su alcune mappe dell'epoca e dei secoli precedenti (la mappa del Bertoldi del 1480 ca., quella del Bertoni del 1683 e quella del Negri del 1713[7]).
  • Vecchia chiesa parrocchiale, si trovava adiacente al Duomo ma a differenza di questo non in asse con la sede stradale, la facciata posta in diagonale (in modo da avere la facciata rivolta a sera e l'officiante ad oriente) si affacciava direttamente sul centro dell'incrocio che funge da "centro" geografico di Villafranca[52]. Risalente probabilmente alla fondazione di Villafranca (XII secolo) in stile romanico fu rifabbricata nel XIV secolo, nel corso del '700 fu nuovamente modificata seguendo i modelli della Controriforma[53]. Abbandonata come edificio religioso dopo la consacrazione del Duomo fu adattata da P.E.Zuccalmaglio nel XIX secolo per ospitare il Teatro Comunale (poi abbattuto nell'agosto 1966[54] durante il rifacimento di piazza Giovanni XXIII, contestualmente furono abbattuti altri edifici presenti nei pressi dell'edificio: la canonica, il teatrino, l'archivio parrocchiale)[55].

Architetture civili

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Palazzo Gandini-Morelli-Bugna-Bottagisio, la casa del Trattato di Pace

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Sala dove è stato firmato il trattato di pace di Villafranca.

Il palazzo Gandini-Morelli-Bugna-Bottagisio, anche detto siteticamente palazzo Bottagisio, è considerato convenzionalmente il luogo in cui fu stipulato l'armistizio del 1859 da Francesco Giuseppe Imperatore d'Austria e Napoleone III Imperatore di Francia, risale all'epoca austriaca.

Caffè Fantoni

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Il celebre caffè nel centro storico di Villafranca fu fondato nel 1842 da Giovanni Fantoni, che fu anche il creatore della ricetta e della forma delle celebri "sfogliatine" di Villafranca. A Giovanni succedette il nipote, il cavalier Marcello Fantoni, che aveva ereditato dal nonno l'arte pasticciera quando ancora la città del Quadrato era austriaca. Marcello, con la sua grande fantasia, era riuscito in quegli anni a far filtrare la storia attraverso i dolci peccati di gola. Infatti, mentre attorno a Villafranca ruotava il Risorgimento, Fantoni sfornava la " Torta della pace" ed i " Biscotti Umberto", in onore del principe che si batté sul luogo ove c'è oggi l'Obelisco del Quadrato. Per l'impresa di d'Annunzio e dei suoi legionari, distillò un liquore di erbe scarsamente alcolico: "l'Acqua di Fiume", descritta "limpida e leggera come quella che dal Carso scende ad alleviare l'ardore della città Olocausta", come scrisse lo stesso poeta al cavalier Marcello in una lettera di ringraziamento del 21 giugno 1921. Il liquore è prodotto in forma artigianale ancora oggi ed è venduto anche in abbinamento con le rinomate sfogliatine. Il caffè Fantoni conserva interni con arredi originali dei primi del 900 e fa parte dei Locali storici d'Italia.[56]

Altri edifici

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  • L'edificio della stazione ferroviaria di Villafranca sulla Ferrovia Verona-Mantova-Modena fu costruito (assieme al tronco della linea) nel 1851 (inaugurata il 5 aprile) dagli austriaci del Regno Lombardo-Veneto[57]. All'epoca in posizione esterna alla cittadina, segna ancora oggi il confine ad est dello sviluppo abitativo. L'edificio si presenta sostanzialmente immutato nelle sue linee fondamentali.
  • L'edificio che ospita attualmente la scuola elementare "G.Bellotti", situato vicino al Duomo in corso Vittorio Emanuele II, fu edificato nel 1891 su disegno di P.E.Zuccalmaglio. La struttura (all'epoca "scuole comunali") nell'ambito dei comuni rurali era da ritenersi all'avanguardia[58].

Architetture militari

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Castello scaligero

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Lo stesso argomento in dettaglio: Castello Scaligero (Villafranca di Verona).

Il Castello scaligero (XIII secolo) si trova a sud dell'abitato, posizionato subito a nord del fiume Tione.

Lo stesso argomento in dettaglio: Serraglio veronese.

