Clan dei Barcellonesi
Il clan dei Barcellonesi è un clan mafioso originario di Barcellona. L'insieme dei gruppi criminali riconducibili a tale clan vengono definiti "la mafia del Longano", in riferimento al fiume che attraversa il territorio.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Non vi sono delle fonti attendibili che certifichino un'origine storica precisa del fenomeno mafioso nella zona di Barcellona Pozzo di Gotto. I primi fenomeni di tale natura ufficialmente documentati risalgono alla seconda metà del 900. In particolare durante gli anni '70 e '80, agiva il clan capitanato da Carmelo Milone e Carmelo Coppolino (circa 15 uomini effettivi[1]), che fu poi coinvolto nel maxiprocesso di Messina del 1986, insieme ad altri tre presunti gruppi criminali appartenenti alla mafia messinese[2]. Tuttavia il crimine di associazione a delinquere di tipo mafioso (art. 416-bis del codice penale) fu riconosciuto solo per pochi imputati considerati membri del clan di Gaetano Costa di Messina (circa 180 uomini[1]), mentre le altre tre cosche incriminate, inclusa quella barcellonese, non furono classificate come mafiose[3].
Oltre a Milone e Coppolino, degli anziani barcellonesi faceva parte anche il boss Francesco Rugolo, classe 1930 (futuro suocero del boss Giuseppe Gullotti), che secondo quanto risulta da un articolo di una testata locale il pentito Carmelo D'Amico avrebbe indicato come uomo d'onore della famiglia di Palermo, iniziato da Michele Greco[4]. Altra figura da menzionare è Girolamo Petretta, descritto come referente locale dei Santapaola di Catania[5] e che «vantava rapporti con la mafia locale, quella calabrese e quella napoletana» secondo le fonti giornalistiche[6].
Dagli anni 80 a Barcellona agivano più gruppi contrapposti tra loro, in modo non ben definito, caotico e con gerarchie e alleanze difficili da ricostruire. Oltre al gruppo di Carmelo Milone e Carmelo Coppolino, vi era quello di Pino Chiofalo, che agiva principalmente nei dintorni di Barcellonaː in particolare Terme Vigliatore e tutta la riviera tirrenica andando verso Tindari[7]. Un tempo Chiofalo era assimilato al gruppo barcellonese ma fu successivamente emarginato, e dunque creò un gruppo indipendente nel 1981[8][5]. Si tratta del "Corpo di società attiva"[9], ovvero una nuova organizzazione criminale con rituali e gradi emulati dalla 'Ndrangheta[5].
L'influenza mafiosa insisteva anche sulle zone vicine a Barcellona e non solo sul centro (lo stesso boss Chiofalo fu arrestato per la prima volta nel 1974, insieme al socio Filippo Barresi, a causa di estorsioni e minacce ai danni degli imprenditori agricoli dei vivai delle zone di Falcone[7]).
Tra fine anni '80 e gli anni '90, tra Barcellona, Terme Vigliatore, Mazzarrà, Novara di Sicilia e Falcone furono assassinate numerose vittime per ragioni di mafia e per contrasti tra il nuovo gruppo di Pino Chiofalo, ormai definitivamente separato da quello dei barcellonesi, e questi ultimi[7]. I "Chiofaliani" erano alleati della 'ndrangheta, del clan catanese dei Cursoti, e secondo il pentito Carmelo D'Amico anche della fazione dei "Bontempo Scavo" della mafia dei Nebrodi, mentre l'ala rimasta "barcellonese" era alleata della fazione dei Santapaola di Cosa Nostra catanese ed anche dei "Batanesi", altra fazione della mafia dei Nebrodi[10]. Nel frattempo nasce il gruppo dei mazzarroti, che secondo alcune fonti trae la sua origine proprio dal volere di Chiofalo, che designò nel 1986 come capo Giuseppe Trifirò (noto come“Carabedda”)[11][12]. Il clan barcellonese di Carmelo Milone e quello di Pino Chiofalo si decimarono a