Film divertente, spudorato, gaio, mai sguaiato. Un po' furbetto per quanto si rivela capace di accattivarsi consensi ed irresistibili empatie, attori gradevoli e con le facce giuste.
Un'avventura di vendetta, di violenza spettacolare ed esasperata, un punto di riferimento estetico per registi come Quentin Tarantino e Robert Rodriguez (per nominare i maggiori, tra cui anche un occasionale omaggio di Takashi Miike).
Sotto la direzione scintillante e scenografica di Bill Condon, Il bacio della donna ragno si sviluppa nella forma di un vero e proprio musical spettacolare, colorato, pieno di ritmo.
La cronologia dell’acqua è un film duro, talvolta caotico, sostenuto da una visione autentica e da una notevole forza espressiva. Un debutto coraggioso, radicale e personale che lascia intravedere una regista con qualcosa da dire e la volontà di dirlo senza compromessi.
Tra consenso e il suo riconoscimento, tra amore, romanticismo ed idealizzazione, la manipolazione maschile del comune ''bravo ragazzo'' senza cattive intenzioni. Attenzione spoiler!
Spielberg torna su un tema a lui caro e ribalta uno dei grandi archetipi del genere: gli alieni non sono più necessariamente il pericolo (o i salvatori) ma piuttosto lo specchio attraverso cui osservare i nostri dubbi, le nostre paure, i nostri limiti.
Il ritorno in regia del regista scozzeseDavid McKenzie,apprezzato soprattutto per Hell or High Water, avviene con un thriller dignitoso validamente diretto, sorretto da una solida sceneggiatura che riesce a tener salda l'attenzione durante tutta l'intricata vicenda.
Inutile girarci attorno: la nuova scorribanda di Spielberg nei territori della fantascienza è l'evento della settimana che mette decisamente in ombra sia il ritorno tardivo di Amenábar (Il prigioniero) che la Tuscanology di Tra amore e inganni. Fate attenzione però a Le bambine e a La cronologia dell'acqua di Kristen Stewart
Ossia la seconda stagione di Your Friends & Neighbors” che tanto conferma le proprie potenzialità quanto supera le altrui aspettative relativamente a una tenuta di percorso non per forza garantita da una pur già buona prima annata.
La regia della Stewart stupisce per lo stile ruvido, per il nervosismo con cui muove la telecamera che contagia chi guarda e, aiutato da una fotografia sgranata ed insistenti primi piani, riesce nel proposito di creare disagio e a rendere palpabile quello della protagonista.
Nonostante i fasti, la presenza carismatica di un Alessandro Borghi ed un protagonista sin troppo aitante e sexy, il film, sontuosa coproduzione Italo-spagnola, si rivela un carrozzone di poco pathos, che ricorda certe fiction televisive.
Potevo mancare alla proiezione del film incentrato sui giocattoli che mi hanno accompagnato per tutta l'infanzia (scuola compresa con astucci, zaini e gomme) e qualcosa oltre? Ovviamente no, tappa d'obbligo. Presente in sala, insieme ad altri sei stoici spettatori...
Backrooms è la parte nascosta di noi, quella che rimane sospesa, che si tende a non voler vedere e che viene a galla quando (a volte), spente le luci del giorno, si rimane nel dormiveglia e appaiono nel buio i corridoi illuminati delle paure e delle angosce.
Scary Movie rappresenta probabilmente uno dei più grandi fallimenti non solo del cinema, ma dell'intera società moderna. Eppure, proprio per questo, merita quasi una forma di rispetto.
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