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Wikizionario

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Wikizionario
sito web
Logo
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URLwiktionary.org/
Tipo di sitoDizionario online
RegistrazioneOpzionale
Scopo di lucroNo
ProprietarioWikimedia Foundation
Creato daJimmy Wales e la comunità Wikimedia
Lancio12 dicembre 2002
Stato attualeAttivo

Il Wikizionario è un progetto collaborativo, multilingue e gratuito, tramite la Rete, supportato dalla Wikimedia Foundation, per produrre un dizionario online libero e multilingue, con significati, etimologie e pronunce, attraverso l'uso di una piattaforma wiki in maniera del tutto simile a Wikipedia di cui è un compagno lessicale.

Seguendo un'idea nata da Daniel Alston il progetto (originariamente solo in inglese) ha visto la luce il 12 dicembre 2002. I primi Wikizionari multilingue creati sono stati quello francese e quello polacco, entrambi il 29 marzo 2004; a settembre 2011 ci sono Wikizionari in 157 lingue, per un totale di quasi 12 milioni di voci.[1]

Fino al 1º maggio 2004 il progetto è stato ospitato su un URL temporaneo, poi spostato all'attuale indirizzo. Il 3 maggio 2004 è nata la versione in lingua italiana, che a febbraio 2005 contava già 12000 lemmi. A luglio 2018 la versione italiana conta più di 431833 lemmi e 63465 utenti.

Il 23 febbraio 2026 i maggiori Wikizionari erano:[1]

  1. Inglese: 8735148 voci
  2. Francese: 6865766 voci
  3. Malgascio: 5875665 voci
  4. Cinese: 2286689 voci
  5. Thailandese: 2175740 voci
  6. Greco: 1574814 voci
  7. Russo: 1470473 voci
  8. Tedesco: 1231486 voci
  9. Curdo: 1034382 voci
  10. Olandese: 1016135 voci
  11. Turco: 1003345 voci

Diversamente da molti dizionari che sono mono o bilingue, Wikizionario è un dizionario multilingue e internazionale, il che significa che il suo ambizioso scopo è raccogliere ogni parola per ogni lingua nota.

La percezione critica di Wikizionario è molto varia. Nel 2006, Jill Leopre scrisse nel suo articolo "Noah's Ark" (in Italiano "L'Arca di Noè") per "The New Yorker",[2]

«Su Wikizionario non si alzano le mani. Non c'è neanche uno staff editoriale. "Sii te stesso un lessicografo!" potrebbe essere il motto di Wikizionario. Chi ha bisogno di esperti? Perchè pagare tanti soldi per un dizionario scritto da lessicografi quando possiamo farne uno noi stessi? Wikizionario non è così repubblicano o democratico come il Maoismo. Ed è puono solo quanto i libri diventano di pubblico dominio da cui si basa.»

La recensione di Keir Graff per Booklist era meno critica:

«Esiste un posto per Wikizionario? Senzadubbiamente. L'industria e l'entusiasmo dei suoi tanti curatori sono prova che c'è un mercato. Ed è meraviglioso avere un'altra fonte potente da usare per cercare i termini strani che appaiono nel mondo di oggi che cambia in modo veloce e nell'ambiente online. Ma con così tante fonti online (questa colonna inclusa), è usata nel modo migliore da utenti sofisticati in congiunzione con fonti più affidabili [senza fonte]»

Riferimenti su altre pubblicazioni sono parte di discussioni più estese di Wikipedia, non facendo progressi oltre una definizione, nonostante David Brooks su "The Nashua Telegraph" lo descrisse selvaggio e liscio come la lana.[3] Uno degli impedimenti di Wikizionario è la confusione continua che si tratta semplicemente di un'estensione di Wikipedia. [senza fonte]

La misura della correttezza delle flessioni per un sottoinsieme delle parole polacche nel Wikizionario inglese ha mostrato che questi dati grammaticali sono molto stabili (uno studio ha mostrato che solo 131 delle 4.748 parole polacche hanno avuto i loro dati di flessione corretti).[4]

A partire dal 2016, Wikizionario ha registrato un crescente utilizzo in ambito accademico[5]

  1. 1 2 Statistiche ufficiali di tutti i progetti Wiktionary, su meta.wikimedia.org. URL consultato il 25 settembre 2011.
  2. L'articolo non è disponibile online Lepore, 2006
  3. David Brooks, «L'enciclopedia online interattiva non è più solo per i fanatici della tecnologia, perché sembra che ora tutti ne abbiano bisogno, più che mai!» The Nashua Telegraph (4 agosto 2004)
  4. Kurmas, 2010
  5. Sascha Müller-Spitzer, 2016

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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