Il Serraglio (XIV secolo) era una muraglia difensiva costruita dagli Scaligeri per proteggere il lato sud occidentale del territorio.

L'Obelisco del Quadrato

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Obelisco del Quadrato

Eretto nel 1880 (ma abbattuto da un fulmine nel 1888 fu ricostruito (con dimensioni maggiori[59]) su disegno di P.E.Zuccalmaglio e inaugurato il 28 aprile 1895[60]) in memoria delle gesta eroiche dei militi del 49º reggimento di fanteria che il 24 giugno 1866, durante la III guerra d'indipendenza, fecero quadrato intorno al principe ereditario Umberto di Savoia difendendolo dagli attacchi delle truppe austriache. Alto 17 metri si erge nel luogo dove si presume sia effettivamente avvenuto lo scontro con le truppe austriache. Sul basamento si legge “Qui nel mattino del 24 giugno 1866 il 49º reggimento fanteria disposto in quadrato per improvviso assalto degli austriaci salvò Umberto di Savoia”. Il basamento quadrangolare è sostegno per un piano d'appoggio sostenuto da quattro zampe leonine e dal quale si erge un obelisco quadrangolare e affusolato verso la cima, sormontata da una stella di bronzo. Un episodio coinvolse dopo la battaglia il principe Umberto allorché una contadina di un casolare delle vicinanze (certa Pasquali) gli offrì dell'acqua da bere da un secchio (l'episodio è stato illustrato da Walter Molino sul numero della Domenica del Corriere del 19 giugno 1966)[61].

Monumento ai Caduti

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Inaugurato nel 1929 il Monumento ai caduti della prima guerra mondiale si deve all'architetto Ettore Fagiuoli e allo scultore Egidio Girelli. Posizionato dopo molte discussioni (si ipotizzò anche di erigerlo all'interno del castello) nell'attuale Piazza Giovanni XXIII, vicino al Duomo, si compone di una colonna di marmo sormontata da una statua bronzea[62].

Museo del Risorgimento

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Lo stesso argomento in dettaglio: Museo del Risorgimento (Villafranca di Verona).

Il museo del Risorgimento nacque nel 1959 dall'idea di rendere permanente una mostra allestita in occasione del centenario della Pace di Villafranca. Realizzato in alcuni locali adiacenti alla "casa del Trattato" (palazzo Bottagisio) vi rimase fino al 1981 quando il materiale fu imballato e immagazzinato in attesa di altra sede che arrivò nel 1989, il museò riaprì infatti il 19 novembre di quell'anno presso la restaurata cantoria della chiesetta del Cristo. Nel 2009 il museo è tornato nella sua sede naturale, al piano terra della "casa del Trattato".

Il museo ospita armi, cimeli e stampe di entrambi gli eserciti che combatterono nel periodo del Risorgimento. Ben conservata è una camicia rossa con berretto di un volontario garibaldino del 1866[63].

Museo Nicolis

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Lo stesso argomento in dettaglio: Museo Nicolis.

Fuori dal centro storico in direzione Verona un moderno edificio ospita al suo interno un ampio museo di auto d'epoca (oltre 200, molte delle quali iscritte all'Automotoclub Storico Italiano), di moto, di biciclette, di organetti meccanici, di macchine fotografiche, da scrivere e di altre memorabilia (ad esempio: i volanti ufficiali di Formula 1 autografati dai piloti).

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[64]

  • Antica fiera dei Santi Pietro e Paolo.

Geografia antropica

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Chiesa di Caluri.

A Villafranca sono presenti le seguenti località:

Hangar dell'aeroporto di Villafranca di Verona

La vocazione di Villafranca è sempre stata quella del commercio (il tradizionale mercato settimanale del mercoledì è stato istituito nel 1592[65]). Il settore agricolo per secoli non è mai stato particolarmente florido, anche a causa delle caratteristiche di questa zona dell'Agro Veronese (la "Campagna"), poco feconda e afflitta dalla siccità; il terreno si presenta con un sottile strato di terra che lascia spesso trasparire i ciottoli e i sassi di cui abbonda. Solo la costruzione del Canale Alto Agro nel 1886 ha sovvertito questo stato di cose, in pochi decenni le colture hanno potuto trovare la necessaria irrigazione e progredire[66].