vicenda. Vennero colpiti anche anziani boss legati ai barcellonesi: Girolamo "Mommo" Petretta perse la vita nel 1986 a Furnari, e si trattò del primo omicidio eccellente dei "chiofaliani" contro i "barcellonesi", proprio all'indirizzo del referente dei Santapaola di Catania, non a caso i Chiofalo secondo quanto dichiarato dal pentito boss messinese Gaetano Costa, ambiva a rendersi autonomo nel circuito degli appalti e delle estorsioni con riguardo alle imprese catanesi che lavoravano al raddoppio ferroviario nella zona di Barcellona, proprio ai danni dei Santapaola, mentre i barcellonesi preferivano collaborarci e raggiungere accordi[13]. A seguire, lo storico boss barcellonese Francesco Rugolo perse la vita nel 1987[14], e nel medesimo anno Francesco Gitto, Franco Emilio Iannello e Carmelo Pagano (tutti considerati dai giornali elementi di spicco dei "barcellonesi")[15]. Per tutto il 1986 ed il 1987 i chiofaliani colpirono senza subire particolari perdite. Dopo l'arresto di Chiofalo avvenuto a fina 1987 a Pellaro, in Calabria, la situazione si rovesciò, e la mafia barcellonese si accanì contro i chiofaliani con numerosi altri omicidi[16]. I chiofaliani risposero nel 1990 con le uccisioni di Carmelo Coppolino e di Antonino Isgrò (mente economica dei barcellonesi)[16].
Nel frattempo Milone fu arrestato e sostituito dall'avvocato Giuseppe Gullotti, che era molto vicino al superboss catanese Nitto Santapaola che lo aveva affiliato (lo stesso Santapaola fu latitante a Barcellona Pozzo di Gotto, favorito dal boss Gullotti[17]).
Nel medesimo periodo a Milazzo era presente il clan Sottile-Geraci a gestire lo spaccio di droga, facente capo a Felice Sottile (del quale non si sa se fosse milazzese ma è sicuro che abitasse a Milazzo)[18]. Nel 1989 ci fu un agguato ai danni Francesco Alioto, vicino al clan Sottile-Geraci, ma a causa di un errore i proiettili raggiunsero la povera Annamaria Cambria. Il 2 luglio 1990, doveva essere eliminato proprio Felice Sottile, ma il figlio Giuseppe venne scambiato per lui, e venne freddato al suo posto. Gli inquirenti attribuirono gli episodi alla sanguinosa guerra di mafia che imperversava tra la vicina Barcellona e i suoi dintorni[19]. Fu infatti arrestato 6 anni dopo Carmelo De Pasquale con l'accusa di aver eseguito l'omicidio di Giuseppe Sottile. De Pasquale era inizialmente affiliato al clan barcellonese di Carmelo Milone, poi passato in mano a Giuseppe Gullotti[20].
I "mazzarroti" invece con l'uccisione nel 1991 del boss Giuseppe Trifirò, spostarono la loro posizione mafiosa sempre più verso la compagine barcellonese, attraverso la reggenza di Carmelo Bisognano, passata dopo il suo arresto a Tindaro Calabrese, quest'ultimo molto vicino ai barcellonesi[11][12].
Dunque il potere dei Chiofaliani andò sempre più ad affievolirsi in favore di quello della vecchia cosca barcellonese[21].
Sempre negli anni '90 come rivelato dallo stesso Chiofalo (una volta pentito) il potere criminale tra Falcone e Oliveri fu "trasferito" al boss Santo Gullo, forse originario proprio di Falcone, con rapporti con la criminalità organizzata siciliana a Milano (egli infatti passò parte della vita nel nord-Italia), e con il pezzo grosso di Cosa nostra Rosario Pio Cattafi, avvocato barcellonese. Si ebbe dunque una cessazione delle ostilità tra compagini criminali barcellonesi e delle campagne limitrofe[7].
Il barcellonese Rosario Cattafi, nominato poc'anzi, è considerato uno dei principali raccordi tra terrorismo di estrema destra, massoneria deviata e mafia dell'Italia degli anni '80 e '90; oltre ad essere legato ai Corleonesi di Totò Riina[22].