Tradizione commerciale: il mercoledì mattina è dedicato al mercato, di rilevanza provinciale, che occupa la piazza principale e le vie centrali del paese. L'agricoltura è specializzata nella frutticoltura. Villafranca è sede di un importante mercato per il conferimento e la commercializzazione delle pesche. Dal punto di vista gastronomico sono degni di nota il piatto tipico delle taiadele coi fegadini (tagliatelle in brodo coi fegatini di pollo) e le sfogliatine, ciambelle di pasta sfoglia che ogni pasticcere interpreta secondo una propria ricetta segreta. Sul territorio del comune di Villafranca, e precisamente nella frazione di Dossobuono, è situato l'aeroporto di Verona-Villafranca "Valerio Catullo" che, insieme all'aeroporto di Brescia-Montichiari "Gabriele D'Annunzio", costituisce il "Sistema Aeroportuale del Garda". La città è servita dalle stazioni di Stazione di Villafranca di Verona e di Dossobuono sulla linea Verona-Mantova-Modena.

Amministrazione

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Il comune fa parte del movimento patto dei sindaci[67]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2 luglio 1985 25 luglio 1990 Graziano Tovo DC Sindaco [68]
25 luglio 1990 30 settembre 1993 Ermenegildo Pellegrini DC Sindaco [68]
30 settembre 1993 8 maggio 1995 Carlo Arduini DC Sindaco [68]
8 maggio 1995 13 giugno 1999 Maurizio Facincani CCD Sindaco Elezioni 1995[69]
13 giugno 1999 29 giugno 2004 Maurizio Facincani CCD e dal 2002 UDC - con FI-AN-CDU Sindaco Elezioni 1999[70]
28 giugno 2004 10 settembre 2007 Luciano Zanolli Indipendente di centro-sinistra - con DL-civiche Sindaco Elezioni 2004[71]
10 settembre 2007 15 aprile 2008 Elio Faillaci Commissario [72]
15 aprile 2008 11 giugno 2013 Mario Faccioli PdL - con LN-UDC-civica Sindaco Elezioni 2008[73]
11 giugno 2013 11 giugno 2018 Mario Faccioli PdL e dal 2013 FI - con civiche Sindaco Elezioni 2013[74]
11 giugno 2018 15 maggio 2023 Roberto Luca Dall'Oca FI - con Lega-FdI-civiche Sindaco Elezioni 2018
15 maggio 2023 in carica Roberto Luca Dall'Oca FI - Lega-FdI-civiche Sindaco Elezioni 2023
Hockey su prato

A Villafranca gioca l'Hockey Villafranca, società di Hockey su prato maschile. La società ha vinto 5 scudetti nel Campionato italiano di hockey su prato indoor.

Inoltre a Villafranca gioca l'Hockey Femminile Mori Villafranca, società di Hockey su prato femminile. La società ha vinto 4 scudetti nel Campionato italiano di hockey su prato indoor femminile (di cui uno sotto il nome di U.F.I. Villafranca), 3 scudetti nel Campionato italiano di hockey su prato femminile e 2 Coppe Italia.

Calcio

Ha sede a Villafranca la società di calcio A.S.D. Villafranca Veronese, fondata nel 1920.

Sul territorio comunale hanno sede diverse altre società dilettantistiche: nel corso della stagione 2021-2022 si contano AC Alpo Club 98, Polisportiva Quaderni ASD e ACD Olimpica Dossobuono in Prima Categoria, ASD Alpo Lepanto, ASD Dorial e Polisportiva Pizzoletta in Seconda Categoria e Polisportiva Rosegaferro in Terza Categoria.

Pallacanestro

A Villafranca la società Alpo Basket gioca in Serie A2 femminile, mentre in campo maschile ci giocano i Villafranca Basket Jets, che militano nel campionato di Serie D.

Ad Alpo ha la sede la società di basket femminile Alpo Basket 99.

Tamburello

A Villafranca giocano l'A.D.T. Città di Villafranca e l'A.T.D. Capitel Caluri. Quest'ultima rappresentante dell'omonima frazione villafranchese.