Da fine anni '90 in poi dunque, i conflitti tra cosche di Barcellona e paesi limitrofi ebbero un forte ridimensionamento e si predilesse un approccio più collaborativo e agendo prettamente come un'unica famiglia mafiosa, definita per l'appunto "clan dei Barcellonesi" o "mafia del Longano"[7].
Negli anni 2000 dopo l'arresto di Gullotti la criminalità organizzata barcellonese continuò ad esercitare potere mafioso nel territorio tirrenico compreso tra Oliveri e Milazzo, attraverso le figure di Sem Di Salvo, Carmelo D'Amico[23], del boss di Castroreale Giovanni Rao, ed altri come: gli Ofria[24], gli Imbesi[25][26], i Foti[27][28][29], considerati membri dell'organizzazione. Nello stesso periodo il clan dei Mazzarroti guidato da Tindaro Calabrese si allineava alla mafia barcellonese. Il tutto reso noto dalle vaste operazioni antimafia denominate "Gotha", scaturite dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Carmelo Bisognano (leader dei mazzarroti), considerato il primo grande "pentito" della mafia barcellonese[30][31][32][33][34].
Una vicenda rilevante avvenne nel 2002 circa, dopo l'arresto di Gullotti, poichè il potere mafioso barcellonese nel complesso passò nelle mani di Sem Di Salvo e Giovanni Rao, i quali non erano ben visti da D'Amico per ragioni di pagamenti di denaro in sospeso. D'Amico a suo dire disponeva comunque di un proprio gruppo criminale. Quest'ultimo fissò a tal proposito un incontro con i boss, minacciando di eliminarli se non fossero cambiate le politiche di gestione del clan e lasciò detto al fratello Francesco e all'amico Antonino Calderone, che se gli fosse successa qualcosa avrebbero dovuto immediatamente uccidere Rao e Di Salvo. A causa delle pretese di D'Amico si è dunque sfiorata una nuova guerra interna all'interno della compagnie mafiosa barcellonese. Questo è quanto emerso dalle parole dello stesso D'Amico in collaborazione con la giustizia[35].
Attività
[modifica | modifica wikitesto]Il clan dei Barcellonesi ha sempre avuto una notevole forza intimidatrice sul "suo" territorio. Storicamente alleato di Cosa Nostra catanese e palermitana e della mafia dei Nebrodi. In particolare le attività del clan vanno dalla gestione illecita degli appalti, alle estorsioni, al traffico di stupefacenti (per il quale fanno affidamento principalmente sui contatti con i clan messinesi e calabresi per i canali di approvvigionamento delle droghe)[36][37].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 SUBITO IL PROCESSO AI 283 BOSS DELLA NUOVA 'CAMORRA PELORITANA, su ricerca.repubblica.it.
- ↑ SUBITO IL PROCESSO AI 283 BOSS DELLA NUOVA 'CAMORRA PELORITANA', su ricerca.repubblica.it.
- ↑ https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/04/04/alla-fine-picciotti-risero.html, su ricerca.repubblica.it.
- ↑ Il boss pentito D’Amico: Bisognano doveva morire, su tempostretto.it.
- 1 2 3 La mafia dei Nebrodi vista da Cosa nostra, su meridionews.it.
- ↑ Gazzetta del Sud 8 Novembre 2005 Ricostruito lo scenario di 18 omicidi (PDF), su messinaantiusura.it.
- 1 2 3 4 5 FALCONE, COLONIA DI MAFIA TRA TINDARI E BARCELLONA POZZO DI GOTTO, su messinaora.it.
- ↑ Senato della Repubblica - 379 - Camera dei deputati 111.7 L'area tirrenica (PDF), su legislature.camera.it.
- ↑ La mafia dei Nebrodi vista da Cosa nostra, su meridionews.it.
- ↑ Intervento di Carmelo D'Amico del 23 aprile 2021 Maxiprocesso Operazione Nebrodi, su radioradicale.it.
- 1 2 MAFIA: DAL PRIMO DICEMBRE AD OGGI TRE OMICIDI NELL’ HINTERLAND BARCELLONESE, su messinaora.it.
- 1 2 Gazzetta del Sud 27 Gennaio 2011 Storia dei “mazzarroti”: da “Carabbedda” alla “primula rossa” e oltre (PDF), su messinaantiusura.it.
- ↑ Gaetano Costa, dichiarazioni; Processo "Orsa Maggiore I" 5 marzo 1996, su radioradicale.it.
- ↑ Camera dei Deputati Senato della Repubblica XVIII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI — DOC. XXIII N . 37 TOMO IV – 1901 – (PDF), su documenti.camera.it.
- ↑ Gazzetta del Sud 6 Luglio 2004 Il pm chiede 12 condanne e 6 assoluzioni (PDF), su messinaantiusura.it.
- 1 2 Gazzetta del Sud 8 Novembre 2005 Ricostruito lo scenario di 18 omicidi (PDF), su messinaantiusura.it.
- ↑ Trentadue anni fa l'uccisione per mano mafiosa del cronista Beppe Alfano, su rainews.it.
- ↑ Arrivava dalla Calabria la cocaina spacciata al Capo e al Castello. Tre arresti, su tempostretto.it.
- ↑ 2 Luglio 1990 Milazzo. Ucciso Giuseppe Sottile, 13 anni. Vittima innocente di un regolamento di conti., su vittimemafia.it.
- ↑ L’uomo che uccise per errore il tredicenne Giuseppe Sottile, su tempostretto.it.
- ↑ MESSINA, TROVATO A MAZZARRÀ S. ANDREA IL CIMITERO DELLA MAFIA, su vittimemafia.it.
- ↑ MAFIA E ANTIMAFIA A BARCELLONA POZZO DI GOTTO Capitolo 3 L'autoparco di Via Salomone a Milano, una delle basi operative del “Consorzio” (PDF), su 19luglio1992.com.
- ↑ Il pentito Munafò presente ai delitti di De Pasquale e Melo Mazza, su gazzettadelsud.it.
- ↑ Gotha VII, tra gli arrestati l’ex consigliere di Milazzo Santino Napoli, su messinaora.it.
- ↑ Barcellona, confisca agli eredi di Ottavio Imbesi. Era ritenuto esponente di spicco di Cosa nostra e morto nel 2021, su messina.gazzettadelsud.it.
- ↑ I NOMI – Barcellona: Usura ed estorsioni, arrestate 4 persone. Sequestrati beni per 500mila euro, su stampalibera.it.
- ↑ Mafia, il ritorno dei boss barcellonesi, su grandangoloagrigento.it.
- ↑ Mafia barcellonese. Confiscati beni per 50mila euro a Carmelo Vito Foti, su stampalibera.it.
- ↑ Le mani della mafia di Barcellona sul Superbonus: quel patto tra impresa e clan, su messina.gazzettadelsud.it.
- ↑ La beffa dei collaboratori di giustizia: la Cassazione mette il sigillo all’inchiesta Vecchia Maniera che portò in carcere l’ex boss di Barcellona Carmelo Bisognano. Passa in giudicato la condanna a 5 anni per Tentata estorsione e Intestazione fittizia di beni, su micheleschinella.it.
- ↑ Mafia barcellonese: chiesti altri trent’anni per Tindaro Calabrese, su messinaora.it.
- ↑ Operazione Inganno, i 13 omicidi di mafia nel barcellonese: la parola alla difesa, su messinatoday.it.
- ↑ MAFIA BARCELLONESE E APPALTI “MESSINESI”: 15 ARRESTI E 15 MILIONI SEQUESTRATI, su messinaora.it.
- ↑ Mafia, Gotha VII, chi sono gli arrestati, su letteraemme.it.
- ↑ Interrogatorio di Carmelo D'Amico del 2015, disponibile su Radio Radicale.
- ↑ Giostra, Camaro e Mangialupi come basi operative della criminalità organizzata: gli affari con la 'ndrangheta e l'ombra del clan Santapaola -- Giostra, Camaro e Mangialupi basi operative della criminalità organizzata: gli affari con la 'ndrangheta e l'ombra del clan Santapaola https://www.messinatoday.it/cronaca/mafia-criminalita-messina-provincia-relazione-dia-2024.html © MessinaToday, su messinatoday.it.
- ↑ Relazione semestrale della DIA: il focus su Messina, Tirrenica e Nebrodi, su glpress.it.