Pallavolo

A Villafranca giocano le squadre maschile e femminile del Villafranca Volley La squadra femminile milita nel campionato di seconda divisione, mentre la squadra maschile in prima divisione.

A Quaderni la Polisportiva Quaderni conta sia su una squadra di pallavolo maschile che su una femminile. La squadra maschile ha ottenuto la promozione in B1 nel 2006 mentre la squadra femminile nello stesso periodo militava in 3ª Divisione.

Pallamano

A Dossobuono sono presenti: la Pallamano Olimpica Dossobuono società di pallamano femminile che ha raccolto l'eredità della Pallamano Dossobuono, società che ha vinto 1 scudetto nel Campionato italiano di pallamano femminile e 1 Coppa Italia femminile. Attualmente la prima squadra milita in A2 (girone A); la Pallamano Dossobuono società di pallamano maschile rifondata nel 2010 che milita in B1.

Impianti sportivi

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A Villafranca sono presenti:

  • Campo di calcio con annessa pista di atletica leggera;
  • Piscina olimpionica all'aperto e piscina vasca corta al coperto;
  • Impianti di tennis al coperto e all'aperto;
  • Campo di hockey prato;
  • Campo di tamburello.
  • Palazzetto dello Sport inaugurato nel 2016.
  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Comune di Villafranca di Verona - Statuto.
  3. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
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  7. 1 2 Filippi 1985, p. 94.
  8. Filippi 1985, p. 95.
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  13. villafrancaimmagini, p. 27.
  14. 1 2 Varanini, Il Veneto nel Medioevo. Dai Comuni cittadini al predominio scaligero nella Marca, 1991.
  15. 1 2 Rossini, Il contado veronese nel Duecento.
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  17. L. Dossi, Ai margini della storia. Ricerche sulla comunità di Villafranca di Verona dal Medioevo all'età contemporanea, 2022.
  18. 1 2 3 4 5 Dossi, Ai margini della storia. Ricerche sulla comunità di Villafranca di Verona dal Medioevo all'età contemporanea, 2022.
  19. Franzosi, Il territorio veronese in età scaligera.
  20. 1 2 Varanini, Il Veneto nel Medioevo. Le signorie trecentesche, 1995.
  21. Dossi, Ai margini della storia, pp. introduttive.
  22. Dossi, Ai margini della storia, capp. XV–XVIII secolo.
  23. Dossi, Le origini di una borghesia rurale.
  24. Dossi, L’estimo rurale di Villafranca del 1534.
  25. Dossi, Ai margini della storia, sezioni sull’amministrazione locale.
  26. Dossi, Le fortificazioni del Tartaro-Tione nel Quattrocento.
  27. Dossi, Ai margini della storia.
  28. Comitato di San Rocco 2009, p. 14.
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  32. Viviani-Fagagnini 1995, p. 153.
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  47. L. Dossi, La corte di San Giovanni della Paglia a Villafranca, Sommacampagna (VR) 2020, pp. 22-23.
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  50. Madonna del Popolo in Villafranca di Verona.
  51. 1 2 progetto per un "Parco del Fontanin".
  52. Comitato di San Rocco 2009, p. 100 ss.
  53. Parrocchiale, p. 164.
  54. Parrocchiale, p. 152.
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  57. Viviani-Fagagnini 1995, p. 80.
  58. Viviani-Fagagnini 1995, p. 107.
  59. Viviani-Fagagnini 1995, p. 103.
  60. Comitato di San Rocco 2009, p. 122.
  61. AA.VV.Verona e l'unità d'Italia, supplemento a L'Arena, marzo 2011, p. 38.
  62. Viviani-Fagagnini 1995, p. 156.
  63. Ferrarese 2011, p. 20.
  64. Dati tratti da:
  65. Franzosi 1989, p. 89.
  66. Viviani-Fagagnini 1995, p. 15 e p. 61.
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  71. Ministero dell'interno - Elezioni del 12/06/2004, su elezionistorico.interno.gov.it. URL consultato il 14 maggio 2013.
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  • Arnaldo Liberati, Napoleone e Villafranca, 1796-1814, in Studi villafranchesi, vol. 9, Villafranca di Verona, Comitato di gestione del Museo del Risorgimento, 1993, ISBN non esistente.
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Voci correlate

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Collegamenti esterni

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